lunedì 23 gennaio 2017

CHIUDONO LE STORICHE RISTAMPE DI DYLAN DOG E TEX WILLER! COSA SUCCEDE ALLA BONELLI? FAN IN ALLARME

In questo pezzo abbiamo messo in evidenza i risultati negativi della Sergio Bonelli Editore nel corso del 2016. I soliti fan hanno cercato di mettere in discussione gli esiti a cui eravamo giunti. Quando hanno capito che i dati contenuti nei nostri pezzi erano pubblici e che quindi non potevano essere discussi, sono tornati a strisciare sotto la pietra dalla quale si erano assentati. Il 2017 è iniziato nel peggiore dei modi e non vediamo l'ora di avere di avere a disposizione i primi dati per suffragare quella che è ormai una conclusione sotto gli occhi di tutti: la crisi della Sergio Bonelli Editore. Qualche settimana fa R. Recchioni aveva dichiarato: come capire se una operazione è andata bene? Se continua e genera altro. Ne abbiamo parlato qui. Se le serie chiudono l'operazione è fallita. E di pochi giorni la notizia che sono state chiuse le serie Dylan Dog Prima Ristampa con il numero 330 e Tex Tre Stelle con il numero 634. Due collane storiche. La prima usciva dal 1990 e la seconda dal 1964. Tex e Dylan Dog sono i personaggi principali della SBE, le serie che vendono di più e permettono all'editore milanese di mantenere l'egemonia nel mercato italiano. Quando chiudono collane di questi due big, anche se si tratta di ristampe, significa che la situazione è critica, specie se, come in questo caso, si tratta di ristampe che uscivano in edicola da decenni! La notizia non è stata commentata e si è cercato di mantenerla il più possibile sotto tono per evitare allarmismi. Volevamo ascoltare i due curatori, Recchioni e Boselli, per capire come avrebbero accolto, commentato e giustificato quella che è, a tutti gli effetti, una catastrofe. Niente. Poche righe per ringraziare i fan e stop. Non una parola di più. Solo per Tex si è parlato di qualche nuova iniziativa, ma si tratta di frasi di circostanza. Se non avessero in programma nuove iniziative per Tex sarebbe davvero la fine. Nemmeno si è parlato dei motivi della chiusura.
 

Ma qui è facile concludere che il motivo della cancellazione delle due storiche ristampe sia dovuto al calo delle vendite. C'è una legge non scritta nell'editoria: fino a quando la serie vende, esce. Quando non riesce più a coprire i costi, chiude. La Bonelli paga gli autori anche per le storie ristampate e quindi queste chiusure contribuiranno a ridurre i costi. Un'altra considerazione da fare riguarda l'incidenza che hanno Tex e Dylan Dog sulle strategie della Bonelli. E' di tutta evidenza che le loro grandi vendite negli anni hanno permesso l'uscita di serie che altrimenti avrebbero chiuso dopo pochi mesi, esercitando verso gli altri editori una pressione enorme. La Bonelli infatti manteneva bassi i prezzi delle collane che vendevano meno per indebolire gli altri concorrenti, che così erano costretti a mantenere bassi i prezzi delle loro serie quando la logica e le minori vendite avrebbe suggerito di alzarli. Ora però la situazione è così grave da non poter più permettere questo gioco. Oggi è la SBE che è costretta a chiudere le sue serie di punta. E notizie di nuove chiusure seguiranno nei prossimi mesi. Già sappiamo che Orfani chiuderà nei primi mesi del 2018. Orfani è stato uno dei flop più clamorosi della storia della Bonelli. Un'altra serie che chiuderà i battenti sarà Le Storie. Avviata nel 2012 sotto la spinta di Recchioni e Marcheselli, si dice che saluterà i lettori con il numero 60. Anche le ristampe di altre collane potrebbero chiudere, mentre è quasi certo che la nuova testata a colori di Martin Mysteré non andrà oltre il numero 12. Lo stesso Martin Mysteré rischia di chiudere a breve insieme alle ristampe di altri personaggi con l'acqua alla gola. Oggi una nuova serie della Bonelli a stento riesce a mantenersi sulle 20.000 copie. Pensate che dieci anni fa una serie come Napoleone di Ambrosini si stabilizzava sulle 70.000 copie al mese! Altri tempi. Migliori di questi. Al Plano.

5 commenti:

  1. Non capisco lo stupore. Il prodotto è nel complesso scadente e redattori e dirigenti danno la colpa al mercato, alla "crisi dl fumetto" in genere, quindi: scarsa competenza e non ammissione di responsabilità, cioè: è colpa del mercato, della crisi, dei fascisti, della Spectre e, a breve, di Trump (new entry). Logica conseguenza...le vendite precipitano. Ripeto, non c'è di che stupirsi e non c'è niente da domandarsi. Non ne azzeccano una e dicono che (semplicemente) è impossibile arrestare il calo delle vendite del fumetto. Credo non abbiano mai letto un libro di marketing in vita loro altrimenti saprebbero che esiste il concetto di "agilità", ovvero quello che un'azienda affermata deve fare per mantenersi al vertice, e non sparerebbero simili assurdità (pensate se i CEO di Coca Cola, Apple o qualche altra multinazionale ragionassero in questo modo!!). And so on...non c'è niente di imprevedibile o stuporoso nel crollo del fumetto. E caliamo un velo sul (Sic nel web) "Topolino della rinascita" (da 500.000 a 60.000 copie!!) della De Poli...Resta il web, dove tutti (redattori, autori, dirigenti, nuove e vecchie testate) sono geni o geniali. Se agli editori va bene così...

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    1. Fa parte del dna degli editori italiani di fumetti. La colpa non è mai delle loro strategie. La colpa è sempre di fattori esterni, il cui peso sulle loro strategie è determinante. Mai una ammissione di responsabilità. I lettori, specie oggi grazie ai social, ne sono ben consapevoli. Nel 2015 il prezzo degli albi Bonelli salì da 2,90 a 3,20 euro. Prepariamoci ad un nuovo aumento da 3,20 a 3,50!

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  2. Non credo che Le Storie chiuda col numero 60, altrimenti nelle anticipazioni del 2017 non avrebbero previsto dodici mesi di avventure. Fonte: http://www.sergiobonelli.it/news/2017/01/30/gallery/le-storie-2017-1000550/

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    1. La voce della chiusura di Le Storie con il numero 60 gira da un po' di tempo. Il pezzo che hai linkato cita espressamente solo i numeri 52 e 53 e poi fa un generico riferimento ai mesi seguenti. Staremo a vedere. Attualmente, Le Storie, insieme a Martin Mystéré, è la serie meno venduta della casa editrice con circa 15.000 copie.

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    2. Pensionamento per Castelli, che comunque resta uno dei grandi del fumetto italiano anche se, in verità, non ha mai brillato quanto a vendite (tanta tecnica, poco senso del mercato, secondo me)? A giudicare dalle edicole del mio quartiere, MM Color non sembra andare a ruba. E magari...pensionare anche qualcun altro? Voi che ne dite?

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