mercoledì 11 gennaio 2017

DYLAN DOG N. 363! MEGA-RECENSIONE! UNA GRANDE STORIA DI PAOLA BARBATO! OTTIMI DISEGNI DI FREGHIERI

Da quando realizziamo mega-recensioni di Dylan Dog questa è la prima volta in cui dobbiamo riconoscere che una storia di Paola Barbato, si merita un giudizio più che positivo. No, non stiamo scherzando. La scrittrice milanese riesce a creare una avventura convincente, articolata e ben strutturata con una cadenza matura. Come sia stato possibile che uno storia di così elevato spessore abbia potuto superare le forche caudine della gestione recchioniana resta un gran mistero. Con le sole eccezioni costituite dai numeri 350, 357 e 362, eravamo abituati a un altro livello. Un livello di molto inferiore a Cose perdute, che funge da titolo alla storia di cui parliamo oggi. Complimenti, dunque, a Paola Barbato. E forse anche per questo motivo, la storia è passata quasi inosservata nei punti più caldi della discussione in rete. Marcello Durante in un articolo del 5 dicembre 2016 su Comics Preview si domandava: perché nessuno parla della storia della Barbato? Secondo noi la risposta è la seguente: il livello culturale e intellettivo dei lettori di Dylan Dog è molto basso, sicché quando viene prodotta una storia di spessore culturale più elevanto, le deboli menti dei lettori dylanioti fanno fatica a recepire ed elaborare i relativi concetti. D'altra parte, la miseria umana di certi derelitti che sui gruppi Facebook si autodefiniscono lettori di Dylan, gestiscono pagine o aspirano a diventare essi stessi scrittori senza essere consapevoli della loro mediocrità umana, non fa che accrescere la crisi di un settore non più alimentato dall'interesse per tematiche, comunque importanti, come quelle trattate in questa storia. Non tutti i lettori di Dylan Dog sono dementi. Una piccola parte di essi è consapevole del decadente stato in cui la collana è precipitata in questi ultimi anni. L'arrivo di Roberto Recchioni ha accelerato, secondo noi, un processo di distruzione del mito creato da Tiziano Sclavi 30 anni fa. Una fine che le recenti trovate hanno reso inevitabile. Alla Bonelli si dicono contenti. Eppure molti ancora ridono della trovata del nome di Bloch o della imposizione di quelle due amebe coglionazze, Rania e Carpenter, che nelle storie appaiono come corpi vuoti. Il ritorno di Sclavi ai testi con il numero 362 poteva far presagire l'inizio di una fase di miglioramento, che finora non abbiamo visto. Se il livello delle storie successive a questa si mantenesse sugli stessi binari potremmo rivedere la nostra valutazione, ma per ora resta negativa. Sono tante le cose da sottolineare in questo numero 363. Cominciamo dalla cover. Gigi Cavenago ha esordito nel numero 361, quello scritto da Recchioni per il trentennale. La prima domanda che ci siamo posti: che senso ha far uscire per il trentennale una storia di Recchioni e quella di Sclavi subito dopo? Non era meglio festeggiare il trentennale con Sclavi invece che con una storia, Mater Dolorosa, che, secondo noi, non aveva alcun senso se non per il rituale satanico che dalla prima all'ultima pagina ha evidenziato? Il numero 362 non aveva cover. Così quella di questo numero 363 è la seconda copertina di Gigi Cavenago! Ma chi è Gigi Cavenago? Cavenago fa parte della scuderia di Roberto Recchioni. La possiamo chiamare scuderia? I membri di questo gruppo hanno un comune denominatore: hanno cominciato con John Doe, magari hanno fatto qualche comparsata sulla testata Orfani e infine approdano su Dylan Dog. Cavenago ha seguito lo stesso percorso. Il punto di partenza, comune a molti autori/artisti bonelliani, è la casa editrice Aurea di Roma, ex-Eura. Lì ha mosso i primi passi importanti Roberto Recchioni, ma anche Mauro Uzzeo, lo stesso Cavenago ed altri, tutti espressione di quel MFR, il Mondo del Fumetto Romano, di cui abbiamo parlato in questo articolo e che ha in Roberto Recchioni il suo riferimento. MFR ha dato vita anche ad una propria manifestazione, l'ARF. Recchioni, quindi, è riuscito ad imporre il suo amico Cavenago come copertinista ufficiale di Dylan Dog al posto di Angelo Stano.
 

Della sostituzione di Angelo Stano come copertinista di Dylan Dog ci siamo occupati in questo articolo. Stano è parso tutt'altro che felice del cambiamento. Ora nell'editoriale Roberto Recchioni ci informa che Stano tornerà ad illustrare storie di Dylan Dog e sarà al centro di importanti progetti. Per ora Stano è fuori da Dylan Dog. Vedremo se gli faranno fare nuove storie. La sostituzione è stata improvvisa e dai toni dell'artista sulla sua pagina Facebook, non ha molto gradito. Ne abbiamo parlato qui. Recchioni parla con la prima persona plurale. Parla a nome di tutta la redazione di Dylan Dog. Fa capire che è lui che comanda. Pare che Sclavi gli abbia dato carta bianca. Sclavi avrà apprezzato anche la copertina bianca e l'assenza di redazionali nel numero 362 che ha segnato il suo ritorno? La Bonelli ha in forze tanti disegnatori. E ci vengono in mente almeno 4-5 elementi di maggiore spessore artistico e di esperienza superiori a Cavenago. Che sarebbe stato lui il successore di Stano si sapeva. Cavenago realizzava le cover del Maxi Old Boy. Recchioni definisce il suo stile sperimentale. Noi lo definiamo lontano dalla tradizione di realismo della Sergio Bonelli Editore. Provate a far fare una copertina come questa del numero 363 su un albo di Tex e vedrete che i lettori di tutta Italia faranno i sit-in sotto la redazione della casa editrice milanese. Non metti un disegnatore con uno stile sperimentale sulla tua seconda serie più venduta. A noi è parso che l'obiettivo sia un altro. Il realismo non è alla portata di tutti gli artisti. Costa tempo e alla Bonelli il tempo comincia a pesare. Uno stile sperimentale, cioè uno stile più raffazzonato, meno preciso e senza i patemi del realismo è alla portata di tutti. Permette di sostituire un disegnatore senza traumi. Si livella verso il basso uno dei maggiori tratti della Bonelli, la perfezione nel disegno. Uno degli elementi che ricorrevano spesso nelle cover di Stano erano i forti simbolismi esoterico-massonici. Nelle ultime cover uno dei temi che si notava di più era il rituale satanico e il simbolo della piramide con la luce in cima. Questa di Cavenago non delinea segni particolari. Dylan non ha profondità. Eppure se guardiamo con attenzione il simbolismo esoterico-massonico emerge. Groucho, Dylan e il bambino rappresentano i vertici di una piramide. Groucho tiene in mano un candelabro che illumina la scena. E' il vecchio tema della piramide con la punta illuminata che nelle cover di Stano ricorreva. Ai loro piedi si intravede un mappamondo. Il mondo è ai loro piedi e la piramide lo controlla. Almeno questo è il significato che abbiamo potuto intravedere. L'ultimo pezzo degli editoriali di Recchioni è il più curioso. Magari pochi ne avranno scorto il vero significato. Noi siamo tra questi. Recchioni scrive che Sclavi sta bene, scrive e vi saluta. A chi era rivolto il messaggio di Recchioni? Forse a noi di Comix Archive! Siamo così importanti? Si. Di recente, Recchioni ci ha attaccato. Forse non gradisce le nostre recensioni. Ha sostenuto che noi avremmo, insieme al popolare youtuber Mad Mitch, organizzato una petizione per farlo allontanare dalla Bonelli. Ha aggiunto che noi siamo l'asse dell'imbarazzo del fumetto italiano. Non immaginavamo di essere così potenti. Eppure lo siamo. Qui trovate il pezzo con i relativi screenshot. Allora però Recchioni si riferiva ad altro. Un articolo di Fumetto d'Autore si esprimeva in toni critici verso Recchioni, sottolineandone l'uscita di scena a breve. Recchioni rispose con un post sul suo profilo, elencando i suoi futuri progetti per dimostrare che la sua uscita dalla Bonelli, cioè dal gotha del fumetto italiano, era lontana. Alla fine terminò il post con la frase che Sclavi è contento e vi saluta. Saluta cioè a Fumetto d'Autore e ad Alexis Machine, l'autore del pezzo! Ne abbiamo parlato qui. Se la nostra interpretazione è giusta, ci chiediamo se alla Bonelli, al momento di approvare i redazionali, fossero consapevoli di quello che poteva essere il significato.
 
La storia della Barbato parte da un serial killer che sta uccidendo delle persone. Alcuni sono ex-poliziotti in pensione. La polizia brancola nel buio. Dylan invece da qualche giorno ha problemi a prendere sonno. E' devastato dagli incubi e sente delle voci che lo chiamano. Tutto inizia con un pacco che gli arriva per posta. Al suo interno c'è un vecchio papillon accompagnato da un messaggio di una donna. Una certa B che si duole del fatto che Dylan la ignori. Accenna a dei ricordi del suo passato, ma per quanto si sforzi l'indagatore dell'incubo non riesce a ricordare. Poiché i problemi psicologici aumentano, Dylan accetta il consiglio di Bloch di farsi visitare da uno psicologo, che gli fa capire che il suo problema consiste nel rifiuto di ricordare alcuni momenti dolorosi della sua infanzia. Quei momenti stanno lottando per emergere, ma lui li respinge. Lentamente, tuttavia, cominciano ad affluire in superficie. Dylan ha quattro anni e trascorre la sua infanzia in una casa di campagna dai nonni. Siccome è solo comincia a circondarsi di amici immaginari con cui gioca nelle vicinanze di un pozzo. Lo psicologo consultato non sembra essere adeguato per risolvere il problema di Dylan, così gli suggerisce di rivolgersi ad una sua collega, Nelly Bryce specializzata nel tipo di turbe che lo tormentano. Mentre Dylan cerca di risolvere i suoi problemi psicologici, gli omicidi continuano ad imperversare e la polizia non riesce a trovare il filo conduttore. Bloch, a cui Rania si era rivolta come consulente, trova l'indizio decisivo in una foto rinvenuta nella casa di una delle vittime. Nell'immagine si vedono alcune di esse e un bambino. A quel punto i due capiscono tutto. Dylan, ormai allo stremo, si sente spinto verso il misterioso pozzo della casa della sua infanzia. Durante la via è accompagnato dai suoi amici immaginari che ora vede e sente in modo distinto. Giunto al pozzo, una delle presenze che lui credeva una amica immaginaria lo tira giù, mentre lei esce fuori. E' Nelly Bryce, la psicologa! E' stata lei a inviargli il papillon e a cercare, attraverso stimoli psicologici, a risvegliare i suoi ricordi sopiti e spingerlo ad avvicinarsi al pozzo. Dylan non poteva saperlo, ma il padre per punirla la metteva in quel pozzo perché si rifiutava di subire abusi. Altri nel Paese sapevano, ma nessuno parlava. Cresciuta la ragazza diventa psicologa e sfrutta le sue conoscenze per vendicarsi. Uccide uno per uno coloro che l'avevano lasciata alle grinfie del padre orco senza denunciarlo. L'ultimo in ordine della lista è proprio Dylan Dog, che lei vorrebbe imprigionare nel pozzo, come lui l'aveva, ma in modo inconsapevole, lasciata. Il pronto intervento di T. Carpenter lo salva. Durante la fuga Nelly viene presa dagli amici immaginari di Dylan che si rivelano degli spiriti e la uccidono. Se infatti Nelly fosse riuscita ad eliminare Dylan, anche loro sarebbero scomparsi con lui. La storia è molto articolata, costruita dalla Barbato fondendo tra loro diversi filoni del passato e del presente in un modo che rende armoniosa la comprensione. La componente del soprannaturale non manca. Ottimi i disegni di Giovanni Freghieri che ci restituisce un Dylan Dog lontano dagli orrori grafici degli ultimi tempi. Il realismo è presente ma non oppressivo. Le buone anatomie e le espressioni delle facce riflettono la bravura dell'artista piacentino. A questo punto, ci chiediamo perché la Bonelli non lo abbia nominato copertinista ufficiale di Dylan Dog. Forse lo hanno fatto e per motivi non conosciuti non sarà stato possibile concludere. Come Recchioni, Cavenago, Uzzeo e tanti altri, anche Freghieri viene dall'Editoriale Eura oggi Editoriale Aurea. Il suo Dylan è diverso dagli altri. Meno effemminato, somigliante a Martin Mystéré, con le labbra meno pronunciate la vicinanza a Rupert Everett, al quale Claudio Villa si è ispirato per creare Dylan Dog nel 1985 è meno rilevante. Una buona storia di Paola Barbato che fa il paio con quella di Ruju del numero 357 e di Sclavi del numero 362. Al Plano.

Nessun commento:

Posta un commento

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.