domenica 22 gennaio 2017

DYLAN DOG N. 365! MEGA-RECENSIONE! UNA STORIA DI AMBROSINI SULLO SFONDO DI UN ORRENDO OMICIDIO!!!

Ambrosini torna su Dylan dopo la storia a colori del numero 350 e lo fa con uno dei suoi temi preferiti: i paradossi temporali. Una storia complessa con molti fili che si dipanano in direzioni diverse per unirsi nel finale con un colpo di scena degno dei migliori horror-thriller. Dopo l'ottima storia della Barbato del numero 363 e la storia pur buona, ma in misura minore, di Barbara Baraldi del numero 364, Ambrosini offre al lettore emozioni in forti dosi. Come è stato per il numero 363, ci riesce difficile capire come una storia così sia riuscita a passare sotto le forche caudine della gestione recchioniana. Peccato che il calo delle vendite della collana non possa più essere fermato e che la Bonelli abbia deciso di confermare questa gestione fino al 2020 (la voce gira da Lucca 2016). Se si puntasse su Ambrosini curatore e un pool di scrittori come Ruju, lo stesso Ambrosini e la migliore Barbato le cose andrebbero in modo diverso. La storia presenta anche dei lati negativi dovuti, secondo noi, a condizionamenti imposti dalla direttiva socialista e dalla necessità di strizzare l'occhio alle lobby gay. Cominciamo con la cover di Cavenago. Pensavamo che la cover del numero del mese scorso ricalcata su un manifesto con Sid Vicious e Nancy Spungen fosse stato un caso. Invece, il successore di Stano continua con gli omaggi, se li vogliamo chiamare così. La cover dovrebbe dare l'idea della storia e del titolo, che si riferisce ad un dramma temporale, ma l'idea è quella di una confusa giustapposizione di elementi distinti. Dylan è aggrappato ad un orologio, che richiama l'idea soggettiva del tempo che ha il protagonista. L'immagine è tratta da un film del 1923 dal titolo Preferisco l'ascensore di Harold Lloyd. Sul lato destro è ripresa una scena di un dipinto di De Chirico, mentre l'Arlecchino sul lato sinistro ricorda il personaggio di Harlequin nel celebre film del 1980 con Robert Powell, una rivisitazione della storia di Rasputin in versione thriller con toni horror e precisi richiami politici. Powell tre anni prima aveva interpretato lo sceneggiato di Gesù per la Rai italiana.
 

Gli editoriali di Recchioni non contengono elementi rilevanti. Lo abbiamo notato nei numeri 350, 357 e 363. Quando la storia è di livello pare che l'impronta del curatore sia minima, quasi a suggerire l'idea che davanti ad autori di minor rilievo abbia maggiore possibilità di mettere mano alla storia, mentre davanti ai big ha le mani legate. Il tono richiama le basi di manuali di sceneggiatura con metafore volte a suggerire l'idea di essere davanti ad un capolavoro mischiando gli autori con il mito della storia. Afferma che tra gli elementi vicini ad Ambrosini vi è, tra gli altri, il caro maligno. Perché definisca con questo aggettivo il maligno non è dato sapere. Afferma che per realizzare la storia Ambrosini aveva bisogno di essere affiancato da un artista di rilievo. E questi era Werther Dell'Edera, che qui fa il suo esordio assoluto sul mensile. Lo definisce un artista forgiato in una dimensione oscura! Cosa intendeva dire con questa frase sinistra? Dell'Edera ha già collaborato con Recchioni sulla serie Orfani, ha realizzato qualche storia per Marvel, DC ed altre etichette minori Usa, ma soprattutto ha collaborato a John Doe, il progetto di Recchioni e Bartoli alla Eura/Aurea e a Garrett, sempre di Recchioni. La dimensione oscura in cui si sarebbe forgiato, quindi, sarebbe l'Eura? Il percorso è stato simile a quello di Cavenago. Si parte con John Doe all'Eura, si passa alla Bonelli su Orfani ed infine si approda su Dylan Dog ora che Recchioni ne è il curatore. In futuro vedremo altri artisti che da John Doe sono passati su Orfani e saliranno sul galeone? Vedremo il Mammucari e Di Giandomenico, anche loro ora su Orfani? E quindi anche Walter Venturi, Burchielli, Farinelli e Rosenzweig? Farinelli, Venturi e lo stesso Bartoli lavoravano per la Down Comix come service per la Play Press alla fine degli anni novanta. In interviste rilasciate al nostro sito, Bottero ha dichiarato che quando arrivò Venturi alla Play Press lui venne estromesso. In questa intervista, Dell'Edera descrive il suo ingresso nel mondo di Recchioni e Bartoli nel loro feudo alla Editoriale Eura/Aurea.
 
Parla di un'opera che aveva pubblicato per la Magic Press (altro editore di cui Recchioni è stato collaboratore), poi mostrò le opere a Bartoli e Recchioni, che lo aggregarono alle squadre di artisti. Dopo avere realizzato diverse storie per il settimanale Lanciostory approda su John Doe. E adesso è arrivato su Dylan Dog. Ci piacerebbe chiedere a Dell'Edera se, quando realizzava disegni per Eura/Aurea, ha mai ricevuto indicazioni di riferimenti esoterici da inserire come si è visto su alcune cover di John Doe. Molti degli attuali membri della Scuderia Recchioni hanno lavorato su John Doe, tra cui Pontrelli (che abbiamo già visto sul numero 354) e Torti, che vedremo su 4 Hoods per Bonelli. La storia è complessa e disarticolata. Ambrosini smonta la trama in tanti piccoli pezzi che poi getta sul tavolo rendendo più difficile la comprensione di quella che si rivelerà una storia molto lineare. Si comincia con l'immagine allegorica di un castello che esprime l'idea statica che gli uomini hanno del tempo e poi si passa al 1991. Un killer entra in una casa e uccide la coppia che vi abita. La sua attenzione è rivolta ad una culla. Dentro c'è una bambina. E' un killer, ma non un mostro. Non ammazza i bambini. Un arlecchino su un mobile si anima e resta sorpreso della sua pietà. E' furioso con i suoi mandanti che non lo avevano informato del particolare. Gli mostra la bimba e pretende spiegazioni, ma resterà ucciso nel conflitto a fuoco. Il capo decide di tenere la bimba con se e le dà il nome di Aida. 25 anni dopo, la bambina divenuta una donna si rivolge a Dylan per essere aiutata. Dice che un fantasma non le permette di uscire dalla sua tenuta. Sul momento Dylan è scettico ma dopo avere visto il fantasma della bambina di nome Milky sull'altalena comincia ad indagare. Aida è figlia di Gordon Husley, uno dei più facoltosi banchieri inglesi morto sei anni prima in un incidente d'auto. A pagina 19 Aida afferma di essere lesbica. Si tratta di un elemento narrativo inserito a forza nella storia, quasi che Ambrosini abbia dovuto farlo per forza o almeno così pare.

Da tempo ormai in ogni storia di Dylan c'è un gay, una lesbica o qualche altro deviato sessuale. Lo scopo è quello di rappresentare al giovane sprovveduto che legge che i gay sono persone normali, anziché un elemento dissonante nella società. Un vecchio cavallo di battaglia della sinistra che cerca di sfruttare i deviati sessuali come cavallo di battaglia contro la famiglia basata sul matrimonio di impostazione cristiana. I deviati non possono procreare. I loro organi sessuali non si attivano con le persone del sesso opposto e anche se l'omosessualità è stata cancellata per motivi politici dal catalogo delle malattie dell'OMS nel 1974, resta una dimensione patologica di tipo psichiatrico. Anche la massoneria e le altre associazioni segrete di ispirazione satanista cercando di sfruttare i gay per i loro fini, come ci informa il Centro San Giorgio: i vertici massonici perseguono sicuramente un altro scopo che non va assolutamente trascurato: la dissoluzione dell'ordine naturale e cristiano (il solve alchemico) mediante la diffusione del vizio generalizzato derivante dalla convinzione che più la nostra società diventa putrescente, prima sarà possibile scalzare dalle fondamenta il cristianesimo ed edificare la nuova umanità. Non è un caso che il governo francese di Hollande, che nel 2013 ha legalizzato le unioni gay, contava tra le sue fila un numero impressionante di «grembiulini», senza dimenticare gli altri Fratelli che siedono nel Parlamento (centocinquanta tra deputati e senatori). Il dato incute timore. Il sito afferma che nel parlamento francese ci sono almeno 150 massoni. Tornando alla storia, Aida afferma di essere figlia del banchiere Husley e come è noto la maggior parte dei banchieri inglesi sono membri della Massoneria. Non è quindi un caso che essa sia lesbica. Ci premeva sottolineare il dato per spiegare quello che, secondo noi, è il motivo di questa scelta dell'autore, solo apparentemente incomprensibile per far capire a chi legge il suo vero senso. A pagina 35 Ambrosini raffigura, mentre Dylan guida per le strade londinesi, degli uomini ebrei.

Anche questo riferimento che, da un punto di vista narrativo sembra inutile, presenta, a nostro giudizio una precisa spiegazione collegata alla Massoneria. Il Centro San Giorgio evidenzia le profonde affinità tra ebrei e massoni, un riverbero che si è avuto anche nel settore del fumetto. Il celebre Walt Disney infatti era ebreo e massone, come si vede qui. Dylan apprende da Aida che il fantasma della bambina è figlia di due persone uccise da un killer senza un occhio. La bambina dunque è la figlia delle vittime dell'assassino mostrate all'inizio della storia. Gordon Husley era il mandante e dopo avere a sua volta ucciso il killer, il cui corpo venne gettato in un pozzo nelle vicinanze di un grande orologio a vapore, decise di adottare e crescere la bambina dandole il nome di Aida. L'orologio viene mostrato a pagina 42 e sembra, a tutti gli effetti, una piramide con un grosso occhio sormontato al vertice, più che un orologio, suggerendo l'idea che Husley avrebbe compiuto un omicidio rituale a sfondo satanico. La vittima sacrificale riposa infatti sotto la terra della piramide del grande occhio. Altro riferimento tipico della Massoneria. Riferimenti all'omicidio rituale massonico si possono trovare qui e qui. L'occhio/orologio si trova anche nella copertina dell'albo. E' quello a cui Dylan è aggrappato. A pagina 56 viene mostrato questo luogo. Dylan non ha dovuto sudare per trovare. Come afferma lui stesso, non ci sono molti luoghi simili a Londra. Secondo noi, potrebbe trattarsi di un riferimento al noto London Eye, il famoso occhio di Londra, una grande ruota realizzata nel 1999 a forma di orologio, le cui lancette sono molto simili ad un compasso, altro simbolo massonico. Qui è spiegato meglio. Riferimenti a questo simbolo si rinvengono in molti punti della storia, quasi come se il motivo fosse quello di una ossessiva e ripetuta sua apparizione. In un tombino Dylan trova il cadavere del killer. Quando arrivano sul posto Carpenter e Rania si trova nella difficilissima situazione di dover spiegare come sia riuscito a trovare il corpo.

Rania gli rivela che Gordon Husley era anche azionista di maggioranza di una multinazionale del farmaco per cui lavoravano i due ricercatori uccisi, i coniugi Johnson, i genitori di Aida! Ora facciamo un passo indietro. Abbiamo detto che la storia di Ambrosini è molto complessa a causa di trame tra loro legate e riconducibili a non solo a diverse linee temporali ma anche a dimensioni alternative. Finora abbiamo narrato gli eventi della linea principale, quella del tempo attuale. Ora descriviamo le altre e cerchiamo di legarle insieme. Prima di proseguire è necessaria una ulteriore precisazione. Ambrosini è stato autore della serie Napoleone per la Sergio Bonelli Editore dal 1997 al 2006. La serie aveva periodicità bimestrale. A Lucca Comics 2016 l'autore ha rivelato di essere a lavoro su tre nuove storie di questo personaggio che vedremo forse il prossimo anno. Il numero 1 di Napoleone uscito nel 1997 si intitolava l'occhio di vetro. Nei suoi 57 numeri si possono rinvenire di frequente simboli che, secondo noi, sono a sfondo esoterico-massonico. A pagina 16, subito dopo che Dylan e Groucho sono partiti alla volta della residenza di Aida, compare un Dylan diverso. I disegni sono di Dell'Edera. L'arlecchino demoniaco si nota a pagina 17. Poi vi spiegheremo il suo ruolo verso la fine. Dylan è diverso. Sembra più giovane. Di primo acchito parrebbe il Dylan del passato, ma è più probabile che si tratti del Dylan del passato calato in una dimensione alternativa, come si può forse capire da alcuni elementi diversi dalla classica dimensione del personaggio. Groucho ha gli occhiali. Il maggiolino è sostituito da una macchina sportiva costosa, anche se Dylan rivorrebbe quella vecchia. A pagina 28 si lamenta del fatto che il galeone ha quattro alberi. Com'è possibile se ne ha avuti sempre tre? A pagina 29 una bambina bussa alla sua porta. Si chiama Milky, si è persa e desidera che Dylan la riporti a casa. E' la Milky dell'inizio della storia. Ma non è un fantasma, come si può capire. I suoi genitori lavorano al mercato del pollame e vuole andare lì.

A pagina 47 si nota un indizio che fa capire che, molto probabilmente, il Groucho con gli occhiali non è il vero Groucho, ma il demone Arlecchino che si sta divertendo a giocare con il flusso temporale. E' stato lui a prelevare il Dylan giovane per portarlo nel passato. Solo Dylan e la ragazza lo vedono. Gli altri no. A noi è parso che il demone Arlecchino voglia aiutarla dopo che il killer nelle prime pagine ha ucciso i suoi genitori. Ma se è così, come è possibile che i genitori che lei afferma di avere sono due venditori di polli al mercato? Rania ha rivelato che i veri genitori di Aida erano ricercatori della multinazionale del farmaco di Husley. Perciò: Aida e Milky sono la stessa persona? A questo punto parrebbe di no oppure i veri genitori di Aida non sono quelli indicati da Rania? L'ipotesi più probabile, secondo noi, è che Milky sia il fantasma di una bambina ma che non abbia a che fare con Aida. Milky dunque è lo spirito di una bambina che è stata uccisa in un rituale satanico nella villa di Husley? Se questi, come sembra, è stato un massone satanista, è possibile che sia questa la spiegazione. Il demone Arlecchino vuole aiutarla, permettendole di raggiungere il mercato dove lavorano i suoi genitori. In questo modo, allontanando il fantasma dalla villa Husley dove ora vive Aida, permetterà a quest'ultima di poterla lasciare. Ed è quello che avviene a pagina 86. Quando Dylan, il Groucho/Arlecchino e Milky arrivano al mercato il luogo è dismesso da anni, ma d'improvviso si rianima. E' la magia dell'Arlecchino che prende un frammento del passato e lo colloca in quel preciso istante consentendo a Milky di parlare con i suoi genitori. Questi, però, non la riconoscono. La bimba somiglia alla loro figlia, ma non può essere lei perché è morta anni prima. Il padre non sembra del tutto sincero. Afferma che la figlia è morta due anni prima investita da un auto. E se, invece, è stato lui a venderla a Husley per un rito satanico? Il modo in cui scaccia Dylan e la bimba sembra sospetto, come se volesse nascondere qualcosa. D'improvviso il luogo si trasforma.

Il passato sparisce e il vecchio mercato si popola di demoni guidati da quello che sembra un altro Arlecchino, non quello buono che abbiamo conosciuto finora, ma uno malvagio, quello che rappresenta l'entità demoniaca alla quale il vecchio Husley e gli altri della sua cricca satanista si sono rivolti nel rito sacrificando Milky. Husley dice a Dylan che lui può andarsene, ma non la bimba. Lei appartiene a loro. Dylan non ci sta e comincia a sparare con un mitragliatore passatogli dal Groucho/Arlecchino buono. Alle pagine 75-77 si nota un tizio che osserva la scena da un monitor. Pare essere un dirigente d'azienda membro di qualche organizzazione segreta satanista. Parla con qualcuno che non si vede e forse si tratta di John Ghost. Tra loro discutono come se l'esistenza di queste creature arlecchine per loro non costituisca un mistero. Infatti, a pagina 77 sotto la vetrata dell'azienda si nota una strana creatura con un grosso occhio al posto della testa. Si tratta della stessa creatura vista in Dylan Dog n. 341, quella in cui appare per la prima volta John Ghost. Usciti fuori dal magazzino, Dylan, Milky e il Groucho/Arlecchino si rimettono in viaggio per far ritorno a Londra. Durante il tragitto si scontrano con il maggiolino guidato da Dylan e Rania che accorrono al luogo in cui è stato trovato il cadavere del killer (uno dei poliziotti rimasti di guardia impazzisce e inizia a sparare nel luogo del vecchio mercato, lo stesso posto dove è stato rinvenuto il cadavere del killer. E' probabile che sia stato quello il luogo in cui è stato celebrato il rito satanico in cui Milky è stata sacrificata e il poliziotto ne è stato forse spettatore. Ora spara contro i demoni che crede di vedere). Durante il tragitto la maggiolino di Dylan intravede da lontano la macchina con il Dylan giovane, il Groucho/Arlecchino e Milky, ma non si scontrano. In quel preciso momento, ognuno torna nella propria dimensione spazio-temporale. A questo punto, cari lettori, penserete che sia tutto finito e invece no. Il meglio Ambrosini lo ha riservato per ultimo. Continuate a leggere.

A pagina 92 Rania Rakim rivela a Dylan che Aida Husley è morta sei anni fa insieme al padre in un incidente stradale, uscendo di carreggiata da un viadotto. Alla guida della vettura c'era Aida. Dalla ricostruzione degli inquirenti, tutto lascia pensare che sia stato un fatto deliberato. Aida ha voluto uccidersi insieme al genitore. Dylan resta a bocca aperta. Fino a quel momento ha avuto come cliente un fantasma? E' probabile che sei anni prima Aida sia venuta a conoscenza delle attività losche del padre e della sua appartenenza ad una organizzazione satanista all'interno della quale partecipava a riti in cui venivano uccisi bambini. Per punirlo ha deciso di morire con lui. Tutto finito, quindi? No, perché nelle ultime due pagine Ambrosini rivela un altro particolare, il colpo conclusivo di questa incredibile storia. Dylan rimprovera Groucho di essersi dimenticato nella dispensa un pacco a lui destinato, quello con cui all'inizio della storia Aida ha chiesto l'aiuto di Dylan. Il messaggio era arrivato sei anni prima. Groucho se l'era dimenticato lì. A questo punto le domande sono obbligatorie. Se Dylan avesse ricevuto il messaggio in tempo avrebbe potuto aiutare Aida prima che questa scegliesse di uccidersi con il padre satanista? Ma la vera domanda è: l'Aida con cui il Dylan della linea temporale attuale ha trattato dall'inizio di questa avventura era un fantasma o l'Arlecchino buono che ha guidato il Dylan del passato verso gli assassini di Milky? E soprattutto chi erano questi ultimi? Oltre ad Husley e al suo maggiordomo, parrebbero essere stati coinvolti altri uomini, tra cui il poliziotto che ha iniziato a sparare all'impazzata verso la fine facendo accorrere subito Rania prima che la cosa degenerasse. Se proviamo a prendere i pezzi fondamentali di questa storia, li togliamo dallo scenario londinese e li collochiamo altrove, possiamo arrivare alla conclusione che dietro questi eventi si celi la narrazione di un fatto veramente accaduto che l'autore ha raccontato? Se scorriamo la cronaca, eventi di questo tipo non mancano. Kristoffer Barmen.

2 commenti:

  1. Il personaggio di cui fate riferimento pp 75-77 è una sorta di burocrate dell'inferno. Compare in molti Dyd cito da Wikipedia "Il direttore degli Inferni Modifica
    Un burocrate con due teste (o meglio una testa piccola che fa da appendice alla testa principale) che dialogano fra loro. Compare in "Inferni", "Golconda", "Armageddon", "Il guardiano della memoria", "Storia di un povero Diavolo", "La Convocazione", "Saluti da Moonlight" e in "La paga dell'inferno". Strano vi sia sfuggito...

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    1. Per quanto ci riguarda, il personaggio a pp 75-77 rappresenta il modello che abbiamo indicato, peraltro funzionale alla storia proprio per questo motivo.

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