venerdì 24 febbraio 2017

ALLA SCOPERTA DEL FRATELLO MINORE DI SERGIO BONELLI: GIORGIO! IMMOBILARISTA A LIVELLO MONDIALE!!!

Quando viene pronunciato la parola Bonelli in una discussione è spontaneo associarla al mondo del fumetto. Bonelli è il nome della casa editrice che pubblica Tex Willer, Dylan Dog, Zagor e tanti altri noti personaggi italiani. Bonelli è anche il nome della famiglia proprietaria della casa editrice. Capostipite è stato Gian Luigi Bonelli, che ha iniziato a pubblicare nel 1940 rilevando la proprietà della rivista Audace. A Gian Luigi è succeduto Sergio Bonelli, scrittore anche lui come il padre, firmando tante storie di Zagor e Mister No. Dopo la scomparsa di Sergio nel 2011, è subentrato il figlio Davide (titolare del 20% delle quote dell'azienda), che sembra voler continuare la tradizione di famiglia. Gian Luigi aveva un altro figlio, Giorgio, più giovane di Sergio, che ha avuto un percorso del tutto diverso dagli altri membri della sua famiglia. Nato nel 1953 ha iniziato lavorando nel campo del fumetto, ma se ne è allontanato per dedicarsi alla produzione e regia di programmi televisivi e radiofonici. Al contempo, ha aperto una società che si occupava di acquisto e ristrutturazione di immobili pregiati nel milanese. Questa attività lo aveva quasi del tutto impegnato fino alla fine degli anni '80 quando, per il sopraggiungere di una pesante crisi economica, aveva deciso di trasferirsi all’estero. Nel 1991, durante una visita a Praga, città che da poco si era liberata dall'opprimente cappa del regime comunista, ebbe modo di ammirare i palazzi di quella straordinaria e romantica capitale europea e decise di mettere a profitto l’esperienza nel campo immobiliare ed edilizio maturata a Milano per iniziare una nuova avventura in terra Ceca. Dei molti palazzi barocchi e rinascimentali ristrutturati, alcuni sono alla fine stati trasformati in hotel di lusso e continuano ad essere direttamente gestiti da società facenti parte del Gruppo Bonelli. Degna di nota è la splendida collezione degli hotel Alchymist, riconosciuta come la più raffinata di Praga. L'energia imprenditoriale di Giorgio Bonelli non si è fermata nella ex-Cecoslovacchia. Dopo qualche anno è proseguita in Brasile!
 

La conquista è iniziata nel 2010 con la nascita della Bonelli Brasil, società finanziaria immobiliare dedita principalmente agli investimenti nello stato del Cearà. In questo momento, Boneville Lagoa Esmeralda e l’Alchymist Jericoacoara sono i due più importanti progetti che Bonelli Brasil sta attualmente sviluppando. Ed il Brasile non è una terra sconosciuta per la famiglia Bonelli. Il più noto fratello Sergio nel 1975 vi ambientò il primo fumetto realizzato dalla casa editrice di famiglia dopo decenni di genere western, Mister No! Giorgio Bonelli costituisce la conferma che la famiglia proprietaria della omonima casa editrice ha molte frecce al proprio arco. La ex-Cecoslovacchia è la terra in cui sono ambientate molte delle avventure di Dampyr, personaggio creato da Mauro Boselli e pubblicato dalla Bonelli dall'aprile 2000. Qui ci porta un articolo apparso il 1 dicembre 2014 sul Fatto Quotidiano. Il pezzo parla di immobili di proprietà dello Stato italiano che si trovano all'estero e che per vari motivi sono stati affittati a personaggi celebri. Uno di questi è Giorgio Bonelli, che vive come inquilino in un sontuoso palazzo di 183 metri quadrati pagando un affitto di appena 1000 euro al mese. Da quelle parti è la metà del valore di mercato. Il pezzo mette in evidenza il fatto che l'immobile è stato concesso a chiamata diretta e senza gara. L’appartamento avrebbe bisogno di una ristrutturazione, per questo pago meno, spiega l’inquilino. Continua il pezzo: Il caso vuole che sia un architetto quotato, quindi saprebbe come fare, ma nel contratto – stipulato a chiamata, senza bando di evidenza pubblica – non si è pensato di trovare una formula per accompagnare al prezzo di favore qualche impegno di ristrutturazione. La chicca: nella perizia commissionata dall’ambasciata si giustifica il prezzo concorrenziale con la mancanza di un ascensore, ma l’appartamento è al primo piano. Mettere a reddito gli immobili non è proprio la specialità dei diplomatici a Praga: “Abbiamo altri appartamenti, ma sono sfitti”, riferiscono dall’ambasciata. Non finisce qui.

In un altro pezzo apprendiamo altre notizie su Giorgio: Arrivai a Praga proprio nel 1989. Era un mondo sideralmente diverso dalla Milano della mia giovinezza. Un crepitio di sensazioni, ragazze bellissime, con occhi ridenti nel vento nuovo della rivoluzione, silenzi in apparenza inspiegabili. Eppure, proprio in questo ambiente surreale potevi anche fare l’immobiliarista. Unire estetica e affari, voglio dire, far rinascere dimore e palazzi seppelliti da 43 anni di incuria. Mestiere di occhio, questione di sensibilità. Un articolo dello Spazio Bianco rivela un particolare incredibile: Giorgio Bonelli è fratellastro di Sergio. A parlare è Mauro Boselli in una intervista: Io conoscevo GL Bonelli fin da ragazzino, essendo lui un amico di famiglia. Sergio invece non lo conoscevo, avendolo incrociato solo un paio di volte e incutendomi anche un po’ di timore questo personaggio misterioso che faceva viaggi intorno al mondo e che aveva sempre un’espressione severa dipinta sul volto quando guardava me e il suo fratellastro più piccolo, e mio amico, Giorgio Bonelli. Il particolare è interessante perché rivela che Gian Luigi Bonelli era amico della famiglia di Boselli, il quale conosceva Giorgio Bonelli, fratellastro del più famoso Sergio! Rivela Boselli: Io con GL Bonelli andavo al cinema: ricordo di aver visto insieme con lui, in piedi, la prima di Arancia Meccanica, oppure andavamo a vedere i film western che però (parlo di quelli degli anni Sessanta) a lui non piacevano più tanto, tranne quelli di Sam Peckinpah, o i film con Charles Bronson. Una volta, solo una, avevo tredici anni, mi ha fatto sparare ai barattoli sulla sua barca sul lago, la Tex Willer, come racconta anche Giovanni Ticci nel film di Marco Soldi (Come Tex nessuno mai N.d.R.). Mauro Boselli è l'attuale curatore di Tex Willer: Io andavo spesso in casa editrice e insieme con Giorgio ci divertivamo a ideare progetti impossibili; lui ha anche provato a scrivere insieme a suo padre un paio di soggetti per Tex ed era anche bravo, anche se poi ha cambiato strada e lavoro (è diventato un famosissimo e...

...noto immobiliarista a livello mondiale N.d.R.). Anch’io ho proposto qualche soggetto: GL Bonelli non è che ci facesse una gran scuola, leggeva i nostri sforzi e ci diceva cosa non funzionava. Poi cestinava il tutto! Un progetto che invece siamo riusciti a portare a termine sono stati una serie a fumetti in una tv privata, un progetto analogo al Supergulp! della Rai, dove abbiamo sceneggiato e diretto varie storie di Tex, Zagor, Mister No e Ken Parker. Purtroppo i nastri, com’era cattiva abitudine all’epoca, sono stati tutti cancellati. Ma com'è il rapporto di Giorgio Bonelli con la casa editrice dove ha mosso i primi passi lavorativi? In queste dichiarazioni rilasciate la settimana scorsa all'Ansa: Certo, Tex è stato sempre presente nella mia vita. Ma io non me occupo più da tanto, e neppure della società editrice". C'era il suo zampino nella sceneggiatura del film di Duccio Tessari, con Giuliano Gemma, che partì al botteghino facendo sfracelli e poi si affievolì. Era il 1985. "Se penso che lo presentarono al Festival di Venezia? Per fortuna era fuori concorso". Praga è in qualche modo il suo buen retiro. L'Italia è "sempre nel cuore, e non potrebbe non essere così. Dispiace vederla in queste condizioni. Siamo bravi, abbiamo tutto, riusciamo a fare cose che gli altri non sanno fare, eppure il Paese non si riprende come dovrebbe e come potrebbe. Ma ce la faremo. Chissà se Giorgio è al corrente delle voci che vogliono la Bonelli nelle mire di acquisto da parte della Panini. Si ignorano i motivi per cui non si occupi più della casa editrice. Forse non gli interessa ed anche perché da tanti anni vive e lavora all'estero in un altro settore, quello immobiliare. Ma anche se non si occupa più della casa editrice, è titolare di quote della stessa? Potrebbe avere voce in capitolo se a breve si dovesse discutere della cessione dell'azienda di famiglia? E soprattutto un giorno potrebbe tornare ad occuparsi di essa dal momento che diversi anni fa Sergio rivelò in una storica intervista che il figlio Davide non era interessato al settore del fumetto? Vedremo. Al Plano.

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