mercoledì 8 febbraio 2017

BONELLI KIDS: SERIE CHE VA ALLA RICERCA DEI GIOVANI! CHE FINE HA FATTO LA LINEA YOUNG DI RECCHIONI?

Iniziative bonelliane! Così recita il titolo di una notizia apparsa sul sito della casa editrice Bonelli di Milano. L'iniziativa consiste nel lancio di quella che appare come una linea per i più piccini chiamata Bonelli Kids! Viene indicato anche il link di una pagina Facebook collegata dove apprendiamo che Bonelli Kids è una serie a fumetti prodotta dalla Sergio Bonelli Editore. I testi sono di Alfredo Castelli, Tino Adamo e Sergio Masperi. I disegni di Luca Bertelè. Con tale iniziativa la Bonelli cerca di risolvere uno dei suoi problemi più gravi: l'assenza di un pubblico giovane. Se Tex è letto da un pubblico formato in prevalenza di adulti/vecchi e Dylan Dog da un pubblico più ristretto che ha difficoltà ad uscire dall'età dell'adolescenza, mentre quelli che lo criticano per loro fortuna ne sono usciti, tutto il resto della produzione della Bonelli non riesce ad intercettare le attuali generazioni. Si nota dai flop a ripetizione che in questi anni la casa editrice milanese, all'esisto di una serie colossale di errori di valutazione e di politiche editoriali, ha collezionato. Una nuova serie Bonelli, se va bene, riesce a vendere al massimo 20.000 copie. Una miseria se si confrontano i livelli di 10 anni fa in cui se una serie scendeva sotto le 25.000 copie veniva chiusa per basso profitto. Oggi vendere 25.000 copie sarebbe un miracolo. Impresa che le nuove serie lanciate in questi anni non sono riuscite a realizzare. Non ci è riuscito il tanto sbandierato Orfani di Recchioni, che può essere considerato come il flop più clamoroso. Non ci è riuscito Adam Wild di G. Manfredi di anni 69, né ci è riuscito il Saguaro di Enna. E' ancora incerto il futuro di Morgan Lost. Chiaverotti ha detto che andrà avanti oltre il numero 25, ma non ha specificato in che formula (volumi semestrali?).
 

Non sappiamo se a breve la Bonelli verrà acquistata dalla Panini. Ne abbiamo parlato qui. Ma è certo che le sue politiche si stanno orientando verso quelle di una casa che punta sull'entertainment in stile Disney. Serie a colori, gadget, copertine speciali. Politiche che nel 1996 portarono la Marvel Usa ad un passo dal tracollo finanziario. Bonelli Kids dovrebbe essere una rivista in cui i protagonisti saranno versioni bambine dei personaggi Bonelli classici, da Tex, a Dylan Dog a Zagor. Un esperimento che presenta molte similitudini con le riviste della Disney pubblicate oggi dalla Panini! E' solo una coincidenza? O la conferma che con l'arrivo di Airoldi la Bonelli si sta Disneysizzando? Airoldi, tra le altre cose, ha iniziato la sua carriera proprio alla Disney quasi 30 anni fa! Poi nel 1994 è passato alla filiale italiana della Marvel che poi sarebbe diventata Panini Comics nel 1999 ed oggi è alla Bonelli come direttore generale. Vogliono fare la concorrenza a Topolino con un settimanale? Può darsi, ma Bonelli e Panini non sono concorrenti. Per ammissione dei loro vertici, intrattengono rapporti di collaborazione! Sorvolando su questi accenni che piacciono tanto ai nostri lettori, un fatto incontestabile emerge da tutto questo: lo scrittore di questa serie è Alfredo Castelli di anni 70! Un settantenne che scrive testi per bambini? Ancora una volta, quindi, la Bonelli dimostra di essere fuori fase quando si tratta di formulare strategie finalizzate alla conquista di un settore del mercato (oggi appannaggio esclusivo della Panini con le serie Disney). I disegni sono di Luca Bertelè, che ha lavorato su John Doe di Recchioni alla Aurea (come Pontrelli, Cavenago, Mammucari ed altri della scuderia Recchioni e che ora lavorano su Dylan Dog). Al Plano.

3 commenti:

  1. Gli auguro tutto il bene possibile, ma una testata con versione bambinesca di personaggi che nessun bambino conosce che futuro può avere? Boh. Intanto su Dragonero di questo mese è apparsa la prima "marchetta" per la linea Kids, in un ricordo del passato di Ian lui e la sorella vengono disegnati in versione cartoonesca come sappiamo saranno nella futura testata per bambini, stravolgendo completamente la drammaticità dei disegni del resto dell'albo: anche qui, perché questa marchetta in un albo che in teoria i bambini, futuri (si spera) acquirenti del Dragonero Kid non leggono?

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    1. Ciò che dimostra gli errori evidenti nella gestione delle promozioni.

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  2. Ho un figlio di 13 anni e una bambina di 8 anni. Il massimo che leggono e' un fumetto di supereroi o di topolino all anno. Come loro tutti i loro compagni di scuola. I fumetti non attecchiscono tra i giovanissimi. Nemmeno in versione web. Questa e' la realta italiana.

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