martedì 31 gennaio 2017

DIABOLIK (ANNO LVI) N. 1! LA MEGA-RECENSIONE! STORIA PIATTA! NON CONVINCENTI LE MATITE DEI RICCI!!!

Ritmo blando e trama statica in una storia con un titolo che lasciava presagire ben altri sviluppi. Non comincia bene il 2017 per Diabolik. I problemi sono tanti, a cominciare dal parco disegnatori, che andrebbe del tutto modificato e dalla direzione della collana, che non può essere presentata con un soggetto scritto a tre mani da Andrea Pasini, Enrico Lotti e Alessandro Mainardi. La sceneggiatura di Roberto Altariva è parsa stanca, priva di mordente e senza enfasi. Non è chiaro come una storia di questo genere abbia potuto avere l'approvazione di Mario Gomboli. Salvando Montorio e Facciolo, l'editore milanese dovrebbe seriamente avvalersi di disegnatori più moderni, rispettosi delle anatomie, precisi e curati nei dettagli dei volti. Le tavole di Angelo Maria Ricci e Marco Ricci non ci sono apparse rispettose di queste consegne minime e questo aspetto, unito ad una storia piatta e artificiosa ai limiti degli standard di Diabolik, fanno pensare che essa sia stata tirata via ed approvata in tutta fretta perché, magari, non c'erano alternative o la qualità dei soggetti scartati era più bassa. Un momento non felice per Diabolik, che con 51.000 copie della serie inedita costituisce la terza testata a fumetti più venduta in Italia. La storia, dicevamo, non è niente di che. Diabolik deve rubare una collana chiamata Quadrifoglio (più fantasia, please!) in esposizione al museo storico di Clerville. Siccome i sistemi di sicurezza organizzati da Ginko sembrano insuperabili, escogita un piano che ci è parso eccessivo sia perché Diabolik ha dimostrato di poter superare in passato ostacoli più grandi, sia perché penetrare in un museo e rubare qualcosa per lui non è mai stato un problema. Avremmo gradito che soggettisti e sceneggiatore ci avessero spiegato in cosa consistessero questi sistemi di sicurezza di Ginko, invece viene liquidato tutto in poche battute, come se non si trattasse di un dettaglio fondamentale.
 

Nei pressi del museo esiste una ditta chiamata Edilforts dove lavora Sergio Ress, un sempliciotto addetto alla archiviazione dei documenti. Diabolik decide di sostituirsi a lui per entrare nella Edilforts e scavare un tunnel che dai sotterranei di questa gli permetta di arrivare sotto il caveau! Una cosa complicata quando potrebbe rubare la collana Quadrifoglio durante il trasporto usando uno dei suoi molti trucchi. I problemi cominciano quando si sparge la notizia che Ress ha vinto alla lotteria un premio di 5 milioni di euro. La sua casa, da tranquilla dimora che era, viene posta d'assedio dai giornalisti, limitando così gli spostamenti di Diabolik che nel frattempo ha preso il suo posto. Diabolik non si dà per vinto e escogita un nuovo piano per rubare la collana. Convince Ress a recarsi presso la banca, dove ora si trova il gioiello, per depositarvi i soldi, in gettoni d'oro, che ha vinto. E' costretto a rivolgersi a lui perché per ordine di Ginko tutti quelli che chiedono di avvicinarsi al caveau devono sottoporsi al controllo del viso. Eva Kant, che ha preso il posto della sua fidanzata, resta in sala di attesa per coprirgli le spalle. Intanto, Ginko viene informato e corre subito alla banca. Diabolik entra in scena in quel momento e grazie alla galleria scavata sotto il caveau riesce a fuggire con Eva, insieme alla collana. La storia si conclude così un Diabolik felice di poter far indossare la collana alla sua amata lasciandoci assai delusi per una storia che poteva dare molto di più se articolata meglio e affidata a matite più capaci. Per quanto riguarda la copertina di M. Buffagni, si apprezza la prospettiva dall'alto con un Diabolik che entra in una camera scura e una cascata di monete d'oro che gli piovono sulla testa. Qualche mese fa Buffagni è stato impegnato per la Marvel realizzando alcune storie dell'Uomo Ragno. Astorina potrebbe affidargli le storie future. Sarebbe un passo avanti rispetto all'attuale. Al Plano.

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