domenica 5 febbraio 2017

LUCIANO SECCHI VS. SERGIO BONELLI: LA CRONACA! LA POLITICA DI DOMINIO DEL MERCATO! QUALE FUTURO?!!!

Qualche anno fa, nel 2010 per essere esatti, un editoriale pubblicato su Alan Ford n. 493 a firma del mitico Max Bunker, alias Luciano Secchi, scatenò una ridda di polemiche per una critica veemente nei confronti di Sergio Bonelli. Prima di scendere nel dettaglio, una premessa per far capire ai più giovani di chi stiamo parlando. Sergio Bonelli, scomparso nel 2011, è il figlio di Gian Luigi Bonelli, fondatore della casa editrice omonima. Luciano Secchi è ricordato come colui che ha portato la Marvel in Italia nell'aprile 1970 con la Editoriale Corno, fondata a Milano insieme al cognato Andrea Corno nel 1960. Nel 1964 aveva pubblicato Kriminal, il personaggio che più di tutti rese dura la vita a Diabolik fino al 1974, quando chiuse con il numero 419. Negli anni 60-70 il rapporto tra la Bonelli, che allora aveva altri nomi e la Corno era di rivalità. Non come oggi, in cui Bonelli e Panini, attuale licenziatario Marvel, collaborano annullando la concorrenza. E pare che sia nell'aria addirittura l'acquisto della Bonelli da parte della Panini! Ma di questo parleremo in un'altra occasione. Negli anni settanta i due principali titoli della Bonelli e della Corno erano Tex e l'Uomo Ragno. Il primo vendeva all'incirca 400.000 copie. Il secondo circa 300.000 copie. Numeri imponenti, eh? Oggi l'Uomo Ragno vende 5.000 copie a numero, ma quelli erano altri tempi. Alla gente piaceva leggere. Allora come oggi Tex e l'Uomo Ragno mantenevano le altre collane. Sulla scena nazionale c'erano altri editori, che pubblicavano serie molto seguite di genere horror, erotico, avventura, ecc. Nell'editoriale di Alan Ford n. 493 del luglio 2010 Bunker scrive alcune cose su Sergio Bonelli, accusandolo di avere mantenuto bassi i prezzi dei suoi fumetti in modo tale da mettere in difficoltà gli altri editori costretti a mantenere bassi i loro prezzi a fronte di vendite nettamente inferiori. Bonelli poteva e può fare questo grazie a Tex e Dylan Dog, che giustificano l'esistenza di altri character come Zagor, Julia, Nathan Never o Martin Mystéré. Il discorso è facile da capire: com'è possibile che Tex, che vende 170.000 copie, abbia lo stesso prezzo di copertina (3,20 euro) di Zagor, che vende 28.000 copie? Questo obbliga gli altri editori, che non hanno nel loro parco-testate una serie come Tex o Dylan Dog, ad offrire i loro fumetti a prezzi bassi per restare concorrenziali. E nel fare ciò incassano molto meno a fronte di costi in costante aumento. L'accusa di Bunker è precisa: Bonelli non ha permesso la crescita dei piccoli editori e conseguentemente impedito a tanti giovani fumettisti di affacciarsi sulla scena nazionale. Ancora oggi, infatti, le alternative alla Bonelli non esistono. In teoria, vi è l'Aurea Editoriale di Roma, ma la si può considerare quasi una succursale della Bonelli. Esiste Diabolik (Astorina), ma anche qui il discorso è chiuso. Oggi Bonelli ed Astorina hanno stretti rapporti con la Panini che gestisce i loro diritti nei mercati esteri. In breve, in Italia non esiste concorrenza nel mercato fumettistico e per il lettore non è una cosa buona.
 

Max Bunker aveva ed ha ragione. Una politica non dissimile dei prezzi è stata attuata dalla Panini nei rapporti con gli altri editori di comics americani. Oggi non più. Rw Edizioni, Saldapress e in qualche misura Bao offrono le loro collane a prezzi maggiori rispetto alla casa di Modena. Non hanno altra scelta. Non hanno i capitali della Panini, per quanto oggi la situazione dei modenesi non sia delle più rosee. Non hanno a loro disposizione personaggi notissimi come quelli della Marvel e devono arrangiarsi. La Rw ha Superman e Batman, ma anche i migliori, senza grandi editori alle spalle, non hanno speranze contro l'Uomo Ragno, gli X-Men, Devil, Vendicatori vari, ecc. Bunker ha ragione, ma la colpa non è della Bonelli. Secondo Bunker, è il sistema capitalistico, bieco e cieco (sono le sue parole). Una critica al sistema che ha permesso all'Europa Occidentale di vivere in un regime di libertà mentre i popoli dell'Europa Orientale morivano di fame nelle catene del comunismo? Ciò nonostante, Bunker ha ragione nella sua critica a Sergio Bonelli. Costui ha fatto l'interesse proprio e quello della sua azienda e da buon monopolista ha imposto strategie, formati, prezzi, ecc., abituando i lettori ad un sistema di offrire il fumetto che oggi segna una recessione. Oggi la crisi sta stritolando anche la Bonelli nella sua morsa. In un recente incontro pubblico, Moreno Burattini, il curatore di Zagor, ha dichiarato che la situazione delle edicole è drammatica. Ecco il link del video. Le parole di Bunker furono di lì a poco confutate da Maria Grazia Perini, nota come MGP, fino al 1978 in forza alla Corno di Secchi con un ruolo di supervisore capo non diverso da quello oggi ricoperto da Marco Marcello Lupoi, noto come MML, prima alla Star Comics e poi alla Marvel Italia/Panini. MGP, scomparsa nel 2012, ha preso le difese di Bonelli scrivendo: Mi è capitato, dopo molto anni, di acquistare l’ultimo numero in edicola di ALAN FORD (n.493) (curiosità? Un pizzico di nostalgia? O cos’altro? Non so). Ho letto la storia e l’ho trovata a dir poco deludente, soprattutto perché è scomparso il mitico “gruppo TNT” lasciando il posto a due personaggi scialbi e inconcludenti. Ma quel che più mi ha indignato, ma non sorpresa, è l’editoriale di “Chez Max” ( più che la testatina di una rubrica, assomiglia all’insegna di un “club per pochi intimi” ma forse proprio tal è!) dove il “sempervoster” attacca in modo a dir poco ignominioso Sergio Bonelli, una persona che non ha certo bisogno di avvocati difensori per controbattere la volgarità di uno sproloquio simile, ma un Uomo e un Editore la cui signorilità, correttezza, umanità merita il rispetto di tutti, che lo conoscano o meno di persona. E io ho avuto la fortuna di conoscerlo, stimarlo e apprezzarlo nel corso di anni di vera amicizia. Ma vengo al punto. Attaccarlo nella sfera dei sentimenti e del privato è cosa umiliante per chi lo fa, rivelandone l’animo gretto e la totale mancanza di sensibilità. Sottolineare che sia ricco, anzi ricchissimo, denuncia sentimenti quali invidia, acredine.
 
Non credo che Bunker lascerà ai suoi eredi testate di valore inestimabile! Il Signor Luciano Secchi, nel suo ruolo di imprenditore, non conosce evidentemente le regole del mercato. Sergio Bonelli è in grado, con le tirature e soprattutto con le vendite delle sue testate , di tenere i prezzi di copertina a livelli competitivi, nulla togliendo – proprio per le dimensioni della sua azienda – a quei giovani che vorrebbero creare piccole case editrici che, in quanto tali, sarebbero costrette in tutti i casi a una tiratura limitata, ad una diffusione parimenti limitata e a un prezzo di copertina molto alto per poter coprire le spese e guadagnarci qualcosa. Non mi risulta del resto che la MBP abbia prezzi di copertina molto bassi, ma per l’appunto appartiene alla schiera dei piccoli editori…..Forse, se fosse in grado di lanciare sul mercato qualcosa di davvero nuovo (non mi riferisco certamente a prodotti di scarso spessore quali Angel Dark, Kerry Cross e altri dove violenza e volgarità la facevano da padroni), potrebbe fare un balzo in avanti e guadagnare in dignità editoriale. Sentirlo dire “questa è la legge del capitalismo bieco e cieco” mi fa davvero sorridere. Anche qui i messaggi criptici di LS nulla dicono se non il suo irriverente modo di proporsi, soprattutto ai suoi lettori: ma di cosa sta parlando? Le sue illazioni, perché tali sono, denunciano ancora una volta il carattere di una persona che semina maldicenza a titolo gratuito, che tale rimane se non corredata dai fatti. Vedo che non ha perso la sua curiosa forma di scrittura (…ma da snob di prima enunciazione (quella di senza nobiltà)….deve aver dimenticato la frase in latino (sine nobilitate) – forse ha perso il libriccino delle citazioni latine. La sua promessa di dire tutto, ma proprio tutto su Sergio Bonelli, terrà con il fiato sospeso la massa oceanica dei suoi fans! Vendite alle stelle almeno sino al n. 500. L’antesignano della nuova tecnologia telefonica, povero lui, riceveva telefonate anonime che poi anonime non erano, che lo riempivano di critiche e che “ficcavano il naso” nella sua privacy. Ancora una volta fa intendere chi possa essere stato l’importuno che stava dall’altra parte del filo! Ma cosa di più ridicolo e, anche se fantascientificamente la cosa fosse vera, che senso ha parlarne adesso? E poi nel corso della mia vita editoriale ho conosciuto persone che invadevano la privacy dei loro sottoposti seminando cimici e registratori per gli uffici per sentire cosa potessero dire i loro dipendenti, o altre persone che indirizzavano richiami su fogli stampati in rosso (usati per “gravi mancanze professionali”) a dirigenti che venivano catechizzati perché, chiamati dal gran capo, si sedevano davanti alla sua scrivania senza prima chiedere il permesso! Una o più telefonate che esternavano critiche cosa sono davanti a paradossi quali ho appena citato? Insomma, la MGP non aveva una buona idea di Bunker. Parole che fanno capire che ha colto l'occasione dell'editoriale di Bunker per togliersi qualche sassolino dalle scarpe e nel farlo ha difeso S. Bonelli.
 
Le ragioni del suo comportamento sono intuibili nelle sue parole. Il suo rapporto con Bunker non sarà stato idilliaco, immaginiamo. MGP ha poi scritto: Vorrei fare alcune precisazioni su fatti ed eventi della storia della Editoriale Corno, che ho vissuto in prima persona e che sono stati rammentati da Andrea Corno (anche lui Uomo e Editore di tutto rispetto, di grande signorilità e gentilezza d’animo) in una sua intervista del 1999 rilasciata a Delos in occasione del ritorno sul mercato della Garden Editoriale (la sua nuova casa Editrice ) con “Nuovo Millennio”, un titolo dedicato alla fantascienza. “Ruberò” ad Andrea (e so che da Lassù mi lancerà un sorriso) alcune frasi emblematiche di certe verità. Prima però voglio puntualizzare un paio di cose. Max Bunker in non so quale numero (il fatto mi è stato segnalato via mail da un lettore più che attento) dice che Cirano, il bracco che faceva parte del gruppo TNT, era il cane di un suo amico e che Squitty, la cavietta, apparteneva ad una ragazzina che una volta fece visita alla Editoriale Corno. A onor del vero, il Cirano era il “mio” bracco italiano (e Luciano Secchi venne a casa mia, in quel di Milano, Via Varanini) a fotografarlo in tutte le pose possibili per poi darle a Magnus perché ne facesse la caricatura. E anche Squitty era la “mia” cavietta, la portò un giorno a casa mio fratello che ai tempi lavorava come biologo, nel laboratorio di ricerca di una grande farmaceutica. L’idea di inserire le due bestiole nel gruppo TNT fu mia e molte delle loro gags erano ispirate a fatti realmente accaduti! Del resto nel n. 80 di Alan Ford, Max Bunker in persona mi intervistò e, tra i vari eventi, citai anche i miei due amici a quattrozampe che nel frattempo erano morti sottolineando il fatto che, rivederli nel fumetto, mi dava una grande gioia. Quella di Max Bunker, a tale proposito, è mancanza di memoria, alterazione della verità o che altro? Bunker è una persona molto egocentrica, che avoca a sé tutti i successi editoriali della Corno. Per quanto riguarda Alan Ford, riporto quel che ha detto Andrea Corno nell’intervista che ho citato sopra: “L’idea di fondo fu di Magnus…….Ricordo che Magnus veniva da me e mi chiedeva come doveva fare una copertina. Due giorni dopo tornava con tre tavole una più bella delle altre…”. Di fatto, Alan Ford non avrebbe avuto il successo che ha avuto senza il binomio Magnus & Bunker ma devo aggiungere che io correggevo i testi e le sceneggiature di Bunker (mettendoci anche del mio senza ovviamente nulla pretendere, eravamo lui, Magnus e io, i famosi tre amici al bar), Magnus disegnava e a sua volta aggiungeva gags o modificava alcune scene, raggiungendo sempre il top! Spesso andavamo a cena (soprattutto da “Romani”, zona Sempione) e non si faceva che parlare di Alan Ford, di situazioni, di gags, di battute! Erano tempi molto felici! Poi qualcosa si sfaldò, Alan Ford era osannato soprattutto per i disegni (e come poteva non esserlo?), l’amicizia tra i due si incrinò, Magnus non se ne andò...
 
...di sua scelta, questo lo posso garantire, Magnus fu costretto ad andarsene poiché la sua presenza di vero co-autore dava fastidio all’Autore con la A maiuscola. Voglio “rubare” ancora una volta le parole di Andrea Corno: “Piffarerio, così come Magnus, mi dimostrò con questa e altre esperienze di essere un santo, mi fece capire che gli angeli esistono e sono in mezzo a noi, così come i diavoli!” (grazie, Andrea, per schiacciarmi l’occhiolino da Lassù). Un’altra precisazione: riguarda l’acquisizione dei Super-Eroi Marvel. Mi dicono che il “voster” disse un tempo, di averli “scoperti” in una edicola a Viareggio e di essere riuscito a prenderne i diritti per l’Italia! I fatti che ricordo io sono gli stessi che Andrea Corno cita nella stessa intervista. La Corno prendeva i diritti inglesi di un albo settimanale intitolato Guerra d’Eroi dalla Transworld, agenzia giornalistica gestita da Franca Lazzaro, della quale divenni molto amica perché era una adorabile Signora, che un giorno si presentò con gli albi originali dell’Uomo Ragno e degli altri Super-Eroi chiedendo se ci potessero interessare. La risposta fu positiva da parte di tutti (Andrea Corno in primis) e così mandammo in onda, anzi in edicola, i Marvel ottenendo un successo strepitoso. Tutto questo per onore di verità e rispetto nei confronti di Chi non c’è più e che non è più in grado di dire la sua. Una grande lezione di Andrea Corno, e che Luciano Secchi non ha mai imparato, è stata quella che, ancora una volta, riprendo dall’intervista: Il mio mestiere è, dopotutto, ascoltare nuove valide idee e renderle concrete, l’obiettivo è quello di tenere assieme un gruppo affiatato, dal magazziniere all’editor.”Che altro dire? Forse che Luciano Secchi alias Max Bunker c’è riuscito? Direi di no, costretto com’è ai suoi monologhi pieni di nonsense e cattiveria gratuita, costretto com’è a fare ristampe su ristampe (mancanza di contatti con collaboratori, autori etc?) e a sognare di arrivare sino al n. 500 di un patetico Alan Ford & Compagna per poi, magari, approdare alle Hawaii! Buon viaggio. Dalle parole della Perini emerge odio verso Max Bunker. Quindi, non possiamo prendere per oro colato quello che dice. Anche la sua versione dell'origine degli eroi Marvel in Italia è difficile da credere. Si attribuisce il merito di avere creato le condizioni perché l'azienda che gestiva i diritti Marvel in Italia li offrisse a Corno, quando tutti sanno che è stato Bunker a scoprirli in una edicola di Forte dei Marmi ricca di pubblicazioni in lingua inglese intorno all'estate 1968. Peraltro, tentativi di lanciare le serie Marvel in Italia erano stati effettuati nei due anni precedenti e lo stesso Alfredo Castelli ne parlò in alcuni editoriali. Le parole della Perini non riscontrarono il favore di Bunker, che arrivò a minacciare querele il forum dove la Perini le aveva scritte. L'admin del forum rispose con questo comunicato: ho ricevuto da parte dello staff che amministra il portale FFZ di cui fa parte questo forum la comunicazione di una lettera di diffida da parte della MBP in quanto...
 
...il Signor Secchi si ritiene offeso nella sua dignità personale quanto scritto dalla Perini, la quale, dato che le ho concesso spazio per le sue considerazioni, ad assumersi le sue responsabiltà. Ora, a mio modesto avviso, se al Signor Luciano Secchi non va bene quello che scriviamo perchè non viene qui a controbattere con le sue verità invece di minacciare le vie legali? In questo piccolo forum sono passati vip del calibro di Burattini, Castelli, Tacconella, Perucca, perchè il Signor Secchi non si degna di comparire tra noi? Ma non si rende conto che qui siamo l'unico forum in rete che pubblicizza in modo critico i suoi fumetti? E' vero che non sempre siamo teneri con le sue opere, ma, in molti casi noi abbiamo fatto i complimenti. Sempre nella lettera di diffida il Signor Luciano Secchi afferma di averci dato il permesso a titolo gratuito l'utilizzo di nomi e loghi relativi ad Alan Ford , permesso che ora ci dice di voler revocare in quanto offeso dal nostro forum. Ma ciò non è vero, le immagini le ho messe solo per scopo documentativo, al limite il Signor Secchi ci tollerava, ma non ha mai esplicitamente dimostrato simpatia per questo spazio, anzi, lui i forum li ha sempre dichiaratamente detestati. Come vi sarete accorti negli ultimi tempi, nonostante le mie promesse che non sono riuscito a mantenere, l'attività sul forum si era diradata, Recensioni Eterne in stallo, Getterbop News in ritardo e votazioni tralasciate, ed ora questo brutto tiro , l'entusiasmo mi è passato del tutto. Naturalmente il forum potrebbe andare avanti senza le poche immagini e il nome stesso di Alan Ford Forum ( e come dovrei chiamarlo di grazia??)che ovviamente è un marchio copyright e trademark di Max Bunker e che qui si usava senza scopo di lucro a titolo informativo. Ma a che pro? Parlare di un editore che minaccia querele appena si reputa offeso? Parlare di un fumetto che è sempre di più alla deriva con storie insipide e ristampe a go-go? Parlare delle ottime ristampe Mondadori con il risultato che nelle recensioni siamo sempre 4 gatti a scrivere? No, gente, visto che qui il sottoscritto viene minacciato a pagare eventuali spese processuali. No, io mi sono letteralmente rotto di questo modo di fare, quindi, per questi motivi l'Alan Ford Forum chiude qui. Vi lascio spazio per vostri eventuali commenti, compresi quelli di Max Bunker se ci concede l'onore di un suo segnale, mi raccomando di non alzare i toni, ok?" Quello che sorprende in questa replica è che chi l'ha scritta ignora del tutto un principio di fondo. Prima di pubblicare le dichiarazioni di qualcuno assicurati che le stesse non abbiano contenuto offensivo o diffamatorio. Torniamo al discorso iniziale. Alle parole di Bunker nei confronti di Sergio Bonelli. Secondo noi Bunker ha ragione. Sergio Bonelli ha dominato il mercato e ha permesso alla sua azienda di crescere, ma qual è stato il risultato di questa crescita? Il settore del fumetto italiano ne ha tratto giovamento? Noi riteniamo proprio di no. E andrà sempre peggio! Werner von Hauser.

7 commenti:

  1. Burattini ha detto Allo spazio wow di Milano che Zagor vendite ufficiali è sulle 32000 copie io credo a Moreno.Luciano secchi è contro tutti perche pensa che lo squallore delle storie di Alan Ford non siano colpa sua ma del sistema.ma se un mese si è uno no ci propina una ristampa a colori e io come collezionista pEr non perdere un numero lo devo comprare. Ovvio che non sono obbligato ma se lo colleziono.

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  2. A mio modesto parere (e io sono un signor nessuno) concordo con l'affermazione di Secchi. Sono anni che affermo che il duopolio Disney-Bonelli, instauratosi negli anni '90, ha di fatto ucciso il fumetto italiano.

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  3. era inevitabile.un mondo di fantasia e di sogni come i fumetti viene usato e forse anche sporcato da imprenditori che poco amano cio' che fanno se non per i danari....senza pensare ai tanti affezionati agli eroi di carta...i migliori illustratori se ne sono andati per sempre (quelli storici intendo,attualmente ce ne sono dei validissimi) e piu' avranno a che fare con le miserie umane....CHARLIE

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  4. M chi vi ha detto che Uomo Ragno Corno vendeva 300.000 copie ?
    Al massimo 100.000.
    Kriminal e Satanik vendevano pure di più .

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    1. Ci sono dichiarazioni di MGP che parlava di 250.000 copie intorno al 1977-78 ed era il periodo in cui la collana stava già calando. Questo ci fa pensare che negli anni d'oro 1974-75 vendesse molto di più.

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