martedì 14 febbraio 2017

MORENO BURATTINI RIVELA AD UN SITO SERBO: FORSE UN AUMENTO DEL PREZZO DI COPERTINA A 5 O 10 EURO!!

Serbian Monitor è un sito di Belgrado gestito dalla EastCom Consulting di Biagio Carrano, un collaboratore del Sole24Ore che si occupa di gestione aziendale. I suoi collaboratori sono in massima parte locali così come questa creatura che dimostra quanto oggi convenga investire in uno Stato dove il costo del lavoro è risibile e la pressione fiscale accettabile. Il sito contiene molte pagine che descrivono i vantaggi del vivere, curarsi, investire in Serbia, oltre a nozioni di politica e cultura dell'ex-Paese comunista del dittatore Tito. Il 30 settembre 2015 hanno intervistato Moreno Burattini, il curatore di Zagor. A precisa domanda sulla situazione della Bonelli il rispose: La Sergio Bonelli Editore sta davvero bene. Il numero di copie vendute non è aumentato ma l’incremento del costo per copia ha portato buoni guadagni. L’accordo con il quotidiano La Repubblica per la ristampa di fumetti quali Tex, Zagor e Dylan Dog a colori al prezzo di 7 euro la copia ha portato ottimi ritorni. Inoltre abbiamo lanciato nuove iniziative che oltrepassano la vendita dei fumetti in edicola e vanno dai film di animazione ai libri in libreria, dai giochi ai videogames. In questa maniera la casa editrice punta a capitalizzare la popolarità dei suoi personaggi. Il prezzo oggi di un albo è di 3 euro, il costo di una colazione al bar. Se continuerà il calo dei lettori dovremo forse aumentare il prezzo a 5 o 10 euro ma questo non ci preoccupa perché abbiamo un pubblico molto affezionato che vuole leggere le storie su carta. Spero che la digitalizzazione possa far avvicinare al mondo dei fumetti sempre più persone che poi magari decideranno di comprare una copia cartacea. Burattini conferma, quindi, che le vendite della Bonelli calano sempre di più. Era il settembre 2015.


E dice anche altre cose interessanti: che l'aumento del prezzo di copertina (di sei mesi prima) ha portato buoni guadagni; che l'accordo con Repubblica di De Benedetti per la ristampa di Tex, Zagor e Dylan Dog a 7 euro a copia ha portato buoni guadagni. Poi parla di nuove iniziative di film di animazione, libri, giochi e videogames. A distanza di due anni cosa ha portato tutto questo? Gli unici volumi allegati ai quotidiani che portano risultati sono quelli di Tex Willer. Quelli di Zagor si sono fermati per basse vendite, così come quelli di Martin Mystéré. Dylan resiste, ma dopo la terza stagione forse ci si fermerà. E l'animazione? Forse Burattini si riferiva al motion comic di Orfani di Recchioni. Un flop che non ha avuto seguiti dopo la prima stagione. E i film? Il Burattini intendeva parlare di Monolith, il film di Recchioni e Uzzeo costato 1 milione di dollari che nessun distributore ha voluto? Molto realista Burattini ammette: se continuerà il calo di lettori dovremo forse aumentare il prezzo a 5 o 10 euro. Oggi possiamo dire che le previsioni di Burattini sul calo si sono concretizzate. Il 2016 per la Bonelli può essere considerato un anno da dimenticare. In questo pezzo abbiamo esaminato l'annata con riferimento ai dati di bilancio confrontandoli con quelli degli anni precedenti con i dati di vendita disponibili in rete. Dobbiamo aspettarci un nuovo aumento del costo di copertina degli albi nel corso del 2017 a 3,50-4,00 euro? Gli utili dimezzati dell'ultimo bilancio rispetto a quelli del precedente non fanno ben sperare. Se a ciò aggiungiamo il flop del rilancio di Dylan Dog, possiamo concludere che anche la decisione di investire su Recchioni come curatore e su Orfani si è rivelata negativa. E Orfani doveva portare nuovi lettori alla Bonelli!


Ci sono delle contraddizioni nelle parole di Burattini. Prima esordisce dicendo che la situazione della Bonelli è davvero buona, ma poi parla di calo di lettori che continua, del possibile aumento di prezzo fino a 10 euro, oltre agli altri dati negativi che all'epoca non poteva conoscere, ma che oggi noi conosciamo. Quelle parole di Burattini suonarono a conferma di quelle che l'anno prima, nel 2014, aveva pronunciato Mauro Marcheselli a Fumettologica: Tuttavia, l’andamento complessivo è evidente: i fumetti da edicola per eccellenza vivono una costante contrazione del venduto medio. Per noi il mercato è in sofferenza ormai da tanti anni. Chiamatela crisi o come volete, ma la verità è che il pubblico dei nostri lettori si riduce significativamente, anno dopo anno. E’ un fenomeno che riguarda tutte le nostre testate, e non conosce soste. Paradossalmente le vendite calano mentre l’interesse per i fumetti, guardando ai numeri delle varie manifestazioni che si tengono annualmente in giro per l’Italia, sembra aumentare. L’erosione, in generale, varia tra il 3 e il 5%. Le testate più stabili (o meno instabili) sono Tex e Zagor. Quelle di Marcheselli non furono le uniche parole negative. Lo stesso anno arrivarono dichiarazioni dello stesso tono di Antonio Serra, co-creatore di Zagor. Ce ne siamo occupati qui. Perché tanto interesse per le condizioni economiche della Bonelli, la cui famiglia vanta investimenti anche in settori diversi dal fumetto, ma di questo parleremo in un'altra occasione? Qualche mese prima era scoppiato il caso-Deodato! Ce ne siamo occupati qui. Era accaduto che qualche mese prima il grande artista brasiliano, top artist della Marvel e fra i più grandi disegnatori del mondo, si era offerto alla Bonelli per disegnare Tex.

Nel suo Paese, il Brasile, Tex è molto noto e vende, nonostante la crisi, circa 30.000 copie. Uno scambio di mail poco felici con Mauro Boselli, il curatore di Tex, su cui ha forse inciso qualche incomprensione per la lingua, determinò la rottura. Il Tex di Deodato sfumò, ma l'artista rivelò il contenuto delle mail. Disse Deodato: Guarda, è un miracolo che tu faccia ancora questo lavoro. So che la Bonelli da quando è venuto a mancare il povero Sergio, sta attraversando momenti difficili. Cinque anni fa, quando Sergio era ancora tra noi, cose di questo genere non sarebbero mai accadute. Allora tutti gli artisti erano trattati con rispetto. Leggere cose di questo tipo mi rattrista assai, credimi, soprattutto per lo stato in cui versa il vostro settore. Gente come te, che non rispetta il prossimo, non merita di essere contraccambiata in alcun modo. Le uniche parole che ho per te sono queste (...). Non le citiamo per rispetto alle persone. Deodato fu troppo duro con Boselli, che è un ottimo professionista. Forse la trattativa con Deodato doveva essere condotta con la mediazione di un madre-lingua. Quello che ci interessa in questa sede approfondire sono le parole che Deodato pronunciò sulle condizioni della Bonelli, secondo cui l'azienda da quando è venuto a mancare Sergio nel 2011 starebbe attraversando momenti difficili. Mike Deodato è addentro al settore. Prima di offrirsi alla avrà preso informazioni sulle condizioni dell'azienda italiana. La Bonelli replicò qualche giorno dopo sul sito Bleeding Cool: Contrary to what Mr. Mike Deodato jr. stated on your website, Sergio Bonelli Editore s.p.a. the acknowledged leader of the Italian comics industry is experiencing a time of excellent financial prosperity and, above all, never ceased...

...to respect the creativity and effort of its artists and employees. Ecco la traduzione in lingua italiana: Contrariamente a quello che il sig. Mike Deodato Jr. ha dichiarato al vostro sito internet, Sergio Bonelli Editore s.p.a., leader riconosciuto del settore dei fumetti in Italia, sta vivendo un momento di ottima prosperità finanziaria e soprattutto non ha mai smesso di rispettare la creatività e l'impegno dei suoi artisti e dipendenti. Deodato fu di altra opinione e così ricostruì il fatto: Sono un appassionato di genere western. Il personaggio che mi piace di più è Ken Parker, ma Tex rappresenta una icona, anche se non ne sono un fan. Le sue storie rientrano nella media di KP, ma dopo avere visto la versione di Tex disegnata da Joe Kubert, ho capito che qualcosa con il personaggio poteva essere fatto. Mi trovavo a Lucca lo scorso novembre e ho pensato che mi sarebbe piaciuto parlare con alcuni amici che hanno contatti con l'editor della Bonelli, Mauro Boselli. Così, mi hanno organizzato un incontro con questo ###### di ######a, ma non riuscii ad essere presente perché mi ero ammalato. Era la prima volta in 30 anni che perdevo un incontro. Poi la conversazione è proseguita via mail e telefono. In mezzo a queste discussioni, abbiamo parlato di pagamento e di royalties. Mi ha detto che loro pagano solo all'artista e solo a partire dalla seconda edizione! Abbiamo parlato di valori e ho scoperto che i miei standard erano superiori a quelli a cui era abituato. Ho anche capito che i suoi artisti migliori guadagnano molto meno di me. Ad ogni modo, mi ha fatto capire che non mi conosceva e che per questo motivo aveva bisogno di alcuni campioni. Gliene ho realizzato gratuitamente più di 20. Siccome sono legato alla Marvel Comics...

...da un contratto in esclusiva, ne ho parlato coi miei capi, chiedendo una deroga. Avrei lavorato nel mio tempo libero e loro hanno accettato. Ad un certo punto, la conversazione ha preso una brutta piega. Nei miei confronti c'è stata mancanza di rispetto. Credeva di essere chissà chi e poi ha passato il segno, rendendo pubblico il nostro rapporto. E' possibile che le parole di Deodato fossero determinate da un risentimento verso Boselli per come lui ritenne di essere stato trattato, ma costituirono l'occasione per far dire a Deodato cose che in altra occasione non avrebbe mai detto o rivelato, parlando delle condizioni economiche della Bonelli. Deodato è uno degli artisti più pagati al mondo. La Marvel lo paga a peso d'oro. Se un disegnatore medio di Tex incasso 100-120 euro a tavola, lui ne prende molti di più. Forse anche 600-700 euro a tavola. In Italia Deodato è noto come disegnatore Marvel e in particolare dei Vendicatori. Forse questo ha trattenuto la Bonelli. Rispetto ai millemila lettori di Tex, Deodato è un perfetto sconosciuto e il suo nome in copertina non avrebbe determinato chissà quale successo di vendite. La crisi delle vendite è un dato di fatto, riconosciuto dagli stessi autori della Bonelli e le scelte di questi ultimi anni non sono state felici. Negli ultimi tempi si parla di un possibile acquisto della Bonelli da parte della Panini. Del resto già venti anni fa, Sergio Bonelli rivelò che il figlio Davide non era interessato a continuare ad investire nel settore fumetto. Ne abbiamo parlato qui. Anche la Panini è in vendita e punta ad acquistare le altre aziende di settore, tra cui la Bonelli, per aumentare il suo valore agli occhi dei possibili acquirenti. Tra gli acquirenti ci sono i nipponici della casa editrice Kodansha! Danilo Stassi.

4 commenti:

  1. Forse oltre che all'esperimento animato di Orfani si riferiva alla serie tv di Dragonero...
    http://www.robadanerds.it/dragonero-sara-un-cartone-animato-la-rai/

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    1. La Bonelli si sta sbattendo con queste marvelate bruciando grandi risorse. Se le avesse fatte 20 anni fa avrebbe avuto un senso. Ora induce alla naturale considerazione che non hanno idea del mercato e di come funzioni. Il rilancio flop di Roberto Recchioni ne è l'esempio. Pensano che così facendo svecchieranno Dylan Dog, invece leggiamo nelle storie riferimenti a film e canzoni di 30-40 anni fa! Domanda: Recchioni vive solo di citazioni di cose vecchie o è anche in grado di inserire nelle storie cose di oggi che i giovani capiscono?

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  2. Si in effetti i fumetti non sembrano più un media da "giovani", non in formato cartaceo almeno, ormai i bambini utilizzano abitualmente tablet e pc.
    Frequento regolarmente più fumetterie ma dagli adolescenti vedo comprare soprattutto manga, fumetti che hanno una loro visibilità grazie a internet ed alle serie tv da loro ricavate, oltre che per la moda dei cosplay. Qualche supereroe, grazie - imho - alla sovraesposizione cinematografica. Ma i Bonelli li compriamo solo noi persone "di una certa età".
    E' normale e comprensibile che Bonelli cerchi un modo per raggiungere un pubblico giovane, ma la strada di prendere i suoi eroi e snaturarli ha già fallito qualche anno fa (chi ricorda il cartone animato del giovane Martyn Mystere?) e non vedo perché con Dragonero dovrebbe andare meglio, così come con le versioni young di Chico & co. Dovrebbero tentare di dare vita ad un nuovo brand, pensato appositamente per i giovani, magari da qualche collaboratore giovane: in tempi più o meno recenti qualcuno c'è riuscito, penso alle WinX o alle Witch, oppure a PK.

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    1. La Bonelli è intrappolata nella sua "tradizione". Ora si sta contorcendo perché sente che il mercato le ha voltato le spalle. Le edicole stanno scomparendo e hanno capito che a breve nessuno più si interesserà di loro. Solo Tex regge la baracca con il suo immenso pubblico (sulle 170.000 persone). Il resto è polvere o poco più...

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