domenica 19 febbraio 2017

QUANTO VENDONO I FUMETTI ITALIANI? ECCO LA CLASSIFICA DEL 2016! IL TOP E' TEX SEGUITO DA TOPOLINO!!!

Parliamo spesso di dati di vendita nei nostri pezzi. Ne parliamo perché il popolo ce lo chiede. Ne parliamo perché i dati di vendita fanno schizzare verso l'alto le nostre visualizzazioni facendo del nostro Sito Straordinario il Sito più seguito del Paese per autorevolezza, professionalità e precisione. Sarà perché siamo di destra e siamo stati gli unici che hanno sostenuto Donald J. Trump nella corsa alla Casa Bianca. Siamo gli unici a sostenere il presidente Putin della Russia nella sua battaglia per la moralità della Nazione. Negli Usa sta avvenendo la stessa cosa. Trump ha da poco emanato un ordine esecutivo che cancella il vergognoso provvedimento dell'ex-presidente Barack Obama, che permetteva agli omosessuali di entrare nei bagni delle femmine e alle lesbiche in quelli dei maschi nelle scuole pubbliche! Era uno dei tanti provvedimenti a favore delle lobby gay e dei pazzi che tentavano di sdoganare le folli teorie gender, secondo cui non esiste solo il maschio e la femmina come identità sessuali. Si cercava, per la via legislativa, di trasformare in normalità ciò che è depravazione. Ciò che fa arrabbiare la sinistra non è questo, ma il fatto che Trump o Putin fanno questo perché spinti dal consenso della maggioranza del popolo. L'America è un grande Paese per molti motivi. Uno di questi è dato dal fatto che i dati di vendita dei fumetti sono pubblici. Tutti, ma proprio tutti gli editori rendono pubblici i loro dati attraverso la Diamond che li distribuisce. Siamo stati così in grado di apprendere, ad esempio, che il tanto reclamizzato Mater Morbi di Roberto Recchioni negli Usa ha venduto appena 341 copie! In America i personaggi Bonelli sono sconosciuti. Pubblicarli senza promozione è un suicidio. Alla Epicenter lo hanno capito benché con un po' di ritardo dopo avere tentato invano di proporre Magico Vento di Manfredi e ora si sono messi in testa di fare la stessa cosa con Zagor! Anche se in Italia i dati di vendita non sono pubblici, esistono in rete molti dati, sia ufficiali che ufficiosi che permettono di rappresentare un quadro abbastanza verosimile.
 

Come vedete, la serie più venduta è quella di Tex Willer con 170.000 copie. Qualche anno fa vendeva molto di più. Nel 2012 le copie vendute erano 210.000. In quattro anni Aquila della Notte ha perso 40.000 lettori. Il secondo fumetto più venduto è Topolino con 110.000 copie. E se consideriamo che esce quattro volte al mese, si ha una idea dei grossi incassi che totalizza la Panini, che dal 2013 pubblica in esclusiva le sue avventure. Anche qui non è tutto rose e fiori. Nel 2011 il settimanale vendeva 161.000 copie! Anche qui la perdita secca di lettori è di circa 10.000 lettori l'anno. Il terzo fumetto più venduto è ancora Dylan Dog con 90.000 copie. Anche qui il calo è stato continuo. Le vendite erano 160.000 nel 2012 ma già l'anno dopo erano calate a 120.000. Un crollo di 40.000 lettori in un solo anno che fece correre l'editore ai ripari. Via il curatore Gualdoni e dentro Recchioni. Ma una parte del popolo non ha mai accettato le sue novità. Recchioni si difende dicendo che le tante contestate novità sono farina del sacco di Sclavi. Quest'ultimo in pubbliche interviste ha dichiarato invece che a decidere tutto è Recchioni. Chi dice la verità? Al quarto posto c'è Diabolik! 49.000 copie oggi sono tante, ma 6-7 anni fa vendeva 110.000 copie! Cos'è successo? Quali fattori hanno determinato questo crollo verticale? Forse Gomboli dovrebbe passare la mano a qualcuno più giovane? Nessuno ne parla in rete, ma il quinto fumetto più venduto è Julia di Giancarlo Berardi (si, quello di Ken Parker). Dicono che Julia Kendall sia lesbica. In casa Bonelli il punto di pareggio non è più sulle 20.000 copie. Altrimenti, testate come quelle di Dampyr o Orfani avrebbero già chiuso. Orfani, però, chiuderà tra pochi mesi con la fine della sesta stagione. Le basse vendite avranno indotto l'editore a fermare la produzione di altre stagioni. Una volta Recchioni scrisse su FB che il modo più sicuro per capire se un prodotto ha successo è la sua capacità di generare altro. Beh, ora Orfani ha smesso di generare! E non ha più successo, se mai lo ha avuto visto che le premesse erano altre.
 
Lui e Marcheselli si proponevano di conquistare nuovi lettori con Orfani. Sognavano di stabilizzarsi sulle 50.000 copie! Sogni, visto che già dopo qualche mese le vendite erano scese a 29.000 copie contro le 49.000 circa del primo numero. Non è da escludere che le nuove collane abbiano dei punti di pareggio più bassi rispetto alle serie storiche. Martin Mystéré con le sue 15.000 copie dovrebbe essere chiuso da tempo. Eppure continua ad uscire. La Bonelli lo pubblica in perdita? La serie esce bimestrale e riteniamo che abbia subito un grosso abbattimento dei costi di produzione (cioè, delle paghe per gli autori). Alla Bonelli non conviene chiudere nulla in questo momento. Girano voci negli ambienti finanziari secondo cui la Panini potrebbe acquistare sia la Bonelli che la Rw Edizioni. La Panini, come è ovvio, vuole mettere le mani sui diritti di Tex togliendoli alla famiglia Bonelli, che verrebbe ben compensata. I Bonelli hanno interessi anche in altri campi, oltre al fumetto. Sono grandi costruttori di immobili in alcuni Paesi del mondo. Il fumetto potrebbe essere abbandonato. Una volta messe le mani sulla Bonelli, la Panini la trasformerà del tutto. Ipotizziamo chiusure delle serie più deboli (tutte quelle che vendono dalle 20.000 copie in giù) per puntare su nuovi prodotti in formato comic book. Attenzione, però: anche la Panini, che di recente è finita sotto il controllo della Unicredit tramite la Cordusio Fiduciaria, è in vendita! E questa è la speculazione più grande. La Panini potrebbe essere indotta ad acquistare tutto, anche a costo di indebitarsi in modo folle, per potersi offrire al migliore offerente. Chi se la compra, si compra anche i suoi debiti e il peso di decidere cosa fare di tante collane in perdita. Buone le vendite di Rat-Man a 18.000 copie, anche se una volta superavano le 30.000 unità. Vivacchia Dago a 7.000 copie. Formidabile Walking Dead a 9.000 copie (anche qui in calo: tre anni fa era a 12.000 copie). Ultimo è l'Uomo Ragno con 5.000 copie, ma esce due volte al mese e quindi il suo dato va considerato almeno al doppio. Al Plano.

21 commenti:

  1. Credo che le 5.000 copie dell'Uomo Ragno saranno destinate a diminuire presto, vista la scarsa qualità delle serie Marvel in generale.

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    1. Speriamo che aumentino con l'arrivo del nuovo disegnatore di Amazing, Stuart Immonen. Il problema non è nemmeno Slott, che qualcosa di buono ha fatto in passato (come il ciclo di Superior Spider-Man e il suo arco narrativo di Vendicatori: L'Iniziativa). Il problema è la decisione della Marvel di usare i fumetti per fare politica di sinistra.

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    2. Condivido al 100% la vostra opinione!

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  2. Speriamo questa sciagurata ipotesi non si avveri! Dovrebbero esserci leggi contro la creazione di monopoli di questo genere!!!

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    1. Nulla può impedire la nascita di un monopolio, che in Italia esiste da sempre! Chi ha qualche anno in più ricorderà gli editoriali di Lupoi sugli albi della Star dove si citavano le uscite Marvel per altri editori (Comic Art e Play Press). Ciò avveniva sulla base di accordi precisi presi con Lupoi dai vertici Comic Art e Play Press. Lupoi era anche il supervisore che manteneva i contatti più stretti con gli americani. La sua ricca famiglia gli offriva le risorse necessarie per volare spesso a New York. Sua madre, infatti, era il più famoso avvocato di Bologna. Quando nel 1993 la Marvel decise di aprire una redazione in Italia in cui concentrare tutte le licenze, non c'erano dubbi che si sarebbe puntato su di lui, che da quasi sei anni reggeva le fila di tutta l'organizzazione. Poi nel 1999 la Panini (che 4 anni prima era stata comprata dalla Panini) si staccò dagli americani e divenne un licenziatario autonomo. La nuova proprietà (i Merloni) confermarono ancora una volta Lupoi a capo di tutto. E ancora oggi la situazione non è cambiata.

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    2. E' dire che un tempo la Marvel era un grand'esempio di conservatorismo!

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  3. Credo che ci sia un errore di battitura: "Panini ... (comprata dalla Panini)"

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    1. Credo si volesse dire Panini comprata dalla Marvel. Grazie per l'articolo interessante!

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  4. Non sapevo certi retroscena. Come quello della ricca famiglia di Lupoi. Come dire che i soldi aiutano in tutto... Soldi e lobby... Aver avuto le possibilità economiche di Lupoi aiuta e non poco. Forse, se non le avesse avute, non ci sarebbe lui a dirigere la Marvel in Italia. E secondo me sarebbe meglio.

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    1. I fumetti costano e per essere grandi cultori di esso, come Lupoi, bisogna leggere tutto. Solo una base economica di partenza molto forte può permetterti di fare una cosa del genere. Ciò che ha permesso a Lupoi di elevarsi al di sopra degli altri che, non potendo leggere di tutto, non avevano le stesse possibilità di formarsi una cultura di settore di vasto livello. All'epoca la Marvel cercava qualcuno che facesse ripartire il settore in Italia. Secchi si era tirato indietro dopo la chiusura della Corno. Nessuno aveva fiducia nei supereroi, che non erano più in grado di fare le grandi vendite degli anni passati. Provarono prima con la Labor il cui proprietario era molto ricco. Misero Lupoi al vertice. Fu un flop clamoroso. Era il 1986. L'anno dopo tentarono con Bovini, che era proprietario di una tipografia a Bosco, fraz. di Perugia. E lentamente, con edizioni molto diverse e più spartane la Marvel ripartì, ma non ha mai toccato più i vertici degli anni settanta e primi anni ottanta. Il massimo che si ottenne furono le 30.000 copie dell'Uomo Ragno nel 1994. Oggi UR vende 5.000 copie ed è in calo.

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    2. Lupoi esordì nel dicembre 1985 come "articolista" per la fanzine Fumo di China, che era una costola di quella "Associazione di Fumetto" degli anni settanta in cui si era formato anche Mauro Marcheselli (futuro direttore della Bonelli). Con Lupoi in quei primi anni iniziò anche Michele Masiero (oggi numero 2 della Bonelli), Stefano Munarini (che oggi controlla il licensing estero della Bonelli per conto di Panini) e tanti altri ancora... Però, Lupoi è stato uno dei pochi a riuscire ad avere un impiego stabile nel mondo del fumetto. Quando tutti collaboravano "da esterni", lui era già "dipendente" con contratto a tempo indeterminato ed oggi è un alto dirigente della Panini con uno stipendio niente male...

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    3. Ovviamente, è anche sostenitore di Renzi e del Partito Democratico. Pare sia anche iscritto al PD. Quel PD successore del PCI di cui lui al liceo distribuiva i volantini negli anni settanta.

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  5. Non sapevo della storia personale di Lupoi... comodo fare il comunista dall'alto del ricco patrimonio di famiglia...

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    1. I comunisti italiani in posizioni di vertice sono tutti provenienti dall'alta borghesia... Il PCI in questo senso era una anomalia rispetto ai partiti comunisti degli altri Paesi europei.

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  6. Innanzitutto grazie per queste preziose informazioni sui dati di vendita, che sono sempre molto utili (sono titolare di una fumetteria e quindi sono informazioni sicuramente interessanti per me), soprattutto in una situazione criptica come quella che ci offre il mercato italiano (ma solo dei fumetti, perché l'editoria di varia li rende noti i dati)...
    Sulla tua ultima risposta, ti chiedo una delucidazione: ma la famiglia proprietaria della Panini, i Merloni, sono mica gli stessi delle cucine o è una semplice omonimia?

    Infine 2 domande che voglio farti:
    1) Perché non ci sono i dati dei manga? Meritano una classifica a parte? Di sicuro i grossi campioni d'incassi (One piece, Attacco dei giganti) vendono più delle 5000 copie dell'Uomo ragno, quindi andavano anche loro in classifica...
    2) I dati di vendita a quale canale si riferiscono? Alle sole edicole? O alla somma di edicola e fumetteria (mancherebbe comunque il canale delle librerie di varia, dove fenomeni come ZeroCalcare fann diverse migliaia di copie)...
    Un saluto e grazie per queste (validissime) delucidazioni.

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    1. Si, i Merloni sono quelli noti per essere proprietari delle cucine. Di recente, però, hanno ceduto la proprietà del Gruppo Panini alla Cordusio Fiduciaria del gruppo Unicredit. Hanno istituito all'uopo una nuova controllante, la Dolly s.r.l., a cui hanno intestato la quota di maggioranza cedendola poi nell'ottica di un gigantesco leverage.

      Sulle tue domande:
      1) In questo momento in Italia non ci sono manga che superano le 10.000 copie di vendite. Ma poichè non disponiamo di dati più precisi, abbiamo preferito restringere al campo comics e fumetti italiani.
      2) I dati che vedi nel nostro pezzo sono stati forniti in vari interventi da Alessandro Bottero. In alcuni casi, potrebbero essere riferiti solo al venduto delle edicole. Abbiamo redatto la classifica restringendola alle sole serie regolari. Zerocalcare, infatti, non produce serie regolari.
      Grazie a te!

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  7. Dai Morgan Lost non va per niente male. Sono contento.

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    1. Il dato di Morgan Lost è aggiornato a maggio 2016. In quel periodo Chiaverotti dichiarò che le vendite non erano ancora stabili ed è quindi presumibile che oggi venda meno. L'autore ha inoltre dichiarato che la sua serie andrà avanti oltre il numero 25, ma non ha chiarito in che formato. Secondo molti dovrebbe trattarsi del formato mensile regolare.

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  8. Avete idea su come va il morto? Ho iniziato a leggerlo da poco e non è male (ho letto i primi 4 numeri)

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