sabato 25 febbraio 2017

RECCHIONI POSTA UNA SUA IMMAGINE ACCANTO A QUELLA DEL SERIAL KILLER CHARLES MANSON! E' POLEMICA!

E' fine mese e Roberto Recchioni, curatore di Dylan Dog dal settembre 2013, si ricorda dell'uscita del consueto numero inedito dell'Indagatore dell'Incubo. Lo fa alla sua maniera, postando sulla bacheca del suo account Facebook, alcune foto in cui si nota la cover dell'albo realizzata dal suo amico Gigi Cavenago (che vanta con lui collaborazioni alla Eura/Aurea su John Doe) che richiama l'immagine di un famoso album dei Beatles, una foto del noto serial killer americano Charles Manson e una sua stessa foto, in cui si nota sulla fronte una svastica nazista. Recchioni giustifica il post così: l'albo di Dylan di questo mese parla, tra le altre cose, di Charles Manson e della sua family. Qui sotto, una foto del vecchio Charlie e una del curatore. Una promozione, per così dire, all'insegna della provocazione, che in questi anni non ha prodotto i risultati sperati. Dylan Dog è passato dalle 120.000 copie del 2013 alle attuali 90.000 con una perdita media annuale di circa 10.000 lettori. Ne abbiamo parlato qui. I fan sono perplessi. A poco è servito spiegare che le novità sono state volute da Sclavi, che a sua volta ha smentito lo stesso Recchioni, sostenendo che, anche se appare nei credits come supervisore, non si occupa più della gestione e che tutto viene deciso da Roberto Recchioni. I fan sono perplessi. Le storie latitano come qualità di contenuti (eccettuati rari casi) e così per allontanare lo spettro della indifferenza dei lettori, si grida con immagini evocative e provocatorie. Tutto pur di attizzare la curiosità dei lettori e spingerli ad andare in edicola. La strategia finora non ha pagato e il fatto che la Bonelli insista su questo piano desta perplessità. Perché, visto che le vendite sono ancora importanti, non cambiare strada e puntare su una nuova gestione affidata ad un altro scrittore, magari come Ruju o a quella Paola Barbato la cui storia del numero 363 ci è sembrata di elevato livello?
 

Il fatto che a distanza di tre anni sentano il bisogno di puntare su queste strategie catching per attirare i fan dimostra che finora hanno raccolto poco o nulla. Recchioni spiega che la storia di questo mese parla di Charles Manson e della sua family (come la chiama lui nel post). Chi è Charles Manson? Nato nel 1934 e al momento detenuto nel carcere di massima sicurezza di Corcoran, è stato un cantautore e musicista americano ma soprattutto spietato serial killer a sfondo massonico-satanista. Nel 1967, dopo essere uscito di prigione in seguito alla condanna per vari reati, formò un gruppo, la sua famiglia, composto da circa 50 persone soggiogate dal suo fascino satanico. Erano tutti disadattati, drogati o con tendenze criminali socialistoidi. Sfruttando la loro credulità, Manson si presentò come una sorta di leader religioso quando, in realtà, era soltanto uno spietato criminale che organizzava e faceva eseguire alla sua family ogni sorta di reato tra rapine, omicidi, stupri, ecc. Ciò nonostante, tentò la carriera musicale appoggiandosi perfino ai Beach Boys. L'insuccesso accrebbe la sua tendenza al crimine che si manifestò di lì a poco nel massacro di Beverly Hills in cui perse la vita Sharon Tate, moglie del regista Roman Polansky. Sul luogo del delitto vennero trovati vari riferimenti alle canzoni dei Beatles, di cui Manson affermava di essere un fan. Nel 1970 iniziò il processo conclusosi con la condanna alla pena capitale per lui e per tutti i membri della sua banda. La pena venne commutata in ergastolo perché nel frattempo lo Stato della California aveva abolito la pena di morte. Un personaggio negativo e la decisione di porlo al centro di una storia a fumetti destinata ad un pubblico di adolescenti appare sì discutibile. Secondo alcuni Manson sarebbe stato esecutore di delitti commissionati da organizzazioni segrete che controllano il mondo della musica e dello spettacolo.
 
Recchioni dice che la storia di questo mese parla di Manson, dei Beatles e degli omicidi commessi dalla sua banda. Ci sfugge il senso del legame tra Dylan Dog e tutto ciò o forse si intende avvalorare la tesi che dietro gli omicidi di Manson ci sia l'impronta di organizzazioni dedite al satanismo? Di persone che agiscono sotto l'influenza del Maligno? Gli omicidi di Manson e dei suoi uomini sono omicidi rituali? E ancora: perché Recchioni ha pubblicato una sua foto accanto a quella di Manson? C'è un messaggio dietro questo simbolismo? La svastica che si vede sulla foto di Recchioni è uguale a quella che Manson si è disegnato in prigione. Scrive un fan preoccupato: Non capisco alcune uscite, così come non capisco il senso di confrontarsi con un folle pluriomicida psicotico e bearsene. E Recchioni risponde: direi che hai detto bene: non capisci. Manco l'ironia base: è una storia che è centrata su Manson, mi dicono sempre di somigliargli, ho una vecchia foto di carnevale a tema. Ci scherzo sopra. Ironia? Ironia di cosa? Recchioni dice che la foto con la svastica in fronte è di carnevale. A Carnevale si è vestito da Charles Manson? Provocazione, ironia, ma la storia? Cosa avrebbe pensato Sergio Bonelli di ciò? Manson è associato al satanismo e alla simbologia esoterico-massonica. Nei nostri pezzi abbiamo spesso sottolineato come nelle storie di Dylan vi siano elementi testuali e grafici che richiamano il satanismo e la massoneria. Anche questa è una coincidenza? Qualche anno fa sul suo blog Roberto Recchioni precisò il suo pensiero sull'argomento della Massoneria, respingendo le accuse di essere un massone. Se ne parlò anche sul suo account FB. Recchioni: per i non iniziati (è proprio il caso di dirlo), la tesi è che io sono un massone (o sostenuto da una qualche loggia massonica) e che il mio recente incarico come curatore di Dylan Dog dipende da questo. Werner von Hauser.

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