lunedì 27 febbraio 2017

DYLAN DOG N. 366: MEGA-RECENSIONE! MACABRO OMAGGIO AI BEATLES! SI SALVA SOLO LA COVER DI CAVENAGO!

Dopo la grande storia di Ambrosini del numero 365, preceduta dalla egregia storia della Baraldi del numero 364, a sua volta preceduta dall'ottima storia della Barbato del numero 363, si ridiscende nella mediocritas. Prendiamo in prestito questa bella espressione di Andrea Ciccarelli, boss della Saldapress (la usò rispondendo ad una storica lettera sulla pagina di Thor del 1992 all'allora curatore Alessandro Bottero, sostenendo che l'editore romano stava perdendo tempo nella pubblicazione di serie a suo dire mediocri) per prendere atto dell'ennesimo attacco alla famiglia fondata sul matrimonio, che si legge in questa storia scritta da Riccardo Secchi, al suo esordio assoluto sulla serie regolare di Dylan Dog. In tempi tristi in cui i governi di sinistra si prodigano per presentare ad un popolo frastornato dalla crisi aberrazioni come unioni civili, adozioni gay, maternità surrogata ed altre perversioni, quanto meno un fumetto destinato ad un pubblico di giovani, che vive ancora nella famiglia composta da un padre e una madre come Dio comanda, si dovrebbe offrire una guida saggia e sicura per muoversi in un mondo che per sua fortuna la Grande Destra salverà. Da quanto è iniziato questo sciagurato rilancio/massacro di Dylan Dog, si sono presentati molti nuovi autori, nessuno dei quali finora è riuscito, a nostro parere, a porsi su un livello di qualità accettabile per una serie come questa. Perché insistere con nuovi autori se ci sono giganti come Ambrosini, Ruju e Marzano che dovrebbero scrivere storie di Dylan tutti i mesi? La storia di Secchi è ben sceneggiata, ma il soggetto è debole, quasi inconsistente. La noia aleggia sulle pagine dall'inizio alla fine. Dylan è stanco e si trascina da una tavola all'altra come se fosse in trance, una marionetta priva di vita guidata alla soluzione da una fantasma! Sequenze estese troppo, dialoghi in molti casi sovrabbondati ed azione pari a zero. Non sappiamo quali criteri usi Recchioni per approvare le storie, ma se questa storia gli è piaciuta, allora in Bonelli dovrebbero rivedere a monte la loro scelta. Non ci siamo. Tutti i nuovi portati da Recchioni hanno fallato puntualmente secondo la nostra visione. E intanto la serie perde lettori (circa 10.000 ogni anno).
 

Riccardo Secchi è il figlio di Luciano Secchi, alias Max Bunker, creatore di Alan Ford e redattore capo degli albi Marvel negli anni settanta e primi anni ottanta quando i diritti dell'Uomo Ragno e soci erano della Editoriale Corno di Milano. Secchi senior è sempre stato critico verso la Bonelli. Attacchi ripetuti, anche in anni recenti. Ce ne siamo occupati qui. Il nostro Werner ha fatto un ottimo lavoro di ricerca e ricostruzione storica di un attacco, per certi versi accanito, di Bunker diretto verso Sergio Bonelli. Capirete, quindi, la nostra sorpresa nel ritrovare su un albo di Dylan il figlio di Max Bunker! Il difficile rapporto del padre con la Bonelli non gli ha impedito di approdare su Nathan Never. Secchi ha scritto storie di Topolino per la Disney e ha collaborato con Rai Fiction per i testi di alcune stagioni della soap Un posto al sole. I disegni sono di Valerio Piccioni e Maurizio Di Vincenzo. Il primo è un esordiente sul mensile dylaniato (l'anno scorso ha realizzato una storia apparsa su Maxi Dylan Dog n. 26 del febbraio 2016), anche se è noto al pubblico per essere parte dello staff di disegnatori di Julia. Di Vincenzo è alla sua settima esperienza sulla serie mensile, sulla quale ha esordito nel lontano 1998. La resa finale delle tavole non ci ha convinto. Piccioni ha curato le tavole e Di Vincenzo le chine (come ci informa Recchioni negli editoriali). Non sappiamo se ciò sia dovuto ad un ritardo del primo nella consegna, ma sarebbe stato meglio che ad occuparsi dei disegni fosse stato il più esperto Di Vincenzo. Il risultato sarebbe stato migliore, a nostro giudizio. Scenari sufficienti, ma anatomie discutibili ed espressioni dei visi appena abbozzate. Anche il taglio delle inquadrature non ci è sembrato rilevante. E' solo una nostra impressione, ma temiamo che la fretta di finire le tavole abbia nuociuto al risultato finale. La copertina è di Gigi Cavenago, che come le due precedenti continua con i suoi omaggi, se li possiamo definire così. Omaggi a divi o gruppi musicali del passato remoto! E qui sorge una domanda: una testata rivolta ad un pubblico giovane di età compresa tra i 12 e i 16 anni, non dovrebbe puntare su divi o gruppi attuali anziché? Cosa se ne fanno i giovani d'oggi delle canzoni di un gruppo di 50 anni fa?
 
Abbiamo la netta impressione che Recchioni e compagni profittino di queste storie per parlare dei miti della loro gioventù, ma così facendo impediscono ai giovani di capire certi riferimenti. Dylan Dog sembra una collana che vive nel passato dei ricordi di autori e curatori forse incapaci di descrivere scene, miti e protagonisti del mondo attuale. I fumetti che uscivano negli anni sessanta e settanta parlavano di miti del loro tempo, non certo di cantanti o gruppi degli anni 20-30! Per l'occasione Cavenago sceglie una cover di un noto famoso, Sgt. Peppers del giugno 1967, che qui riproduce per intero tanto da far sembrare la cover dell'album adattata a copertina di Dylan Dog. Secondo alcune teorie, questa cover sarebbe piena di riferimenti satanici. Gli stessi Beatles sono stati accusati di essere membri di logge massoniche dedite al satanismo, che in Inghilterra è molto diffuso e in generale nel mondo della musica. La cover dovrebbe celebrare il famoso funerale di Paul McCartney, che secondo alcuni sarebbe morto un anno prima e i Beatles, su suggerimento del manager, avrebbero ingaggiato un attore per impersonarlo. In realtà, è più plausibile che Paul non sia morto ma sia rimasto sfigurato dall'incidente d'auto che avrebbe avuto nel 1966. A sostegno di questa conclusione il fatto che da quel momento il gruppo limitò al massimo le sue uscite pubbliche, probabilmente per permettere a Paul di riprendersi dai postumi dell'incidente e per sottoporsi a numerosi interventi di chirurgia ricostruttiva del volto. Di qui, le incongruenze che risulterebbero tra le sue foto del 1966 e quelle successive. McCartney è al momento l'unico Beatle ancora in vita con Ringo Starr. Gli altri sono morti. J. Lennon è stato ucciso nel 1980. Secondo alcune teorie, l'omicida sarebbe stato al soldo di qualche Intelligence che voleva eliminare Lennon ritenuto un pericoloso sovversivo. Gli altri due sono morti in circostanze naturali. Nella cover di Cavenago Dylan è al centro. Ai suoi lati quattro figure con dei teschi. Si ritiene che i Beatles, messi a conoscenza delle voci che giravano sulla presunta morte di McCartney, abbiano giocato con la credulità popolare disseminando nei loro album indizi che avvalorare la conclusione.
 
La cover di Sgt Peppers evocherebbe il funerale di Paul e nel disegno di Cavenago si nota che Paul è uno zombie come i suoi compagni. Pochi anni fa, però, Ringo Starr ha ammesso che McCartney sarebbe davvero morto il 9 novembre 1966 in un incidente stradale: Quando Paul è morto, tutti noi eravamo preda del panico! Non sapevamo cosa fare, e Brian Epstein, il nostro manager, ha suggerito che assumiamo Billy Shears come una soluzione temporanea. Doveva durare solo una settimana o due, ma il tempo passava e nessuno sembrava accorgersene così abbiamo continuato a giocare insieme. Il Billy si è rivelato essere un buon musicista e lui era in grado di eseguire quasi meglio di Paul. L’unico problema era che non poteva andare d’accordo con John, per niente. William Shears Campbell, che secondo molti, sarebbe il suo sosia, scomparve effettivamente nel 1966. Se una cosa del genere fosse vera, avremmo la conferma che dietro i Beatles, così come per altri noti gruppi, vi siano stati servizi segreti o associazioni occulte. La sostituzione di un morto con un sosia è una tipica operazione delle Intelligence. Continua Starr: Ci siamo sentiti in colpa per l’inganno, abbiamo voluto dire al mondo la verità, ma avevamo paura delle reazioni che avrebbe provocato. Abbiamo pensato che il tutto il pianeta stava per odiarci per tutte le bugie che abbiamo detto, abbiamo tenuto disteso ma l’invio di sottili indizi per alleviare la nostra coscienza. Quando le voci cominciarono ad affiorare finalmente su tutta la faccenda, ci siamo sentiti molto nervosi e iniziando a litigare fra di noi. A un certo punto, era troppo per John e decise di lasciare la band. Tutto ciò potrebbe non essere vero. Se è vero che dietro i Beatles ci sarebbero stati dei gruppi occulti, società segrete o Intelligence, le parole di Starr corrisponderebbero ad un depistaggio. Dire la verità quando nessuno ci crederà mai. O raccontare una bugia per ottenere lo stesso effetto. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la storia di questo mese di Dylan Dog. I Beatles sono nominati per due motivi: Charles Manson è stato un fan dei Beatles. I pervertiti che rubano i cadaveri si vestono come i mitici Beatles.
 
Le assonanze finiscono qui. La storia, come detto sopra, è un attacco alla famiglia naturale fondata sul matrimonio, come ora vedremo meglio. Se, come alcuni ritengono, McCartney è morto nel 1966, sorge un altro mistero: è morto in un incidente stradale, cioè per una fatalità o il vero McCartney è stato ucciso perché non si è voluto inchinare ai voleri di chi controllava il gruppo? Negli editoriali di Recchioni non ci sono riferimenti degni di nota. Piccola biografia di Charles Manson e riferimenti alla teoria della presunta morte di McCartney. La storia parlerà di altro. Quindi, che senso ha avuto parlare di questi due argomenti negli editoriali? Il lettore si aspetterà una storia con una teoria fantasiosa sulla presunta morte di McCartney, ma niente di tutto ciò si materializzerà. Questa non è una storia di Martin Mystéré. La storia tratterà di ben altro e come abbiamo anticipato tutta la noiosa trama porta alla diffusione di un messaggio negativo sul concetto di famiglia, qui descritta come un luogo di sofferenza e non di sano sviluppo. V'è da osservare che la trama è abbastanza contorta, impersonale con scarsi momenti di caratterizzazione dei personaggi. Alcune scene mostrate sono drammatiche, ma come se le varie figure fossero mosse da forze estranee alla loro volontà, il tutto viene presentato come se ognuno di loro recitasse una parte in modo poco convinto. Arthur Gill, facoltoso anziano, acquista una tenuta a Royston nell'Hertfordshire. Il prezzo è alto, 10 milioni di sterline, ma per lui non ci sono problemi. Lo accompagna un tizio taciturno, che lui chiama Cesare. Due anni dopo, Dylan Dog si ritrova nello studio di Madame Trelkovski intenta in una delle sue sedute spiritiche. La vecchia si lamenta del fatto che il fantasma di una ragazza si intromette nelle sue comunicazioni disturbando i canali con gli spiriti e facendole perdere clienti. Dylan Dog accetta di aiutarla e si mette ad investigare. Un primo appunto all'autore: la storia si apre con una seduta spiritica! Lo spiritismo è pericoloso. Quelli che i medium credono essere le anime dei defunti sono in realtà dei demoni, per liberarsi dai quali i coglioni che ci cascano devono rivolgersi a degli esorcisti. Dylan si mette alla ricerca del fantasma.

E' interessante notare come in ogni storia Dylan manifesti avversione per internet. Come se ogni autore ricevesse direttive precise su questo punto. Dylan deve odiare i computer! Ma come? Sclavi è un appassionato di computer e informatica! L'unica cosa divertente sono le battute di Groucho che scherza sul fatto che il suo padrone potrebbe avere una storia con Irma, l'assistente vocale del suo cellulare. La ricerca in rete dà i suoi frutti. Dieci giorni prima nell'Hertfordshire è morta una ragazza vittima di un incidente stradale, Petra Wilkins. I suoi connotati sono simili a quelli che Dylan ha visto nella seduta spiritica della Trelkovsky. Al centro della vicenda c'è un gruppo di fan dei Beatles, della cultura Hippy e degli anni sessanta in generale che passa il tempo a rubare cadaveri dai cimiteri. Il loro scopo è ricreare con i morti la copertina di Sgt Peppers, l'album dei Beatles del 1967, quello del funerale di McCartney secondo le teorie del complotto. Mentre è in viaggio verso l'Hertfordshire Dylan vede ancora il fantasma di Petra, che con le immagini gli narra la sua vicenda. Ad un certo punto, il fantasma scompare e Dylan per inseguirlo fa una inversione di marcia che gli costa caro. Un agente di polizia lo conduce al comando dove fa amicizia con la responsabile locale, anche lei alle prese con i furti dei cadaveri. I due decidono di collaborare. Tra i corpi rubati c'è anche quello di Petra. E' ancora il fantasma di quest'ultima che lo guida nel casolare dove i quattro ladri di corpi hanno radunato la loro macabra refurtiva. Dylan si ritrova nel bel mezzo di un caterva di morti. I ladri non possono fargli nulla. Sono fatti di droga. Prima avevano celebrato una sorta di rito satanico in onore di Charles Manson, il serial killer che sta scontando una condanna all'ergastolo negli Usa. Petra può trovare la pace eterna e ringrazia Dylan con un bacio. La storia sembra finita qui, ma c'è ancora la pratica di Gill da archiviare. Uno dei quattro ladri di cadaveri è riuscito a fuggire. Uno dei cadaveri mancanti è quello di una certa Jane Gill. Dylan capisce subito. Dietro i furti c'è il vecchio Arthur Gill. Il quarto ladro è il suo servitore, Cesare, che gli ha procurato i corpi che desiderava. Quelli dei membri della sua famiglia. Ma non è tutto.

Le ultime pagine della storia sono le più significative, quelle in cui la trama riesce a sollevarsi un pochino dalle sacche della mediocrità. Il vecchio Gill racconta la sua storia. E' il figlio illegittimo di un ricco signorotto locale, famoso amministratore delle colonie. Suo padre lo aveva concepito con la cameriera del palazzo, quella tenuta nell'Hertfordshire che due anni prima ha acquistato. La moglie del nobile non lo perdonerà mai. Mentre il marito morirà poco dopo, lui verrà mandato lontano e la madre, Jane, si uccide per il dolore. Ciò nonostante non prova dolore per quello che gli hanno fatto. Ora che anche la sua fine è vicina vuole riunire tutta la sua famiglia. Per realizzare questo progetto si è affidato a Cesare, un tipo fissato con gli anni sessanta e la cultura hippy. Cesare non si limita a rubare i corpi indicati da Gill. Con un gruppo di tre amici sottrae altri cadaveri con cui realizzare lo scenario di Sgt Peppers. Gill non ne sa nulla. Quando Dylan glielo dice, non mostra alcuna sorpresa. La sua ora è vicina e quello che il suo servitore ha fatto nelle ore libere non gli interessa più. In quel momento Cesare appare sulla scena e attacca Dylan. Dalla colluttazione Cesare ha la peggio. Nel frattempo Gill esala l'ultimo respiro. Dylan è solo e non gli resta che soddisfare le ultime volontà dell'anziano signorotto. Prende il suo corpo e lo deposita nella nicchia insieme agli altri cadaveri. Mentre si allontana dalla casa maledetta, non riesce a spiegarsi perché il vecchio alla fine avesse voluto riunire la famiglia che tanto dolore gli aveva recato. E' probabile che nelle intenzioni dell'autore il concetto di famiglia inserito nella storia sia lo stesso che il serial killer Charles Manson aveva del suo gruppo di assassini, che lui chiamava famiglia. Anche i mafiosi fanno la stessa cosa. Quello che chiamano famiglia è un gruppo criminale dedito alla commissione di delitti. Una storia che nel complesso è parsa noiosa, lunga, priva di reali motivi di interesse. Per quanto sembri incredibile, si salva solo la copertina di Cavenago. Colorata e sfavillante, concepita per attirare l'attenzione e spingere all'acquisto. Se quest'albo venderà qualche copia in più sarà merito solo della copertina di Cavenago! Al Plano.

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