sabato 25 marzo 2017

NUOVA BUFERA SU RECCHIONI PER IL RAPPORTO CON L'AMICO E COLLEGA RICCARDO TORTI! STUDY IMPERAT!!!

Da quando Roberto Recchioni è stato designato curatore editoriale di Dylan Dog nel settembre 2013 il mondo dylaniato del fumetto non ha trovato più pace. Critiche continue per contenuti, innovazioni e disegni che al fandom storico del personaggio non sono andati giù nonostante lo stesso Recchioni abbia a più riprese precisato che le novità sono state concepite ed imposte da Sclavi. Noi abbiamo sottolineato altri profili di criticità, in particolare costanti riferimenti al socialismo massimalista, all'esoterismo massonico e in alcuni casi al satanismo (si vedano, in particolare, i numeri 341 e 361). Ieri i lettori si sono scagliati di nuovo contro Recchioni. Luogo della battaglia: la pagina ufficiale di Dylan Dog. L'uscita di un numero speciale della collana ha scatenato le ire dei fan che non hanno apprezzato i disegni di Riccardo Torti. La critica: disegni non rispettosi dei tradizionali canoni del realismo bonelliano. Beh, non è che il Dylan abbia nel corso della sua storia editoriale brillato parecchio per realismo bonelliano alla Tex, per intenderci. Tranne alcuni casi rari, come le tavole di Corrado Roi e un paio di altri nomi che adesso ci sfuggono, per il resto il realismo si è visto poco. Il Torti si è risentito, non tanto per le critiche al suo lavoro quanto per l'accusa mossagli: lavora grazie al rapporto amicale con Roberto Recchioni. Poiché siamo garantisti, esprimiamo solidarietà a Riccardo Torti. Ma chi è Riccardo Torti? 
 

Prima di rispondere a questa domanda è necessario chiarire quali sono i poteri di cui dispone Roberto Recchioni come curatore di Dylan. Essi sono: sceglie i disegnatori (o meglio, li propone al vertice della casa editrice); approva o respinge le storie; esegue correzioni ai testi; può modificare le storie e la trama; può scrivere lui stesso nuove storie. Dall'esame di questi poteri si evince che il Recchioni funge da effettivo filtro per chiunque aspiri a lavorare su Dylan Dog. Attaccare o esprimere critiche verso di lui non è certo il viatico migliore per potersi esprimere sull'Indagatore. Un altro elemento da tenere presente riguarda il fatto che Recchioni ha fondato, un paio di anni fa, uno studio di vari fumettisti noto come Uno Studio in Rosso con sede a Roma. Questa qui è la loro pagina Facebook. Riccardo Torti è membro di questo studio. E' raffigurato, in tono caricaturale, nell'header della pagina che vedete qui sopra. Recchioni è il secondo da destra. Torti è il quarto da destra. Il secondo da sinistra è Mauro Uzzeo. Il Recchioni è il vertice di questo studio di fumettisti e vista la sua posizione di vertice di Dylan Dog ben si comprende che egli scelga i disegnatori prima tra coloro che sono a più stretto contatto con lui dal punto di vista lavorativo. E' ovvio altresì che tra essi nascano rapporti amicali. L'accusa che viene loro rivolta è il fatto di far prevalere il rapporto amicale sulle competenze professionali.

L'accusa che viene rivolta a Recchioni è quella di far lavorare gli amici e le persone a stretto contatto con lui. Lo Studio in Rosso ha un'altra peculiarità: i suoi membri, Recchioni compreso, non sono alle dipendenze esclusive della Bonelli. Lavorano per più editori che, in teoria, sarebbero tra loro concorrenti. Questi editori sono: Bonelli, Editoriale Cosmo, Bao, Star Comics. In un pezzo apparso sul blog Gli Audaci del 15 aprile del 2015 è riportato: Mauro Uzzeo, Roberto Recchioni, Roberto Cirincione, Michele Monteleone, Giovanni Masi, Giulio Antonio Gualtieri, Riccardo Torti e Federico Rossi Edrighi. I nomi di questi otto autori sono accomunati dallo studio che condividono in quel di Roma, Uno studio in Rosso. E non solo. Sono i responsabili di molte delle novità in cantiere del fumetto italiano dei prossimi mesi. Qual è il peso di questo collettivo di fumettisti nel mercato italiano? Di recente, abbiamo notato che Ratigher, che qualche mese fa ha disegnato una storia di Dylan Dog (il 351), è il nuovo artista di punta della Coconino al posto del noto Igort. Ratigher lavora a stretto contatto con il Recchioni. Sempre di recente, abbiamo appreso che Giulio Antonio Gualtieri, altro membro dello Studio in Rosso, è stato nominato e-i-c della Cosmo, termine che indica la carica di redattore-capo presso gli editori americani e che da qualche anno viene usato anche da alcuni editori italiani per la stessa figura.

Ma pochi mesi fa lo abbiamo visto parte del progetto di una raccolta di volumi della Star Comics. Qui. Il proprietario della Cosmo è Francesco Meo, ex-antico collaboratore di Marco Lupoi (il direttore publisher di Panini Comics) ed ex-redattore di GP. Gli altri membri dello Studio collaborano anche con NPE, Kappa Edizioni, GP ed altri (fonte). La discussione, in cui Torti ha risposto a suo modo ai critici, si trova qui. La domanda che noi ci poniamo è questa: perché puntare su uno stile lontano dal canone bonelliano? Il realismo è da sempre il tratto della casa editrice milanese. I lettori di Tex, ad esempio, mal digerirebbero certi stili. Un'altra domanda che ci poniamo: perché Corrado Roi, artista di valore assoluto, non è stato designato quale artista di punta di Dylan Dog nella gestione Recchioni? Sembra che alla Bonelli stiano cercando di imporre ai lettori un taglio artistico lontano dai loro gusti e abitudini. Finora le cose non sono andate bene. Recchioni è stato chiamato per fermare la fuga di lettori dalla collana, ma nei suoi tre anni di gestione la collana ha perso 30.000 lettori, scendendo da 120.000 a 90.000 copie. In verità, il calo ha riguardato anche le altre serie Bonelli, ma nel caso di Dylan Dog è stato significativo. I vertici Bonelli cambieranno strategia e apriranno le porte ad un nuovo curatore al posto di Recchioni? Certo è che prima o poi si dovrà fare qualcosa per fermare il calo. Al Plano.

2 commenti:

  1. Che Recchioni faccia lavorare gli amici, anche se meno bravi di altri, è risaputo. Queste cose succedono un po' dappertutto, non solo nel mondo dei fumetti. A me Recchioni non piace, e per questo ho smesso di comprare Dylan Dog. Da lettori, l'unico e il modo più serio di contestare è proprio questo: smettere di comprare. Vedrete che quando le vendite caleranno ancora, alla Bonelli cambieranno qualcosa.

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  2. Il problema vero e' dare cosi tanto credito a una persona che ormai e' piu un blogger che uno sceneggiatore. Basterebbe fare un confronto tra le pagine sceneggiate da Mauro Boselli o Tito Faraci in un anno per rendersi conto che in fin dei conti a livello di fumetto realmente scritto e non di chiacchere su web , il signor RR e' poco piu che un signor nessuno.

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