lunedì 6 marzo 2017

TEX CLASSIC N. 1: OVVERO TEX TRE STELLE N. 637! UNA EDIZIONE PER I VECCHI FAN MA SENZA I TESTI ORIGINALI

Da qualche giorno è in edicola Tex Classic n. 1, nuovissima ristampa a colori in formato classico bonelliano periodicità quindicinale delle storie di Tex Willer, prezzo interessante (2,90 euro) e tutto a colori. Ne abbiamo già parlato qui. L'occasione è ghiotta per rileggere le primissime storie di Tex, quelle in cui l'essenza nazionale repubblicana di Tex Willer, personaggio di destra, emerge in tutta la sua potenza. Il materiale di stampa proviene dalla Collezione Storica a Colori (che dal 2007 al 2014 ha ripresentato a colori tutte le storie di Tex uscite dal 1948 ad oggi), quindi pensiamo che per la Bonelli l'investimento sia stato non molto oneroso. Tutte le iniziative legate a Tex sono premiate da successo. Tex è l'unico personaggio su cui la Bonelli può puntare senza paura. Fuori ci sono 170.000 potenziali lettori pronti ad acquistare qualsiasi cosa del loro beniamino. La Bonelli, però, non ha pensato ai giovani. L'occasione era buona per presentare Tex ai giovani e non lo ha fatto. L'edizione è spartana. Non ci sono editoriali interni. Non ci sono trafiletti che spiegano chi è Tex. L'unico pezzo di Frediani, presente in seconda di copertina, è un ode al personaggio. Tante parole, nessuna descrizione. Se un giovane sfogliasse questo primo numero in edicola non avrebbe alcun motivo per comprarlo. I commenti dei lettori militano in questa direzione. Tex Classic è per i vecchi. E i vecchi sono tanti. Almeno l'80% dei 170.000 fan di Tex.
 

Tex però perde tanti lettori ogni anno. Nel 2012 vendeva 210.000 copie. Oggi ne vende 170.000. Perde una media di 10.000 lettori ogni anno. Sfogliando le pagine del numero 1 le sorprese non sono mancate. Abbiamo scoperto che l'albo è il prosieguo della vecchia collana Tex Tre Stelle. In questo pezzo avevamo scritto che la ristampa aveva chiuso con il numero 636. Aprire una nuova collana e pagare la registrazione in tribunale avrebbe implicato nuovi costi. Tex Classic n. 1 si può considerare come Tex Tre Stelle n. 637! Un problema in più per i completisti. Dove collocare questo albetto in libreria? Su un nuovo scaffale o di seguito ai numeri della serie Tre Stelle? Le tavole recano il numero della pagina della vecchia striscia con cui ha esordito quasi 70 anni fa. L'Italia è ancora un Paese pieno di macerie quando nel settembre 1948 è comparsa nelle edicole la prima striscia in formato 16,5x8. Le pagine variavano tra 32 e 80. La striscia richiamava l'idea della pellicola di un film. Ogni casella aveva una sequenza. Nei dieci anni seguenti gli autori delle storie saranno sempre gli stessi: Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galeppini. Che Tex è quello di queste prime storie? Un personaggio diverso da quello attuale. Giovane, deciso, metodi duri. Tex regola i conflitti con l'uso della violenza. Uccide senza pietà. Decide della vita delle persone in base ad un codice basato su una idea personale di giustizia morale. Tex è vero eroe di destra.
 
Un Tex brutale come si nota nelle prime due storie del Classic. Il Totem misterioso in cui stermina la banda di Coffin con una ferocia che nemmeno il Punitore nel suo periodo d'oro ha denotato. La Mano Rossa in cui segue ed ammazza uno per uno i suoi membri. Tex è un fuorilegge, ma viene adombrato che le accuse contro di lui non sono vere. Tex è un eroe buono e i criminali meritano la morte. Il messaggio delle prime storie. Un linguaggio aggressivo che oggi potrebbe destare perplessità. Ma coerente con l'Italia di quel tempo. Fino a due anni prima la gente era abituata a vedere morti per le strade a causa dei bombardamenti. La violenza era la forma di espressione più visibile e il concetto dell'ordine pubblico era approssimativo come quello del vecchio west. Tex Willer deve molto agli eroi dei fumetti degli anni trenta. Gian Luigi Bonelli aveva iniziato a scrivere negli anni in cui il fascismo non era più un partito ma un sistema di potere ben radicato nelle Istituzioni dello Stato. Gli italiani erano governati da un uomo, Mussolini, che si era fatto coniare una attribuzione su misura: Capo del Governo Primo Ministro Segretario di Stato. E nel 1948, anche se nel frattempo il Partito Nazionale Fascista non esisteva più, dopo le elezioni che videro la DC ottenere quasi 13 milioni di voti pari al 48% contro il Fronte Popolare con poco più di 8 milioni di voti, c'era il Movimento Sociale Italiano con mezzo milione di voti.
 
Nel 1953, anno della morte del tiranno comunista Stalin, i voti del MSI crebbero a oltre 1 milione e mezzo e quelli dei comunisti scesero di due milioni. Anche la DC, a metà strada tra un partito cattolico ed uno laico, perse parecchio. Tex non perdeva lettori, anzi ne raccoglieva sempre di più secondo quell'ideale di destra che aveva trovato linfa nella propensione di tanti italiani che, se da un lato erano contenti di avere ritrovato la pace e una rinnovata prosperità, dall'altro lato si sentiva forte il peso di un nuovo sistema politico che non offriva molte prospettive di evoluzione. La DC governava in base alle direttive di un nuovo padrone: gli Usa. Il paese in cui le strisce di Dick Tracy, altro personaggio di destra, avevano conquistato i fan. Tex deve molto a Tracy e ad un personaggio che negli anni '40 andava forte, Furio Almirante, creato da Gian Luigi Bonelli nel 1941 sulle pagine dell'Audace (da cui deriverà la Bonelli attuale) e disegnato da Carlo Cossio. Il nome Almirante fu scelto in onore della famosa famiglia di attori, gli Almirante, a cui apparteneva anche Giorgio Almirante, il segretario storico del MSI. Furio andò avanti fino al 1965. Un aspetto di Tex Classic ha deluso. Negli anni la Bonelli ha rivisitato i testi di molte delle prime storie di Tex. Ci saremmo aspettati una ristampa con i testi originali, che vedete sopra. Invece hanno puntato ancora sui testi rivisitati. Un peccato che macchia la purezza del personaggio. Al Plano.

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