giovedì 30 marzo 2017

BONELLI: NUOVO AUMENTO DEL PREZZO DI COPERTINA! LA FURIA DEI LETTORI! RECCHIONI: ALBI SOTTO PREZZO!

Fin da quando abbiamo appreso dei risultati di bilancio della Sergio Bonelli Editore relativi all'esercizio 2015 (ne abbiamo parlato qui), era chiaro che nel breve periodo avremmo dovuto aspettarci un sensibile aumento dei prezzi di copertina dell'editore milanese. Tra gli utili 2014 e gli utili 2015 la differenza era abissale: da 3.408.807 a 1.845.874, cioè -1.552.563. In un anno, pur chiudendo in attivo, la Bonelli aveva visto diminuire gli incassi del 50% rispetto all'anno precedente. Un aumento era, dunque, inevitabile, anche perché la Bonelli, con una decisione che è parsa priva di senso, ha deciso di produrre in proprio i volumi (togliendo le licenze ad altri editori). La notizia dell'aumento dei prezzi è arrivata oggi. Il sito (non il forum) di Comicus ha preso la notizia dal catalogo Bonelli/Bao di giugno.
 

Gli albi che costavano 3,20 euro passeranno a 3,50 euro! Gli albi che costavano 3,70 euro passeranno a 4,00 euro! Orfani e Dylan Dog Color Fest da 4,50 euro passeranno a 4,90 euro! I Magazine e i Maxi a 6,90 euro! Il salasso sarà praticato a partire da giugno 2017. Trenta centesimi in più sono una enormità. Per chi seguiva almeno tre serie Bonelli, ora dovrà spendere un euro in più, che significa 12 euro in più in un anno! I motivi degli aumenti non sono stati riferiti, come era ovvio. Sono finiti i tempi in cui gli editori si scusavano con i lettori per l'aumento dei prezzi. Le scuse che adducevano, d'altronde, erano sempre le stesse. La carta aumenta e quindi aumentiamo anche noi. Una cazzata. Il motivo dell'aumento è sempre lo stesso: il prezzo cresce perché le vendite sono in calo costante.
 

Per i lettori è una catastrofe di bibliche proporzioni. Poiché in Italia il mercato del fumetto è basato su un monopolio di fatto (nel senso che tra gli editori non esiste un vero rapporto di concorrenza bensì di aperta collaborazione), gli altri editori si sentiranno autorizzati ad aumentare i loro prezzi di copertina. Siamo certi che aumenti arriveranno nei prossimi mesi anche per Panini, Rw Edizioni, Star Comics e Saldapress. A pagare il conto sarà, come al solito, il lettore, che vedrà il proprio portafoglio preso d'assalto. Ce lo aspettavamo. Non ci credete? Lo abbiamo predetto in un commento ad un nostro articolo, rispondendo ad un lettore. Come vedete sopra, il nostro commento risale al 30 gennaio 2017. Se le cose vanno male la colpa è di altri fattori, ma mai delle loro strategie editoriali!
 

L'editore, si sa, è infallibile. Al massimo può essere colpa del lettore, reo di non aver compreso la grandezza di un'opera. La discussione è divampata sui forum e su quello di Comicus in particolare, dove le posizioni di pensiero si possono dividere in due fronti: chi ritiene che l'aumento sia una catastrofe che indica che la situazione è critica; chi pensa che, tutto sommato, trenta centesimi non sono niente. Che il fumetto è venduto ad un prezzo basso di per se e che quindi l'editore può aumentarlo senza per questo stravolgere il rapporto con la qualità dei contenuti. Chi pensa una cosa simile? Roberto Recchioni. Come al solito, il curatore di Dylan Dog, onnipresente, da buon influencer, in tutte le discussioni in rete, è convinto che i fumetti della Sergio Bonelli Editore sono venduti sotto prezzo.
 

E per suffragare questa opinione cita una fantomatica media mondiale! Esiste una media mondiale dei prezzi dei fumetti? Perché il dott. Gunnar Andersen non ci ha detto nulla? Eppure, è uno degli arkivarer di più alto grado del dodicesimo ordine! Recchioni ritiene che sia più che giustificato un aumento perché sono passati tre anni dal precedente. Era l'aprile 2014 e Bonelli aumentò il prezzo di 30 centesimi passando dai 2,90 euro ai 3,20 euro! Ne abbiamo parlato qui. I lettori andarono su tutte le furie. Ora dovranno pagare altri 30 centesimi. In sei anni quindi il prezzo di copertina è cresciuto di ben 60 centesimi. Una media di ben 10 centesimi all'anno! Nel 2002 un albo Bonelli costava 2,07 euro. In quindici anni il prezzo è cresciuto del 50% a fronte di vendite in continuo e progressivo calo.
 

La tesi che circola tra i bonellomani è la seguente: l'editore vende 94 pagine di fumetti a poco più di 3 euro quando in America allo stesso prezzo viene venduto un fumetto di 22 pagine, mentre in Francia, dove il formato più diffuso è il tome, cioè il cartonato di lusso, i prezzi vanno dai 15,00 euro a salire. A parte il fatto che non ha molto senso paragonare mercati diversi basati su economie differenti, bisogna considerare che la Bonelli pubblica fumetti su una carta riciclata scura di non eccelsa qualità rispetto alla carta patinata dei comics Usa o dei lussuosi volumi francesi. Se la Bonelli mettesse in vendita i suoi mensili a 9-10 euro non li comprerebbe nessuno. Per decenni l'editore milanese ha mantenuto artificialmente bassi i prezzi dei suoi prodotti mettendo in seria difficoltà gli altri.
 

Quale sarà la reazione dei fan? Molti non possono sforare il budget mensile. A malincuore dovranno tagliare qualche serie. La storia ci insegna che ogni volta che è aumentato il prezzo di copertina le vendite ne hanno risentito in modo negativo. Nel caso della Bonelli esiste una alternativa che la crisi ha reso celebre: acquistare gli albi di seconda mano! Nell'usato un albo di Bonelli vale 50 centesimi. Li si trova nei mercatini o su internet. Le elevate tirature della casa editrice infatti abbattono in modo rilevante il valore di un albo. Così un fan furbo non spenderà mai 3,50 euro per leggersi un fumetto che di lì a breve troverà a 50 centesimi. Quando le difficoltà si fanno complesse ci si ingegna e gli italiani sono maestri in questo. Dunque, tutti all'assalto dei mercatini! Gabriel Piazza.

6 commenti:

  1. Mentre la Bonelli porta il prezzo dei suoi albi a 3,50€, la Gazzetta fa uscire una meravigliosa collana West con serie come Durango, Bouncer e Jim Cutlass a 3,99€ per albo.
    La differenza è che questi ultimi sono in grande formato (19x27) a colori con foliazione media di 96 pagine.
    Cosa sceglierà il lettore?
    Personalmente per prendere Durango ho tagliato Dampyr, Nathan Never e Tex, inoltre sto riducendo drasticamente i miei acquisti bonelliani.
    Un paio di anni fa arrivavo ad acquistare ben 14 uscite mensili ora se ne prendo 5 o 6 è già tanto.

    RispondiElimina
  2. Io ho tagliato Dylan Dog, che prima dell'era Recchioni compravo in tutte le edizioni. Adesso seguo solo Morgan Lost, della Bonelli, l'unico personaggio secondo me valido e innovativo.

    RispondiElimina
  3. Da previdente quale sono sempre stato ho scelto il rimedio migliore: ho smesso nuovamente di comprare fumetti Bonelli (in generale ho smesso di leggere fumetti), anche perchè non ho voglia di finanziare il delirio di grandezza di un tizio che fa lavorare solo amici e "yes-men" e pensa di avere la verità assoluta in tasca.

    RispondiElimina
  4. A livello statistico è un aumento davvero notevole, specie per chi segue molte testate Bonelli: con Dragonero e Julia tutto sommato me ne accorgerò poco, anche grazie al fatto che uscendo da poco in fumetteria posso usufruire del loro sconto. Per il resto da lettore di manga sono abituato a cifre ben più corpose...

    RispondiElimina
  5. 8 mensili tagliati da questo mese. Non ho la frenesia dell'acquisto dell'albo nuovo. Se lo trovo in fumetteria bene, se no pace..

    RispondiElimina
  6. In Italia il prezzo di un fumetto (che racchiude dietro un mondo) è inferiore ad un cappuccino e cornetto... D'accordo che a livello percentuale è un grosso aumento, ma è tutto relativo.
    Dove abito io, Lugano, i fumetti Bonelli sono in vendita tra i 10 e 13 euro l'uno...

    RispondiElimina

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.