giovedì 13 aprile 2017

DEATH NOTE BY NETFLIX: AI GIAPPONESI NON PIACE IL WHITEWASHING AMERICANO! SOSTIENI LA PETIZIONE!!

Death Note è un manga ideato da Tsugumi Ōba e disegnato da Takeshi Obata, uscito in Giappone dal dicembre 2003 al maggio 2006 sul settimanale Weekly Shōnen Jump dalla casa editrice Shūeisha e raccolto in dodici tankōbon, mentre in Italia il manga è uscito per Panini Comics/Planet Manga dal novembre 2006 al settembre 2008. La storia è quella di un ragazzo che si imbatte in un quaderno che dona a chi lo possiede il potere di uccidere le persone scrivendone il nome al suo interno. Una idea che richiama un noto racconto di Stephen King dal titolo Il word processor degli Dei scritto dal maestro a metà degli anni '80. In quel caso, al posto del quaderno c'era un pc in cui tutto quello che scriveva il possessore si avverava. Chissà se Ōba lo ha letto! Di Death Note è stato realizzato anche un anime che ha riscosso molto successo. In Italia la serie, che si compone di 37 episodi, è stata trasmessa sul canale MTV. Oggi si trova sui circuiti p2p.
 

Poi i giapponesi hanno avuto la brutta idea di appaltare la realizzazione di una serie tv agli americani di Netflix. Un grosso errore. Il 22 marzo è uscito il primo teaser trailer e i fan hanno avuto amare sorprese. il motivo è il whitewashing, cioè la pelle bianca dell'attore che interpreta il protagonista Light Turner ovvero Nat Wolff, all'interno di un cast in cui sono spariti i ruoli importanti affidati ai non-bianchi e l'attore Masi Oka è l'unico viso nipponico conosciuto. Così è partita la petizione su Care2 Petition, che chiede di boicottare il Death Note di Netflix per la mancanza di attori nipponici proprio in una storia che è intrisa di cultura, storia e identità nipponica, accusando il prodotto americano come ennesimo esempio di sbiancamento di pelle del settore dell'intrattenimento. Sono già oltre 16.000 i sostenitori che hanno firmato. Noi appoggiamo la protesta dei nostri amici nipponici. Il link per firmare la petizione è questo. Kristoffer Barmen.

2 commenti:

  1. La cosa peggiore è che il geniale L viene interpretato da un negro (Keith Stanfield).
    L'opera non è credibile, non ha senso seguire questa serie.

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  2. Non penso che gli Americani - lo ammetto è una generalizzazione, ma credo sia calzante - vogliano capire, o abbiano mai valuto capire, il parere di altri popoli, culture o punti di vista.

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