lunedì 10 aprile 2017

IL GRANDE RITORNO DI ASTROROBOT CONTATTO YPSILON, GINGUISER, UFO DIAPOLON E MECHANDER ROBOT!!!

Quando si citano i robot giganti giapponesi si pensa subito a Mazinger Z, Goldrake, Jeeg Robot d'Acciaio ed altri. In terra nipponica, però, ne esistono molti altri. Si può dire che ogni autore o casa editrice o di animazione si è cimentata producendo serie in cui il protagonista era un gigante d'acciaio guidato o controllato da un essere umano. Se pensate che il capostipite sia stato Mazinger Z sbagliate. Di grosso. Il primo robot gigante della storia giapponese è stato Super Robot 28, un manga scritto e illustrato da Mitsuteru Yokoyama e serializzato a partire dal 1956. È noto al di fuori del Giappone anche come IronMan28 e Gigantor. Da esso sono state tratte numerose serie anime. L'intera collana di genere shonen (orientata ad un pubblico giovane) è stata raccolta in 20 tankobon! Nonostante questo primato, il manga in Italia è inedito! Chissà che la Jpop, che in Italia detiene i diritti di pubblicazione delle opere di Nagai, non ci faccia un pensierino. Se qualcuno di Jpop ci sta leggendo (e ci leggono!), si metta in moto per colmare questo vuoto. L'opera merita. Davvero. Il mito dei robottoni in Giappone è ancora fiorente. Tanto che a quaranta anni di distanza dalla loro prima messa in onda, la Nippon Animation, la Wako Production e la Eiken, hanno deciso di celebrare 4 loro note serie Super Robotiche, Astrorobot Contatto Ypsilon, Ginguiser (Nippon Animation), Ufo Diapolon (Eiken), Mechander Robot (Wako Production), ideate e trasmesse in Giappone fra il 1976 e 1977. Il grande progetto è conosciuto come Miracle Robot Force e si svilupperà nel corso dei prossimi 12 mesi.
 

Per l'occasione è stato aperto un sito che propone i vecchi mecha in versione moderna. Il progetto si propone di far risaltare queste serie, conosciute anche in Italia da una folta platea di appassionati. Non c'è stato solo Mazinger, insomma! Anche se meno note, queste serie denotavano molti spunti di interesse. Erano orientate ad un pubblico più giovane e trattavano temi più leggeri, ma il mecha design era accattivante. Astrorobot, ad esempio, venne addirittura trasmesso dalla Rai, mentre Ufo Diapolon riscosse parecchio successo nonostante fosse stato trasmesso dalle reti locali. Di queste serie non sono stati realizzati manga. La loro produzione in versione anime only era dettata dalla necessità di inserirsi nel ricco mercato delle collane dei robottoni. In Giappone il settore è più vivo che mai grazie a Nagai che continua a proporre nuove versioni dei suoi robot. L'ultimo in ordine è Grendizer Giga, nuova versione di Goldrake, uscito sul magazine nipponico Champion RED di Akita Shoten e raccolto in due tankobon. Storia e disegni sono dello stesso Go Nagai. In Italia è stato proposto di recente dalla Jpop. L'annuncio del revival delle quattro serie robotiche sopraccitate emoziona, per certi versi. E' probabile che usciranno nuove serie anime e magari anche manga sebbene l'operazione sembra essere condotta più che altro sull'onda della nostalgia. La tecnologia per costruire i robot nelle serie nagaiane è di origine aliena. Mazinger Z è stato costruito sfruttando le conoscenze avanzate degli antichi micenei, che a loro volta le avevano avute dagli alieni di Vega. Kristoffer Barmen

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