martedì 11 aprile 2017

IN ONORE DELLA SIGNORA ANGELA GIUSSANI: LA VERA E UNICA CREATRICE DI DIABOLIK, IL FANTOMAS ITALIANO

Nonostante tutto, nonostante la crisi, il crollo di qualità e la tendenza degli editori a proporre storie e disegni lontani anni luce dai livelli di un tempo, esiste una buona parte di lettori che si dimostra affezionata ad un genere che andava molto di moda anni fa, il fumetto nero! Con l'uscita di Diabolik nel novembre 1962 si aprì un mercato tutto nuovo in Italia. Nel giro di circa un quinquennio le edicole si riempirono di queste pubblicazioni che presentavano taluni tratti comuni: il protagonista aveva qualcosa di diabolico, sinistro e demoniaco. Indossava tute aderenti, in alcuni casi c'era un erotismo sfrenato (per i tempi) e quasi sempre si mettevano in evidenza gli aspetti più deleteri della società in un periodo (gli anni sessanta!) in cui la sinistra cercava di mettere su piede. Il protagonista era un personaggio negativo, usava la violenza per risolvere conflitti e sovente uccideva a sangue freddo. Diabolik rispecchiava tutte queste caratteristiche, oltre alla passione che si respirava nelle sue avventure. La passione che gli era stata trasmessa dalle sue autrici, le sorelle milanesi Angela e Luciana Giussani.


Angela Giussani era nata nel 1922 e dopo qualche anno in cui aveva svolto l'attività di modella, sposò nel 1946 l'editore Gino Sansoni, lavorando nella sua casa editrice a una collana che pubblicava libri per ragazzi. Sansoni era un fanatico fascista. Aveva aderito alla Repubblica Sociale Italiana con tanto di quel fervore da mettere in imbarazzo perfino i gerarchi di Mussolini. Sansoni aveva conosciuto Angela Giussani nel 1943 quando lei con tutta la sua  famiglia, a causa delle vicende della guerra, era stata sfollata a Cervia. I due si piacquero subito. Angela era una fervente mussoliniana e non fu molto difficile per il giovane Gino, che in quei dettami era cresciuto, conquistare la sua simpatia. Poi qualcosa andò storto e Angela ripartì per Milano, troncando la relazione. Due anni dopo, Sansoni raggiunse Milano grazie all'aiuto del suo amico Tom Ponzi e rivide Angela. La corte ricominciò serrata. Per convincerla la assunse nella sua nuova attività, una azienda che si occupava di pubblicità e di promozione. Angela accettò di buon grado. La sua famiglia non navigava nell'oro e lei voleva essere indipendente.

Nel 1946 Angela accettò di sposare Sansoni. Dopotutto, questo giovane destrorso era riuscito simpatico perfino al padre di lei, Enrico Giussani. Il matrimonio si celebrò il 15 dicembre e i due andarono a vivere in un lussuoso appartamento di via Mascheroni n. 1 a Milano, dove più tardi sorgeranno le redazioni Astoria e Astorina. L'apporto e l'intelligenza di Angela permisero alla nascente attività di Sansoni di crescere parecchio. Con gli anni crebbero i clienti, alcuni prestigiosi e gli introiti. Tra i collaboratori arriverà anche il generale Fausto Fiumali, padre del futuro disegnatore Brenno, che di lì a poco divenne una delle colonne di punta della casa pubblicitaria grazie alle sue doti grafiche. Nonostante la differenza d’età (Angela ha 15 anni in meno del marito) i due erano innamoratissimi e assidui frequentatori del bel mondo, lui perennemente vestito di bianco e lei elegantissima. Lui orgoglioso di potere avere al suo fianco una donna che tutti gli invidiano, lei perfettamente a suo agio in quell’ambiente fatto di luci e lustrini. Agli occhi di tutti quella è una coppia perfetta, protagonisti della Milano bene.

Verso la fine del 1949 Gino Sansoni accarezzò l'idea di trasformare la sua azienda di pubblicità in una casa editrice, un suo vecchio pallino. Nei primi mesi del 1950 uscì Il vademecum della sposa, Piccola enciclopedia moderna della donna e della casa, una sorta di prontuario promozionale e informativo destinato alle donne che stanno per andare all’altare. Oltre che come redattrice, Angela è presente come modella sia per le pagine pubblicitarie sia per illustrare i consigli di cura del corpo. E' autrice anche di alcuni disegni, che realizza da sola o con l'aiuto di Remo Berselli, socio con cui condivide un’altra attività in campo editoriale, la Giuber. L'attività editoriale principale è condotta dalla C.E.A., la Casa Editrice Astoria, ma non ci fu mai il grande exploit. Le cose andarono meglio ad Angela, che nel 1961 fondò la casa editrice Astorina. O almeno non subito meglio. Mentre il marito collezionava insuccessi, Angela iniziò pubblicando le avventure di un pugile chiamato Big Ben Bolt. Era un fumetto creato nel 1949 da John Cullen Murphy e Elliot Chaplin e già proposto in Italia dalle edizioni dei Fratelli Spada.

La serie debuttò nel dicembre 1961. Il formato era quello tascabile a colori con la periodicità quindicinale. All'interno si alternavano altri personaggi minori. Furba la Giussani Angela, iniziare una attività editoriale comprando le licenze di fumetti stranieri. Angela era appassionata di pugilato. La scelta fu inevitabile. Investimento basso, utili sicuri. Ma la serie non andò bene e circa due anni dopo chiuse i battenti. C'erano anche fumetti prodotti in Italia. Maciste era scritto da Nino Cannata e disegnato da Renzo Orrù. Alle cover si distingueva Brenno Fiumali. C'era anche Dick il Giustiziere di Gino Marchesi. Nel frattempo, Angela stava pensando di lanciare un nuovo personaggio. L'ispirazione gli era venuta, secondo alcune tesi, trovando su un treno un romanzo di Fantomas dei francesi Marcel Allain e Pierre Souvestre. Fantomas è un spietato criminale, dotato di intelligenza diabolica, abile nei travestimenti e megalomane, organizza intrighi delittuosi complessi e con fini ambiziosi. Egli riesce sempre a sfuggire al suo nemico giurato, l'ispettore Juve e all'alleato di questi, il giornalista Jerôme Fandor.

Secondo altra tesi, meno credibile a parere di chi scrive, Angela aveva condotto una indagine di mercato secondo la quale era emerso che i lettori preferivano storie gialle in formato tascabile che potevano essere lette in tempi rapidi e riposto in tasca. E' probabile che la verità stia nel mezzo, unendo il formato tascabile con un personaggio che poteva essere considerato la versione italiana di Fantomas. Il formato iniziale di Diabolik fu il 12x17, dopo seguito dal 12x18 attuale. Diabolik è un ladro, un criminale, abile nei travestimenti e dotato di una intelligenza diabolica. All'inizio è fidanzato con la bella Elisabeth Gay, ma nel numero 3 conosce Eva Kant da cui non si separerà più. Ma chi era Diabolik? I lettori appresero delle sue origini in un numero del 1968 intitolato Diabolik Chi Sei?, in cui emerse che fu l'unico sopravvissuto di un naufragio. Giunto in fasce su un'isola fuori dalle rotte, fu allevato dagli uomini del malvivente King e da loro apprese le tecniche criminali. Diventato adulto, uccise King e fuggì dall'isola con il tesoro della banda con il nome della pantera nera a cui King lo aveva paragonato.

Come Fantomas, Angela Giussani gli diede un nemico poliziotto, l'ispettore Ginko. Il nome era quello del marito, Gino. Poiché c'era la necessità di inserire una kappa e siccome il nome Ginok non sembrava appetibile, la kappa finì prima dell'ultima vocale. Ginko per l'appunto. Anche Eva aveva una kappa nel cognome e infatti si chiamava Kant. Anche Ginko aveva la sua amata, la nobile Altea di Vallenberg. Secondo una voce che girava tra i fan, Ginko e Diabolik sarebbero stati fratelli gemelli, proprio come Fantomas e Juve. Da un punto di vista grafico, i due si somigliano. Angela amava molto il Gino Sansoni. La cravatta a strisce rosse e nere diagonali di Ginko, che mai abbandonerà nel corso degli anni, è un omaggio fatto al marito, tifoso milanista. Il successo di Diabolik non fu immediato, ma graduale. A metà degli anni settanta, la tiratura era di 400.000 copie. Più di recente, nell'anno 2013, da un articolo del Sole24Ore è emerso che la tiratura è di 280.000 copie. Oggi, Diabolik vende circa 49.000 copie.  Il successo di Diabolik è stato tale che da allora la Astorina non ha pubblicato altro o altre collane.

Più volte ristampato, oggi Diabolik costituisce l'unico personaggio della casa editrice. Finora abbiamo parlato soltanto di Angela Giussani. Il motivo si intuisce: è stata Angela a creare Diabolik. Luciana non ha avuto alcun ruolo nella sua ideazione. Lei entrerà in scena intorno al 1964 su chiamata della sorella Angela che la invitò a collaborare alla sua creatura. E il sodalizio durò fino alla fine. Luciana si era diplomata da poco alla scuola tedesca a Milano e aveva trovato impiego in una ditta di aspirapolveri. Le due sorelle si dedicheranno anima e corpo alla creazione delle storie che faranno entrare nel mito il loro personaggio. Il successo di Diabolik stava spingendo altri a lanciare personaggi simili. Sansoni, che tutti chiamavano il dottore, seguitava ad investire nel settore. Si vantava di essere un ottimo scopritore di talenti. Due di questi sarebbero destinati ad avere successo: Alfredo Castelli e Pier Carpi. Castelli fu per certi versi un pioniere del settore. Lavorò parecchio e bene su Diabolik, dove esordì appena 18enne nel 1965. Creò anche la prima fanzine del mercato italiano dei fumetti, Comics Club 104.

Negli anni successivi lavorò come sceneggiatore della Rai e nel 1982 creò il suo personaggio di maggior successo, Martin Mysteré, per la Bonelli. Castelli ha lavorato anche per la Editoriale Corno, scrivendo alcuni articoli che parlavano degli eroi Marvel anni prima che uscissero in Italia a partire dal 1970. La vicenda di Pier Carpi è più curiosa. Sansoni lo fece lavorare sul giornale satirico Bertoldo. Scrisse storie italiane di Superman e Batman editi allora dalla Mondadori e storie di Topolino. Lavorò alla Astorina come autore di Diabolik e non disdegnò di creare il suo antagonista più originale per la C.E.A. dello stesso Sansoni, anzi l'antagonista. Stiamo parlando della signora Satanik! Pier Carpi, che all'anagrafe faceva Arnaldo Pier Carpi, era noto per un altro aspetto un po' meno idilliaco. Era membro della Massoneria! Pier Carpi era il segretario di Licio Gelli, il venerabile maestro della loggia massonica Propaganda 2, meglio nota come loggia P2. Si sa che con simili appoggi e chiare appartenenze è più facile fare carriera e nel mondo del fumetto non è diverso. Basta indossare un grembiulino, giusto?

Gelli è stato membro del partito nazionale fascista e poi aderente alla Repubblica Sociale Italiana. Poco prima della fine delle ostilità era passato coi partigiani! Nulla di cui meravigliarsi, visto che era un massone di alto profilo, anche se la sua biografia su Wikipedia dice che in Massoneria entrò nel 1963. Gelli è stato al centro delle vicende più oscure della storia della repubblica italiana. Fu uno degli indiziati della strage di Bologna del 1980. E di tante altre cose. In questo video, intervistato da Biagi, Pier Carpi descrive il sistema di affiliazione alla Massoneria. Avere gli amici giusti aiuta a far carriera in tutti i settori, anche nel fumetto. D'altra parte, anche il famoso fumettista Hugo Pratt era un massone. Pier Carpi ha fondato con Alfredo Castelli la nota rivista Horror. Oltre che essere biografo ufficiale di Gelli, Carpi ha rilasciato dichiarazioni molto controverse. Sapeva molte cose. Nel 1992 dichiarò ad AdnKronos che a far uccidere Enrico Mattei nel 1962 era stato John Kennedy, che avrebbe ordinato alla Cia di mettere una bomba sull'aereo. Ma torniamo a noi. Nel 1965 per la C.E.A. Carpi creò Zakimort.

A differenza di Diabolik, Zakimort lotta contro i criminali. Figlia di un gangster, Fedra Garland decide di vendicare il padre e compensare il male da lui fatto. La collana, divisa in due serie, uscì fino al 1974. Gino Sansoni continuò la sua fervente attività, ma non raggiunse mai il successo della moglie. Non ebbe nemmeno molta fortuna economica. Alla fine degli anni sessanta era indebitato fino al collo e Angela lo lasciò agli inizi dei settanta quando si stancò di pagare i creditori di lui. Sansoni morì nel 1980. Un articolo di Sauro Pennacchioli su Giornale Pop rivela altri particolari interessanti sulla possibile ispirazione che portò Angela Giussani a creare Diabolik. Nel pezzo parla di un assassino vero che operava a Torino. Nei messaggi che lasciava si firmava Diabolich. Il 15 febbraio 1958 viene ucciso Mario Gilberti, un foggiano che era arrivato in città per lavorare nella Fiat. Forse era un gay. L'assassino, che sembra conoscerlo bene, non ha difficoltà a farsi aprire la porta. Poi lo colpisce con un trincetto da calzolaio massacrandolo. Prima di andarsene lascia un biglietto in cui sfida gli inquirenti a trovarlo.

Il testo presentava errori di ortografia e forse la firma Diabolich si riferiva ad un Diabolic, un personaggio letterario. Nei messaggi anonimi mandati ai giornali rivelò che aveva compiuto il gesto per gelosia. Anche lui gay, si era vendicato di Gilberti (conosciuto ai tempi del militare) che lo aveva tradito. O forse era tutto un depistaggio. Gilberti era davvero gay? Frequentava donne e aveva molti soldi in banca, più di quanti ne poteva guadagnare con il suo lavoro. Forse faceva lo strozzino e una delle sue vittime ad un certo punto avrebbe deciso di eliminarlo per poi confondere le acque con la storiella del gay tradito e impazzito. O era bisessuale e aveva commesso l'errore di legare troppo con uno dei suoi debitori. Gli inquirenti trovarono un tizio che era raffigurato in una foto con Gilberti, tale Aldo Cugini. Ai tempi del militare, insieme ad un altro commilitone, erano chiamati le tre monachelle per i loro comportamenti equivoci. Forse erano tutti gay o bisessuali e forse avevano ucciso insieme Gilberti, per conto proprio o altrui. Sta di fatto che la terza persona non fu mai trovata. Cugini morirà nel 1998.

Il caso fece tanto scalpore che ne parlarono i giornali di molti paesi. E sebbene fossero passati circa 4 anni, il ricordo di questo Diabolich era ancora presente nei dibattiti. Dovendo cercare un nome che attirasse l'attenzione, Angela ha usato il suo, con la kappa e togliendo la ci e l'acca finale per lanciare la sua versione italiana di Fantomas? L'assassino a chi si era ispirato per il nome? L'anno prima dell'omicidio, nel 1957, era uscito un libro di Italo Fasan dal titolo Uccidevano di notte. Il protagonista era un serial killer chiamato Diabolic! A suffragare questa tesi c'è l'uscita in quel 1962 di un film di Totò dal titolo Totò Diabolicus! Se Angela aveva pensato ad un nome mefistofelico per il suo personaggio non c'era altra possibilità. Diabolik, con la kappa, per renderlo un po' originale. Nel 2013 il caso Gilberti è stato riaperto con la speranza di trovare, grazie alle moderne tecnologie, qualche elemento che possa rivelare l'identità dell'assassino. Ad oggi non sono state rivelate novità. Il successo di Diabolik intanto cresceva sempre di più e nel 1964 la Editoriale Corno lanciò la sua versione di Diabolik, Kriminal!

Con i disegni di Roberto Raviola, alias Magnus e i testi di Secchi, direttore della Corno, Kriminal contese per diversi anni il successo a Diabolik. Secondo alcuni studiosi, Kriminal era anche superiore, ma come tanti altri personaggi neri uscì di scena nel 1974 con il numero 419. Il protagonista di Kriminal è Anthony Logan, un fuorilegge inglese che agisce mascherato da scheletro. Ha un passato tormentato: il padre fu spinto al suicidio dopo essere stato ridotto sul lastrico, la madre e la sorella sono anch'esse vittime di un mondo corrotto e la sua adolescenza la passa in riformatorio per poi evaderne fuggendo. Agli occhi di molti Kriminal appariva come un clone di Diabolik. Le sorelle Giussani non ne erano felici e inviarono una diffida a Secchi lamentando il fatto che il suo personaggio era copiato da Diabolik. Negli anni seguenti i rapporti tra le Giussani e Secchi migliorarono molto. Nel 1976 Maria Grazia Perini intervistò Angela Giussani sul numero 154 di Eureka (altra serie della Corno) in cui Angela confermò che Diabolik lo aveva creato solo lei. La sorella Luciana era intervenuta dal numero 14.

Diabolik e gli altri fumetti neri erano accomunati da un particolare: creavano scandalo. L'accusa: istigavano al crimine e rischiavano di portare i lettori, specie i più giovani, sulla strada sbagliata. Diabolik era un cattivo modello di identificazione. Quella avversione e le proteste dei giornali ebbero l'effetto di aumentare a dismisura la popolarità della serie. Poi verso la fine del 1964 la questione si fece molto seria. A seguito delle denunce, arrivarono i sequestri ordinati dai giudici della procura di Milano. Ai problemi giudiziari si aggiunsero le stroncature della stampa con interventi di noti personaggi dell'epoca, tra cui Enzo Tortora e la cantante Mina. In questo articolo si afferma che Kriminal arrivò a vendere 300.000 copie e Satanik 200.000 copie. Le altre case editrici, intuendo la possibilità di enormi guadagni, si gettarono nella corsa all'oro, dando vita ad una marea di personaggi simili a Diabolik. La Cofedit recuperò un vecchio personaggio del 1948 chiamato Fantax. Anch'esso era stato lanciato per imitare Fantomas come sarebbe accaduto con Diabolik dopo! La Cervinia presentò ad ottobre Mister-X

Questi aveva una tutina rossa e qualche mese dopo nel 1965 Spettrus! la Ma.Ga. presentò Joe Sub. Agente F.B.I. del mare (maggio), la Nord Jnfernal (giugno), la Bianconi Il boia. Diario di un agente segreto (dicembre) e la U.D.B. Walter Sten (ottobre). Nello stesso anno la Cofedit presentò Demoniak (febbraio) e Alika (luglio), la U.D.B. Sadik (marzo) e la Merconi Tenente Krabb (novembre). La C.E.A. di Sansoni quindi propose Zakimort. Nel 1966 la Europress sfornò un’altra K, Masokis (marzo), mentre la Cervinia rilanciò con la J de La Jena (settembre). L'elenco è molto più lungo e citare tutti i titoli sarebbe troppo. L'elenco completo si trova su Avventure Noir, opera in due volumi di Luca Mencaroni che descrive, testata per testata, tutto il mondo del fumetto nero. Il prezzo con cui questi volumi veniva offerto era di 150 lire. Sono serie dalla vita effimere, oggi oggetto di un furiosissimo mercato di collezionisti, che nascevano e perivano nel giro di qualche anno insieme al loro editore. Nel 1968 quasi tutti hanno chiuso bottega. Gli unici a resistere fino al 1974 sono Kriminal e Satanik della Corno.

Nel 1965 iniziarono i problemi giudiziari per gli editori di neri.  A Roma nacque un procedimento penale per commercio di scritti contrari alla pubblica decenza contro il direttore responsabile di Demoniak. L'apice si ebbe il 14 settembre 1966. Ben quindici dei più importanti responsabili dei fumetti neri, Andrea Corno, Franco Fruscalzo, Gianni Ingolla, Luigi Cocheo, Ernesto Colombri, Callisto Zeppegno, Paolo Bonoli, Fulvio Scochera, Luigi Bracciani, Sergio Pace, Carluigi Patuzzi, Ugo Del Buono, Fernando Poli, Edoardo De Gasperi e Giuseppe Ponzoni furono rinviati a giudizio davanti alla Terza Sezione penale il 28 ottobre. Sono accusati di aver divulgato opere atte a turbare il comune sentimento e aver esaltato il crimine. Cosa direbbero oggi nel prendere atto che in alcune serie attuali si esaltano il satanismo e le associazioni sovversive? Agli inizi degli anni '90 uno sviluppo simile si ebbe per Dylan Dog, ma né il suo creatore Tiziano Sclavi né il suo editore, la Bonelli, ebbero problemi legali. Nell'elenco dei rinviati a giudizio non ci furono le Giussani. I processi erano originati da denunce dei lettori.

Perché? Quei processi furono avviati per togliere di mezzo pericolosi concorrenti? E perché non processare anche Angela Giussani che aveva dato inizio a tutto quattro anni prima? O denunce erano arrivate anche contro Diabolik, ma i giudici archiviarono. Su La Stampa il 27 settembre 1966 Enzo Biagi scrisse disgustato che in questi fumetti neri abbondano le kappa ma scarseggiano le idee. Il processo si concluse nel febbraio 1967. Edoardo De Gasperi è assolto per non aver commesso il fatto. Andrea Corno (Kriminal e Satanik) e Fulvio Scocchera (Sadik) sono condannati a sei mesi di reclusione e a 800 mila lire di multa a testa. Ugo Del Buono (Sadik) cinque mesi e dieci giorni di carcere e 700 mila lire, mentre tutti gli altri sono condannati a quattro mesi e 15 giorni e a 500 mila lire di multa. A Milano ebbe problemi e condanne anche Renzo Barbieri per i suoi fumetti erotici come Messalina, Goldrake e Isabella. Diabolik sarebbe stato il prossimo a cadere. Le Giussani di guai ne ebbero, ma nessuna condanna le raggiunse. Per evitare il peggio, gli elementi neri nelle storie iniziarono davvero a sbiadirsi.

Tra il 1968 e il 1974 Diabolik non aveva più nulla di Fantomas o di nero in senso classico. Il vero Diabolik è stato quello che imperversò tra il 1962 e il 1968. Molte serie chiusero perché il mercato nel giro di un biennio era cresciuto senza controllo e si saturò. E secondo gli esperti Diabolik non era nemmeno il migliore nel campo. E' andato avanti fino ad oggi più come fenomeno di costume che come fumetto nero tipico. Oggi i collezionisti dividono queste serie in Neri maggiori e Neri minori. E oggi com'è la situazione? Se nascesse un fumetto che esaltasse il crimine verrebbe fermato? Diabolik, quello vero per intenderci, era al di sopra della legge. Non abbiamo parlato dei film dedicati ai protagonisti dei neri. Diabolik ebbe il suo film nel 1968 interpretato dall'attore americano John Philip Law con Marisa Mell nel ruolo di Eva Kant. Kriminal ebbe due pellicole, nel 1966 e nel 1968, intepretato dall'americano esperto di arti marziali John Saxon. Pellicole ebbero anche Satanik e Mister X. Angela Giussani, la mente di Diabolik, morì nel 1987 e il timone della Astorina e di Diabolik restò alla sorella Luciana.

In una intervista, Mario Gomboli, ha rivelato che dopo la perdita della sorella, Luciana voleva mollare. L'energia, la vera linfa vitale di Diabolik, era Angela. Non lei. In un'altra intervista ha riusciva a tenere il ritmo di una storia al mese e infatti passò alla bimestralità. Allora, primi anni novanta, Diabolik vendeva ancora 150.000 copie al mese del solo inedito. Nel 1999 Gomboli, che era in Diabolik dal 1966, diventa il nuovo direttore generale. Luciana muore nel 2001. Oggi Mario Gomboli è il capo supremo delle vicende di Diabolik e insieme ad un gruppo di autori e disegnatori porta avanti la tradizione, ma è chiaro che il vero Diabolik è finito da tempo. Gomboli è anche il proprietario della casa editrice. All'inizio con una quota di minoranza, oggi ne possiede la maggioranza. Diabolik potrebbe tornare grande come un tempo, ma la censura è sempre lì perché, nonostante tutto, il desiderio di essere contro e antisistema è un fenomeno transitorio. Chi è antisistema propugna un proprio sistema. Così era Angela Giussani. Così era Diabolik. Oggi Diabolik è letto da molti giovani. I giovani sono il futuro. Al Plano.

1 commento:

  1. Non ero a conoscenza di tutti questi dettagli sulle origini del grande Diabolik. Molto interessante!

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