domenica 30 aprile 2017

DYLAN DOG N. 367: MEGA-RECENSIONE! BAMBINI CHE SI RIBELLANO AI GENITORI IN UNA STORIA DELLA BARALDI

Sarebbe stato bello capirci qualcosa. Da quando il Recchioni è diventato curatore non solo il livello qualitativo delle storie di Dylan Dog è crollato ma è divenuto difficile cogliere il senso logico delle storie tanto da far ritenere che sia proprio la cura editoriale del personaggio che denota il maggiore tasso di criticità. Non sappiamo se l'ex-curatore Giovanni Gualdoni ha letto questa storia della Baraldi, se ci ha capito qualcosa, ma pensiamo che lui non l'avrebbe mai approvata. Ed avrebbe fatto bene perché di questo episodio, secondo noi, un coacervo di elementi sovrapposti alla meno peggio, non si capisce nulla. Una confusione totale, dall'inizio alla fine, che ad un ipotetico neo-lettore avrà fatto chiedere: cosa ho letto? E Sclavi avrà letto questa storia? Riteniamo di no. In alcune interviste ha dichiarato di non leggere tutte le storie. Il suo nome nei credits come supervisore è solo onorifico. Ma la domanda principale è: Recchioni ha letto questa storia e se si perché l'ha approvata? Ci ha capito qualcosa e se si cosa? Lo vorremmo sapere perché al di là dei soliti messaggi esoterici da questa storia non si ricava o recepisce nulla, tranne l'editoriale di Recchioni, provocatorio come al solito. Unico motivo di interesse. Dopo si può chiudere l'albo e restituirlo all'edicolante.
 

Un editoriale dovrebbe essere un articolo introduttivo della storia, anticipandone temi su cui riflettere. Recchioni interpreta a modo suo questo ruolo. Il primo attacco è verso i genitori. In premessa chiarisce che lui, Barbara Baraldi (autrice della storia) e Corrado Roi (autore dei disegni) non hanno figli. Nell'elenco ci ha messo pure Dante Alighieri! Ha dimenticato Sclavi, però. Nemmeno lui ha figli! Dice della Baraldi e Roi, che se gli venisse in mente di esprimere opinioni sui bambini, avrebbero come risposta: voi non potete sapere. E aggiunge: pare che solo le mamme e i papà possono esprimere opinioni sul mondo dell'infanzia. La Baraldi (di cui in questi giorni è in uscita il nuovo romanzo per Giunti Editore) e Roi sono d'accordo con lui su questo argomento? Per dare maggiore forza alle sue opinioni sceglie una metafora forte: come se le uniche persone aventi diritto a parlare del fuoco fossero quelle a cui è bruciata la casa. Cosa c'entra il fuoco con i bambini? Lì per lì nulla, ma il fuoco in abbinamento con i bambini ha un preciso significato esoterico, in particolare nel contesto dei riti satanici. Link. E poi ammette: forse è per questo che ho approvato e messo in produzione la storia di questo mese, una vicenda che ci racconta di bambini non così buoni e...
 

...assai diversi da come ci piace immaginarli. In sostanza, una storia di bambini malvagi, l'ideale da mettere in un fumetto per ragazzi, giusto? Ora posto che un minore è una persona non ancora matura sotto il profilo psicologico e dotato di una consapevolezza inferiore a quella di un adulto, se si parte dal presupposto che il bambino è malvagio, la prima cosa che viene da pensare è che la malvagità gliel'hanno trasmessa i genitori. Il bambino è un contenitore vuoto, recepisce quello che gli mettono intorno. C'è un interessante articolo sull'argomento sul sito de La Giusta Informazione. Con tono non diverso, Recchioni confessa sulla storia: una indagine dylaniata che si diverte a farsi gioco del modo in cui gli adulti si riempiono la bocca di frasi retoriche quando di mezzo ci sono i più piccoli. A noi è parso uno sfogo personale che appena si è imbattuto nel soggetto della Baraldi ha avuto modo di liberarsi. Completano l'editoriale il solito riferimento ad un classico del cinema come il Villaggio dei Dannati e un brano di Alice Cooper a sfondo satanico: last temptation, che secondo Recchioni è un meraviglioso affresco horror che racconta di come un bambino di nome Steven incontri un uomo magnifico e mostruoso che cercherà di trascinarlo in un mondo di orrore...
 
...e meraviglia. Recchioni ha messo nella stessa frase e sullo stesso piano i termini horror e affresco meraviglioso. E magnifico e mostruoso. La prima cosa che ci viene in mente è perché una persona dovrebbe ascoltare una canzone in cui un satanista trascina un bambino nell'esoterismo? Per la cronaca, Alice Cooper oggi si è pentito, convertendosi al Cristianesimo. Prima di chiudere la ricca parentesi di commento dell'editoriale, viene da considerare: l'obiettivo del rilancio non era svecchiare Dylan? Se si, come si pensa di riuscire in questo obiettivo se nelle storie ci sono continui riferimenti ai film, libri e canzoni di 40-50 anni fa? E non è nemmeno la prima volta in cui in una storia di Dylan Dog della gestione Recchioni si usano riferimenti a bambini in contesti sacrificali. E' accaduto nel numero 351 intitolato In fondo al male scritto da Ratigher al suo esordio Dylaniato nel novembre 2016. Ratigher, al secolo Francesco D'Erminio, è un membro del gruppo Fratelli del Cielo. Di questo strano gruppo faceva parte anche Lorenzo Ceccotti alias LRNZ, che al momento di lasciarli scrisse: è stata senza dubbio un decisione sofferta, e non ho intenzione di parlare di questo argomento con nessuno, ne ora ne in futuro. Queste sono le mie ultime parole sulla questione.
 
Auguro, quindi, ai miei ex Fratelli un viaggio bellissimo e riuscire a portare i fumetti li dove nessun fumetto è arrivato prima. Buon viaggio Ratigher Architetto NeroMaicol E MircoTuono Pettinato e Dottor Pira. Ceccotti parla di Ratigher definendolo Architetto Nero e degli altri membri del gruppo come ex Fratelli, facendo intendere che più che un collettivo artistico si trattava di un gruppo molto più affiatato. Dopo avere ribadito ciò, con tono ironico (?), Ceccotti precisò che non avrebbe risposto dal suo profilo FB e per chi voleva chiedergli chiarimenti: se proprio ne avete bisogno, per questioni di vita o di morte, la mia email è sul mio sito web www.lrnz.it. Torniamo alla storia della Baraldi. Si comincia con una bambina che uccide la madre in un contesto rituale. Riferimenti continui alla famiglia Addams e al film de il Villaggio dei dannati. Il testo è scarno, contraddistinto da continue rime horror, ossessive e reiterate, che accompagneranno il lettore per tutta la storia. Una scelta infelice, secondo noi, che non ha reso facile comprendere una trama senza molti punti logici di collegamento. Solo per descrivere questo evento, vengono impiegate 18 pagine! Si passa a Regent's Park dove Dylan gioca una partita a scacchi con Markus, un artista delle marionette.
 
Dylan torna a casa e vi trova una ragazza dai capelli scuri, Domitilla Foster, una psicologa infantile. Una sua paziente ha disegnato scene orribili. Bambini che uccidono i genitori. Come sopra. Un bambino non può avere simili conoscenze a meno che qualcuno adulto malato e perverso non gliele inculchi. E' il tema di questa storia: che pare una condanna verso genitori che hanno fatto del male ai figli. Figli che ora si ribellano e li uccidono. Una possibile chiave di lettura, però non esaustiva. La storia sembra scorrere liscia ma verso la metà si inceppa e non si capisce più nulla. Altri bambini che scompaiono dopo avere commesso atrocità ai danni dei genitori. La gente si allarma e Rania Rakim organizza un incontro con un gruppo di genitori per rasserenare gli animi. C'è pure Markus che allude ad una possibile spiegazione: ai bambini abbiamo tolto le fiabe, vale a dire l'innocenza. Gli abbiamo fatto del male e loro ci ripagano con la stessa moneta. Il male a cui allude non è dato da generiche violenze, bensì dal satanismo. Energia malefica di cui ora i bambini si alimentano per distruggere i loro carnefici. Mentre sono intenti a discutere vengono attaccati dai bambini in forze. Un fatto paradossale. Come possono dei bambini attaccare un edificio pubblico?
 
Su un muro campeggia la scritta Fear Land. Dylan intuisce che essa allude ad un luna park abbandonato dove i diavoletti si sono rifugiati ed organizzano le loro imprese. Lì avviene la battaglia finale: Dylan e Domitilla contro i bambini posseduti. C'è pure Markus, che è l'origine di tutto. E' il suo spettacolo di marionette che infonde l'energia che istiga i bambini contro i genitori. Lui ha subito violenze a sfondo satanico? E ora, senza averne consapevolezza, trascina gli altri nella sua vendetta. La storia finisce così, tra filastrocche nere, scene sconnesse e visioni oniriche. L'unico elemento positivo sono i disegni di Corrado Roi, di cui però non comprendiamo il ricorrente riferimento agli occhi. Gli occhi dei protagonisti di questa storia. Occhi sgranati, che guardano il lettore di continuo. In questo periodo Roi è stato al centro di vivaci polemiche relative ad Ut, una miniserie scritta insieme a Paola Barbato, di cui molti lettori hanno ammesso di non avere compreso il senso. Infine, una considerazione doverosa: siamo convinti che Gualdoni non avrebbe mai approvato una storia di questo tipo. Noi riteniamo che avrebbe fatto bene. A tal punto, per tacere delle polemiche che Recchioni alimenta di continuo, non sarebbe il caso di restituire pacatezza a Dylan? Al Plano.

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