sabato 13 maggio 2017

ESISTONO GRUPPI DI POTERE NEL MONDO DEL FUMETTO ITALIANO? IL BOTTA E RISPOSTA TRA DUE FUMETTISTI!

Il mondo del fumetto italiano è sotto l'influenza di logge massoniche che impongono i loro confratelli agli editori? Illustri fumettisti del passato, come Hugo Pratt e Pier Carpi (quest'ultimo, in particolare, è stato il segretario personale di Licio Gelli, gran maestro della loggia massonica P2, che si può considerare a tutti gli effetti una associazione criminale) sono stati massoni dichiarati. Cos'è la Massoneria? Secondo la legge italiana le associazioni segrete sono vietate. In seguito allo scandalo della P2, alla quale risultarono iscritti noti personaggi (tra cui Berlusconi) venne varata la legge n. 17/1982, cosiddetta legge Anselmi, che stabilisce: si considerano associazioni segrete, come tali vietate dall’art. 18 della Costituzione, quelle che, anche all’interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività atta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, o ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale. Non ci vuole molto per capire le ragioni che spinsero il Parlamento a varare questa legge nel turbolento 1982. La Loggia P2, infatti, secondo le inchieste, ha o avrebbe avuto un ruolo decisivo nella strategia della tensione che ha devastato l'Italia dagli anni sessanta agli anni ottanta con una serie di attentati costati la vita a centinaia di persone. La massoneria è una associazione segreta?
 

In Italia esiste il libero associazionismo. Chiunque può fondare una associazione purché quest'ultima persegua fini non vietati dalla legge e sia connotata da una organizzazione interna di tipo democratico. Il problema nasce quando l'associazione si propone di sovvertire le istituzioni e attraverso vari sistemi, tra cui la violenza, cerca di favorire la nascita di una classe di potere. In questo caso, l'associazione assume le vesti di una vera e propria associazione sovversiva. Lo Stato reagisce. Non può tollerare che al suo interno esista un gruppo che osserva e impone ai suoi membri di osservare o tenere condotte incompatibili con quelle previste dalle leggi. La pericolosità di queste associazioni si nota per il vincolo di solidarietà che viene imposto ai membri. Immaginate ora un politico corrotto, che sia membro di una loggia massonica e immaginate un magistrato, anch'esso membro della loggia massonica. Il secondo non può condannare il primo perché violerebbe le regole che la loggia, che ha favorito la sua carriera, gli ha imposto: mai toccare un confratello! Che cosa fa il giudice: ubbidisce alle regole dello Stato o dell'Anti-Stato? Cosa a che fare tutto questo con il mondo del fumetto? La massoneria domina in questo settore? Gli editori sono massoni e per questo fanno lavorare solo i loro confratelli? Per fare i fumettisti in Italia è necessario essere iscritti a logge massoniche? Se si, chi non è iscritto o non accetta di farne parte o in pubblico assume posizioni in contrasto con loro, non può lavorare perché gli stessi editori sono massoni? Domande inquietanti.
 

Abbiamo toccato l'argomento più volte. Abbiamo sottolineato come in molti fumetti italiani siano inseriti segni, simboli o riferimenti massonici. In molti casi, poiché le logge massoniche vengono associate al satanismo o allo spiritismo, abbiamo anche palesato un collegamento tra i due aspetti. Si ritiene, infatti, che la massoneria sia una setta satanica. Che imponga ai suoi membri, resi destinatari di oscuri segreti, di servire il diavolo. Link. I fumettisti italiani sono iscritti alla massoneria? Ad essi viene imposto di inserire nelle storie e nei disegni riferimenti massonici o satanici? Come vedete sopra, un fumettista su un social ha postato una dichiarazione che ha scatenato un putiferio. Non serve leccare il culo alla cricca romana o bolognese dei fumetti per farli. Cos'è una cricca? Sul sito di Treccani vengono forniti i seguenti significati: gruppo di persone unite allo scopo d'intrigare o di favorirsi a vicenda; associazione a delinquere, banda, camarilla, combriccola, congrega, consorteria, conventicola, cosca, gang, ghenga. Nel fumetto italiano esistono gruppi connotati da tali fini? Secondo il post del fumettista, no. Interviene nei commenti Riccardo Torti, amico e membro dello studio creativo che ha come capo Roberto Recchioni, Lo Studio in Rosso e new entry nel team di disegnatori di Dylan Dog. Il fumettista non aveva fatto nomi, né indicato gruppi noti. Ma poiché il Torti è romano e disegna fumetti, si sarà sentito chiamato in causa. All'autore del post sulle cricche, chiede: lo hai letto su Comix Archive? Riccardo Torti forse si riferisce a questo nostro pezzo.


La risposta del fumettista si può sintetizzare così: non ti ho citato, né menzionato in qualche modo. Quindi, che vuoi? A Roma ci saranno centinaia di persone che disegnano fumetti, ma Torti in qualche modo si è sentito chiamato in causa. Ci sono stati passaggi di carattere privato tra i due che non conosciamo. Torti fa capire che non esistono cricche nel fumetto a Roma. Il fumettista replica così: non devo farlo. ma sono sicuro che all'auricolare qualcuno ti illuminerà. poi Riccardo, che nemmeno ci conosciamo, non serve mettersi sulla difensiva. gli addetti ai lavori lo sanno e non è nemmeno un mistero. sono i cicli della vita. vedo però che il mercato si stringe e bisogna farsi forza. poi non sono nemmeno un concorrente io, mi autoproduco da dieci anni. E io stampo 100 copie. sono innocuo. non mordo. Torti: Difensiva? No, ero solo curioso. Parli di cricca romana di fumettisti a cui devi leccare il culo per lavorare. Ti chiedo delucidazioni e non me le dai. Anzi, mi dici che ho la coda di paglia e qualcuno mi suggerisce le cose nell'auricolare. Insomma non hai coraggio a fare nomi e spiegare le tue affermazioni. Ma la tua viltà spiega tutto comunque. Grazie lo stesso. Il fumettistaahhaha, ripeto, non ti ho mai nominato. Torti, che forse si è sentito punto, non demorde. Vuole sapere se esiste una cricca di fumettisti a Roma. Noi ci domandiamo perché. Il perché di tanta insistenza. Se questa cricca non esiste, perché chiedere con tanta insistenza? Ho chiesto spiegazioni in modo chiaro, senza sarcasmo né stizza. Continuo a non avere risposta. Il fumettista si difende.

 
E infatti replica: Riccardo, ripeto, vuoi leggere che ti scrivo che ne fai parte anche tu? questo vuoi? non lo sai già? tu vuoi provocare e lo fai con finto candore. ma la cricca c'è e il fatto che è la prima volta che commenti un mio post, ne è la riprova. ecco, sei contento? Torti non ci sta e attacca: Porti rancore e spari a raffica. Dici che lavoro perché lecco culi e sono raccomandato. E offendi me, il mio lavoro e quello di molti altri professionisti che per te fanno parte di questa cricca. Ti basterebbe un minimo conoscere bene le persone di cui parli, la loro storia, la quantità di lavoro che fanno/facciamo girare. Ma evidentemente a te fa più comodo pe sarla così. Passo e chiudo. Resta un dato di fatto: il fumettista non aveva citato nessuno, ma Torti si è sentito lo stesso chiamato in causa e ha esordito citando noi di Comix Archive! Il fumettista ironico chiede: Riccardo, ma hai preso da solo l'iniziativa? Torti: No no, è Recchioni che scrive con il mio account. Poi andiamo a parlare coi rettiliani e a giocare con le scie chimiche. Ora cosa c'entrano Recchioni, i rettiliani e le scie chimiche? Il fumettista replica: la solita ironia ma non sono Alex Bottero o Il conte di Montecristo. ps stavolta ti perdono, ma ogni volta che o io o uno dei miei amici nomina l'Innominabile 2, scatta la penalità di un euro. Settiamana scorsa siamo andati a mangiare la pizza. Il fumettista: mi spiace che tu ti sia abituato. non conoscendoti, davvero non ho nulla contro di te, non capisco perchè mi hai scritto. è evidente che ti sei sentito tirato in causa, ma a roma ci sono moltissimi autori di fumetti. Ora, sul...

 
...serio anche perchè litigare per un cazzo di post su fb è infantile e ci sono altri bulli specializzati in questo. perchè mi hai scritto che mai ti sei interessato alle mie cose? Chi sono i bulli specializzati nei litigi su FB? Un mistero che un giorno forse verrà svelato. Una cosa però va detta. Mentre il fumettista non fa nomi e non accusa nessuno di preciso, Torti i nomi li fa eccome. E infatti dice: non prendiamoci in giro. La cricca è cosa che riguarda Recchioni. Con cui sono amico e lavoro da 10 e più anni. Non solo, ci ho anche aperto uno studio insieme. Ora, puoi dirmi che non parli anche di me, dei miei amici e colleghi e dire che ho solo la coda di paglia. Ho difficoltà a crederti, che ci vuoi fare? Ma al di là di questo, iniziare a parlare di raccomandazioni e cricche è svilente per te e per le persone che stai accusando senza fare nomi. Vorremmo chiedere a Torti: cosa significa l'espressione La cricca è cosa che riguarda Recchioni? Il fumettista replica: quindi, non solo Lo Studio In Rosso ha tanto lavoro perchè siete tutti bravi, ma ora, se parlo di cricca romana, avete il monopolio anche di questo? e perciò visto che oggi tu avevi meno da fare degli altri, puff! magicamente hai scritto tu? ma se non fosse così perchè difendersi? difendersi da cosa? da uno che fa fumetti per 100 persone, che perchè oggi si è alzato con il piede sbagliato e non il sinistro, quello giusto? quindi mi stai dicendo che il post di Christian Marra, che non conta un cazzo, è così importante? non sono nè un giornalista nè un investigatore. e ripeto, dato che non mi conosci un cazzo (scusa il...

 
...francesismo) dovresti sapere che non ho mai mandato nessuno a dire le cose al posto mio. questo è uno sfogo di giovedì ora di pranzo. che è rivolto ai miei amici, ai miei colleghi. e se RIPETO, tu che non sei mai intervenuto nemmeno con un like sui miei disegni compari, allora qualcosa di vero c'è. E ora, dato che le mie capacità affabulatorie poi non sono illimitate. se vuoi girare ancora la frittata accomodati. ma tutta questa pippa, questa filippica, sarebbero rimaste eteree se NON FOSSI INTERVENUTO. in tal modo sarebbe stato l'ennesimo post di quel coglione di Marra, che è INVIDIOSO perchè nessuno si caca i suoi fumetti. TAC. rumore di microfono caduto per terra. Torti risponde: A me dispiace che ci siano persone come te convinte a che a Roma ci sia una cricca a cui leccare il culo per lavorare. se quella cricca è un gruppo di amici e colleghi che si conoscono da una vita, allora si esiste e ne faccio parte. Se la cricca è una loggia massonica che decide se lavori o meno allora no. Lavori se sei bravo, non lavori se sei una sega. Il resto sono giustificazioni che ci diamo. Ci sto. Quello che ci sorprende è che il fumettista non aveva citato nessuno. Torti invece si comporta come se il post fosse diretto a lui e a Recchioni. Torti: Perché insisti? Hai detto una cosa (sbagliata e calunniosa), ti ho risposto. Se ne è provato a discutere e non ci si è riusciti. Però se insisti con provocazioni come con questa ennessima risposta e altri status allora stai solo cercando la rissa digitale. Che non mi interessa. Dici di non essere un hater, ma da hater ti stai comportando.

 
Dai, finiscila. Dire che qualcuno lavora perché lecca culi è calunnioso. Poi magari per te invece è una cosa figa e positiva e allora c'è stato un fraintendimento fin dall'inizio. Il fumettista: si, vero, ma ho detto che sei tu a farlo? oppure, ripeto, dato che NON ABBIAMO MAI INTERAGITO, tu sei piombato così dal cielo e ti sei sentito chiamare in causa? guarda che poi il numero sei sono. a parte che posso scrivere quanto voglio, no? anche se non sono un vero sceneggiatore. quale delucidazioni vuoi? vuoi che scriva che esiste una specie di monopolio che parte dallo Studio In Rosso? non è così? poi ammetto che scrivere cricca fa più ascolti. però è anche vero che ti ha punto sul vivo. eppure non dovrebbe, dato che non ho fatto nomi. insomma capita che si scivoli su di una buccia di banana. oggi è capitato a te. io non conto nulla e la tua attenzione mi lusinga pure. Torti: Credo che tu non conosca bene il significato della parola monopolio. Siamo un gruppo di liberi professionisti che lavorano per diversi editori. Come lo fanno tutti gli altri autori che lavorano per quelle case editrici e che noi manco conosciamo. Dallo studio sono uscite e continuano a uscire autoproduzioni. Che se fossimo davvero la cricca di cui parli non avremmo bisogno di fare. Quando realizziamo cose per editori coinvolgiamo sempre persone nuove e giovani. Ma per te siamo cricca. Ancora Torti: Dici che mi sono sentito coinvolto. Sai perché? non per la coda di paglia che ti piace tanto citare, ma perché non sei il primo e noi sarai neanche l'ultimo a tirare fuori questo tipo di accuse.


E il fatto che tu lo faccia senza fare nomi, manco quando ti vengono chiesti è ancora più irritante. E onesta è offensivo per il mio lavoro (e quello delle persone che per te fanno parte di questa cricca) per gli anni che abbiamo passato ad imparare e faticare per diventare dei buoni professionisti. E quando arriva qualcuno e di dice che lavori perché lecchi culi allora scusa ma non va bene. Prenditi le responsabilità di quello che dici. Il fumettista: ma cosa ho scritto di così grave? e soprattutto se non sono il primo e non sarò l'ultimo, sono io che devo farmi delle domande oppure tu che ti senti coinvolto? Poi arriva Raul Cestaro, che fa parte dei disegnatori del team di Tex, che parla: Non mi stancherò mai di dire che questo é un lavoro si, complessivamente democratico,ma non totalmente. Vi sono clamorose eccezioni che anche se poche fanno molto rumore per la loro completa impreparazione. Quelli che lavorano a certi livelli DOVREBBERO essere tutti bravi. Ma non è così. In questo settore, in CERTI casi, la meritocrazia non esiste. Una cosa che è emersa in questa discussione si nota. E che cioè, le parole del fumettista hanno scatenato la reazione veemente di uno dei più stretti collaboratori di Recchioni, che è il fumettista più in vista ed influente di Roma e d'Italia. Recchioni è il curatore di Dylan Dog e che decide chi deve lavorare su Dylan Dog. E da quando Recchioni è diventato curatore di Dylan Dog, molti membri dello Studio in Rosso lavorano in Bonelli e per altri. E questo è un dato di fatto, ma solo perché Recchioni sceglie i migliori, non è vero? Al Plano.

6 commenti:

  1. Il più fastidioso è il commento di Recchioni. Perché solo lui sa riconoscere il talento? Può darsi che questo Christian Marra venda solo 100 copie perché non è nei giri giusti. In italia succede in tutti gli ambiti artistici. Succede nella letteratura, nel cinema... se non fai parte del "giro" giusto, se non hai gli amici che contano, non lavori. Non importa quanto tu sia bravo. E nel fumetto quali grandi capolavori ha scritto Recchioni, che sostiene di saper riconoscere il talento? Mater Morbi è l'unico fumetto degno di nota che ha scritto. Il resto non sarà certo ricordato a lungo. Vogliamo parlare di David Murphy? Uno dei più brutti fumetti che abbia mai letto in vita mia...

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  2. Grandissimo Raul Cestaro con il suo forte commento.

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    1. Insomma... Cestaro ha realizzato negli ultimi tre anni e mezzo una sola storia di Dylan Dog. Poi non si è più visto sulla collana. Succede quando un gruppo di potere si insedia e tende a collocare le sue teste di ponte tagliando le altre.

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  3. Ma infatti e' quello che sottolineavo. Il fatto che Cestaro abbia in pratica detto che spesso lavorano persone che non se lo meritano.

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  4. Vabbe'alla fine questo marra si è fatto pubblicità. Cestaro si è sfogato (spero non pEr poter disegnare dyd .stai su tex è molto meglio).alla fine?Recchioni viene sempre fuori.chissà come se la gode (purtroppo ).

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  5. Ribadisco: quali grandi opere ha scritto il sig. Vecchioni? Solo Mater Morbi è degno di nota. Vogliamo parlare di David Murphy, uno dei più brutti fumetti che abbia mai letto?

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