sabato 20 maggio 2017

MASIERO SU ORFANI: RISULTATO RAGGIUNTO! VERO? E QUALE SAREBBE QUESTO RISULTATO VISTO CHE CHIUDE?

Negli ultimi mesi Roberto Recchioni è stato al centro di molte polemiche, alcune clamorose come quella delle sue opinioni sulla Russia e la Turchia (definiti da lui Paesi criminali gestiti da criminali), per non parlare di quelle nate dalla sua nomina a magister del Comicon 2017, dei continui litigi con altri autori/addetti ai lavori, agli scontri sui social con i lettori, ecc. Per non parlare dei flop clamorosi, che stanno accompagnando la sua parentesi alla Bonelli, da quello di Orfani (che chiuderà agli inizi del 2018 per basse vendite), con cui dichiarò di voler riempire lo stadio San Paolo, alla gestione di Dylan Dog, le cui vendite sono crollate. E che dire delle vicende, alcune ancora da chiarire, che lo hanno visto salire sul seggio (rivelatosi per lui assai periglioso) della cura editoriale di Dylan Dog?
 

Di recente è uscito un libro che parla di Recchioni come Asso della Rete. Il primo pensiero è quello di una persona abile nella comunicazione social. Da qualche mese, però, è stata aperta una petizione pubblica contro di lui per chiedere la sua rimozione dalla Bonelli. Finora hanno firmato 4123 persone. Qualche giorno fa, è uscito un nuovo articolo di Bottero, che getta nuova luce sui motivi che hanno o avrebbero indotto Sclavi a sceglierlo come curatore. E Recchioni come reagisce? L'Asso della Rete scrive: Una bella intervista a Michele Masiero dove parla davvero di tutto. Ah, a margine, questa è la realtà raccontata dal direttore delle più grande casa editrice italiana. Il resto sono fantabubbole di persone che, allo stato attuale, non mi sento di definire in altra maniera che "matti". Sicuro?
 
Nella intervista Michele Masiero, direttore editoriale della Bonelli dal novembre 2015 (prese il posto di Mauro Marcheselli) parla anche di lui e Recchioni si è subito precipitato a condividere il link sul suo profilo Facebook. Tante parole, ma poca sostanza. Dice che con Orfani si sono voluti avvicinare alla fantascienza, ma non dice che chiuderà per basse vendite a febbraio 2018. Orfani è stato un flop, non ha portato nuovi lettori in Bonelli e Masiero avrebbe dovuto ammettere l'insuccesso, che si è trattato di un investimento sbagliato. Orfani vende oggi circa 10.000 copie, poche per continuare a dare fiducia al progetto del Recchioni e dei suoi amici. La chiusura di Orfani gli crea un problema: dove si collocheranno gli amici che lavoravano sulla collana come Uzzeo, Mammucari e tanti altri?
 
Invece Masiero di Orfani dice questo: una scommessa, per capire che respiro potessero avere e quale target potessero colpire. Entrambe sono sulla rispettiva strada, e con le loro storie hanno intercettato il pubblico a cui avevamo mirato. Una scommessa persa, aggiungiamo noi, visto che la collana chiude. Il pubblico a cui hanno mirato non è servito a far sopravvivere il progetto di Recchioni. Una domanda a Masiero la facciamo noi. Recchioni ebbe a dichiarare nel 2014 che per le prime due stagioni di Orfani erano stati messi in preventivo 3 milioni di euro. Chiediamo noi: questi 3 milioni di euro li avete recuperati? L'intervistatore non ci sta e insiste. Vuole proprio sapere se Orfani ha portato nuovi lettori alla Bonelli. La risposta di Masiero: è difficile da dire. Non abbiamo praticamente...
 
...mai fatto ricerche di mercato specifiche. È chiaro che se ti arrivano feedback da ragazzini che non avevano mai letto un Bonelli e, grazie a questi personaggi, hanno scoperto la nostra produzione, il risultato è stato raggiunto. Masiero parla di risultato raggiunto! La chiusura di una collana non è un risultato raggiunto, ma un flop! Nel 2013 il predecessore di Masiero, Marcheselli, si aspettava che Orfani si stabilizzasse sulle 50mila copie. Quello si che sarebbe stato un risultato. Oggi la Bonelli è costretta a chiudere Orfani, ponendo fine al progetto di Recchioni, per le basse vendite. Orfani chiude a 10.000 copie come avvenuto per Adam Wild di Gianfranco Manfredi (che chiuse con una media di 9-10.000 copie). Recchioni commentò la chiusura di quella collana con accuse allo stesso Manfredi.

Secondo Recchioni, la responsabilità del flop sarebbe da attribuire a Manfredi, reo di non avere pubblicizzato la serie sui social. Ora cosa dovremmo dire della chiusura di Orfani? I social non portano nuovi lettori agli editori. Gli influencer sono inutili e investire su di loro non serve. Orfani chiude nonostante il fatto che Recchioni abbia segnalato spesso la serie sui social. Ora aspettiamo notizie dalla maxiserie di Martin Mysteré: andrà avanti o chiuderà con il numero 12? E se chiuderà con questa uscita, Masiero parlerà ancora di Risultato Raggiunto? Vedremo. Recchioni ha 30.000 fan sul suo profilo social, ma dati questi risultati forse la metà di loro non legge fumetti. L'intervista continua con Masiero che spiega i grandi sforzi della Bonelli di adeguarsi alla nuova realtà del mercato.

Una era il contrario. La Bonelli che imponeva le sue scelte al mercato. Gli altri editori erano costretti ad inseguire con strategie che ricalcavano prezzi e formati dell'editore di Tex. Oggi Bonelli stenta ad imporsi in un mercato nuovo e che, secondo noi, non capisce visti i flop di questi anni. Il Masiero ammette che la casa editrice punta sulla programmazione a stagioni ovvero su un primo blocco di uscite di 6 o 12 numeri e se va bene si continua. Poi Masiero parla di Recchioni. A domanda (come ha reagito la Bonelli) risponde: con l’orticaria, ovviamente! (ride, ndr.) Come dicevo, nasce tutto dal discorso di Sclavi. Facendoci lui stesso il nome di Roberto, fortemente desiderato in quel ruolo, dandogli carta bianca. Gli ha messo in mano il personaggio, chiedendogli novità. Come sarebbe a dire?

In questo articolo Recchioni ha dichiarato che le novità del rilancio di Dylan Dog sono partite da Sclavi. In questo altro articolo invece Sclavi dice che su Dylan decide tutto Recchioni. Chi dice il vero? Con queste dichiarazioni di Masiero possiamo concludere che Sclavi ha ragione? Che le novità di Dylan sono nate dalla mente di Recchioni e che quindi, visti i risultati, è solo lui il responsabile del flop del rilancio? Le parole di Masiero gettano luce su un altro mistero: l'ascesa di Recchioni alla cura editoriale di Dylan Dog. Quando nel 2013 venne nominato curatore, aveva al suo attivo quattro storie (i numeri 268, 280, 287, 311). Si parlò di una riunione segreta avvenuta a casa di Sclavi con Recchioni e la Barbato. Lo stesso Recchioni smentì seccamente la notizia sul suo blog Dalla parte di Asso.

Poi sono arrivate le rivelazioni dirompenti di Marcheselli, che ha svelato del profondo rapporto che esisteva tra Sclavi e Recchioni prima del suo approdo alla cura editoriale della collana. Il Marcheselli ha precisato che fu Faraci a presentare Recchioni a lui e a Sergio Bonelli nel lontano 2006 (allora Recchioni era da poco entrato nello staff di Diabolik, uscendo poco dopo ammettendo di non poter migliorare il personaggio). Un altro amico di Recchioni, Cajelli, era entrato in Diabolik pochi mesi prima. Faraci era ed è oggi lo scrittore di punta di Diabolik. Nel mondo del fumetto italiano, come in altri settori italiani, bisogna conoscere le persone giuste. Marcheselli ha rivelato che Recchioni era in contrasto con Gualdoni, all'epoca curatore di Dylan Dog, smettendo di scriverne storie.

O magari Gualdoni bocciava le sue storie. Era lo stesso periodo in cui la Barbato aveva vita dura su Dylan Dog. In circa quattro anni di gestione Gualdoni si vide in appena tre storie. E' possibile che, visto lo stretto legame tra Recchioni e Sclavi, il primo abbia esercitato pressioni per mettere il secondo contro Gualdoni ed ottenere spazio per le sue storie? E' cosa nota che Sclavi restò affascinato da Mater Morbi, ossia Dylan Dog n. 280. Poi sono arrivate le rivelazioni di Bottero, che hanno dell'incredibile. Con nomi che richiamano i protagonisti di questa storia italiana, si parla di pressioni sulla casa editrice per imporre il Recchioni come curatore nel contesto di un bluff. Secondo il contratto che in casa della Bonelli fanno firmare agli autori dagli anni ottanta ad oggi, i fatti sarebbero questi.

I diritti dei personaggi, per contratto, appartengono alla Bonelli fino a quando questa decide di tenerli in edicola. Se chiude la collana, il creatore si riappropria dei diritti e può portarli ad altri editori. Sclavi, quindi, tornerà in possesso dei diritti di Dylan solo se la Bonelli deciderà di chiudere la collana. Per contratto può, però, formulare richieste che la Bonelli ha il potere di valutare e se del caso rifiutare. Sclavi può richiedere ma non può imporre nessuno come curatore. A tal punto, le possibilità sono due: ci sono state pressioni di Sclavi fatte valere sulla base della sua posizione di creatore e la Bonelli avrebbe ceduto timorosa di uno scontro pubblico con un autore così famoso? O magari la Bonelli ha ceduto perché chi ha deciso in quel momento non conosceva nei dettagli il contratto?

In entrambi i casi, il bluff di cui si parla nel pezzo di Bottero, se bluff è stato, si può considerare riuscito. Che Sclavi avesse stima di Recchioni autore è fatto noto. Così come è noto che Recchioni e Sclavi avevano un rapporto molto stretto dal punto di vista umano. Lo stesso Recchioni lo ha rivelato. Su questo argomento torneremo in un'altra occasione perché la questione va approfondita. L'intervista si chiude con quello che sarà il futuro della Bonelli, ossia produzioni sempre più meno popolari, molto curate nei contenuti e offerte in canali diverse dalle edicole. Il futuro saranno albi all'americana con basse tirature e alti prezzi, tutti a colori e in carta patinata? E' davvero questa la Bonelli del futuro? In fine dei conti, è vero che la forza di una casa editrice restano i suoi personaggi. Al Plano.

8 commenti:

  1. Recchioni, su ComicUs, ha scritto che Orfani è stata venduta molto all'estero (ne parla anzi come la serie più venduta all'estero). Vi risulta che sia vero?

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    1. Assolutamente, no. In questo momento, Orfani è proposto in tre Paesi: Germania, Serbia e Francia. Si tratta di Paesi dove i "fumetti importati" come Orfani al massimo vendono 5.000 copie. In generale, il Paese in cui un fumetto Bonelli vende molto è il Brasile, dove Tex serie inedita vende 30.000 copie. Il rapporto della Bonelli con l'estero funziona così. L'editore straniero decide di pubblicare nel suo Paese un fumetto Bonelli? Bene, la prima cosa che deve fare è chiamare la Panini, ufficio di gestione delle licenze Bonelli gestito da Stefano Munarini. Si firma il contratto nel quale l'editore specifica quante copie intende stampare del fumetto e le paga in anticipo. Tutto qui.

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    2. In questo link troverai l'elenco ufficiale dei Paesi in cui sono pubblicati i fumetti Bonelli: http://www.sergiobonelli.it/sezioni/660/licensing

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  2. Su ComicUs è stata aperta una discussione dedicata al post di Bottero, ironico, su Konrad King e le terre alternative. Bene, dopo pochi minuti è stato bloccato, con la seguente motivazione: "Articoli di inchiesta basati sul gossip privo di fonti e scritti come i bambini delle elementari qui non hanno posto." Ma chi si credono di essere? Perché, tutti gli altri post hanno come fonti il Washington Post e sono scritti da De Lillo? Li trovo ridicoli, sinceramente, non so cosa ne pensate voi.

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  3. ComicUs è in linea con la politica attuale di sinistra: sei libero di dire quello che vuoi, purché siano le cose che pensano loro. Se ti discosti dal pensiero unico della sinistra, se hai idee diverse, sei, all'occorrenza: omofobo, razzista, intollerante, populista, islamofobo, ignorante, ecc. E ti bannano e chiudono la tua discussione. Strano concetto di democrazia e di libertà...

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  4. Recchioni è tutelato su quel forum. Pensavi che avrebbero mantenuto una discussione che rivela aspetti sconcertanti sulla sua ascesa alla cura di Dylan Dog?

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  5. Certe volte la matematica svela più misteri di altre cose. Giustamente Al Plano fa notare che il nostro vanta 30.000 fans, tanti? pochi? fate voi, non è importante. Conti alla mano Orfani vende 10.000 copie? Dunque, il nostro è forse bravo a catalizzare l'attenzione su di sé, ma non lo è altrettanto nel suo lavoro, sia di sceneggiatore, mediocre, che curatore, fallimentare. I vari Masiero non diranno mai pubblicamente il loro vero pensiero, la difesa d'ufficio sarà assicurata per tutti, più o meno. Penso che i tempi per qualche risoluzione sulle competenze siano sufficientemente maturi e qualcosa entro qualche mese dovrebbe muoversi. E' ovviamente solo una mia sensazione, però dei segnali mi sembra di intravederli.

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  6. Così rispondono su quel forum a chi chiedeva lumi per la chiusura della discussione sull'editoriale di Fumetto d'Autore: "Scambiare un forum per un "luogo democratico" è un problema tuo: c'è un regolamento e ci siamo noi, gli admin, che decidiamo cosa vada bene e cosa no.
    E gli articoli di FdA, fatti di livori, rosicamenti e giornalismo d'accatto, qui non sono accettati. Punto."

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