domenica 21 maggio 2017

RECCHIONI SI AUTOCANDIDA COME NUOVO CURATORE EDITORIALE A TEMPO INDETERMINATO DI DYLAN DOG!!!

Qualche settimana fa, dopo essere stato sommerso dalle polemiche del Comicon 2017 (Recchioni è stato presidente della giuria che ha premiato la sua storia di Dylan Dog, la Mater Dolorosa, disegnata dal suo amico Luigi Cavenago), Recchioni scrisse un post, che faceva preludere ad un ritiro dal mondo del fumetto. Ne abbiamo parlato qui. Luca Boschi, monumentale figura di riferimento della manifestazione, era stato costretto a dimettersi. Ne parlò qui. Ieri, poi, è uscito un articolo sul sito di Fumetto d'Autore firmato da A. Bottero, che ha svelato di quelli che sembrano sconcertanti retroscena sui motivi della nomina di Recchioni alla cura editoriale di Dylan Dog (su cui torneremo in un altro articolo). Il giorno dopo Recchioni posta sul suo profilo social una intervista di Michele Masiero, direttore editoriale della Bonelli, che parla, tra le altre cose, di lui, del rilancio di Dylan e di Orfani, senza però toccare l'argomento del futuro di Dylan Dog! Oggi Recchioni scrive un post di questo tenore: Quando ho accettato di diventare il curatore di Dylan ho detto al Tiz e a Mauro che era un impegno che prendevo per cinque anni. Ne sono passati quasi quattro e mi sa che mi allungherò a tempo indeterminato perché ci sono troppe cose fighe e diverse ancora da fare. Ed è da notare che in alcuni commenti dei suoi fan, sono stati fatti accenni di natura offensiva verso il nostro sito. Sarà perché le nostre mega-recensioni critiche verso Dylan e le novità di Recchioni non sono piaciute al clan dylaniato? Dal post si capisce che Recchioni attribuisce molta importanza alla sua presenza in Bonelli.
 

La prima cosa che balza agli occhi è quando dice che è stato lui a decidere la durata del suo mandato. Tiz è Tiziano Sclavi, mentre Mauro è Mauro Marcheselli, all'epoca direttore editoriale della Bonelli (dal novembre 2015 sostituito da Michele Masiero). Come se i suoi interlocutori gli avessero detto: vogliamo che tu ti occupi di Dylan Dog. E lui: ok, ma posso restare al massimo cinque anni. E loro: va bene. Sono passati quattro anni. Molte novità, una pioggia di critiche, dentro e fuori dalla rete e nel frattempo, le vendite della collana sono precipitate. Dalle 120.000 copie del 2013 si è passati alle attuali 86.000 copie (fonte: link). Ed ancora, come se nulla fosse accaduto, come se in questi quattro anni fossero stati costellati dal successo, Recchioni afferma che si allungherà il mandato a capo di Dylan Dog a tempo indeterminato. Non ha detto che accetterà un invito a restare, ma che se resta, dipenderà da lui. E' lui il padrone del suo destino. Non gli altri. Non la Bonelli o Sclavi. Recchioni non ha padroni. Il suo potere è tale che può decidere se restare e per quanto tempo restare, magari per sempre. A tempo indeterminato, come ha detto lui. Il motivo: ci sono cose fighe ancora da fare. Perché quelle fatte finora, secondo il suo punto di vista, sono fighe. Ammettendo che ciò sia vero, cosa fa pensare a Recchioni che la Bonelli non abbia in animo di scegliere come nuovo curatore una persona diversa da lui? Recchioni parla così perché la Bonelli ha cieca fiducia in lui e non immagina un futuro di Dylan senza la sua presenza? Vedremo nei prossimi mesi come andranno le cose.
 
Ci sono due chiavi di lettura per interpretare il post di Recchioni. La prima è che, secondo una certa dinamica delle sue passate (e non sempre felici) esperienze editoriali, voglia dare l'impressione che se domani Dylan avrà un curatore che non sia lui, è perché lui non ha voluto accettare e quindi, la Bonelli sarà costretta a ripiegare su altri. Capita l'antifona? Se il nuovo curatore di Dylan non sarà Recchioni, dovrà essere considerato una seconda scelta. La prima è ovviamente lui. Perché tutto questo? Recchioni è un personaggio social. Alla sua platea e a tutela della sua immagine, deve dare l'idea che va via di sua sponte. Nessuno dovrà mai pensare che va via perché licenziato per i cattivi risultati come responsabile della cura editoriale di Dylan Dog. La platea è superficiale. Crederà a questo come ha creduto ad altro finora. Esiste però una seconda chiave di lettura. La Bonelli vuole davvero che resti al suo posto! Il fatto che Dylan abbia perso durante la sua gestione circa 40.000 lettori non ha importanza. Recchioni mantiene vivo Dylan sui social e alla Bonelli interessa soprattutto questo con Dylan sempre al centro delle discussioni. Il pubblico non vuole buone storie, ma discutere di Recchioni e delle infinite polemiche, che abilmente sa generare intorno alla sua persona e per riflesso su Dylan. Esiste anche una terza chiave di lettura: esistono gruppi esterni di pressione in grado di esercitare influenze determinanti sulla Bonelli che vogliono che Recchioni sia lì? In questi giorni un fumettista ha parlato dell'esistenza di una cricca romana, alludendo proprio a Recchioni. Al Plano.

5 commenti:

  1. Sono contento, così non avrò la tentazione di comprare Dylan Dog.

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  2. Perché non scrivete un articolo sugli insulti che ComicUs ha dispensato a Fumetto d'Autore?

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    1. Già fatto. Vai sulla nostra pagina FB. Post più recente. Resoconto completo.

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  3. Copio da ComicUs (pagina 24 della discussione su Mercurio Loi: "Scambiare un forum per un "luogo democratico" è un problema tuo: c'è un regolamento e ci siamo noi, gli admin, che decidiamo cosa vada bene e cosa no.
    E gli articoli di FdA, fatti di livori, rosicamenti e giornalismo d'accatto, qui non sono accettati. Punto.
    E alle note non si risponde, casomai si chiedoni lumi in privato.
    E sei OT."

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  4. Beh certo che vorrebbe fare il direttore editoriale a tempo indeterminato. Lavoro sicuro,stipendio buono,potere decisionale. Altrimenti gli toccherebbe tornare a fare lo sceneggiatore puro. Da capire cosa decidera' la Bonelli.

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