lunedì 29 maggio 2017

DYLAN DOG: CRISI INFINITA! NEGLI ULTIMI SETTE ANNI VENDITE CALATE DELLA META'! LA CHIUSURA E' VICINA?

Il ciclo di Roberto Recchioni come curatore di Dylan Dog si avvia alla conclusione. Tra pochi mesi il suo contratto andrà in scadenza e se tutto andrà come deve andare nel 2018 avremo finalmente un nuovo curatore editoriale. Noi lo speriamo e a giudicare dalle critiche, a tratti devastanti, che dal 2013 si sono abbattute sull'operazione di rilancio attribuita a Sclavi ed eseguita da Recchioni (ma Sclavi in questa intervista sostiene che a decidere tutto è il Recchioni, mentre lui le storie di Dylan nemmeno le legge più), la Bonelli non ha alternative. O cambia o Dylan sarà fagocitato in maniera irreversibile nel declino correndo il rischio, tra pochi anni, di condividere il destino di Mister No, cioè la chiusura. Totale. Definitiva. Il bilancio di Recchioni come curatore di Dylan Dog è negativo. Il dato è indubitabile. Nel 2013, quando venne annunciato il suo arrivo alla direzione dell'universo dylaniato, si diceva che il siluramento di Gualdoni era stato voluto da Sclavi scontento a causa del calo delle vendite della collana. Gualdoni era arrivato nel 2010 quando la serie vendeva 160.000 copie. Tre anni dopo le vendite erano scese a 120.000 copie. Nella gestione Gualdoni, quindi, le vendite di Dylan Dog erano calate di 40.000 copie. Una catastrofe alla quale bisognava porre rimedio. E poiché Sclavi viene pagato con le royalties, cioè con percentuali sulle vendite, al calare di queste ultime, calano pure i soldini che si mette in tasca. In un pezzo recente, Alessandro Bottero ha accennato ad un metaforico bluff! Su Terra-1509 le versioni alternative di Recchioni e della Barbato si sarebbero messe in macchina per recarsi a casa di Sclavi per convincerlo a estromettere colui che si frapponeva ai loro piani di conquista dylaniota, Giovanni Gualdoni. Costui stava bocciando tutte le loro storie e su Terra-1509 è noto che l'editore paga soltanto le storie approvate dal curatore e poi editate. Gli altri possono pure morire di fame. O in alternativa cercare di realizzare un colpo di stato dylaniota, che su Terra 1509 sono diffusi. E' stato un metaforico bluff? Ed è poi riuscito?
 

Ma lasciamo stare le metafore, i bluff e le storie delle Terre Alternative e torniamo sulla Terra. Recchioni è stato voluto come curatore da Sclavi, così afferma la versione ufficiale benché per contratto Sclavi non abbia alcun potere decisionale, ma solo di indicazione. E' la Bonelli che mette i soldi per produrre le storie e venderle in edicola, che paga autori e disegnatori. Recchioni è stato accolto come il messia dylaniato. Colui che avrebbe dovuto riportare le storie agli antichi fasti con un tocco di modernità. Dopo quasi quattro anni, le vendite hanno seguitato a calare, le critiche si sono centuplicate e chi odiava Recchioni ha avuto gioco facile. Recchioni non ha fatto molto per attirare simpatie. Non è nel suo profilo. Così ha continuato ad essere ciò che era, generando polemiche continue, provocando i lettori con contenuti che con il Dylan classico non avevano nulla a che fare. Una strategia che non ha pagato. Se prima a odiarlo erano in pochi dal momento che pochi lo conoscevano (Recchioni era noto solo per piccole produzioni presso l'ex-Editoriale Eura come Detective Dante e John Doe), con la sua nomina a curatore dylaniato è aumentata la sua notorietà, ma anche la folta schiera di accaniti contestatori. Recchioni li chiama hater, odiatori. Una versione di comodo per coprire una scomoda realtà, ossia i contenuti, secondo noi molto inconsistenti, delle storie scritte e disegnatore da coloro che in massima parte avevano lavorato con lui all'Eura. Dopo quattro anni di gestione Recchioni le vendite sono calate di 36.000 copie. Si dice che Sclavi sia ancora dalla sua parte, ma fino a quando la Bonelli potrà permettersi di seguire le indicazioni di Sclavi? Se il creatore sceglie i curatori, è sua la responsabilità dei flop di Gualdoni e Recchioni? Se sommiamo le perdite di queste due gestioni, dal 2010 ad oggi le vendite di Dylan sono calate del 50%, passando da 160.000 a 86.000 copie! Fino a quando sarà possibile colmare le perdite con le tante ristampe di questi tempi? Urge immediatamente la nomina di un nuovo curatore. Kristoffer Barmen.

5 commenti:

  1. Veramente nell articolo di Bottero era presumibilmente Corrado Roi al quale il RR non voleva far piu disegnare storie di DD.

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  2. Tutta invidia, ovviamente! Chi non invidierebbe curatori che perdono il 50% delle vendite in sette anni!? Non è facile, ma loro ci sono riusciti. Che rabbia! Come sono invidioso!

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    1. Sono soddisfazioni! A parte le battute, non vogliamo affermare che la colpa sia tutta di Gualdoni e di Recchioni. Gli attribuiremmo, diversamente, un potere che essi non possiedono. La crisi ha tanti motivi, tante ragioni, ma la Bonelli, secondo il nostro punto di vista, non ha fatto nulla per circoscriverla. Pensavano che mettendo Recchioni al timone sarebbero usciti fuori dalla tempesta. Pensavano. E hanno sbagliato.

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  3. Non che faccia molta differenza ma se prima vendeva 120.000 copie e ora ne vende 86.000
    Ne ha persi 34.000 e non 36.000

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  4. Io ho 55 anni, leggo e colleziono fumetti Bonelli da un pò quindi...devo dire che ho smesso di acquistare Julia nonostante amassi moltissimo ken parker, (lei è di una antipatia pazzesca anche se le storie sono ben sceneggiate) devo anche dire che compravo DD ma non lo leggevo, ma l'arrivo di Recchioni mi ha piacevolmente sorpreso...ho ripreso a leggere e mi piacciono molto. (ho amato moltissimo anche John Doe).

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