mercoledì 7 giugno 2017

DYLAN DOG E ORFANI: PROGETTI COSTRUITI CON I FUMETTISTI PROVENIENTI DA JOHN DOE DELL'EX-ED. EURA!!!

Un tizio anonimo ha riportato su un forum la notizia secondo la quale Tiziano Sclavi starebbe lavorando su una nuova storia di Dylan Dog che sarà disegnata da Emiliano Mammucari. Non fornisce altre indicazioni se non la sede in cui ha appreso della notizia: un incontro tra alcuni fumettisti tenutosi a Bari e dove, secondo quanto da lui riportato, sarebbe stato presente anche il creatore del personaggio. Oltre a Mammucari, sarebbe stato presente un altro recchioniano, Mauro Uzzeo. Entrambi hanno lavorato su Orfani (serie che chiuderà con la fine dell'attuale stagione tra pochi mesi per basse vendite). Forse si tratta della seconda storia annunciata da Sclavi lo scorso anno, quando, a sorpresa Recchioni dichiarò che il creatore sarebbe tornato ai testi. Ce ne siamo occupati qui. Era febbraio 2016. A novembre dello stesso anno uscì la storia Dopo un lungo silenzio, testi di Sclavi. Storia normale, se valutata secondo i parametri sclaviani, eccezionale se valutata rispetto agli attuali standard imposti con il rilancio recchioniano. Il ritorno di Sclavi, checché ne dicano altri, ha una sola spiegazione, secondo noi: Sclavi è tornato per salvare Dylan Dog dal crollo delle vendite. Pare infatti che se queste scendono sotto quota 80.000 (attualmente, la serie gira a 86.000 copie), per contratto la Bonelli non sarà più tenuta a pagare royalties a Tiziano Sclavi. Finora le cose non sono andate bene e le vendite hanno seguitato a scendere, mantenendo quella perdita media di 7-8.000 copie all'anno. Di questo passo, pertanto, si ritiene che per fine 2017 le vendite seguiteranno a calare avvicinandosi pericolosamente alla soglia delle predette 80.000 copie. A quel punto, gli sviluppi saranno imprevedibili circa i rapporti con la casa milanese.
 

Quando Recchioni arrivò alla cura editoriale di Dylan Dog nel settembre 2013 le premesse erano diverse. In quel momento, Dylan Dog vendeva 120.000 copie e si diceva che Giovanni Gualdoni fosse stato sostituito a causa delle perdite della collana. Benché sia stato suggerito, da parte di alcuni addetti, che potrebbe essere stato lo stesso Recchioni, sfruttando il rapporto personale con Sclavi, a insistere affinché Giovanni Gualdoni fosse sostituito. Di recente, Marcheselli ha dichiarato che all'epoca i rapporti tra Recchioni e Gualdoni erano tesi e che il secondo aveva bocciato molte storie del primo e di Paola Barbato. Ne abbiamo parlato qui. La tesi troverebbe riscontro in alcune affermazioni fatte sul sito di Fumetto d'Autore di recente. Con il Recchioni, dal 2013 ad oggi, Dylan ha perso 34.000 lettori con una media di 8.000 lettori persi all'anno. Durante la gestione di Gualdoni, la collana perdeva una media di 6.500 lettori. Recchioni avrebbe fatto, quindi, peggio di Gualdoni. Freddi numeri che gli altri siti si guardano bene dal citare onde evitare di finire nelle ire di qualcuno, che ha interesse a che non siano divulgate notizie reperibilissime in rete. Il motivo del flop della gestione Recchioni si può riassumere in una semplice osservazione: se guardiamo gli autori e i disegnatori che dal 2013 ad oggi sono apparsi su Dylan e Orfani, hanno tutti una comune origine: lavoravano all'Eura su John Doe di Recchioni! In definitiva, vi è stato un travaso di fumettisti dall'Eura alla Bonelli grazie a Roberto Recchioni, il quale si sarebbe limitato a far lavorare sui suoi progetti (Dylan Dog e Orfani) alla Bonelli i suoi amici e collaboratori. Su Dylan non avrebbero dovuto lavorare affermati autori deputati ad eseguire le direttive di Sclavi?
 
Se qualcuno nel 2013 avesse annunciato: chi oggi lavora su John Doe da domani lavorerà alla Bonelli su Dylan Doge e una nuova serie in uscita (Orfani), quanti avrebbero scommesso sulla riuscita del rilancio se all'epoca John Doe vendeva circa 10.000 copie? Non era meglio puntare su una batteria di noti ed affermati fumettisti, tra cui Boselli, Ruju, Castelli, Ambrosini, lo stesso Tiziano Sclavi, Burattini, Serra, ecc.? Tutti grandi nomi sotto contratto per la Bonelli, ma che per fare spazio ai recchioniani non sono stati considerati. E gli scrittori, altrettanto noti sotto Gualdoni, come Giancarlo Marzano, Giovanni Di Gregorio, lo stesso Gualdoni, Pasquale Ruju e Giuseppe De Nardo, che fine hanno fatto? Tutto questo era chiaro nel 2013 quando Recchioni è stato nominato curatore di Dylan Dog? O già si riteneva che Recchioni avrebbe fatto spazio ai suoi collaboratori? I risultati scarsi della attuale gestione danno ragione ai critici. La Bonelli ha commesso un errore. Non avrebbe dovuto affidarsi a nomi non di primo piano (lo stesso Recchioni fino a quel momento aveva scritto solo tre storie di Dylan e lavorava ancora all'Eura. Per tacere delle polemiche nate dalle controverse prese di posizioni di Recchioni specie sui social, litigando non poche volte con fan irritati da una impostazione lontana da quella classica. Sclavi immaginava tutto ciò nel 2013 o nel suo eremo di Venegono guardava con distacco le vicende del mondo dylaniato? Se è vero che è stato lui ad insistere per silurare Gualdoni perché la collana perdeva lettori, cosa dovrebbe pensare oggi che le vendite sono ancora in calo costante e si avvicinano alla soglia al di sotto della quale rischia di non percepire più royalties dalla Bonelli? Tante domande. Gabriel Piazza.

4 commenti:

  1. Non sapevo di questo discorso che sotto un certo numero di vendite Sclavi perde le royalties... se così fosse non sarà che Bonelli punti a quello? Se DD si stabilizzasse a 70 mila sarebbe comunque un risultato ottimo per un fumetto italiano e gli incassi sarebbero puliti per l'editore.

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    1. Sarà precisato tutto in un futuro articolo (ora in preparazione). Preparati... sarà STRAORDINARIO!

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  2. Qui però vi seguo meno... il punto non è se i disegnatori lavoravano in Eura o meno, ma se sono bravi o meno. I bravi hanno fatto strada (e in Italia fare strada porta in Bonelli) i meno bravi no. O vogliamo criticare, per dire, Carnevale? E quanti sono i johndoisti rimasti fuori? Negli ultimi quindici anni, quante sono state le possibili palestre per giovani disegnatori extra-bonelli? Ovvio che buona fetta sia passata da JD. Mammucari, poi, ha fatto soltanto il primo, finendo in Bonelli ANNI prima di Recchioni. Altri Euriani, poi, sono finiti in Vertigo...
    Con tutti i suoi demeriti, il buon Recchioni almeno come talent scout ci sa fare!

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    1. Il tuo discorso filerebbe se il sistema privilegiasse la selezione. Invece vengono privilegiate conoscenze e amicizie. Beninteso, si tratta di una nostra opinione, ma è di tutta evidenza come Recchioni abbia finito per far lavorare in Dylan Dog i suoi amici dell'Eura Editoriale. Egli ritiene che essi siano bravi. Noi siamo convinti di no.

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