venerdì 16 giugno 2017

DYLAN DOG N. 369! MEGA-RECENSIONE! FANTASTICO OMAGGIO A DARYL DARK N. 0 DELLA CAGLIOSTRO E-PRESS?

Graphic Horror Novel è la seconda storia di Dylan Dog scritta da Francesco D'Erminio, alias Ratigher Architetto Nero. Così conosciuto nel contesto del gruppo Fratelli del Cielo, di cui fanno parte anche Tuono Pettinato, Michael Rocchetti alias Maicol & Mirco, Dr. Pira e altri. Le opere di costoro sembrano denotare un carattere comune: riferimenti diretti o indiretti all'esoterismo. Il loro editore è la Bao Publishing di Michele Foschini, amico di Recchioni, che spesso condivide sul suo profilo Facebook alcuni disegni, talvolta controversi, di Rocchetti. In una di queste opere, Il papà di Dio, il protagonista è proprio il Diavolo. La prima storia di Ratigher risale a Dylan Dog n. 351. Qui trovate la nostra recensione ed a quella vi rimandiamo per i contenuti decisamente strani, secondo noi. Una storia ispirata alla cover di un album del gruppo satanista dei Led Zeppelin con protagonisti bambini posti in un contesto sacrificale. Dei bambini biondi, che si vedranno molto nella storia, ma senza legami con la trama. Prima di inoltrarci nella descrizione della storia, segnaliamo che essa è stata realizzata a tre mani da Paolo Bacilieri, Giuseppe Montanari ed Ernesto Grassani. Il secondo ha 80 anni, il terzo 70. Non proprio due esordienti. In coppia hanno alle spalle 27 storie di Dylan Dog e non si vedevano sull'inedito da 11 anni. Ultima apparizione: giugno 2006. Il motivo per cui siano stati pescati ora non ha spiegazione convincente. La nostra tesi è questa: c'era una vecchia storia di Montanari e Grassani vecchia di 11 anni nel cassetto, magari non finita. Così viene chiamato Paolo Bacilieri per adattarla alla sceneggiatura di Ratigher. La spiegazione fila perché il contesto della storia sembra datato. Le tavole di Bacilieri sono quelle in cui si vedono Rania e gli altri elementi coerenti con l'attuale status del personaggio. Siamo certi che anche nelle storie future vedremo disegni a tre o quattro mani per fare presto.


Chissà com'era la sceneggiatura originale della storia, piegata per la trama di Ratigher grazie alle tavole in più disegnate o aggiustate da Bacilieri. La copertina di Gigi Cavenago raffigura un fumettista stramazzato al tavolo da disegno in una pozza di sangue, il cui colore si intona con la camicia rossa di Dylan che si vede in tre foto appese ai muri. Il disegno è spartano, salvato solo dal vivace contesto dei colori in una tavolozza intrigante. Sul lato sinistro, in alto, si notato grossi libri, a sottolineare che il fumettista al centro della scena ha letto molto ma non ha capito un cazzo di ciò che ha letto. Un fumettista in un rito sacrificale in uno sfondo rosso sangue. Quasi una profezia di un possibile futuro. La copertina suggerisce il tema della storia: il meta-fumetto. Una parabola fin troppo diffusa nel decadente mercato italiano: quella del fumettista fallito. Ossia una creatura idolatrata da un pubblico di coglioni, incapace di distinguere una storia a fumetti da ciò che non lo è. Il pubblico di infelici è limitato alla dimensione internettiana, quella che bazzica i social. Fuori c'è il mondo reale e questo fumettista, se non avesse venduto l'anima, altro non sarebbe stato che la nullità che era ed ha continuato ad essere. Il messaggio che traspare da questa storia è chiaro: anche un fallito può fare il fumettista se conosce le persone giuste. Non venderà un cazzo e sarà ricordato negli anni a venire come un pirlotto, ma ciò non toglie che nel frattempo viva della luce riflessa della menzogna. Questa volta Cavenago è stato bravo. In un disegno è riuscito a far scorgere, secondo noi, tutto questo. E sono bastate una figura umana spigolosa, che in molti punti ricorda lo stile di Nicola Mari, a sua volta un omaggio a Mike Mignola. Perché non prendere Nicola Mari come copertinista anziché Cavenago? Di quest'ultimo ci è parso buono il Dylan che si vede nella foto più grande. Molto simile come stile a Stano. Un omaggio?

Cosa sono le sfere che si notano nella parte destra sotto la luce della piccola lampada? E passiamo alle solite, ripetute citazioni di Recchioni negli editoriali. Nel primo paragrafo si dilunga nella definizione di graphic novel, che indica un fumetto realizzato in modo speciale. Il secondo paragrafo desta maggiore curiosità. Recchioni è fantastico e nessuno lo apprezza per questo. Cita tre fumettisti ebrei, Will Eisner, Art Spiegelman e Daniel Clowes ed un fumettista inglese, Alan Moore. Nel rigo successivo li abbina a Gipi e Zerocalcare! Questa non l'abbiamo capita, ma siccome R. Recchioni è un genio, ci sarà una citazione nascosta che non siamo riusciti a scorgere. Un margine molto a margine! E forse una barzelletta della serie che ci sono tre ebrei, un inglese e due italiani e la prima idea che viene dalla storia è quella di una graphic novel horror anzi di una graphic horror novel! L'ultimo paragrafo degli editoriali merita una spiegazione da parte del curatore, che siamo certi non darà mai. Il titolo: amo i fumetti come il peccato, firmato Satana. Sotto il nome di Ratigher, alias Francesco D'Erminio. Si tratta forse di una citazione riferita al tema ricorrente nelle opere del gruppo Fratelli del Cielo di cui è anche membro Ratigher Architetto Nero? Il peccato non è da amare, bensì da biasimare. Allontana l'Uomo da Dio e quindi c'è poco da stare allegri. Idolatrarlo e paragonandolo ai fumetti non si fa altro che diminuire di una rilevanza il fumetto stesso, secondo noi. E poi per quale motivo Francesco D'Erminio è conosciuto come Architetto Nero? Si cita anche una sua opera: Trama, in cui si parla di teste mozzate. Forse ci sarà una sottile morale che non siamo riusciti a vedere, ma per quale motivo dovremmo leggere un fumetto in cui si parla di teste mozzate? Un sito vi ha dedicato un articolo. Lo abbiamo letto. Magari siamo stati fortunati e non ce ne siamo resi conto. Perdonateci la battuta.

La storia si apre in un bagno pubblico! Non è una battuta, ma la pura verità. Sono i segni dei tempi. Una volta il fumetto, pubblicato su carta riciclata, si leggeva in bagno e dopo avere espletato veniva buttato via. Altri tempi. Il bagno è completo di tutto. C'è il water, lo sciacquone, il dispenser con la carta igienica. Sembra un bagno pulito. Quello di certi salottini. D'un tratto nel cesso entra il protagonista della storia. E' ricoperto di sangue e non ricorda ciò che gli è accaduto. Teme che qualcuno voglia ucciderlo. Perso nella disperazione ha una idea: si metterà a disegnare sulle piastrelle del cesso dove si è rifugiato i ricordi che, in modo lento, affiorano. Non ne siamo sicuri, ma ci è sembrata una metafora del fumettista fallito, che sui social si crea una sorta di mondo tutto suo alimentato dai fanboy, nessuno dei quali ha mai letto i suoi fumetti. Un reietto come loro e per questo attira simpatia. Si chiama Darren Farmer Woolrich, è un fumettista famoso o presunto tale. Da qualche tempo la gente viene ammazzata come nelle sue opere. Darren è arrogante, una maschera che nasconde le sue insicurezze. Se fosse più intelligente, del resto, nei rapporti umani sarebbe migliore di ciò che è. Dylan Dog è ciò che fa per lui. Deve scoprire cosa sta succedendo. I cadaveri vengono mutilati, alcuni in modo cruento come il proprietario di Parrot, il suo editore. Ovvio l'omaggio a La metà oscura, classico libro di Stephen King, dove il serial killer che uccideva gente collegata con l'autore era l'autore stesso o meglio una sua versione satanica. Come nel caso di questo fumetto, l'assassino è proprio Woolrich! Oh, cazzo. Vi abbiamo detto chi è l'assassino prima della fine del pezzo. Scusateci, ma lo abbiamo fatto proprio a posta. Effetti collaterali della lettura delle disavventure di Thad Beaumont. E alla fine anche il buon sceriffo Pangborn si convinse. Chissà cosa ne avrebbe pensato il simpatico Asso Merrill!

Lo ha capito pure Dylan Dog, che a pagina 24 accusa Woolrich di essere il colpevole. Sarà perché questo tipo è così pazzo da pensare che il male trionfa anche nella vita reale? Solo un satanista potrebbe pensare una cosa del genere. Un satanista è per definizione una persona squilibrata, che va contro tutto ciò che è la vita. La storia si trascina noiosa, ma i testi di Ratigher non sono male. Denotano una freschezza che nella storia precedente non avevamo notato. Uno stacco notevole dopo la precedente storia di G. Simeoni del mese scorso. Un bravo, quindi, a Ratigher per la sceneggiatura. A pagina 31 cominciano i problemi. Già nel numero 368 avevamo assistito alla rivelazione che Dylan e Rania si amano. Un inglese e una islamica! Chissà cosa ne pensano a Londra dopo i recenti fatti di terrorismo. Per chi si fosse perso il numero 368, abbiamo scoperto che Carpenter ama Rania! Un inglese, un nero e una islamica. E viene in mente la canzone di quel cantante gay, si, quello che cantava il Triangolo no! Come si chiamava? Ah, si. Renato Zero. Si apre un nuovo sipario romantico. Rania con il velo e Dylan fanno i fidanzatini. A pagina 41 cominciano i riferimenti satanici. La graphic novel a cui stava lavorando Woolrich si intitola In principio era il nero. Cioè il male. I satanisti ragionano così e Woolrich, che ci sembra un satanista convinto, ragiona allo stesso modo. Woolrich è uno squilibrato? Certo, se è convinto di cose del genere, lo è. Pazzo come tutti i serial killer. Un articolo del sito Tempi del 2014, d'altronde, precisava come oggi i satanisti si battano per i diritti dei gay e dell'aborto libero. Nel mondo perfetto immaginato dalla sinistra sovversiva, il cittadino occidentale deve convivere con l'islamico integralista, potenzialmente terrorista. Anche Dylan Dog viene piegata a questa logica perversa. A pagina 55 Rania si presenta con abbigliamento arabo ed è mano nella mano con Dylan.

La scena torna a Woolrich chiuso nel cesso. E' sconvolto. Sta disegnando le scene degli avvenimenti degli ultimi giorni. Il perché senta di farlo è un mistero. A pagina 67 ci sono altre allusioni nere, per così dire. Paura e altri simboli negativi all'origine di tutto. Evidente lo sfondo satanista. Alla base c'è la non-vita. Siamo a pagina 72 e la storia comincia a palesarsi noiosa. 72 pagine in cui brillano i testi di Ratigher, ma la trama è inconsistente. A pagina 73 Dylan Dog scopre chi è l'assassino. Noi lo avevamo capito subito: Woolrich, il noto fumettista pazzo. E' lui ad avere ammazzato tutta quella gente. Dylan lo ha capito imbattendosi nella testa di una delle sue groupie mozzata e appesa al muro. Un omaggio di Ratigher alla sua opera di teste mozzate, Trama? Arriva il colpo di scena. Pensavamo di avere capito tutto e invece non avevamo capito un cazzo. Il colpevole è lui, Woolrich, ma il suo corpo è posseduto da un demone, che si manifesta attraverso la testa mozzata. Il demone dice di essere l'autore. Fonte di ispirazione di Woolrich. Un inetto usato come veicolo per diffondere un messaggio satanico. In origine era un fallito. Un miserabile che pensava di sfondare come fumettista. Il fatto di essere consapevole di non avere talento lo porta sul punto di suicidarsi. Ed è qui che vende l'anima. Diventa famoso, ma in realtà è il demone autore che scrive e che ad un certo punto pensa di usare il fumetto per il suo messaggio di morte. Quell'opera intitolata In principio era il nero fonte della sua forza. Quando Dylan fa a pezzi il manoscritto, Woolrich assume le sembianze classiche del demone. Lunghe corna e un terzo occhio in fronte, simbolo massonico per eccellenza. Massoneria e satanismo, il binomio forte di ogni riferimento all'uno o all'altro. E' valsa la pena vendere l'anima per il successo? Woolrich dice di si. Ma d'altronde da un cretino cosa ci si aspetta? E così finisce nel bagno. Il suo posto.

Questa storia è un omaggio a Daryl Dark n. 0? Nel 2015 il mondo dylaniato del fumetto venne sconvolto da un'opera della Cagliostro E-Press, che ancora oggi popola gli incubi dei più duri lettori dell'Indagatore dell'Incubo. Daryl Dark è il nuovo investigatore londinese dell'occulto. Il suo socio non è un comico fallito come Groucho, ma un tipo sveglio, Hardo. In quella prima avventura, che se non andiamo errati, è contenuta in Daryl Dark vol. 1, compare Robert R. Reelich, un fumettista fallito che aveva venduto l'anima proprio come Woolrich per diventare famoso. Misteriosi omicidi caratterizzano la sua figura e così lui chiede a Daryl Dark di aiutarlo. Daryl Dark è un discendente di Sherlock Holmes e possiede una peculiarità che lo rende migliore di Dylan: è immortale. Con una grande intuizione, Dark scopre che l'assassino è lui, Robert R. Reelich, posseduto da un demone proprio come Woolrich. Se consideriamo che questa storia è uscita verso la metà del 2015, non è peregrino pensare che Ratigher l'abbia letta e ne sia rimasto folgorato come tutti i fan di Dylan Dog. In Daryl, infatti, i fan delusi dal rilancio hanno rivisto il vero Dylan. Tutto quello che con il rilancio sembrava perduto. Mentre Dylan è raffigurato da un attore gay, Rupert Everett, abbiamo un Daryl Dark raffigurato come Joseph Finnies, un attore inglese con tutti gli attributi al posto giusto. Se volete leggere Daryl Dark n. 0, lo trovate qui, in download gratuito. Daryl Dark ancora oggi continua a mietere successo. E' di pochi giorni la notizia del varo della terza stagione, sempre per Cagliostro E-Press. L'editore laziale promette di sfoderare colpi maggiori che in passato. La nostra recensione del numero 0 di Daryl Dark la trovate qui. Woolrich è la versione dylaniata di Robert R. Reelich? E il messaggio che arriva da queste opere qual è? Noi una vaga idea ce la siamo fatta. Lasciamo a voi svilupparla meglio! Dimitri Temnov.

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