domenica 18 giugno 2017

EDIZIONI IF RIPROPONE IL GRANDE KINOWA LO SCOTENNATORE: UN PERSONAGGIO TREMENDAMENTE ATTUALE!

Kinowa fece la sua prima apparizione nelle edicole italiane nel maggio 1950 in un contesto sociale che risentiva ancora degli sconvolgimenti della guerra, dei bombardamenti americani e del fallimento di un progetto politico che aveva consegnato il Paese nelle mani di gruppi al servizio delle potenze vincitrici. Meno di due anni prima aveva fatto il suo esordio Tex ad opera della casa editrice Audace che Giovanni Luigi Bonelli aveva rilevato da Dante Traini nel 1941. Kinowa non era un fumetto come gli altri. Se la violenza come strumento di risoluzione abbondava nei bonelliani Tex e Furio Almirante, in Kinowa il discorso si faceva più complicato. Andrea Lavezzolo, il creatore del personaggio, si era presentato al pubblico con uno pseudonimo americaneggiante, A. Lawson. L'impronta del fumetto era di destra, una destra vera e non finta come quella della Democrazia Cristiana di De Gasperi, vero ufficio distaccato del governo americano in Italia (come lo era il Partito Comunista Italiano di Togliatti del governo sovietico). La criminalizzazione dei movimenti politici di destra, quelli che non si sarebbero piegati alla volontà del binomio Usa-Urss, sarebbe iniziata un paio di decenni dopo. In quel momento, l'impronta ideologica è forte nella sua componente più genuina. Se Tex rappresentava il fascino del mondo americano (per crearlo A. Galeppini si era ispirato all'attore Gary Cooper), Kinowa, pur parte del genere western, era diverso. La sua violenza era uno strumento di vendetta contro gli indiani che gli avevano massacrato la famiglia e di affermazione personale. Sam Boyle, questo il nome civile del personaggio, si era salvato per puro miracolo. I diavoli rossi gli avevano lasciato un ricordo: lo avevano scalpato, togliendogli il cuoio capelluto! Da quel momento vivrà solo per la vendetta. Si costruisce una maschera con sembianze diaboliche e con l'aiuto di suo figlio e del trapper Long Rifle perseguirà e distruggerà i suoi carnefici, facendo un uso abbondante e necessario di violenza. Gli italiani applaudivano le sue gesta e le vendite ben presto furono favolose. Allora gli editori erano più furbi di adesso: offrivano ciò che i lettori volevano. Un riscatto rispetto alla condizione servile che la DC che guidava il Paese poteva offrire, benché la struttura socio-economica dello Stato fosse ancora quella dei due decenni precedenti. L'editore di Kinowa era la Dardo.
 

Il suo fondatore era Luigi Casarotti, che negli anni trenta aveva lavorato presso il settimanale Jumbo. Alla fine degli anni '40 si era messo in proprio fondando le Edizioni Mediolanum, che poi assunsero il nome di Editoriale Dardo. Negli anni successivi la Dardo avrebbe costituito in Italia ciò che la DC è in America per la Marvel: ossia la rivale per eccellenza della Bonelli. A disegnare Kinowa viene chiamato il gruppo EsseGesse, il sodalizio composto da Giovanni Sinchetto, Dario Guzzon e Pietro Sartoris. Nel libro Per la Libertà. La Resistenza nel Fumetto del 2009 (Editore Settegiorni) di Pier Luigi Gaspa e Luciano Niccolai, si afferma che la Resistenza, ossia i gruppi rivoluzionari che accompagnavano, con azioni varie di sabotaggio, l'avanzata anglo-americana nella Penisola a partire dall'estate del 1943, ha avuto un forte appeal sulla ispirazione delle storie a fumetti dal 1945 in poi. Ciò nonostante molti personaggi e serie erano ambientate in contesti storici (come la fine del secolo XVIII) in cui il nemico erano proprio loro, gli anglo-americani. Il Comandante Mark lottava contro gli inglesi, benché le influenze massoniche nelle storie erano forti. I gruppi che si riunivano e di cui faceva parte anche il suo padre putativo erano logge in cui si progettavano azioni terroristiche contro gli inglesi. La maggior parte degli autori, degli editori e dei fumettisti in generale erano di destra e sentivano che la Destra che gli occupanti americani avevano offerto loro, cioè la DC, era una destra non nazionale ma servile dei loro interessi, che non erano quelli degli italiani e dei loro figli. Questa sofferenza si notava nel fumetto. Durante la guerra la EsseGesse era spaccata in due. Guzzon era un partigiano dei gruppi monarchici (quindi di una destra che già aveva prestato adesione servile all'influenza americana), mentre Sinchetto e Sartoris erano appartenenti alla Repubblica Sociale Italiana. Nel forum Spirito con la Scure l'utente Fabio729 nel commento del 27-01-2011, ore 19.16 riporta una frase di Guzzon: i miei futuri amici, Sinchetto e Sartoris, erano dall'altra parte della barricata, avremmo potuto spararci addosso. Kinowa uscì in albetti nel formato quadro 17x16 di 16 pagine. Le storie erano in bianco e nero. La periodicità era settimanale. Il successo è ottimo, ma qualcosa non funzionò. EsseGesse lasciò la collana Kinowa con il nono fascicolo della terza serie.

Andrea Lavezzolo non la prese bene e si adirò molto con il trio torinese. Luca Boschi, nell'editoriale di pagina 15 di Avventura Magazine 2016 della SBE (Collana Almanacchi n. 139) afferma che le storie del sanguinario Kinowa non erano nelle corde della EsseGesse. Kinowa scotennava i suoi nemici, ma ai lettori piaceva molto. A sostituirli venne chiamato Pietro Gamba, che disegnò la serie fino al 1953. Kinowa tornò nel 1960 con una ottava serie con un formato leggermente diverso: 17x8 di 36 pagine cadauno. Ma già negli anni precedenti il successo era stato tale che Kinowa era già apparso in varie ristampe. Il trio EsseGesse voleva misurarsi con personaggi più leggeri e disincantati e così proposero alla Ed. Dardo Capitan Miki, che esordì nel 1951. Come Kinowa il successo fu enorme con tirature di 250.000 copie. Nel 2000 la Edizioni Mercury di Stefano Mercuri tentò il rilancio di Kinowa con quattro albi inediti scritti da Ermes Senzò e disegnati da Yldirim Örer. L'influenza nefasta della sinistra, che iniziò a prevalere in Italia a partire dagli anni sessanta con il suo disegno sovversivo di distruggere la famiglia in nome degli ideali aberranti del socialismo aveva però annichilito le possibilità di un ritorno di Kinowa. Non che il pubblico non avrebbe apprezzato. Il successo di un personaggio che scotennava i suoi nemici sarebbe stato sicuro. La sinistra, tramite i suoi partiti, aveva preso il controllo del sistema bancario e di alcuni salotti, sicché per avere finanziamenti gli editori dovevano piegarsi alla volontà di costoro: non più storie di destra, ma avventure in cui i valori della famiglia, della cristianità e della libertà di pensiero venivano molto ridimensionati. Era iniziato il progetto di criminalizzazione della destra. Ogni movimento che mostrava di rifiutare di sottostare (come faceva la DC) ai limiti imposti dagli anglo-americani, veniva perseguito e in vario modo ostracizzato e oggetto di una furiosa campagna mediatica di aggressione. Lo stesso MSI di Almirante alla fine dovette piegarsi a queste logiche. Nel marzo 2017 la Edizioni If di Gianni Bono ha annunciato di ristampare Kinowa in modo integrale. Cosa è cambiato? La Destra avanza in tutto il mondo, dall'America alla Russia, all'estremo oriente, guida il pianeta. C'è da affrontare il nuovo nemico costituito dal terrorismo islamico. E c'è ancora una volta bisogno di lui, di Kinowa lo Scotennatore! Al Plano.

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