martedì 20 giugno 2017

I COMUNISTI SCENDONO IN CAMPO CON ALIAS! NON SERVIRA' CONTRO UNA DESTRA CHE ORA GUIDA IL MONDO!

Si pensava che dopo la caduta del muro di Berlino per i comunisti nel contesto della storia umana non ci sarebbe stato più spazio. Anziché sparire dalla faccia della Terra, seppero riciclarsi quasi subito. Il Partito Comunista Italiano, dopo cinque decadi in cui era stato in sostanza al servizio dell'Unione Sovietica (come la DC era al servizio degli Usa), si sciolse per iniziativa di Achille Occhetto per ricostituirsi come Partito Democratico della Sinistra (PDS). Quasi un insulto alla intelligenza: a sinistra non c'è alcuna democrazia perché i comunisti rifiutano ogni forma di dialogo con chi non la pensa come loro. Anziché sottoporsi ad un processo di autofanculizzazione (giusto per farsi perdonare di tutte le loro malefatte), nel 1994 lor signori si presentarono alle elezioni politiche subendo una rovinosa sconfitta dal centro-destra del primo Berlusconi. Negli anni successivi riuscirono perfino ad andare al governo del Paese combinando ogni sorta di disastri fino ad arrivare all'attuale ciclo comico-renziano. Come negli anni d'oro, gli italiani non si sono fatti bene ammaliare e alle amministrative di pochi giorni fa hanno votato in massa a destra. Se un partito di sinistra si presenta alle elezioni, non si può fare a meno di votare a destra. I comunisti hanno anche i loro giornali e il Manifesto è uno di essi. Wikipedia lo definisce un quotidiano italiano di indirizzo comunista fondato nel 1969. Al Manifesto non puoi lavorare se non sei comunista. Non scopriamo l'acqua calda. Non è scritto da nessuna parte, ma cari signori si tratta di coerenza! Trattandosi di un quotidiano di sinistra ideologicamente orientato, non puoi lavorare per loro se non la pensi proprio come loro. Se non sei comunista, non puoi lavorare per un titolo che si definisce Quotidiano Comunista. Wikipedia aggiunge che ha una tiratura di circa 35.000 copie. Si chiama il Manifesto in omaggio al Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx del 1847-48. Il fine del comunismo è la rivoluzione, da intendere come violento rovesciamento delle istituzioni democratiche. Mentre i socialisti cercano di realizzare lo stesso obiettivo con la via della legalità, attraverso la ricerca del consenso, i comunisti non conoscono mezze misure. Rivoluzione!


Alias è un supplemento a fumetti del Manifesto presentato al Comicon 2017. Esce l'ultimo mercoledì di ogni mese, ha 32 pagine e costa 3,00 euro. Un po' troppi per 32 pagine. Vabbè, è una nostra opinione, ma risponde alla domanda: allora è vero che i fumettisti fanno politica! Di qui la domanda: per lavorare per Alias bisogna essere comunisti o comunque orientati a sinistra? Noi pensiamo di si. Se hai idee di destra vai a scrivere o fare fumetti per le testate di destra. Il nostro è un sito politico, siamo di destra e quindi la pensiamo in modo molto diverso. Riteniamo che il socialismo sia il problema e non la soluzione e finora la storia ci ha dato ragione. Non è poco. Chi lavora su Alias per il Manifesto può essere definito un comunista? Non vogliamo attribuire a questo attributo un significato negativo né dispregiativo perché chi ha idee merita rispetto per esse, anche se sbagliate. La domanda che ci poniamo è basata sulla coerenza. C'è ancora spazio per il comunismo oggi? La storia lo ha spazzato via. Ha dimostrato la fallacia di tutto il suo portato ideologico e pratico. Ha senso ancora parlare o divulgare idee comuniste e ha senso farlo nel fumetto in uno Stato in cui la maggioranza dei suoi componenti sono di destra? Abbiamo sempre abbinato la crisi delle vendite ad una crisi delle idee manifestate nella storie a fumetti. Storie con contenuti diversi dagli interessi e dai gusti dei lettori. Ci hanno sempre risposto: noi non facciamo politica. Cosa c'entra la politica con i fumetti? Oggi prendiamo atto della discesa in campo dei comunisti nel campo del fumetto. Una discesa in campo diretta. Non con un allegato di ristampe, bensì con una rivista mensili che si presenta come supplemento ad un quotidiano comunista. Parlavamo di coerenza. Questa discesa in campo dei comunisti, una discesa diretta simboleggia un momento di fibrillazione. Hanno capito che la gente non recepisce più messaggi indiretti. Siamo tornati indietro di 40 anni. A differenza degli anni settanta, però, questa volta sarà diverso. In quel periodo la criminalizzazione della destra era sostenuta dal binomio sovietico-americano per lo status quo. Quel periodo è finito. Questa volta è il mondo intero che sostiene la vera Destra. Al Plano.

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