giovedì 15 giugno 2017

LILITH CHIUDE PERCHE' ARRIVATA AL TERMINE PROGRAMMATO! NON CI CREDIAMO E VI SPIEGHIAMO IL MOTIVO!

E anche Lilith chiude. La notizia è vecchia e risale a molti mesi fa quando gli autori precisarono che con il numero 18 la serie della nota cronoagente si sarebbe conclusa. Iniziata nel novembre 2008 con una periodicità semestrale, è una collana creata da Luca Enoch di genere fantascienza ed avventura. Come al solito, quando una serie Bonelli chiude capita spesso di leggere sui forum o sui social, a volte da parte degli stessi autori o degli addetti ai lavori che li sostengono, che ciò è avvenuto perché la serie aveva una fine programmata. Secondo la loro tesi, la testata chiude non perché non vendeva, ma perché era stato stabilito che si dovesse chiudere con quel numero. Le vendite non c'entrano. Non abbiamo chiuso perché abbiamo fatto un flop come invece sostenete voi. Abbiamo chiuso perché avevamo stabilito di fermarci con quel numero. Va bene, ma noi non ci crediamo proprio per il semplice motivo che una affermazione del genere non è condivisibile né aderente alla realtà. Ogni collana, che si tratti di una mini o maxiserie, viene sempre concepita con la speranza che vada bene per produrre nuovi capitoli di essa all'interno di nuove mini o maxiserie. Questo è un principio generale che vale per tutti gli editori. Ovvero: si va avanti finché vale la pena proseguire, cioè finché il fumetto vende. Nel caso della mini o maxiserie, se il fumetto vende bene, dopo pochi mesi ne viene messa in cantiere una nuova.


Prendiamo il caso di Lukas di Michele Benevento. Nato come maxiserie di 24 numeri ha chiuso con l'uscita del 24esimo numero! Se scrivessimo che Lukas ha chiuso perché non vendeva, affermeremmo qualcosa di inesatto. Se invece scriviamo che Lukas non è andato oltre i 24 numeri prestabiliti perché le vendite pregresse non hanno convinto l'editore Bonelli a mettere in cantiere nuove stagioni, allora scriveremmo qualcosa di sostanzialmente corretto. Con questo non intendiamo dire che Lukas non ha venduto bene, ma che non ha venduto così tanto bene da convincere l'editore a farlo andare avanti. Tradotto in numeri significa che, molto probabilmente, Lukas ha chiuso con vendite che non superavano le 10.000 copie. Stesso destino ha avuto Adam Wild di G. Manfredi, nato come maxiserie di 24 numeri. Quando mancavano una manciata di uscite alla fine, l'autore annunciò lo stop al progetto. Adam Wild chiuse con il numero 26. Il motivo: vendeva troppo poco per andare avanti (parliamo di meno di 10.000 copie). Stesso discorso per Orfani di Roberto Recchioni. Lo ha detto di recente lo stesso Recchioni. All'inizio furono messe in cantiere due stagioni di 12 episodi ciascuna. In base alle vendite si sarebbe deciso di mandare in stampa una terza stagione. E così fu. Con la fine della terza qualcosa però si inceppò nel meccanismo recchioniano. Le vendite, già in calo, superarono il punto di non ritorno.
 
E così, dopo due mini di tre numeri, è partita la sesta e conclusiva stagione di Orfani. Recchioni non lo ammetterà mai, nemmeno sotto tortura. Ma di recente Bottero ha dichiarato che le vendite di Orfani sono scese a 10.000 copie, la soglia sotto la quale oggi, in casa Bonelli, un progetto viene chiuso, cancellato, ecc. I tempi sono questi. Nell'era della comunicazione globale scrivere che una serie chiude perché non vende equivale ad affermare che gli autori hanno sbagliato tutto e che gli editori non avrebbero dovuto dare loro fiducia. Prendiamo Morgan Lost. L'autore parlò di un primo blocco di 25 numeri già pronti. Si sarebbe proseguito solo in caso di vendite buone. Morgan Lost prosegue. Secondo noi oggi vende meno di 20.000 copie (come Dampyr di Boselli) e andrà avanti fino a quando non scenderà sotto la soglia limite delle 10.000 copie. Siccome in casa Bonelli le storie vengono preparate con un anticipo non inferiore a 12 mesi, il destino di una maxiserie di 24 numeri sarà deciso intorno all'uscita dei numeri 9-10. E Mercurio Loi di A. Bilotta? Dall'editore è stato presentato come serie regolare. Probabilmente, anche in questo caso sono stati preparati un tot di numeri per vedere come vanno le vendite. Tra qualche mese avremo contezza del suo destino, anche se a giudicare dai primi pareri in rete, il giudizio sembrerebbe negativo. Intanto, tra pochi mesi chiude Orfani di Recchioni. Al Plano.

6 commenti:

  1. si sapeva fin dai primi numeri che Lilith, cosi come Gea, era una serie a termine ...

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    1. Tutte le serie nascono a termine (prestabilito o da stabilire). Il discorso che abbiamo condotto in questo articolo è stato diverso: se le vendite fossero state buone, l'editore avrebbe proposto all'autore di continuare. Con questo non intendiamo dire che Lilith non prosegue per scarse vendite, ma solo che non prosegue perchè le vendite non si sono rivelate tali da convincere l'editore nell'investire in nuovi numeri.

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  2. non credo proprio ... sin dall'inizio era stato stabilito il termine della serie ad un numero di uscite previsto in 16/18 numeri come per Gea ... bastava andare a qualche conferenza di Luca Enoch durante la presentazione della serie per sapere queste cose ;-) poi Enoch, insieme a Vietti, è molto impegnato su Dragonero ...

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  3. p.s. "si va avanti finché vale la pena proseguire, cioè finche il fumetto vende" ... forse sarebbe il caso di aggiungere "o finche l'autore non ritiene di aver esaurito il percorso di quel personaggio e vuole sperimentare un nuovo prodotto" ;-)

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    1. Io penso che tu possa avere ragione Domenico, tuttavia serie come Demian e Brad Barron andarono avanti fino ad un certo periodo!

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    2. giusto ... ma quelle da te citate sono serie di un autore ma di più disegnatori ;-) una differenza significativa a mio parere ... poi sono proseguite con una serie di speciali non con "numeri sequenziali" ...

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