sabato 27 maggio 2017

PARADIGM N. 1 DI BOTTERO EDIZIONI! PERCHE' VENNE STRONCATO? ECCO LA NOSTRA RICOSTRUZIONE DEI FATTI

Nella quinta puntata della nostra mega-intervista ad Alessandro Bottero, il popolare ex-editor della Play degli anni d'oro ha fornito dettagli importanti relativi alla vicenda della pubblicazione di Paradigm, una delle prime uscite della sua Bottero Edizioni, sostenendo che Andrea G. Ciccarelli della Saldapress bocciò la serie definendola sul forum di Comicus come quella fatta peggio della storia del fumetto italiano. A scatenare quella reazione (esagerata, secondo noi, visto che altri editori prima e dopo hanno fatto peggio) l'uso del font Times New Roman nel lettering. A nostro parere, Bottero non commise alcun un errore. Tuttavia, decise di ristampare l'albo, che era il numero 1, usando un altro font. La reazione del pubblico fu però ottima. Nessuno aveva fatto caso a quelle affermazioni di Ciccarelli sul forum di Comicus (fondato da Marco Rizzo, attuale editor delle serie mutanti della Panini e gestito da collaboratori ed ex-collaboratori di Panini, Rw ed altri editori). Su una tiratura di 1000 copie furono vendute 800 copie, cioè l'80% della tiratura. Un buon successo se paragonato ad altri flop, come quello di Long Wei di Cajelli-Recchioni pubblicato nel 2013 dall'Aurea. Su una tiratura di 35.000 copie furono vendute del primo numero appena 4.000 copie! Vale a dire l'11%! Bottero, che è una persona corretta e leale, ma soprattutto in buona fede, voleva dimostrare al pubblico che se anche aveva commesso un errore, era pronto a rimediare e a sue spese. I lettori che avevano acquistato Paradigm n. 1 potevano andare in fumetteria e farselo sostituire gratis. Una buona mossa.
 

Telefonando alla Pan, azienda di distribuzione di Panini Comics, Andrea Rivi (che oggi dirige la sezione Lineachiara della Rw Edizioni) gli rispose che loro non avevano distribuito ancora alcuna copia di Paradigm n. 1! Né avevano dato le copie allo Star Shop, che dipendeva da loro. Un incredulo Bottero telefonò allora ad Alastor (oggi ceduta da Saviano a Manicomix), che gli confermò la versione Pan: non abbiamo ancora distribuito Paradigm n. 1! Come aveva fatto Ciccarelli ad avere una copia di quell'albo se i tre distributori nazionali non lo avevano ancora consegnato ad alcuna fumetteria italiana? Ciccarelli ha così commentato sotto il post di Bottero, che ha condiviso il link della nostra intervista: acquistai l'albo in questione in fumetteria qui a Reggio. A suo tempo, se non ricordo male, la fumetteria si riforniva sia da Pan che da Pegasus. Quindi o da Modena o da Napoli non ti hanno detto la verità. Sul fatto che qualcuno non abbia detto la verità non ci piove. Chi è stato? Rivi o Ciccarelli? Una cosa è certa: Ciccarelli la copia del numero 1 di Paradigm ce l'aveva eccome. Altrimenti, come avrebbe potuto leggere l'albo e avvedersi del font usato da Bottero nel lettering se, in teoria, in quel preciso momento in Italia nessuno poteva avere l'albo in mano? Ciccarelli asserisce di averlo avuto da una fumetteria di Reggio Emilia, sede della sua Saldapress. Non è difficile scoprire la verità. Basta prendere la bolla di consegna del materiale fornito a quella fumetteria e vedere le date per capire chi non ha detto la verità. Sempre che il documento sia ancora reperibile presso Pan o Alastor.
 

Sappiamo quello che successe dopo. Lo dice lo stesso Bottero: Da quel momento gli ordini crollarono e le cose che proponevo erano tutte ordinate al massimo in 300 copie, cifre ridicole che facevano si che ogni cosa che pubblicassi partissero già in passivo. Mi resta il dubbio di come abbia fatto chi parlava di Paradigm ad aver visto l’albo se Pan e Star shop non l’avevano distribuito, e Alastor l’aveva appena spedito a qualche negozio. Parliamo di due o tre lamentele? E io, da un perfetto idiota, per TRE lamentele pagai due volte la stampa, bruciando tutti il guadagno di 800 copie di ordine. Bottero ammette che Alastor aveva spedito copie di quell'albo a qualche negozio. Alastor era parte del gruppo Pegasus. E Ciccarelli conferma che la fumetteria di Reggio dove aveva trovato Paradigm n. 1 si serviva da Pan o da Pegasus. Mistero risolto, quindi? Il problema non è questo, ma quello che successe dopo. Secondo Bottero, da quel momento la credibilità di Bottero Edizioni crollò e di ogni fumetto successivo venivano ordinate 300 copie al massimo. Per ristampare Paradigm n. 1 bruciò gli utili derivanti dagli incassi delle 800 copie della prima stampa, quella famosa con il font del Times New Roman. Con 300 copie ordinate, Bottero Edizioni partiva già in passivo. Possibile che la critica (la possiamo chiamare così, giusto?) di Ciccarelli sul forum di Comicus, un forum, ribadiamo che è gestito da collaboratori di varie case editrici acerrime concorrenti di Bottero Edizioni, abbia avuto un effetto così devastante? Per rispondere a questa domanda bisogna precisare altre cose fondamentali.
 
All'epoca, parliamo del 2004, i social non esistevano ancora. Facebook venne fondato dall'ebreo Marc Zuckerberg proprio quell'anno. Il forum era il luogo di discussione virtuale in cui un giovane editore come la Bottero Edizioni poteva trovare una piazza importante in cui segnalare i propri prodotti. Sempre che gli admin di quel forum glielo avrebbero permesso. E questo non è mai accaduto, quanto meno nella stessa misura in cui ciò è avvenuto per altri editori simpatici al gruppo di potere che gestiva la community. Lo stesso Bottero è stato spesso attaccato su quel forum fino al punto da esserne bannato a vita. E ancora oggi se sul forum di Comicus viene pubblicato un pezzo di Fumetto d'Autore, sito gestito da Bottero, i suoi admin chiudono subito la discussione. E' successo di recente con un articolo sul bluff di Recchioni. Lamberto Lamarina, admin del forum ed ex-collaboratore della Rw Edizioni, ha chiuso così la discussione: Articoli di inchiesta basati sul gossip privo di fonti e scritti come i bambini delle elementari qui non hanno posto. Secondo Lamarina, che su quel forum è noto con il nick name Rosencrantz, Bottero, che ha firmato quel pezzo, scrive come un bambino delle elementari e cose così sul forum non hanno posto. Capita l'antifona? Le cose di Bottero e che produce Bottero su Comicus non hanno posto. Perché? Non certo perché Bottero scrive come un bambino alle elementari. Ma perché Bottero non è parte del sistema bolognese che con il tempo ha permesso a molti di loro, utenti ed ex-admin di quel forum di prosperare presso taluni editori.
 
Lo dice lo stesso Bottero nella quinta puntata della nostra intervista. Dopo la fine dell'esperienza Play provò a sondare la Panini senza successo. Perché? Dice Bottero: quasi mai ci sono stati passaggi di collaboratori o editor da una casa editrice all’altra. È come se ci fossero delle tribù chiuse e compatte. Se lavori per X non puoi lavorare per Y. Bottero era marchiato. Era quello che aveva funto da principale rivale di Lupoi quando quest'ultimo si imponeva alla Star Comics dopo la disastrosa parentesi con la Labor Comics. Non poteva rientrare nel ristretto gruppo bolognese di cui già facevano parte Brighel, Scatasta, Meo, Munarini, Guidi, ecc. Lui era fuori e tale doveva restare. Dopo che venne fondata la Marvel Comics Italia, poi assorbita in Panini qualche mese dopo, non poteva essere permesso a Bottero di imporsi altrove. Alla Play Press era stato sostituito per fare spazio a Walter Venturi, molto vicino a Roberto Recchioni. Venturi, che oggi lavora per la Bonelli, aveva fatto carriera. In pochi mesi era divenuto il deus-ex-machina della Play. La Comic Art aveva chiuso nel 2000. In quel momento, tutto era in mano alla Panini, mentre la Play gestiva i diritti DC secondo le logiche imposte da Venturi, che prevedevano l'uscita in volumi di tutto il DCU! Una scelta che si rivelò disastrosa. C'era la Bonelli, ma Bottero aveva già bruciato le sue possibilità come autore alla Disney. E allora non gli restava che mettersi in proprio. Gli altri editori non mi vogliono? Ok, faccio io l'editore. Nasce così Bottero Edizioni e per il Sistema era un problema grossissimo. Ma che si è messo in testa?

Perché? Semplice: Bottero aveva i contatti giusti, le conoscenze giuste, aveva diretto il settore comic book di un grosso editore come la Play. Ci sapeva fare. Era apprezzato dal pubblico. No, non possiamo permettergli di toglierci l'aria. E ora vorrebbe venire qui e segnalare i suoi prodotti? No, sul forum Bottero non può e non deve avere più spazio. I suoi fumetti andranno attaccati e distrutti agli occhi di chi legge e viene qui in cerca di consigli sulle cose buone da leggere. Ogni minimo errore, anche piccolo, dovrà essere presentato agli occhi degli utenti come se fosse stato un delitto grave. E' andata così? Abbiamo indovinato? Ancora oggi l'admin dice che gli articoli di Bottero, che secondo lui sono scritti come i bambini delle elementari, su Comicus non devono avere spazio. Oggi il forum di Comicus non è più in grado di esercitare il peso che aveva in passato nell'orientare le scelte dei lettori. Lo sviluppo dei social network hanno annientato quel potere. Facebook presenta possibilità maggiori ma non possiede quella capacità aggregativa che avevano i forum. Gli admin storici di Comicus, del resto, non ne hanno più bisogno. Hanno fatto carriera, diciamo così e lavorano per editori nazionali. Torniamo all'inizio di questa storia. Ciccarelli stronca Paradigm n. 1 e secondo Bottero da allora la sua casa editrice ha avuto le ali spezzate. Così si difende Ciccarelli: Diciamo quindi che, con buona pace della tua ricostruzione, il "merito" del declino nella tua carriera di editore non va a me: credo che tu abbia fatto tutto da solo e – per quello che ne posso sapere io – senza nessun...

...complotto trans-editoriale che mirasse a farti cadere. E' la verità? Nessun complotto è stato consumato ai danni di Bottero? Noi non ci crediamo. Non perché Bottero ci sia simpatico (in realtà, ci è simpatico e lo abbiamo sempre stimato per le sue doti umane e professionali), ma perché il forum di Comicus è sempre stato caratterizzato da editori sostenuti ed editori non sostenuti. A dire questo è stato Roberto Recchioni. Ce ne siamo occupati qui: Scusami, Gennaro, ma io non ho visto accuse da parte di Ciccarelli (e ho seguito il topic dall'inizio). Ho visto il Ciccarelli fare una domanda, e venire bannato per questa. Anche alla luce dei trascorsi del Cicca sul forum. Adesso, a casa mia, vale il principio che le domande non sono mai imbarazzanti e che, al massimo, le risposte possono esserlo. E poi dai, non puoi venirmi a dire, in tutta coscienza, che non ci sono realtà editoriali e persone che sono ampiamente tutelate sul forum di CUS e altre che, invece, non godono degli stessi privilegi. Io stesso sono tutelato su Comicus. La Double Shot, lo è. Planeta lo è stata. E dipende da tanti fattori: amicizia, interessi, in certi casi leccaculaggine e via dicendo. Va bene tutto, tranne nascondersi, sempre, dietro un dito. Editori tutelati ed altri non tutelati. Gli editori tutelati non dovevano essere attaccati o criticati. Gli editori non tutelati e crediamo che Bottero Edizioni rientrasse tra questi, potevano essere attaccati. Fine della storia. Lasciamo ai nostri lettori farsi una opinione di questa pagina del mondo del fumetto italiano. Anche lo Spazio Bianco stroncò Paradigm di Bottero! Al Plano.

2 commenti:

  1. Quindi... riepilogando... persone che amministravano il forum di critica sui fumetti comicus, poi sono andati a lavorare per case editrici di fumetti! Io non vedo conflitti di interesse! Ma proprio per niente! Incredibile... Sia chiaro, non mi stupisce più niente. Ho visto un elenco lunghissimo di politici che poi, finita la carriera, vanno a lavorare nelle banche o in altri istituti o grosse aziende. Vengono, per cosi dire... premiati per il loro servizio.

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  2. Mi stupisce che Bottero non abbia denunciato Ciccarelli per diffamazione. Una cosa è una recensione negativa un'altra è un'affermazione di quel tipo che è soltanto offensiva e peraltro indimostrabile (come fai a dimostrare che un serial è il peggiore mai pubblicato?). Credo sarebbe ora che qualcuno cominciasse a lisciare il pelo (e di brutto) a questi personaggi.

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