venerdì 2 giugno 2017

RECCHIONI (DYLAN DOG) CONTRO MICHELE GAROFOLI (SPAZIO BIANCO): STAI DIVENTANDO UN FUTURO BOTTERO

Michele Garofoli, articolista per Fumo di China, nonché redattore-capo (cioè, editor-in-chief?) del sito dello Spazio Bianco oggi ha scritto che il fatto che il fatto che i fumetti vendano in libreria è una leggenda metropolitana. Cioè, una fantasia. Lo Spazio Bianco è il sito in cui è difficile trovare pezzi negativi sui prodotti della Bonelli e di Recchioni in particolare. Perché allora Recchioni si è sentito tirato in ballo dal post di Garofoli? Mica saranno tutti suoi i fumetti distribuiti in libreria? Eppure da ore, Recchioni è impegnato in una civil war contro Michele Garofoli. Prima ha scritto un post senza menzionarlo sul suo profilo. Scrive il Recchioni: a mio parere questo atteggiamento, specie da parte di qualcuno che ha una credibilità nel settore, poco intelligente e parecchio scorretto e serve solo ad alimentare una percezione sbagliata dei fatti. Voglio dire, attenzione, che è un attimo scoprirsi Bottero. A parte la stilettata a Bottero, quali sarebbero questi fatti di cui sarebbe stata diffusa una percezione sbagliata? Recchioni è davvero convinto che i fumetti in libreria vendono? In tal caso, perché non cita i dati di vendita se li possiede? Ma soprattutto perché si è così arrabbiato? L'attacco è poi proseguito sul profilo di Michele Garofoli, il quale si è difeso con ironia.
 

Scrive in un commento sotto il suo post lo stesso Garofoli: ma ho il boss e tutti i suoi alleati contro... non saprei. Alleati che manco hanno letto il mio post, ma solo per dargli ragione... è una decisione difficile. Cercate di capirmi. Il boss sarebbe Recchioni? Garofoli allude al principale esponente del Mondo del Fumetto Romano (d'ora in avanti MFR)? Qualche giorno fa Recchioni è stato al centro dell'attacco di un altro fumettista, Marra, il quale aveva parlato addirittura di una cricca romana. Qui trovate il nostro resoconto completo. Anche se nessuno aveva fatto il suo nome, Recchioni, poi seguito dai membri dello Studio in Rosso, intervenne negando l'esistenza di una cricca di fumettisti che decide chi lavora e chi no. Il fatto è che Recchioni è dal settembre 2013 il curatore di Dylan Dog! E' lui che decide chi deve lavorare e chi non deve lavorare sulla creatura di Tiziano Sclavi. Come curatore ha il potere di approvare o bocciare le storie. Da quando è diventato curatore, molti di coloro che lavoravano su Dylan sotto la gestione Gualdoni sono usciti di scena. Oggi su Dylan lavorano in massima parte autori e artisti che hanno lavorato con lui all'Eura su John Doe. Garofoli non cita il nome di Recchioni, ma questi, ingenuamente, continua ad attaccare Garofoli.
 
 
Facendo così non fa altro che dare ancora man forte a Garofoli e alle sue affermazioni. Scrive Recchioni nei commenti: ma sul serio uno dice una cazzata nociva e poi, quando fa la piagnina perché gli è stato fatto notare con la massima civiltà possibile, si prende anche i like di sostegno? Quale sarebbe questa cazzata nociva che avrebbe pronunciato Garofoli? Davvero qualcuno crede che i fumetti, che sono ovunque in recessione, in edicola come in libreria, vendono? Non ci pare che Garofoli abbia detto alcuna cazzata, ma abbia esposto un dato di fatto sotto gli occhi di tutti. Invece per Recchioni è una cazzata e per giunta nociva, ma nociva per chi? Non è difficile rispondere a questa domanda. Gli editori si fidano dei buoni consigli e se uno ha un'ottima reputazione o viene ritenuto un genio, gli editori lo stanno a sentire eccome. Se uno dice all'editore di Mex: perché non invadi le librerie con le versioni in volumi dei tuoi storici fumetti? L'editore di Mex non pensa che sia una cazzata. Se lo ha detto il genio significa che è una cosa seria. Se poi si scopre che era una cazzata e la vendita dei volumi si risolve in un bagno di sangue, allora sono guai. Tanto vale non scoprirlo. Anzi, nessuno lo deve dire. Perché se si scopre che il Re è nudo sono cazzi amari. Molto amari!
 
 
Su Terra-1509, la terra alternativa dove vive l'editore di Mex, esiste una potente cricca che controlla tutto. Su Terra-1509 i lettori sono dei coglioni e si bevono qualsiasi cosa il genio scriva, dica o posti su FB. Ora torniamo sulla nostra Terra. Qui, per fortuna, le cricche non esistono. L'editore di Tex ha lanciato una serie di volumi in libreria perché convinto che sia una sana strategia. I dati di vendita non li conosciamo, ma se il Garofoli dice che le cose non vanno bene qualche fondamento ci deve pur essere. E questo spiega perché la cazzata che avrebbe profferito è nociva. Se davvero i fumetti in libreria non vendono, perché non ti fai i cazzi tuoi e parli di altro? Ma lo sai che così facendo generi il terrore e dai l'impressione (che poi è la verità) che i fumetti in libreria non vendono ed altri editori magari penseranno che investire in questo settore sia una cazzata? Se questo accade non lavora più nessuno. Recchioni: Dici una cosa che molte persone ritengono seria, perché nociva per il settore. Ti si fa notare in ogni maniera civile che è una cazzata. Risposta: "stavo a scherzà. e comunque la clacca vi darebbe ragione comunque perché sono fan belanti che nemmeno hanno letto". Come se, avendo letto, ci potesse essere qualcosa di giusto nel tuo stato.
 

Alzo le mani. Il Defcon Bottero è 5 e accetto che ti abbiamo perso. Recchioni pretende che Garofoli ammetta di avere detto una cazzata. Garofoli è uno che conta nel settore. Se lui dice che i fumetti non vendono in libreria la gente finisce per crederci. Non lo diciamo noi. Lo fa capire Recchioni. Garofoli non gradisce il massiccio attacco e a Recchioni risponde: No la cazzata posso ammetterla. È tutto il contorno che sinceramente mi stupisce e inizia un po' a infastidirmi. Questa storia di trattarmi come uno scemo inizia ad urticarmi. Ti auguro una buona serata. Pensala come ti pare. Me ne farò una ragione. Recchioni: E troppo gentile. Vabbé, avevo capito chi eri la prima volta, Michele. Garofoli: Ma certo. Tu capisci sempre tutto. Hai sempre ragione. Sei il migliore. Sicuramente hai capito chi sono chi ero e chi sarò. Recchioni: Un futuro Bottero. Lo stai diventando a ogni post di più. Garofoli: Non saprei. Può essere. Se lo dici tu che sei un onnisciente ci credo. D'altronde tu mi conosci. Recchioni: Sarei onniscente perché non parlo a caso ma con i dati e con due decenni di esperienza nel mio settore specifico? Scusa. Dovrei parlare a caso come fai tu. Recchioni parla di dati ma non li rivela. E allora perché non dice quante copie vendono i volumi di Orfani targati Bao?


Ieri poteva essere l'occasione per svelare uno dei misteri della editoria italiana dell'ultimo periodo. Quanto vendono i fumetti in libreria? E' conveniente per gli editori oggi investire in questo settore? Il simpatico battibecco con Garofoli ha fatto capire a tutti che quello che l'articolista di Fumo di China ha detto è proprio vero? Perché nessuno deve sapere che i fumetti in libreria non vendono? Sempre che ciò sia vero. Gli editori decidono le loro strategie in base a quello che qualche addetto ai lavori dice sui social? Se questo dovesse risultare vero, spiega perché Recchioni ha parlato di cazzata nociva e il motivo della rabbiosa reazione contro Garofoli, che poi ha detto le cose come stanno, secondo lui. Qualche settimana fa Recchioni aveva fatto preludere ad un suo ritiro dal mondo del fumetto. Pochi giorni fa invece si è ricandidato alla cura editoriale di Dylan Dog! Ma la sua posizione si è indebolita. Il flop di Orfani e la non felice gestione, specie comunicativa, di Dylan Dog fanno capire che è venuto il momento di voltare pagina. A nostro avviso, per rilanciare Dylan Dog servirebbe organizzare una batteria di autori storici del fumetto italiano, che a rotazione curino avventure divise in 2-3 capitoli mensili come già avviene su Tex Willer. Al Plano.

5 commenti:

  1. Io faccio fatica a capire perche si debba aver "paura" dei commenti di RRecchioni.

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  2. Al di là della situazione specifica, in effetti davvero non capisco perché ci sia questo timore a rivelare i dati di vendita dell'editoria italiana, che se non sbaglio non vale solo per i fumetti.

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    1. Non rivelano i dati perché sono negativi e dimostrano che le loro scelte sono errate. Nel caso di Dylan Dog, poi, la situazione è ancora più delicata. Di recente, Alessandro Bottero (la cui attendibilità è fuori discussione), ha rivelato che la testata è crollata a 86.000 copie. Quando Recchioni è arrivato con propositi di grandezza, vendeva 120.000 copie. Se la Bonelli confermasse questo da te in modo ufficiale implicherebbe ammettere che hanno sbagliato ad affidarsi a lui e questo non lo faranno mai. Però è anche vero che sono obbligati a prendere una decisione perché non possono continuare a perdere lettori in misura cosi copiosa.

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    2. Si però al di là della situazione specifica cui fate riferimento, se non sbaglio in Italia è proprio tradizione non svelare i dati di vendita, no? Non lo fa la Bonelli ma nemmeno i suoi concorrenti, quando li leggiamo arrivano sempre per vie traverse. Non li svelavano nemmeno 10 o 20 anni fa, se non ricordo male. Mi chiedevo quale potesse essere la ragione: oggi potremmo parlare del timore di critiche sui social e relativa cattiva pubblicità, ma nel passato, quando ancora i social non esistevano, perché erano comunque così restii a rivelare i dati di vendita? Come fatto notare, in buona parte del mondo vengono rivelati senza problemi, perché solo in Italia questo creerebbe problemi? Deve esserci dietro qualcosa di più che non il timore di un autore per i suoi (presunti) insuccessi.

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    3. È un abitudine che deriva dalla necessità di non rivelare i dati di vendita soprattutto ai loro autori e svelare quindi quante copie hanno venduto effettivamente. Oggi la situazione è cambiata perché ci sono contratti specifici che trattano anche questo delicato argomento però l'abitudine e' rimasta.

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