venerdì 26 maggio 2017

RECCHIONI: DYLAN VIVE UN BUON MOMENTO! MAH! NEGLI ULTIMI TRE ANNI E' CALATO DI ALTRI 36.000 LETTORI!

Non sappiamo se le interviste fatte a Roberto Recchioni siano in qualche modo preparate, ma se così fosse sarebbe il caso di riflettere sulle molte imprecisioni che vengono dette al loro interno. Imprecisioni, omissioni e dati di fatto errati che possono fuorviare le opinioni di chi legge come in questa piccola intervista concessa da Recchioni ad un giornale siciliano e uscita sul loro sito internet. La firma è di Gianluca Santisi e si riferisce alla presenza nell'isola di Recchioni per una fiera del fumetto locale. Recchioni non sta vivendo un periodo facile. Si avvicina infatti la fine del suo controverso mandato come curatore di Dylan Dog.
 

Iniziamo dal titolo che Santisi gli attribuisce, definendolo la rockstar del fumetto italiano. Forse i fan più giovani lo ignorano, ma rockstar del fumetto italiano era il titolo che veniva attribuito ad Andrea Pazienza, il più grande fumettista italiano di tutti i tempi, scomparso in circostanze mai del tutto chiarite nel 1988. Poco più che ventenne, Pazienza era già molto famoso e vendeva tantissimo. Autore completo, scrittore straordinario e disegnatore eccelso, era noto per la sua estrosità. Recchioni scrive poco (tranne Orfani, ha scritto solo 3 storie di Dylan in quattro anni), mentre come disegnatore ha realizzato solo Asso per la NPE.
 
Santisi definisce Recchioni sceneggiatore per il cinema. In realtà, Recchioni con il suo amico Mauro Uzzeo (con cui ha lavorato su John Doe all'Eura-Aurea) ha scritto solo la sceneggiatura di un film, Monolith, una piccola produzione finanziata da Bonelli e Sky per 1 milione di dollari. Il film non ha avuto una vita felice finora. Finito da più di un anno, non si è riuscito a farlo accettare da alcun distributore e alla fine è stato necessario creare una apposita casa di distribuzione, la Vision, per farlo uscire in qualche sala. Si parla di una prima ad agosto, ma finora nessuno lo ha mai visto. Poco per assurgere al rango di autore per il cinema.
 
Santisi cita Mater Dolorosa, ovvero Dylan Dog n. 361 uscito a novembre 2016. Recchioni non si vedeva come autore dei testi di Dylan da quasi due anni e prima dell'uscita dell'albo diffuse ai suoi amici i file PDF del fumetto per fare in modo che questi ne parlassero sui social. Un vero e proprio endorsement coinciso con la premiazione di questo albo al Napoli Comicon 2017. Recchioni era però il presidente della giuria! Un conflitto d'interessi enorme che i siti di informazione hanno opportunamente omesso di trattare. Dylan Dog continua a perdere fan e il rilancio è stato un flop. In quattro anni sono stati persi circa 40.000 lettori.
 
Santisi domanda a Recchioni cosa gli fa orrore. E il Recchioni risponde: L'oscurantismo di oggi che nega conoscenze acquisite. Da quelle scientifiche a quelle matematiche o civili. Una situazione che mi fa impazzire. C'è una parte del mondo che sta operando per riportarci al Medioevo e questo mi terrorizza sul serio. Ignoriamo di quale oscurantismo parli. Forse si riferisce al fatto che poteri occulti, che controllano il sistema bancario mondiale, stanno progettando un nuovo ordine mondiale per trasformare le persone in schiavi? Trump e Putin hanno sventato questo disegno criminale. A quali conoscenze matematiche si riferiva?!
 
L'imprecisione più grossa riguarda le vendite di Dylan Dog. Santisi accenna al fatto che c'è stato un periodo in cui la serie ha venduto 1 milione di copie! Questo non è vero. E ci fa specie che Recchioni non abbia corretto il suo intervistatore. Nella sua storia Dylan è arrivato a vendere al massimo 600.000 copie. Non oltre. Ora chi legge quella intervista penserà che Dylan Dog abbia venduto davvero così tanto. Mai nessun fumetto in Italia ha venduto tanto, nemmeno Tex. Nella strategia della comunicazione magari fa comodo crederlo, ma si tratta di una grossa bugia. Diciamo pure di una bugia grossa come un palazzo di 15 piani.
 
Il ciclo di Recchioni come curatore di Dylan Dog è stato contestato fin da subito, con scelte che il fandom non ha mai accettato. La cosa curiosa è che Recchioni oggi dica che quelle scelte sono state volute da Sclavi, mentre Sclavi ha detto che invece è lui che decide! Ognuno cerca di scaricare sull'altro la responsabilità del flop. Recchioni dice che quando lui è arrivato nel 2013 il personaggio era ancora vivo, ma bisognava solo ricordarlo alla gente. Il problema di Dylan è che la gente si affeziona a lui quando diventa un personaggio consueto e fermo. Sicuri? Nel 2013 Dylan vendeva 120.000 copie. Oggi ne vende circa 86.000. Un disastro.
 
Il crollo continua. E anche se Dylan Dog perde lettori ogni mese ed è crollato nelle vendite, Recchioni dice che Dylan vive un buon momento! Una testata che perde così tanti lettori ogni anno non può vivere un buon momento. E ora è arrivato il momento del bilancio. Il suo attuale contratto scade nel 2018. Lui ha risposto sui social candidandosi come curatore a vita, ma a decidere sarà Airoldi e non certo Sclavi, che per contratto non ha potere decisionale. Le sue valgono come indicazioni. Airoldi ha un bilancio da guardare e finora le vendite non sono dalla parte di Recchioni, così come il grosso flop della serie Orfani. Al Plano.

2 commenti:

  1. Mi pare che anche il film di Recchioni non sia stato salutato come un capolavoro...: http://www.imdb.com/title/tt4711924/reviews?ref_=tt_urv

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  2. Da quel poco (per fortuna) che ho letto delle storie di Recchioni, vedo che si affida molto alle sue conoscenze di "pop culture". E' molto afferrato nel cinema. Ha sicuramente trascorso molto (troppo) tempo a vedere film. Citazioni in abbondanza.

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