mercoledì 14 giugno 2017

RECCHIONI: NUOVE POLEMICHE! NEL FRATTEMPO LA PETIZIONE IN RETE CHE CHIEDE LA SUA SOSTITUZIONE VOLA

Oggi ci hanno riferito dell'ennesimo scontro di Roberto Recchioni con un lettore su Facebook. Nessuna novità. E' da quando è iniziato lo sfortunato (e secondo noi inconcludente) rilancio di Dylan Dog che l'ex-autore di Detective Dante, Pugno e Murphy 911 (tre tra le sue massime opere) che il rapporto tra il fumettista di Torpignattara e il suo pubblico è stato difficile. E adesso che il suo ciclo alla Bonelli si avvia alla fine, il livello della tensione, così come quello dello scontro con i suoi detrattori, si è alzato in maniera considerevole. Dopo il caso-Marra (che ha sostenuto l'esistenza di una cricca romana e da allora alcuni collaboratori di Recchioni, magari in senso ironico, hanno collocato il simbolo della Massoneria come immagine dei rispettivi profili su Facebook) ed il caso-Garofoli, oggi è scoppiato il caso-Di Nocera. Nulla che riguardi la persona dell'autorevolissima firma di Repubblica di Carlo De Bendetti. Parliamo di caso-Di Nocera perché il fattaccio è avvenuto sul suo profilo Facebook, divenuto terreno di scontro tra Recchioni e un lettore di Dylan Dog. Di Nocera ha pubblicato un post dal titolo Il comune sentire del fumetto con l'intenzione di stigmatizzare talune convinzioni del pubblico a suo dire errate. Tra queste anche l'affermazione secondo cui Recchioni sarebbe superiore ad un popolare youtuber fumettistico. Opinione rispettabilissima quella della autorevolissima firma di Repubblica di Carlo De Benedetti. Abbiamo preso contatto con il suddetto youtuber, nostro amico e ci ha espresso la ferma volontà di non essere menzionato. Sembrava finita lì, con lo youtuber che opportunamente evitava di farsi coinvolgere nel trollaggio orchestrato dai fanboy del curatore, quando ad un certo punto è entrato sulla scena un lettore con allusioni simpatiche, secondo noi, che a Recchioni e non sono proprio piaciute. E francamente in questo caso aveva proprio ragione.
 

Non possiamo riportare le espressioni usate da R. Recchioni in questa sede nella dialettica con il lettore, il cui intento, secondo noi, era meramente ironico. O forse non conosceva il modo che ha Recchioni, a volte colorito, ma simpatico, di difendere il proprio punto di vista nelle discussioni sulla rete. Proprio in questi giorni è uscito un libro su di lui dal titolo l'Asso della Rete. Asso è uno dei personaggi di Stephen King a cui il Recchioni sembra molto affezionato. Il problema è un altro e concerne il rapporto e la stessa immagine che la Bonelli ha con il pubblico. La domanda che molti si pongono è: le manifestazioni del curatore sono in linea con entrambe o anche alla luce dei risultati negativi della gestione (34.000 lettori persi di Dylan Dog e flop di Orfani che chiude l'ultima stagione con 10.000 copie di media) sarebbe il caso di archiviare in anticipo la sua avventura milanese? In rete, da qualche mese, è stata aperta una PETIZIONE PUBBLICA, che chiede proprio questo: la sua rimozione dalla Bonelli. Finora hanno firmato 4657 persone. Recchioni è senza dubbio un personaggio, ma come scrittore si è visto poco. Alterchi così accesi con i lettori sono conformi allo stile Bonelli? Cosa sarebbe accaduto se Sergio Bonelli fosse stato ancora qui? Dopo circa 4 anni di cura editoriale e 34.000 lettori perduti (erano 120.000 nel 2013 e oggi sono 86.000), ha senso continuare su questa strada? A tremare sono i recchioniani, con questo termine intendendo coloro che con Recchioni sono arrivati in Bonelli assumendo posizioni importanti. Un nuovo curatore chiederà spazio per i suoi collaboratori e forse i primi a cadere saranno i copertinisti. C'è già che sogna il ritorno di Stano. E Tiziano Sclavi? La versione ufficiale afferma che è stato lui a volere Recchioni. Quindi, se le cose sono andate male la colpa è di Sclavi? Quello che sappiamo è che il nuovo curatore avrà molto lavoro da fare. Al Plano.

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