martedì 13 giugno 2017

TEX CLASSIC IN VERSIONE MORBIDA SENZA LA SCENEGGIATURA ORIGINALE DI GIANLUIGI BONELLI! PERCHE'?!!

Tex è uscito in formato striscia per la prima volta in edicola nel settembre 1948. La Costituzione repubblicana era in vigore da una manciata di mesi e il ricordo della II guerra mondiale era ancora fresco come testimoniato dalla maggior parte degli edifici danneggiati dai bombardamenti Usa. Al comando del Paese, sotto l'egida degli Alleati, c'era quella che si poteva chiamare una coalizione di centro-destra, cioè la prima Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi con il 48,11% delle preferenze. Al secondo posto, il Fronte Popolare dei maledetti comunisti con il 30,76%. Il rischio che in Italia fosse instaurato un regime criminale di dittatura del proletariato (come avvenuto in altri Paesi finiti nell'incubo del blocco sovietico) era stato sventato. Pochi mesi prima alla delegazione italiana alla conferenza di Parigi era stata imposta la firma di un vergognoso trattato di pace, che umiliava il Paese ancor più del trattato di Versailles del 1919 che aveva prostrato la Germania imperiale degli Hohenzollern (il II Reich). Allora come oggi, gli italiani erano di destra in grande maggioranza. La sinistra, consumata dall'odio e dal livore, covava di distruggere la famiglia e le basi cristiane del Paese. Probabilmente, data la sua pericolosità il partito comunista di allora avrebbe dovuto essere sciolto e i suoi capi arrestati e mandati in esilio, ma a Yalta erano stati firmati accordi dai quali il mondo risultava diviso in due blocchi. I buoni a ovest, i criminali a est. Tex nacque in quel fervore socio-politico come derivazione di tanti grandi personaggi di successo del decennio precedente. Giovanni Luigi Bonelli era il direttore della rivista Audace dal 1940 e le sue creazioni riflettevano i miti americani già durante i due decenni precedenti, da Dick Tracy a Furio Almirante. Il linguaggio tipico di quei fumetti rispecchiava una precisa appartenenza ideologica, che in anni successivi è risultata scomoda. Un passato di gloria da dimenticare, perché l'Italia non era più una grande potenza e nel nuovo ordine mondiale sarebbe stata alla mercé di altri in semi-sovranità.
 

Come oggi. Gli americani non hanno mai smesso di comandare e ad essi si sono aggiunti i nuovi co-padroni UE. Il passato, però, non si dimentica. Nelle edizioni successive dei primi numeri di Tex Willer la Bonelli attuò una operazione che lì per lì era sfuggita a molti: cambiare i dialoghi delle sceneggiature dei primi anni per renderli più adeguati secondo il costume dei decenni successivi, in cui tutto ciò che era stato prima doveva essere dimenticato. Il passato, però, non si dimentica e riemerge nel ricordo degli appassionati, che alla prima occasione sfoderano con orgoglio i primi numeri della collana in formata striscia del 1948-49. Le differenze con la nuova ristampa classic a colori, ospitata all'interno della ristampa Tre Stelle di cui prosegue la numerazione, sono chiare. Come notate dalla sovrapposizione delle due vignette. Quella a colori è del 2017. Quella in bianco e nero è del 1948. Il disegno è uguale, ma i testi sono del tutto diversi. Il senso non cambia, ma la forma è differente. I testi del 1948 sono più forti, esprimono in modo vigoroso il senso del pensiero di Giovanni Luigi Bonelli. I testi presentati nel 2017 no. I credits dell'albo attribuiscono la paternità allo stesso G.L. Bonelli, ma perché non presentare gli stessi dialoghi del 1948? Che senso ha apportare una modifica che diminuisce di rilevanza l'estetica di allora? Nel testo del 1948 Tex manifesta la sua violenza. Sembra attirato dalla prospettiva di sottoporre Coffin, il criminale, a sofferenze proporzionali al male recato. Il Tex odierno è di maniere più spicce come era l'originale, ma sembra un vecchio ammorbidito dall'età. Il Tex giovanili di allora oggi non esiste più. Anzi, in qualche caso è stato perfino fatto apparire più di sinistra che di destra, snaturandone le caratteristiche originali. Nel Tex del 1948 Coffin è un cane. Nel Tex del 2017 Coffin sembra meritorio di un trattamento più umano. Nel 1948 Tex ha in mano la vita di Coffin. Potrebbe ucciderlo quando vuole. Nel 2017 aspetta la sua condanna. Qual è il migliore? Lo lasciamo decidere ai lettori! Kristoffer Barmen.

2 commenti:

  1. ...un'altra occasione persa... già la ristampa è in un formato bruttissimo... e con copertine orrende... ora anche i dialoghi ammorbiditi... c'è più censura ora che nel 1948... incredibile!

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  2. in realtà, ho scoperto, i dialoghi sono ammorbiditi da mezzo secolo, probabilmente per volere e scelta di Bonelli padre. Il mio tex gigante anni '70, infatti, presenta già dialoghi modificati rispetto al formato striscia da voi qui presentato.
    peccato, perché sono storie ancora un po' primitive, che si leggono e si conservano per affetto e rispetto. avere dei dialoghi datati, chiamiamoli così, secondo me aggiungerebbe fascino.

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