venerdì 30 giugno 2017

DIABOLIK (ANNO LVI) N. 6! MEGA-RECENSIONE! UNA BELLA STORIA ORCHESTRATA DALLA VETERANA MARTINELLI

Il colpevole è il maggiordomo e la conferma arriva dalla copertina! Non è una battuta, ma la sintesi di una storia a tratti spettacolare ma spalmata su una trama semplice. Lucrezia Lorrain, una ricca ereditiera, viene ritrovata morta. Tutti i sospetti cadono sul marito (di trent'anni più giovane di lei e con la propensione ad avere continue amanti). Quando la scientifica scopre le tracce ematiche sui suoi vestiti la sera in cui si era allontanato dalla villa, non ci sono più dubbi. Lorenzo Bach non ha scampo e dopo pochi mesi viene condannato all'ergastolo! La giustizia è molto veloce a Clerville! Lui non ci sta. Continua a dichiararsi innocente e convoca l'ispettore Ginko, caro amico di suo zio, che decide di aiutarlo. Dopo lunghe indagini, si scopre che alcuni dei gioielli rubati la notte dell'omicidio sono stati venduti in estremo oriente nel lontano Stato del Daphuat. Non è difficile risalire al venditore: Eugenio Donsbury, il maggiordomo di Lucrezia! Non aveva mai accettato il fatto che a controllare il patrimonio del vecchio Lorrain fosse la figlia e lo smidollato toyboy che aveva sposato. Inscena un omicidio in piena regola con indizi costruiti per cadere su Lorenzo. Nel frattempo, Diabolik si è mosso. Seguendo Ginko viene a sapere che i gioielli, tutti recuperati, torneranno a Clerville con un volo dal Daphuat con Donsbury scortato da agenti della polizia locale e un gruppo di poliziotti di Clerville. Diabolik si è già sostituito al pilota. Il suo piano è semplice. Farà dormire tutti sull'areo con del narcotico per atterrare in altra posizione e allontanarsi indisturbato con il prezioso carico. Durante il viaggio qualcosa va storto e l'aereo precipita a causa di una improvvisa tempesta su un'isola disabitata. Per poco non ci lascia le penne e giace svenuto. Il co-pilota si accorge, da brandelli della sua maschera danneggiata, che ha guidato un aereo insieme al criminale più famoso del mondo e pensa di catturarlo.
 

Diabolik riesce a scamparla, ma non sa dove si trova Eva. Durante l'atterraggio forzato l'aereo si è spezzato in due e ora la sua compagna è in qualche punto della foresta. Eugenio nel frattempo si è liberato e manifestando un incredibile dinamismo uccide i suoi carcerieri. Eva, ancora mascherata da poliziotta, è a pochi passi da lui, ma dispone ancora del suo micidiale spara-aghi avvelenati. Donsbury stramazza al suolo. Intanto, è arrivato Ginko con le sue forze sul luogo dello schianto per prendere in custodia Diabolik, ancora inerme. Sembra filare tutto liscio come l'olio, ma ad un certo punto tutti cadono privi di sensi. L'abitacolo dell'elicottero viene pervaso da gas narcotico. A diffonderlo è stata Eva, che aveva preso il posto del pilota. Una storia molto intensa, con una trama articolata e ben sviluppata grazie all'apporto al soggetto della veterana Patricia Martinelli, che scrive per Diabolik dal 1969, che nonostante i suoi 77 anni riesce a conferire all'idea della storia di Gomboli quegli elementi senza i quali non avremmo letto un capolavoro. Non mancano i lati negativi. A cominciare dalla sceneggiatura di Diego Cajelli, che continua a non convincerci. I testi ci sono sembrati molto macchinosi, privi di enfasi e in alcuni tratti, come per gli scambi di battute tra i due poliziotti nella parte iniziale della storia, forzati. Siamo convinti che questa storia nelle mani di un altro autore quale il grande Tito Faraci, autore top di Diabolik e Tex Willer, in veste di sceneggiatore avrebbe brillato di più. Deludenti anche i disegni del trio Merati-Cerveglieri-Montorio. I disegni sono il punto debole delle storie attuali di Diabolik. I motivi per cui Astorina insista su questa strada, che non porterà da nessuna parte, secondo noi, sono incomprensibili. Vedere Diabolik disegnato come le tavole dei rebus della Settimana Enigmistica (a nostro modo di vedere) non è esattamente un bello spettacolo. Gabriel Piazza.

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