sabato 24 giugno 2017

ECCO LA COLLEZIONE STORICA A COLORI DELLE STORIE DI DIABOLIK! E IL NUMERO 1 DISEGNATO DA ZARCONE?

Il 4 luglio è il giorno in cui gli americani festeggiano la loro indipendenza dagli inglesi, evento che può essere letto come riconoscimento dell'autonomia che la massoneria inglese concesse ai loro confratelli americani guidati da George Washington, massone come tanti altri rivoltosi. Gli yankee non nascosero mai la loro appartenenza alle logge. Simboli della Massoneria si ritrovano spesso nei centri del potere americano. Il 4 luglio 2017 è anche il giorno in cui esce in tutte le edicole il primo numero della Collezione Storica a Colori di Diabolik, o CSAC che dir si voglia. Ne abbiamo parlato qui e a quelle conclusioni rimandiamo. In quella sede ci era sfuggito un particolare, il più grosso di tutti. Nel numero 1, un volumone brossurato di 264 pagine in formato 16x21,5 sono proposti i primi due episodi di Diabolik, Il re del terrore e l'Inafferrabile criminale. Non si tratta dei due numeri originali usciti nel novembre 1962 e nel febbraio 1963. Un fatto che non ha una logica spiegazione. Al loro posto usciranno le versione realizzate più tardi: stiamo parlando degli stessi episodi ridisegnati da altri. Marchesi rifece per intero il numero 1 e Brazzi il secondo. Entrambi uscirono nell'agosto e nel settembre 1964! Ci auguriamo che negli editoriali del numero 1 venga fornita una spiegazione di quello che ci appare a tutti gli effetti un sacrilegio, con la versione a colori non delle originali storie di Diabolik, quelle con cui il mito è iniziato.
 

Il numero 1 venne disegnato da un certo Zarcone, un uomo misterioso che dopo l'uscita di quel numero, svanì nel nulla. Un mistero così grosso che le sorelle Giussani nel 1982 affidarono al noto investigatore Tom Ponzi, amico di Gino Sansoni (marito di Angela Giussani) il compito di ritrovarlo. Nulla da fare. Zarcone era proprio sparito. Di lui si sa solo che negli anni 1960-62 lavorava alla C.E.A., la casa editrice di Sansoni sulla serie Albo-Romanzo Vamp, il cui formato, colori e stampa ispirò quella di Diabolik, secondo fumetto con cui la Astorina, fondata l'anno prima da Angela, si era presentata sul mercato. Da interviste successive si è saputo che ad Angela le tavole di quel tale Zarcone non erano piaciute. All'epoca c'erano poche risorse e bisognava fare di necessità virtù. Zarcone costava poco. Il successo arrivò inaspettato insieme ad un problema pratico. Zarcone era sparito. Meglio per lui. Ed Angela chiese al fido disegnatore Luigi Marchesi di ridisegnare il numero 1 con la sua sceneggiatura originale. La ristampa del primo numero uscì nell'agosto del 1964 e le differenze con la versione di Zarcone erano evidenti. Marchesi era più abile di Zarcone ed anche un profano se ne sarebbe accorto. Il mito però è iniziato con le tavole di Zarcone e per una ragione di rispetto sarebbe stato meglio privilegiare chi ha creato, graficamente, Diabolik. Non si potevano proporre volumi con entrambe le versioni? Gunnar Andersen.

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