giovedì 22 giugno 2017

LA BONELLI SI RIPRENDE I DIRITTI MEDIA DI DYLAN DOG DAGLI AMERICANI! DIETRO C'E' LA MARVEL/DISNEY?

Oggi Recchioni ha parlato di una notizia che loro, cioè i suoi capi alla Bonelli, avrebbero annunciato. Di primo acchito, poiché nel post che vedete qui sotto si alludeva ad una cosa enorme e molto attesa, abbiamo pensato che potesse trattarsi della nomina del nuovo curatore di Dylan Dog. Notizia attesa da tanti lettori, che in questi tre anni, hanno sempre criticato Recchioni e l'operato del suo gruppo di lavoro, i cosiddetti recchioniani. Lo stesso Recchioni aveva scritto un post poche settimane fa in cui faceva preludere ad un suo ritiro dalle scene. L'avversione verso il curatore è tale che a gennaio è stata aperta una petizione pubblica che finora ha raccolto 5604 firme! Qui trovate il link per firmare. Recchioni non ha brillato sotto l'aspetto della comunicazione, benché sia uscito di recente un libro che parla di lui come Asso della Rete. Asso è il nome di un suo personaggio, omaggio a suo volta un personaggio di Stephen King. Recchioni ha un modo tutto suo di affrontare il discorso critico con i fan. Lui è fatto così e qualche mese fa dichiarò che avrebbe lasciato i gruppi su Facebook. Qui il link. Eravamo in ansia. Il Gran Quartier Generale di Comix Archive di base a Oslo era in netta fibrillazione. Se Recchioni molla, Dylan Dog rischia di finire nel baratro totale della indifferenza social. Non che finora le vendite siano migliorate, anzi. Nella sua gestione sono andati perduti ben 34.000 lettori. Recchioni però è un personaggio e quello che scrive o dichiara sui social vale oro. Tanto oro quanto pesa. Perdonateci la battuta, da interpretare in termini non figurativi. Alla fine è rimasto.


Niente dimissioni dall'incarico di curatore. Recchioni resta al suo posto, per adesso. Da Oslo hanno tirato un respiro di sollievo. Kristoffer Barmen ha esultato. Dimitri e Al Plano hanno litigato per scrivere questo pezzo. Alla fine l'onore è toccato ad altri. A proposito, si parlava di una notizia. Qualche ora dopo è arrivata: la Bonelli si riprende i diritti media e consumer products di Dylan Dog. 'stica##. E che notizia è? Una velocissima ricerca ha permesso di appurare che anni fa la Bonelli aveva ceduto ad una piccola compagnia Usa questi diritti di Dylan Dog. Il testo con cui la Bonelli ha dato l'annuncio ci è parso curioso: Dylan Dog è uno dei nostri più importanti personaggi, amato in tutto il mondo. Tutto il mondo? Siamo sicuri? Dylan Dog oggi è pubblicato in 12 Paesi. Un po' poco per dire che è amato in tutto il mondo. Prima di essere amato, dovrebbe essere conosciuto. In Francia, ad esempio, esce un solo volume all'anno, mentre negli Usa degli sforzi della Epicenter di Igor Maricic di diffondere il verbo dylaniato oltreoceano non si è saputo più nulla. Ancora: Dylan Dog, celebre in tutto il mondo, è uno dei franchise di maggior successo nella storia della Sergio Bonelli Editore S.p.A. Dylan celebre in tutto il mondo? Come si può dire che un personaggio è diffuso in tutto il mondo se il suo peso, ad eccezione delle dodici edizioni estere, è tutto nazionale? Il capo di questa società americana ha dichiarato: Noi crediamo che lo staff della Sergio Bonelli Editore abbia una visione unica ed eccezionale su come espandere l’universo di ‘Dylan Dog’ nei progetti futuri. Ancora retorica.
 
Perché gli americani hanno ceduto questi diritti e soprattutto finora come li hanno sfruttati? L'unica cosa degna di nota, l'unica in effetti, è un film del 2010 con Brandon Routh (quello di Superman Returns), che ai più è parso un film di genere comico più che horror. Questa società chiamata Platinum avrebbe realizzato progetti con Dreamworks e MgM, ma non l'abbiamo mai sentita nominare. La nostra tesi è che abbiano ceduto i diritti media di Dylan dopo avere compreso di non ricavarci nulla di più di quanto ricavato finora, cioè, in sostanza, nulla, salvo il suddetto film flop. A capo della Platinum vi è Scott Mitchell Rosemberg, un americano di origini ebraiche come sembra dal nome. Una ricerca in rete ha permesso di appurare alcune cose interessanti. Dopo avere completato gli studi alla università di Denver, a metà degli anni ottanta ha finanziato alcune case editrici indipendenti, tra cui la Malibu e la Eternity. Scopriamo così che nel 1992 è stato lui a porre le basi per l'accordo che ha permesso a Todd McFarlane, Rob Liefeld, Jim Lee ed altri quattro popolari fumettisti per la nascita della Image! Furono anni d'oro. La Malibu aveva nelle mani il 10% del mercato Usa e i forzieri di Rosenberg si riempiono di dollari. Nel 1994 cede la Malibu alla Marvel e in cambio riceve la poltrona di vice-presidente esecutivo della Casa delle Idee. Tre anni dopo lascia la Marvel e crea la Platinum ponendosi l'obiettivo di sfruttare marchi e aumentare la sua collezione di dollari. Acquista i diritti media di Dylan Dog e di altri personaggi. Il popolare film Cowboy & Alieni porta la sua firma.

Nel 2014 la KGC, un colosso finanziario, acquista 27 milioni di dollari delle azioni della Platinum. Non è difficile immaginare che dietro questo affare vi sia la volontà di inserire Dylan Dog in un grosso giro finanziario che forse con i fumetti ha poco a che vedere. Seguiremo l'evolversi di questa faccenda, che promette di regalare sviluppi sconcertanti. Nel frattempo, come sfrutterà la Bonelli questi diritti? E soprattutto li sfrutterà secondo un piano concepito in autonomia o in base a direttive che arriveranno dagli americani? Visti gli stretti legami che sono esistiti e che magari esistono ancora oggi tra la Marvel e Rosenberg, non escludiamo che dietro questo affare ci sia la Disney. Cosa hanno in pentola per i fan dylaniati? Recchioni ha parlato di una cosa molto grossa. Un film su Dylan Dog con Recchioni come figura principale nella direzione produttiva? Se è così, gli auspici non sono molto felici, visto il flop di Monolith, pellicola finanziata in parte da Bonelli, su sceneggiatura di Recchioni e M. Uzzeo, per la quale è stato necessario creare una compagnia ad hoc, la Vision, per distribuirlo nelle sale. Siamo ancora in attesa di capire se il milione di dollari investito nella sua produzione sia tornato. Il nostro pensiero: e se il tutto fosse nato dalla consapevolezza, dopo gli ultimi insuccessi, di non poter ricavare più nulla da Dylan Dog come fumetto pensando quindi di sfruttarlo in altro modo solo come merchandising ed altro? Nei prossimi mesi sapremo. La Bonelli però non è la Marvel/Disney. Sono davvero convinti che Dylan sia noto in tutto il mondo? Edmund Freisler.

1 commento:

  1. Con i diritti la bonelli potrà rilanciare dyd e spingersi dove fino adesso non aveva potuto fare.
    Film, serie TV, videogiochi...

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