mercoledì 5 luglio 2017

MARTIN MYSTERE': CHIUSURA VICINA? MAGARI! IL MERCATO NE USCIREBBE RAFFORZATO A BENEFICIO DI TEX!!!

Nel novembre 2014 pubblicammo un pezzo che ipotizzava una possibile chiusura di Martin Mysteré per basse vendite. Cinque mesi prima il sito Fumettologica, citando dati ufficiali ricevuti nel corso di una intervista fatta a Mauro Marcheselli e Davide Bonelli, rispettivamente direttore editoriale e direttore generale della casa editrice milanese dell'epoca, si apprese che Martin Mysteré vendeva 20.000 copie ed era la terz'ultima serie meno venduta della Bonelli. Sotto di lui c'erano Brendon e Saguaro, oggi entrambi chiusi per basse vendite. Non abbiamo dati aggiornati, ma basandosi sul fatto che tutte le serie Bonelli calano ogni anno in modo fisiologico, potremmo ipotizzare che in questo momento il Detective dell'Impossibile venda sulle 14-15.000 copie. Il titolo di serie meno venduta della Bonelli dovrebbe essere appannaggio di Orfani di Roberto Recchioni, che secondo Alessandro Bottero sarebbe crollato a 10.000 copie. Un disastro senza precedenti per una collana per la quale Recchioni dichiarò tre anni e mezzo fa che sognava di stabilizzarsi sulle 50.000 copie. Se non ci credete è tutto in questa intervista. Castelli intervenne perfino nei commenti contestando la nostra ricostruzione e negando che la sua collana rischiava di chiudere. Noi precisammo che di lì a qualche mese, sarebbero state prese decisioni sul suo rilancio o sulla sua chiusura. Castelli, in qualche modo, ci precedette e aggiunse che c'erano progetti per rilanciare Martin Mysteré. All'epoca non lo sapevamo ancora, ma si trattava della ristampa a colori in formato CSAC in allegato a Repubblica e una maxiserie inedita di 12 numeri a colori sulle avventure del giovane Martin Mysteré. Lo scopo era avvicinare il personaggio ai giovani, accattivandoli con il colore. In entrambi i casi, i progetti si sono rivelati disastrosi. La CSAC ha chiuso con il numero 20 prestabilito (si è parlato di una media di circa 6000 copie a volume). Secondo le intenzioni iniziali, ove le vendite lo avessero consentito, si sarebbe proseguito. Anche la maxiserie sulle nuove avventure a colori (NAC) del giovane Mysteré è stata un flop. A novembre si concluderà con il numero 12 come da programma. E non avrà alcun seguito. Perché? Ora ve lo spieghiamo.
 

In casa Bonelli il processo di produzione di una storia è di almeno dodici mesi. In questo caso, poiché le vendite assumono una certa stabilità dopo le prime 5-6 uscite, è probabile che non siano stati messi in cantiere nuovi archi narrativi di questa collana, che ha visto il ritorno di Giovanni Gualdoni in veste di curatore. In caso contrario lo avrebbero già annunciato. Alla luce dei flop della CSAC e della NAC si può concludere che il progetto di rilancio di Martin Mysteré è fallito? E se si, quale sarà il destino della storica collana? Chiuderà a breve? Sarebbe la scelta più saggia. Se, come pensiamo, la collana continua a calare, per la Bonelli sarebbe anti-economico investire in un progetto che non porta più utili. Il tentativo di salvare la testata lo hanno fatto e non gli è andata bene. Il giudizio sulla NAC sui vari forum e social network è stato negativo. Gli autori impegnati non sono riusciti a catturare l'interesse dei lettori. Martin Mysteré seguirà la fine di Mister No? Noi ce lo auguriamo. Il mercato ne uscirebbe rafforzato. Tenere in vita una serie che non mostra segnali di miglioramento potrebbe sortire effetti negativi sulle altre collane. Ed è dunque giusto che Martin Mysteré chiuda e chiuda alla svelta. D'altra parte, se Orfani di Recchioni chiude tra pochi mesi per basse vendite, perché il Detective dell'Impossibile dovrebbe avere un destino migliore? Poche settimane fa un post di Sauro Pennacchioli ha dato vita ad un vibrante dibattito sui social: il popolare scrittore e giornalista ha dichiarato che Martin Mysteré potrebbe chiudere a breve. Immediata la reazione dei lettori, in particolare del gruppo Facebook del personaggio, che hanno attaccato parecchio il nostro sito. Il giorno dopo avevamo ripreso la notizia e intervistato lo stesso Pennacchioli. Nella discussione su FB, dove, tra l'altro, alcuni hanno insultato il nostro mega-sito, è stata diffusa una mail attribuita a Castelli, secondo la quale la produzione delle nuove storie avrebbe accusato una forte riduzione. Per Martin Mysteré il destino è segnato? Chiuderà entro i prossimi due anni o anche prima? Sarebbe una fortuna per il mercato, che ne uscirebbe rafforzato. Bonelli riserverebbe energie per la sua serie più forte: Tex Willer! Edmund Freisler.

7 commenti:

  1. "Ci auguriamo che chiuda" ? Avete idea di ogni serie quanto lavoro genera? Quanto lavoro da a sceneggiatori, disegnatori, tipografi, distributori, ecc ? Secondo quale ottica contorta chiudere una serie come martine mystere possa aiutarne un'altra?

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    1. Sig. Ormenese, i profili attinenti il "mercato del lavoro nell'ambito del fumetto" non ci riguardano. Il nostro sito si occupa di critica politica di settore. Non siamo un distaccamento di qualche sindacato o di altri organismi a tutela del lavoro. Premesso questo, ci sembra ovvio che la chiusura di una collana storica implichi il transito dei suoi lettori verso altre serie storiche della stessa casa editrice. Dalla chiusura (che ci sembra prossima e probabile) di Martin Mysteré, la collana di Tex Willer, secondo noi, non può che trovarne giovamento.

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  2. Ma sotto quale punto di vista??? Come può la chiusura di martine aiutare Tex?? Due serie diversissime tra loro.

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  3. E (forse) anche per il grande Castelli è giunto il momento della pensione.

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  4. non vende e l'editore gli da la chance di rilanciarsi. Continua a non vendere... Ma continuiamo a farlo uscire sennò mandiamo la gente per strada... Ma che ragionamento è? L'editore deve lavorare per rimettere? Ma altro che sindacalisti qua veramente siamo al grottesco.

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    1. Più che altro, gli editori pensano che questi autori siano comunque il meglio, messi su dal web taroccato (e questo è GRAVE). D'altronde, la lista degli autori che non brillano per le vendite, ma esaltati dal web taroccato, che continuano ad avere opportunità su opportunità è piuttosto lunga: Manfredi, Recchioni, Enoch, Faraci e altri ancora. Se qualcuno non è d'accordo, mi citi un successo di vendite (dati alla mano) ottenuto dai succitati oppure l'incremento di vendite di una serie Bonelliana in seguito all'ingresso di uno questi autori come collaboratore (ad esempio, potete dimostrare che in seguito all'ingesso di Faraci, le vendite di Tex sono aumentate?). Non sto dando un giudizio negativo su questi autori, ma l'edicola, a torto o a ragione, non li premia ed è questo quello di cui un editore dovrebbe sempre (e solo) tener conto.

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    2. P.S. Scusate...dimenticavo la Barbato...distratto che sono!

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