giovedì 6 luglio 2017

RECCHIONI: NUOVE POLEMICHE! STAVOLTA DESTINATARIO DELL'ATTACCO E' ALESSIO DANESI DELLA SALDAPRESS

Il collaboratore di un editore non può andare sul sito di un altro editore a dire come si fanno le cover. A pronunciare questa strana regola è Roberto Recchioni, curatore di Dylan Dog, sul suo profilo Facebook. Ecco il link. Chi ha violato questa regola? Come vedete dallo screenshot sotto, si tratta di Alessio Danesi, fino al 2015 direttore editoriale di Rw Edizioni e poi dopo qualche mese responsabile per Saldapress del settore licensing. In realtà, non esiste alcuna regola di questo tipo. Esiste la libertà di parola e di pensiero, che si può esprimere anche sotto forma di diritto di critica o di opinione. Ciò che ha fatto Alessio Danesi in tal caso. A Recchioni le critiche dei lettori difficilmente risultano digeste. Lo dimostrano i litigi sui social. Figurarsi quando le critiche arrivano da altri addetti ai lavori.
 

Danesi critica le cover del crossover Dylan-Dampyr, una operazione secondo noi sbagliata. Tra Dylan e Dampy non si sa chi sta peggio come vendite. Dampyr lo scorso anno viaggiava sulle 20.000 copie. Oggi Dylan vende circa 86.000 copie. Crossover. Una parola così americana, per anni bandita dal cosmo bonelliano e oggi messa lì come se fosse la cosa più normale al mondo. Recchioni parla di post sibillini. Poi attacca la casa editrice per cui lavora Danesi, assumendo come fatto negativo le 15 cover per una edizione speciale di TWD. Ora, posto che TWD è, in questo momento, uno dei fumetti più famosi del mondo (cosa che Dylan Dog non è), fare più cover di uno stesso albo è strategia normale negli Usa, proprio come i crossover, proprio come questo crossover Dylan-Dampyr by Bonelli.
 

Se le americanate (tipo le serie a colori, i crossover, le cover speciali, ecc.) le fa la Bonelli, è ok. Se le fa un editore fuori dall'orbita di una collaborazione (come è ad esempio il rapporto tra Bonelli e Panini) sorgono problemi? Il caldo, già il caldo. In questo periodo fa molto caldo. Sopra abbiamo trovato il post che Danesi ha scritto sulla pagina di Dylan Dog. Danesi si è posto in modo rispettoso, pur senza malcelare una puntina critica, che a Recchioni non è piaciuta. Ok, ma cosa c'entrano le 15 cover speciali di un numero di TWD? Ci è sembrata una battuta buttata lì per attaccare Danesi, che con abilità ha evitato di rispondere lasciando scoperto Recchioni. E pensiamo che la cosa non gli sia andata giù. Questo spiegherebbe perché Recchioni ha ripreso la questione in un post sul suo profilo FB.
 

Come vedete nelle immagini sopra, Recchioni non ci sta. E' davvero convinto che un editor non possa andare sulla pagina di un'altra casa editrice ad esprimere critiche! Ci crede proprio. E come gli fa osservare un utente: la concorrenza che ha dato una opinione. La concorrenza! Quella parola magica che quasi nessuno pronuncia. Perché se qualcosa viene presentato al pubblico, tutti ne devono parlare bene? Ecco perché il nostro sito ha successo. Noi critichiamo e diciamo le cose come stanno. Recchioni continua. Secondo lui un editor non può criticare le scelte di un altro editor sulla sua pagina. Secondo noi, invece non solo lo deve fare, ma deve anche invitare altri a farlo. Perché se un editore sbaglia e secondo noi alla Bonelli hanno sbagliato, allora è giusto che Danesi lo dica.
 

In modo elegante, Danesi non ha mai risposto a Recchioni. Ha fatto bene. Ha stoppato una polemica nata dal disappunto (secondo noi, del tutto fuori luogo) di Recchioni. Si tratta della ennesima polemica legata a Recchioni, che in queste settimane ha attaccato il vertice di Passenger Press, Christian Marra; Michele Garofoli dello Spazio Bianco. Danesi non ha postato sul profilo di Recchioni bensì sulla pagina ufficiale di Dylan Dog, che in teoria dovrebbe essere gestita da collaboratori di Sergio Bonelli Editore. La casa editrice, almeno finora, non ha mai preso posizione pubblica sulle continue polemiche originate da interventi o post di Roberto Recchioni. Sarebbe il caso che lo facesse perché finora è la collana di Dylan Dog unica vittima inerme di queste guerre inutili e lapidarie.



Il social dovrebbe essere usato da un editore e dai suoi collaboratori per fare promozione di un prodotto, non per attaccare altri concorrenti, lettori, addetti, ecc. La Bonelli deve intervenire e a nostro avviso, l'unico modo è porre fine, anche alla luce degli scarsi risultati, alla attuale gestione di Dylan Dog di Roberto Recchioni. Quando è arrivato nel 2013 Dylan vendeva 120.000 copie. Oggi vende 86.000 copie. Bonelli non può impedire a Recchioni di esprimersi sui social, ma potrebbe chiedere allo stesso di evitare uscite che generano ripercussioni negative sull'attività della casa editrice, nuocendo gli sforzi e gli investimenti fatti finora. Sopra la risposta, ironica e divertita, di Alessio Danesi a Recchioni (RRobe). Una punta di ironia che non guasta con questo caldo! Kristoffer Barmen.

1 commento:

  1. Che poi se scavi un pochino scopri che

    "SaldaPress presenterà a Lucca Comics & Games (dal 30 ottobre al 2 novembre) l’albo numero 25 di The Walking Dead, intitolato Lucille. Nel fumetto viene stampato il numero 100 della serie originale americana, che introduce nella storia Lucille, uno dei “personaggi” – le virgolette son d’obbligo in questo caso – più amati dai fan.

    Per l’occasione l’editore ha pensato a TWD 25 Collector’s Pack: un box a tiratura limitata contenente 15 versioni dell’albo con cover regular e variant. Il cofanetto raccoglierà le versioni che verranno normalmente distribuite in edicola e in fumetteria a novembre, la variant per Lucca Comics & Games 2014, 8 variant cover che saranno ordinabili in fumetteria anche singolarmente (tra cui quella per la Zombie Walk Lucca C&G 2014) e due variant esclusive. Le cover sono le stesse create da Skybound negli USA in occasione dell’uscita del numero 100 e sono opera di importanti autori americani come: Todd McFarlane, Frank Quitely, Sean Phillips, Bryan Hitch, Charlie Adlard, Matthew Roberts, Ryan Ottley e Marc Silvestri."
    Tratto da http://www.fumettologica.it/2014/10/25-variant-cover-walinkg-dead/

    Quindi non è salda che esagera ma è salda che permette ai lettori italiani di avere un'offerta uniformata a quella made in Usa.
    Detto ciò il discorso sulla differenza di tiratura ci sta tutto anche se il crossover a mio avviso è visti come un modo per fare avvicinare il grande pubblico (dylandogofili) a un prodotto più debole (dampyriani).
    Da un punto di vista squisitamente stilistico ritengo che le copertine siano brutte e banali... Un deciso passo indietro per dyd rispetto alle ultime che a me personalmente sono piaciute molto.
    Anche perché questo crossover è stato annunciato più di due anni fa ne hanno avuto di tempo per pensare alle copertine... Groucho kurjak e Tesla dove cazzo sono? Crei un mondo pieno di personaggi e poi non li usi... Bah occasione persa. Speriamo che almeno la storia valga la pena...

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