giovedì 29 giugno 2017

TEX N. 680: MEGA-RECENSIONE! CONTRO I CLANDESTINI DAL MESSICO L'UNICA SOLUZIONE E' IL MURO DI TRUMP!

Quando ci apprestiamo alla lettura di una storia di Tex siamo consapevoli di essere alla presenza della migliore serie a fumetti italiana, una serie compatta che incarna valori supremi di ordine, legalità, civiltà e tutela dei diritti. Nonostante tentativi di stravolgere il personaggio con contaminazioni sinistrorse (viste nei numeri 354-355 e 371-372) Tex mantiene inalterata la sua antica forza ispirata dai valori che in origine seppe dargli Giovanni Luigi Bonelli e Galep. Il Tex tutore dei valori e della giustizia emerge in questa storia scritta da Pasquale Ruju, il terzo migliore scrittore italiano dopo Tito Faraci e Mauro Boselli. I Forrester sono una banda di rapinatori formata dai tre fratelli Jerome, Noah e Timothy, la cui specialità è quella di oltrepassare il confine con il Messico e compiere razzie e in modo tale che nessuno possa testimoniare contro di loro. Jerome è il capo, saggio e scaltro. Noah è il duro del gruppo. Timothy è il pazzo, la cui follia è superata solo dalla velocità con cui estrae la pistola. Ruju compie un tentativo coraggioso. Trasforma questa banda di criminali nei veri eroi, puri, di questa storia e riesce a portare il lettore dalla loro parte. Ruju è un professionista e con un testo mirabile, aiutato dai buoni disegni di Lucio Filippucci, costruisce una intensa storia di sguardi, espressioni ed alte tensioni morali. La morte dello sceriffo Desmond, durante un triste malinteso a Kyle Creek, porta Tex e Kit Willer sulla loro strada. Ora sono ricercati per omicidio e l'assassinio di uno sceriffo porta dritti alla forca. Desmond era amico di Tex e per i Forrester non c'è via di scampo. In questo momento, però, hanno un problema più grosso. Guillermo Ramirez, detto El General, è un criminale messicano un tempo colonnello dell'esercito regolare. I Forrester hanno la brutta idea di mettersi in società con lui per compiere una rapina alla banca della città oltreconfine di Campeche. Il colpo riesce ma in circostanze non del tutto chiarite, Timothy ammazza il fratello di Ramirez, che ora organizza una grande spedizione in territorio Usa per vendicarsi.


Sulla sua strada si imbatte in Tex e Kit che gli danno filo da torcere. Ramirez dispone di forze ingenti, tutti ex-militari abituati all'uso delle armi e alla strategia. Per i Forrester, ora asserragliati presso la città di Tabla Sagrada non ci sono molte speranze. Tex ha il compito di portarli indietro negli Usa per farli processare, ma prima deve proteggerli dalla furia di Ramirez. La trama in se è elementare, ma Ruju riesce a dargli quel tocco di giallo che rende il tutto molto interessante e spinge il lettore ad andare avanti. I disegni di Filippucci ci sono apparsi buoni, specie sotto il profilo delle espressioni e delle inquadrature, alcune enfatizzate. L'uso abbondante di neri si inquadra in un contesto caratterizzato dal sole cocente degli aridi territori in cui la storia è ambientata. Il compromesso tra bene e male si respira fin dalle prime pagine e sotto un certo aspetto rappresentare i Forrester come i buoni della storia è parsa una forzatura narrativa che allontana la storia dalla realtà. Il dinamismo delle tavole riesce a sopperire alle imprecisioni in alcuni punti del tratto, che però emerge dagli scenari, che ci sono parsi appena abbozzati. Senza nulla togliere alla bravura di Filippucci, Tex è un fumetto connotato da un certo realismo nei disegni. Avremmo gradito un artista diverso, più in linea con i canoni della tradizione classica del personaggio. Filippucci è uno dei disegnatori più assidui della serie di Martin Mysteré e vedere Tex disegnato come se fosse il fratello meno noto del detective dell'impossibile non ci è piaciuto molto. La storia mette in evidenza un altro problema, ancora oggi vissuto dagli americani: l'immigrazione dal Messico. Il nuovo presidente nazionale repubblicano, Trump, ha promesso che completerà la costruzione del muro sul confine sud avviato da Clinton negli anni novanta. Di recente, si è parlato di circa 3 milioni di messicani irregolari in territorio americano, per i quali le autorità hanno promesso misure severe. Questa buona storia di Ruju riporta all'attualità un problema grave vissuto allora come oggi. Kristoffer Barmen.

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