domenica 2 luglio 2017

TEX N. 681! MEGA-RECENSIONE! "HEY! EL MALDITO GENERAL RAMIREZ? SU BANDERA SERA SOLO EL AMERICANA!!!"

Si conclude con un finale epico la saga dei fratelli Forrester, da criminali a eroi. Il duro general Ramirez è andato incontro al suo prevedibile destino. Pasquale Ruju dimostra con questa storia che anche una trama semplice, se arricchita di momenti di forte intensità, può trasformarsi una grande storia. Tex e Kit sono a Tabla Sagrada, base dei Forrester. Il loro compito è riportarli indietro dove dovranno rispondere dell'omicidio dello sceriffo Desmond. Prima, però, devono affrontare Ramirez e i suoi 50 bandidos assetati di sangue. Questi ha giurato vendetta contro i Forrester dopo che il mite fratello è caduto sotto i loro colpi. I cittadini di Tabla Sagrada sono miti e di imbracciare pistole e fucili non ne vogliono sapere. Tex riesce a mettere insieme un piccolo esercito di 12 uomini decisi a difendere la città. La prima parte della storia in certi momenti ricorda il film I magnifici sette, noto western del 1960 per la regia di John Sturges e interpretato da Yul Brinner. Anche in quel caso, i cattivi erano una banda formata da sporchi messicani guidati dal duro Calvera. Come in quel film, anche in questa storia disegnata dal mysteriano Lucio Filippucci, i messicani saranno fatti a pezzi e cadranno uno ad uno. Un primo assalto viene sferrato alle prime luci dell'alba. Tex ha organizzato una buona difesa e riesce a respingere Ramirez. L'attacco li ha sfiancati, ma è servito per misurare la forza degli avversari. Ramirez non vuole solo la vita dei Forrester e vendicare il fratello. La sua intenzione è quella di distruggere la città e uccidere tutti i suoi abitanti. Per fare ciò decide di avvalersi di un'arma invincibile: una mitragliatrice Gatling, la cui potenza all'epoca (siamo intorno al 1885) non aveva pari e contro cui nemmeno Tex potrebbe fare molto.
 

Per sua fortuna, Kit Willer e Lizzy Forrester si trovano nei paraggi e si appostano a pochi metri dall'accampamento dei messicani. Compiendo una impresa di grande coraggio, come si addice ai grandi guerrieri del Littorio, Kit manomette la Gatling non prima di averla usata contro i messicani per assicurarsi che un buon numero di loro fossero spediti all'inferno. Quando tutto sembra perduto, arrivano Tex e i Forrester a dar loro manforte. Per Ramirez e i pochi uomini che gli restano non c'è più speranza. Una parte di loro salta in aria sul ponte opportunamente minato. Noah e Timothy Forrester restano sul campo, mentre la vita di Ramirez finisce quando un proiettile sparato dal fucile di Tex lo centra in pieno. Tex vince, ma il bottino è magro. Dei tre Forrester non ne rimane nessuno. Jerome, il capo, giace morte sul letto tra le lacrime della sorella. Non è chiaro se l'intenzione di Ruju sia stata fin dall'inizio quella di mutare i Forrester, spietati criminali, in eroi. Se la coraggiosa battaglia contro i messicani doveva scrostare il male dalle loro anime, la missione è riuscita. Altrimenti, questa storia non avrebbe senso. Tex è un guerriero. Le sue regole sono Libertà e Dovere. La sua unica schiavitù è l'amore per la giustizia. I messicani di Ramirez dei criminali che meritavano di essere sterminati. Si sarebbero salvati se avessero accettato un'altra legge e un altro capo. Eppure quelli erano gli anni in cui il Messico era governato da Porfirio Diaz, un grande presidente di Destra che modernizzò il Paese e represse duramente il movimento operaio, impedendo così al veleno del comunismo di diffondersi nel Paese. Nel Messico del grande Porfirio Diaz non poteva esserci spazio per una canaglia del calibro di Ramirez! Gabriel Piazza.

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