martedì 15 agosto 2017

BONELLI: BILANCIO 2016 DA DIMENTICARE! BOCCIATA LA NUOVA GESTIONE! ERRORE PUNTARE SU RECCHIONI?

Com'è andato il 2016 per la Bonelli? Pochi giorni fa è stato depositato il bilancio di esercizio dello scorso anno e come da ampie previsioni le notizie non sono buone, anzi sono nere come la pece. La fonte è un post dell'utente Olimpia sul forum di Comicus, che ha avuto i dati grazie ad una visura del bilancio depositato pochi giorni fa dalla casa editrice alla camera di commercio. Se vi state chiedendo se potete avere una copia del bilancio a semplice richiesta per controllare, la risposta è si. Basta andare sul sito del Registro delle Imprese e per la modica cifra di 2,50 euro potete avere l'ultimo bilancio depositato (il 2016) e per 11,00 euro il fascicolo storico per avere un quadro comparato. Ma diamo la parola a Olimpia, ricordando che questi risultati negativi sono stati da noi ampiamente previsti alla luce del calo delle vendite e della gestione negativa di Dylan Dog di Roberto Recchioni e dell'investimento, secondo noi sbagliato, nel settore delle librerie.


Il post parla chiaro. Parla di un anno non facile e poi snocciola i dati molto negativi di una gestione che finora non ha dato frutti. Agli inizi del 2016 è arrivato in Bonelli dalla Panini Simone Airoldi come co-direttore generale per affiancare il proprietario (del 20%) Davide Bonelli. Leggete qui. Possiamo dire che i risultati della sua gestione sono stati negativi? Si, le cifre parlano chiaro. Dice l'Olimpia: in assenza di aumenti di prezzo i ricavi delle vendite scendono a 28.616.365 dai 29.028.164 del 2015, anche se in realtà la discesa delle vendite in edicola è un pò più marcata di quel che sembra, visto che nell'anno sono arrivati 1.295.159 euro dalla pubblicazione dei libri. E ancora: L'utile ha una caduta ben peggiore, e passa da 1.845.874 a soli 724.212, cioè sta succedendo quello che segnalavo lo scorso anno, cioè che, visti gli alti costi fissi, in un mercato per lei strutturalmente calante, in assenza di aumenti di prezzo basta un calo di vendite in percentuale...


...per dimezzare o addirittura azzerare l'utile e con la lenta erosione che continua da più di un ventennio ormai costi e ricavi sono pericolosamente allineati. Olimpia cita come paragone il periodo in cui la Bonelli non pubblicava volumi, ma ne cedeva i diritti ad altri licenziatari limitandosi ad incassare la percentuale. Ora si è messa in testa di pubblicare volumi in autonomia (idea di Simone Airoldi?) e il risultato è stato un bagno di sangue. Con utili scesi del 60% se non siamo difronte ad una catastrofe, poco ci manca. Olimpia cita anche un altro dato preoccupante: le vendite sono calate di un altro mezzo milione di copie. E qui viene in discussione la scelta di insistere nell'affidare la gestione di Dylan Dog, seconda serie più venduta dalla Bonelli, a Recchioni. Alla luce delle polemiche, delle scelte sbagliate, degli scarsi risultati, dei litigi continui con i lettori, che senso ha andare avanti se Dylan Dog perde una media di 8.000 lettori ogni anno?


Sopra si possono notare, nella tabella che abbiamo realizzato inserendo i dati forniti da Olimpia e quelli degli anni passati, vistosissimi cali. Gli utili sono la voce con il calo maggiore: -61,39%. Una catastrofe, che permette di bocciare la gestione di Simone Airoldi. Le copie stampate e distribuite sono calate molto: 756.000 copie in meno! Così anche per le vendite. Rispetto all'anno 2015 sono state vendute 475.000 copie in meno e con una perdita media mensile di 40.000 copie! Sono numeri che fanno capire che per la Bonelli l'edicola è praticamente morta. Sopra trovate i dati di vendita del 2016 (fonte: A. Bottero) per farvi un'idea. E non è che la situazione stia andando per il meglio nel 2017. Dylan Dog è calato di altre 4.000 copie scendendo da 90.000 a 86.000 copie. Orfani è calato da 19.000 a circa 10.000 copie. Le Storie chiuderà a breve (materiale esaurito), così come Orfani. Morgan Lost cambierà formato (si tenta il tutto per tutto per salvarlo).

Se volete leggere i nostri mega-pezzi dello scorso anno sull'argomento, ne abbiamo parlato qui e qui. Quali soluzioni? In primis, basta con i contenuti politici di sinistra. Puntare oggi su autori che negli anni settanta cantavano nelle loro canzoni di liberare i prigionieri politici significa ignorare una realtà non più in linea con quelle idee, per fortuna. In secundis, selezionare di più gli autori. Boselli va confermato su Tex, ma Recchioni andrebbe sostituito dalla cabina di comando di Dylan Dog, cioè la seconda serie Bonelli più venduta. La scelta di autopubblicare i volumi è stata errata. Ha implicato investimenti che hanno ucciso gli utili. Cosa deve fare la Bonelli? Più storie in linea con i giovani. Una serie come Kinowa, ad esempio, dovrebbe essere l'architrave per costruire una seconda collana western (chiudendo Zagor, che ormai ha esaurito tutto ciò che aveva da dire). E soprattutto, basta con il pro-Islam. Specie di questi tempi. Gabriel Piazza.

6 commenti:

  1. Di getto...perdita media Dylan: 20% all'anno (azz...!!).
    Perdita media Tex 5% all'anno. Perdita media Zagor 8,5% all'anno (riazz...!).
    Utili sul fatturato 2,5% (azz, azz, azz...!!)
    Non c'è problema...forum e web (taroccati) + incontri e presentazioni alle fiere del fumetto faranno lievitare le vendite...come sempre...

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    1. Giusto...sopratutto, per quel che riguarda Zagor, il Megatarocco "Spirito con la Scure"...

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  2. Scusate ma non mi torna una cosa tex -40000,dylan -50000 ma di tex il curatore si deve confermare mentre su dylan no. Esattamente tra il primo e il secondo disastro di vendite cosa salva uno e cosa non l'altro curatore da un esilio forzato?
    Non ce una sola testata bonelliana che non tiene il segno meno nelle vendite forse tra le molteplici cause ce che le edicole stanno scomparendo,e soprattutto i giovani non leggono i fumetti,se non ci sono nuovi lettori il declino è la naturale fine di tutto.

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  3. Però i conti non tornano: facendo la somma delle vendite mensili si arriva più o meno a 450.000 copie. Per 12 mesi fanno circa 5 milioni di copie. I 3 milioni e mezzo di copie di differenza (risultano dal bilancio) chi li fa? Le ristampe? Gli speciali? Cioè sarebbero 300.000 copie mensili di differenza.

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  4. Scusate, fareste una recensione all'ultimo Dylan Dog, il 372 ("Il bianco e il nero")? L'ho preso per la copertina (veramente molto bella e riuscita, stavolta), ma la storia di Paola Barbato non mi è piaciuta neanche un po'. Molto fiacca, mi annoiavo leggendola. Carina l'idea di base, ma per una storiella di 4-5 pagine, non per l'albo regolare. Non so cosa ne pensiate voi, ma per me decisamente insufficiente. Avevo smesso di comprare Dylan, l'ho preso solo per la copertina di questo albo ma non lo comprerò più.

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