mercoledì 26 luglio 2017

DC COMICS: ATTACCO DIRETTO AL PRESIDENTE AMERICANO DONALD TRUMP IN UNA SEQUENZA DI GREEN ARROW?

Perché mettete sempre la politica nei fumetti? Il lettore distratto a volte pone questa sciocca domanda nei commenti sulla nostra Invitta pagina Facebook o nei commenti sotto i nostri articoli. La risposta è unica e sola: non mettiamo nulla che già ci sia, cazzo! La politica c'è già! Ce la mettono loro, editori e autori. Come esecuzione di direttive dei centri di potere da cui dipendono? Ce la mettono loro e noi la sveliamo, nuda e cruda, così com'è, per offrirla al giudizio di chi legge. L'unico giudizio che conta. Essa esiste ed è nella maggior parte dei casi di sinistra, nascosta tra le pieghe di un testo, ma a volte è palese come il sole allo zenith! Ed è ciò che è successo in questa sequenza di Green Arrow n. 28, in cui si nota e nemmanco nascostamente, una immagine di Donald J. Trump, che stringe la mano a Lex Luthor, il cattivo per eccellenza dei fumetti. Il motivo vi s'intuisce: associare il presidente nazionale repubblicano degli Stati Uniti d'America ad un criminale! Autori sono Benjamin Percy e Juan Ferreyra. Questo è ciò che la DC Comics, nonostante i buoni propositi di Rebirth, evento con cui avrebbe dovuto riportare i suoi personaggi all'originaria essenza repubblicana delle origini. La sede non è stata scelta a caso. Essa riflette l'antica propensione comunista di GA.
 


C'è stato un periodo in cui, negli anni settanta, la collana di Freccia Verde venne utilizzata nel contesto di campagne anti-nazionali ed anti-repubblicane, in cui v'era bisogno di contestare i valori della Nazione Americana per asservirla ad oscure ed immorali lobby. Quei foschi giorni sono forse tornati? Il buio della ragione è forse piombato di nuovo sulla serie del verde Arciere? Una stretta di mano messa lì, ritta, sulla scrivania di Lex Luthor, quasi che questi traesse divina ispirazione dal ricordo dello storico incontro. Il tutto in una storia uscita in queste ore nei comic store americani. Ora chi avrà più il coraggio di sostenere che il fumetto non è un politico veicolo? Chi avrà il coraggio di affermare che il fumetto non ha nulla a che spartire con la politica della sinistra? O tutto questo è da interpretare come tentativo di cavalcare l'onda di una risibile protesta contro la nuova politica trumpiana? Ai lettori l'ardua sentenza. Noi manifestiamo viva contrarietà a questo sviluppo che a parti invertite quando il nero Obama era presidente non ci sarebbe mai stato. Poi osserviamo gli autori e non possiamo non notare che essi tradiscono chiare origini non americane e allora tutto si spiega, ma è pur vero che tutto è stato avallato dai vertici della DC. Kristoffer Barmen.

1 commento:

  1. Infatti ad Obama hanno dato il premio nobel per la "pace" appena insediatosi. Un guerrafondaio come tutti i suoi predecessori. O peggio. Certo dare questo premio alla fine del suo mandato sarebbe stato troppo assurdo...

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