domenica 13 agosto 2017

DYLAN DOG N. 371: MEGA-RECENSIONE! IL CROSSOVER NON FUNZIONA! I TESTI DI RECCHIONI NON CONVINCONO!

Crossover è un termine inglese che corrisponde al verbo italiano attraversare. Per traslato, nell'ambito del fumetto, indica una storia che si dipana in più serie dedicate a personaggi diversi. I lettori dei comic book, cioè di fumetti americani, sanno cos'è un crossover. Non sempre sono amati. Se una storia si conclude su un numero di una serie non seguita, si è costretti a comprarlo per sapere come va a finire e in un contesto come il fumetto americano dove tutti i personaggi e tutte le serie si muovono in un universo narrativo unico, il crossover acquista una importanza fondamentale, benché negli ultimi anni è prevalsa la moda del crossover generale, espressione che indica un certo evento che si dipana in una miniserie principale con ripercussioni in tutte le altre serie. Il lettore accanito è costretto a comprare tutto per capire tutti, ma proprio tutti, gli aspetti di esso. Negli ultimi tempi, i lettori di fumetti americani si sono stufati. Ci sono troppi mega-crossover, poca qualità con costanti rimpiazzi di eroi classici con eroi di colore, musulmani, sessualmente deviati, ecc. Il lettore di fumetti italiani non sa cos'è il crossover, salvo per quella piccola parte di essi che leggono supereroi. Niente crossover significa nessun pericolo di dover comprare serie che non si seguono. Da quando la Bonelli ha deciso di marvelizzarsi, anche il crossover (compresi team-up, cover speciali, gadget vari, ecc.) è entrato nell'universo di Tex e soci. Il primo crossover della storia della Bonelli ha interessato due testate horror o presunte tali, Dylan Dog e Dampyr. Presunte tali perché mentre il secondo mantiene contenuti horrorifici, il primo si è trasformato in un veicolo di idee socialiste. Un crossover nato male e finito peggio. Non riusciamo a capire perché Mauro Boselli, lo scrittore numero 1 in Italia, curatore di Tex e di Dampyr, abbia accettato l'idea. E soprattutto perché non ha scritto lui i testi del numero di Dylan Dog del crossover? Ci avrebbe liberati dalla lettura infelice dei testi di Recchioni, sostenuto qui dal suo amico Giulio Antonio Gualtieri, un membro dello Studio in Rosso (lo studio creativo di Recchioni) e di recente redattore-capo alla Editoriale Cosmo, dove lo stesso Recchioni può pubblicare Battaglia, un suo vecchio personaggio creato tanti anni fa quando frequentava la scuola dei comics come allievo del maestro Pino Rinaldi. Eravamo sul punto di non realizzare questa mega-recensione. Sia perché, ribadiamo, i testi di Recchioni non ci sono mai sembrati di quella qualità tipica delle collane Bonelli (e ancor più restiamo perplessi a proposito della decisione della casa milanese di affidargli il ruolo di curatore con il grande potere di giudicare altri scrittori!), sia perché ci saremmo aspettati di mega-recensire un bel doppio numero scritto da Boselli. E per quanto ci dispiaccia, non scriveremo la recensione della storia che si conclude sul numero di Dampyr di Mauro Boselli. Ci dispiace perché, secondo i dati di vendita forniti mesi fa da Alessandro Bottero, abbiamo appreso che Dampyr gira sulle 19-20.000 copie. E qui si pone un altro problema. La differente tiratura delle collane. Se una storia inizia su una serie e si conclude su un'altra, entrambe devono avere la stessa tiratura. Invece apprendiamo da molti lettori sui social che non sono riusciti a reperire Dampyr. Quindi, la tiratura non è stata parificata.


Dylan Dog (fonte: Alessandro Bottero) vende oggi 86.000 copie. Dampyr 20.000 (dati del 2016). C'è una differenza di circa 60.000 copie tra i due. E ci chiediamo: la tiratura di Dampyr è stata alzata? Dalle numerose testimonianze sulla rete, sembra di no. La cover è ancora di Cavenago. Mostra Dampyr davanti a Dylan Dog e diciamo che la posizione ci sta tutta. Dampyr è un tipo roccioso. Dylan manifesta a volte tendenze femminee che fanno dubitare della sua virilità e da ultimo, vista la corte con Rania, anche della sua sanità mentale. Stavolta però il disegno è di migliore qualità. Sarà la presenza di Dampyr che ha funto da ispirazione maggiore e anche l'accostamento di colori non è male. L'espressione del Dampyr è vigorosa. Quella di Dylan molto meno. In questo Cavenago ci ha azzeccato in pieno. Ha colto la vera natura della creatura dylaniata! Il titolo della storia è curioso: arriva il Dampyr, cioè il figlio di un vampiro e di una umana, il cui sangue è mortale per i figli della Notte, i vampiri di serie A, potremmo dire. Ed è Recchioni che esordisce negli editoriali spiegando cos'è un crossover a dimostrazione di quanto siano arretrati i lettori bonelliani. Poi non dice più nulla. Che fine ha fatto Recchioni, quello vero? Quello che in ogni editoriale provocava e attaccava? Quello che negli editoriali del numero 344 definì i lettori nostalgici reazionari e poi terminò con una espressione pittoresca di Sclavi tratta da Dylan Dog n. 93? La storia è costituita da una trama molto semplice e lineare e secondo noi concepita in questi termini per porre l'attenzione sull'incontro tra i due character più che indurre i lettori in riflessioni attente sugli eventi narrati. Due maestri della notte, Marsden e Lodbrok, sono in guerra da molti secoli. Il primo ha stabilito il dominio sull'Inghilterra. Il secondo ne è stato cacciato e ora è incazzato e ansioso di una rivincita. Lagertha è una vergine dello scudo, una sorta di concubina con il compito di proteggerlo. Se un vampiro ha necessità di farsi proteggere da una puttana, significa che è messo male. Poiché Recchioni è lo scrittore di questa storia, si rivede John Ghost e questo suggerisce l'idea che sia una ideazione dello stesso Recchioni che lui inserisce solo nelle sue storie e non in altre, perché vecchie e già scritte prima del suo arrivo all'incarico di curatore. John Ghost è un massone membro di una organizzazione sovversiva internazionale. E siccome è un megalomane convinto di controllare il destino degli altri, è stato lui a mettere il Dampyr Harlan Draka sulle tracce di Lodbrok e a spingere Lagertha verso Dylan Dog. Vuole che i due collaborino per togliere di mezzo Lodbrok. Questi, infatti, ansioso di rompere il culo a Marsden e con il proposito di prendere il controllo dell'Arcipelago, si è impadronito di un carico di armi di distruzione di massa prodotte dalla Temsek e destinate a paesi canaglia del Medioriente, con cui intende distruggere milioni di inglesi! Ci mancava solo un maestro della notte terrorista! La Temsek infatti è controllata da un triunvirato di maestri della notte, tra cui vi è lo stesso Marsden. Ghost non può consentire che l'Inghilterra sia distrutta. Lui quindi vuole dominarla non annientarla e non può che essere in contrasto con Lodbrok, ma senza farglielo capire direttamente. Se questi lo venisse a sapere, lo ucciderebbe seduta stante e meritatamente.

Nel suo delirio di onnipotenza crede di manovrare gli eventi, ma di solito i megalomani ragionano così e John Ghost, come detto in altre recensioni critiche, ci appare questo: un coglione che crede di controllare il mondo intorno, ma che a conti fatti vale meno di un pelo del culo di chi comanda davvero. Un archetipo di certi fumettisti che credono di essere chissà chi e in realtà sono il nulla, alimentato da potenti che li sfruttano appunto per la loro stupidità. A rendere i testi di scarsa qualità sono le tante citazioni che Recchioni vi ha immesso a forza. E' una nostra opinione, ma pensiamo che mettere tante citazioni nasconda lacune gravi di struttura del testo e tecnica narrativa. D'altra parte, Recchioni ha iniziato come disegnatore, ma per sua stessa ammissione le cose non sono andate bene e allora si è buttato sulla sceneggiatura facendo studi appositi che, per quello che vediamo oggi, non hanno fruttato molto. I suoi testi, infatti, ci appaiono poveri sotto i profili anzidetti. E a maggior ragione riteniamo che se Boselli avesse curato i testi di questa storia il fumetto ne avrebbe guadagnato in qualità. La storia si apre con Dylan che si trova in un troiaio satanista, cioè quei locali dove la gente, dopo essersi drogata, si reca per sballare con qualche mignotta a sua volta con il cervello fuso a tema esoterico. Dylan giustifica questo perché Rania, la ragazza islamica che corteggia, non ne vuole sapere e lui si è consolato così, con una nuova ragazza in questo puttanaio. Dopo poche pagine abbiamo l'impressione di trovarci in una puntata di Buffy l'Ammazzavampiri! E' lo stesso Recchioni che lo fa dire a Dylan a pagina 50! Le prime venti pagine passano così. Tutti si trasformano in mostri, demoni e vampiri e cercano di azzannare Dylan. Il provvidenziale intervento di Dampyr gli salva le chiappe. Nel suddetto puttanaio satanico Dylan Dog conosce Lagertha, che gli chiede il suo aiuto. Lei vuole che Dampyr salvi Lodbrok! Come vergine dello scudo il suo compito è proteggerlo anche da se stesso. Vuole fargli capire che sta sbagliando, ma al momento del confronto Lodbrok la incenerirà sotto gli occhi di Dylan Dog! C'è spazio anche per il siparietto comico del Triangolo: Dylan e Carpenter sono innamorati di Rania! Chi sceglierà la ragazza islamica? Il bianco o il negro? Si accettano scommesse! Magari si farà entrambi! Chissà! E qui rinnoviamo le critiche per la rappresentazione lontana dalla realtà del personaggio di Rania! Vi pare che una islamica si comporta così da stronza? Una condotta del genere in un Paese come l'Iran gli farebbe guadagnare la lapidazione. Perché Recchioni insiste nel dipingere l'immagine di una gente che nella realtà è molto diversa? Vuole che i lettori pensino agli islamici in modo gentile? Beh, attentati di questi anni causati dall'Isis ci dicono una cosa molto diversa. A proposito, a pagina 28 Recchioni e Gualtieri ci rendono edotti del fatto che Carpenter è ateo! E secondo voi come possono andare d'accordo un ateo e una islamica? Sarebbe il caso di chiederlo agli autori. A pagina 30 Recchioni cita se stesso. In una vignetta termina i pensieri di Dylan Dog con la parole Tze! Per un periodo nei suoi post su FB l'ha usata per terminare i periodi! Verso la fine della storia Lagertha bacia Dylan Dog! Altra leggerezza nella trama, confermando il suo essere immensamente puttana.

Visto che il tutto non è preceduto da conoscenza approfondita. Prima del bacio l'autore avrebbe dovuto descrivere il costante innamoramento, ma ciò non è avvenuto. Una lacuna grave che però viene attenuata dalla scarsa cultura dei lettori di Dylan Dog, che a queste riflessioni non sono nemmeno abituati. Le battute di Groucho sono l'altro tema dolente. Quelle della Contu nel numero scorso erano migliori. Quelle ideate da Recchioni ci sono sembrate spente. Nel confronto tra Dylan e Dampyr, il secondo esce vincitore. Eppure Recchioni in mano aveva Dylan Dog, la creatura di Sclavi, che è molto più famosa di quella di Boselli. Dopo questa lettura Dylan esce debole, effemminato, per non dire gay latente, privo di forza interiore ed è già molto che Harlan non gli piazzi una palla in fronte e se lo tolga dai coglioni. I motivi per farlo ce li ha tutti: nelle ultime pagine ha protetto Lodbrok per il giuramento fatto a Lagertha prima che questa fosse incenerita dal maestro della notte. In quel momento Harlan vorrebbe squartarlo vivo. Intanto, Lodbrok agisce e Londra viene messa a ferro e a fuoco. Il pericolo che il vampiro usi le armi di distruzione di massa rubate a Marsden è reale ed ecco che la storia presenta collegamenti con il terrorismo islamico. Non bastavano quelli dell'Isis, ora ci si mettono pure i vampiri! L'unico elemento che si salva di questa storia sono i disegni di Daniele Bigliardo. Lo avevamo visto l'ultima volta nel numero 341 sempre scritto da Recchioni nel famoso albo di esordio di John Ghost. Altri tempi. Era il gennaio 2015. Il web parlava molto di Dylan. Oggi non più. Dopo due anni il progetto recchioniano di rimetterlo sotto la luce dei riflettori è fallito. Recchioni sa che per ben figurare deve prendere il disegnatore migliore che ha. Bigliardo è il migliore finora visto su Dylan Dog. Ogni tavola sembra un quadro. Visi, espressioni, scenari, anatomie, inquadrature, ombre, luci, ecc. Bigliardo non sbaglia nulla. Un genio assoluto sprecato però in una storia di scarso rilievo, a nostro avviso. Siamo ansiosi di vederlo su Tex. E per quanto ci riguarda dovrebbe disegnare Dylan Dog tutti i mesi. La storia prosegue sul numero 209 di Dampyr, che non recensiremo né leggeremo. Sia perché non facciamo recensioni di serie Bonelli che vendono meno di 50.000 copie. Sia perché la storia di Dampyr è diventata noiosa. Una continua battaglia tra lui e i vampiri e a un certo punto anche Buffy è stato chiuso per noia assortita. Di recente, Mauro Boselli ha scritto il ciclo del ritorno di Yama su Tex Willer. La storia era a sfondo esoterico e per una volta abbiamo visto Aquila della Notte contro i satanisti. Non ce ne voglia il buon Boselli ma in storie dal tema esoterico non lo abbiamo visto brillare. Non a caso quella recensione di Tex fu negativa. Dampyr ha il suo piccolo seguito di fan e temiamo che alcuni resteranno sorpresi: per capire la storia del numero 209 dovranno comprare Dylan Dog! Lo faranno? Dampyr vende 20.000 copie (è un dato del 2016) e ha una tiratura doppia. Posto che molti fan dylaniati compreranno le copie di questo albo, quanti saranno rimasti per coloro che leggono solo Dampyr? Ci auguriamo che alla Bonelli abbiano fatto bene i conti. Dalle lamentele dei fan sui social non sembra. Ci saranno altri crossover in futuro? Chissà! Dimitri Temnov.

4 commenti:

  1. A me il crossover non è dispiaciuto, sono tornato a leggere Dylan proprio grazie a questo, quindi possiamo dire che la strategia Bonelli ha funzionato. Concordo che tra le due storie quella di Dylan mi è sembrata la meno riuscita, per quanto non brutta. I personaggi di Lagherta e Lodbrok mi sembrano ispirati a quelli del serial Viking, ma la ragazza in effetti non ci fa una gran figura non si capisce perché mai dovrebbe aver bisogno dell'aiuto di Dylan e perché debba innamorarsi di lui dato che rimane fedele al suo maestro fin nella morte (in realtà non ho colto nemmeno la ragione del perché lui la uccida, la solita stupidità del cattivo).
    Più che altro ho notato una mancanza di coordinazione tra i due sceneggiatori: perché in Dylan Lagherta viene incenerita da Lodbrok, non rimangono suoi resti, mentre nella seconda parte della storia Dampyr maneggia il suo cranio, perfettamente intatto...

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  2. Il fumetto è andato esaurito in tutte le edicole... la stessa SBE ha spiegato come fare per ottenere gli arretrati...
    Sicuramente è stato un successo... potete dire e scrivere quello che volete... sta di fatto che trovare in edicola un due 371 o un dampyr 209 oggi come una settimana o dieci giorni fa è impossibile...

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    1. Esaurito perché i dylanioti hanno comprato le copie di Dampyr mettendo in difficoltà il dampyrini che non ne hanno trovato?

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  3. È quindi? Se un numero fa il tutto esaurito è un successo oppure no ? Nel mio mondo si... Nn so nel vostro.
    Recchioni ha c'entrato l'obbiettivo ? Certo... ha fatto tutto esaurito...

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