sabato 29 luglio 2017

KINOWA N. 1: GRAN MEGA-RECENSIONE! TORNA IL MITO DEGLI ESSEGESSE! CHI SCOTENNEREBBE OGGI KINOWA?

Un grande fumetto come Kinowa un editore odierno non lo farebbe mai. Troppo di destra. Troppo lontano dai criteri, secondo noi dannatamente infelici, che si sono imposti, così attenti al politically correct di sinistra, vicini all'area PD, pro-UE, pro-Sistema, pro-Renzi, pro-Vax, pro-Islam, ecc. Se si dà uno sguardo a cosa scrivono i suoi autori sui social network, a cominciare da quelli più noti, è un continuo sostegno alle politiche del PD asservito alle multinazionali, attacchi al M5S e soprattutto alla Destra! E poi si lamentano che i fumetti non vendono e le collane chiudono. E' colpa della crisi, la gente non legge più, ecc. ed altre amenità che si leggono come giustificazione. La verità è che la gente non legge perché quello che si trova in edicola per il 90% è di sinistra. Quel 10% di destra, in cui inseriamo anche Tex (!), Batman e Kinowa si fa sentire eccome! Gli editori, prigionieri delle strategie fanzinare, oggi si danno alle marvelate, ai team-up, ai crossover. Tra pochi faranno pure gli eventi per legare tutte le loro collane! Possono farlo. Solo che si tratta di mode che in Italia sono in recessione, salvo che nella realtà più circoscritta del fanzinarismo dove la crisi non esiste. Un barlume di speranza esiste: Tex Classic! Benché annacquato nei testi riveduti e corretti delle edizioni successive, le storie sono pur sempre quelle di Destra Pura scritte da Giovanni Luigi Bonelli. Le nefaste influenze della sinistra arriveranno circa un ventennio dopo. Oggi emerge un quadro desolantissimo. Gli italiani sono senza una guida forte e la debolezza si respira anche nei fumetti con quel po' di tradizioni del fumetto italiano sacrificato sull'altare della americanizzazione condotta dai fanzinari. Gianni Bono, big boss della If, di fumetto ne capisce eccome e l'intuizione di ristampare Kinowa si è rivelata grandiosa. E mentre la Bonelli propone non felici avventure a colori di Cico, ecco che la If ristampa quelle classiche, pure a colori, insieme ad altri gioielli come Il Piccolo Ranger. Abbiamo dubbi su Mister No. Il prossimo step sarà Alan Mistero della EsseGesse?
 

EsseGesse, il simbolo del fumetto italiano che ha segnato un'epoca. Non tutti erano di sinistra. Guzzon lo era. Ma il Sinchetto e il Sartoris erano di destra e negli anni della guerra avevano aderito alla Repubblica Sociale Italiana. Ne abbiamo parlato qui. Ai testi Andrea Lavezzolo, che all'epoca si firmava A. Lawson. Uno scrittore con la Esse Maiuscola. Testi impegnati. Azione, enfasi, grandi valori. Si respira aria buona leggendo Kinowa perché il lettore ha l'impressione di essere davanti a qualcosa di grandioso. E non stiamo esagerando. Nelle 96 pagine del primo numero sono riproposti i numeri 1-9 della I serie in formato striscia. Ogni numero di formato 17x16 aveva 16 pagine dall'8 maggio al 26 giugno 1950. La copertina di Michele Benevento è imperiosa. Essi si possono dividere in due archi narrativi. Nel primo nasce Kinowa dal desiderio di vendetta di Sam Boyle contro gli indiani. E come non capirlo? I rossi gli hanno sterminato la sua famiglia. Lo hanno scotennato, togliendogli lo scalpo. Boyle sopravvive per puro miracolo. Da allora assume i panni del duro Kinowa, un pistolero con una maschera verde da diavolo con lo scopo di ammazzare tutti gli indiani che riuscirà a scovare. Non uno o quelli che lo hanno massacrato. Ma tutti. Li vuole accoppare tutti. Tutti i rossi del mondo. Non sa che il figlio è sopravvissuto grazie alla pietà del capo indiano pawnie, Bisonte Nero, che lo ha allevato come un figlio. Adesso si chiama Penna Rossa e il suo scopo è uccidere Kinowa! Nel secondo arco narrativo smaschera un traffico d'armi orchestrato da Doc Kenneth, che spera di arricchirsi vendendo fucili micidiali agli indiani Delaware. Ad accompagnare Kinowa c'è il suo vecchio amico Long Rifle, fedele e tiratore scelto. Kinowa è ammantato da un aura soprannaturale. Non ha poteri. I rossi però lo temono. Lo considerano in contatto con il loro dio Manitou. Chissà che un crossover tra questo portentoso Kinowa e il Tex Classic (entrambe le collane sono degli stessi anni) non riscuoterebbe più successo del disastroso Dylan-Dampyr. Gunnar Andersen.

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