venerdì 28 luglio 2017

RAT-MAN CHIUDE PER BASSE VENDITE MA NON LO AMMETTERANNO MAI! IL FUMETTO ITALIANO HA FATTO CRAC?!

Non lo ammetteranno mai, nemmeno sotto tortura, perché ammetterlo significa riconoscere il fallimento e allora, nella migliore tradizione di Dunkirk (e per chi è ignorante di storia, Dunkirk è il nome di una celebre battaglia della seconda guerra mondiale in cui le forze anglo-francesi sul fronte occidentale, dopo essere state decimate dall'avanzata tedesca, si imbarcarono nel porto di Dunkirk nel 1940 e ripararono nelle isole britanniche. La propaganda trasformò quella ritirata in una vittoria. Allora come oggi il pubblico si beveva qualsiasi cazzata, purché ben rappresentata) la chiusura di una collana deve essere trasformata in un trionfo! Voi direte: a che pro? Per salvare le apparenze. Se un editore grosso come la Panini Comics chiude la sua serie più venduta, RAT-MAN, significa che la situazione è disperata. La Panini pubblica tanti manga, tanti fumetti di supereroi, tanti fumetti franco-belgi, ma Rat-Man era il suo fiore all'occhiello. Diciamo era perché Rat-Man chiude con il numero 122 della collana Rat-Man Collection dopo circa un trentennio. Questo fumetto, nato dalla fantasia di Leo Ortolani, si è presentato come parodia dei supereroi Usa. E parodia è stato fino alla fine, ironizzando su situazioni, temi e atmosfere del grande fumetto nord-americano.
 

Da un punto di vista artistico, il fumetto, scritto e disegnato da Ortolani, si è presentato con uno stile in caricatura e le molte trame nate dalla irriverenza verso il comic book Usa hanno risaltato in specie nel piccolo gruppo di fan del genere. Ortolani creò questo personaggio in forma di topo per un concorso di giovani autori e vintolo esordì nel numero 86 della rivista Eternauta nel giugno 1989. Dopo passò ad essere pubblicato sulla fanzine Made in Usa, sovente richiamata nella rubrica omonima sulla rivista Star Magazine della Star Comics. Ortolani figurava anche come collaboratore della fanzine. Da lì passò in autoproduzione. L'Ortolani finanziava la pubblicazione con i ricavi della sua attività di geologo. Quando Lupoi fu posto a capo della Marvel in Italia nell'aprile del 1994, iniziò la scalata di Ortolani, che si fece notare a livello nazionale con una rivista dedicata al suo personaggio per arrivare fino ad oggi con la fine di questa avventura. Rat-Man è stata la rivista più venduta della Panini. Un merito di Ortolani, anche se forse ciò può dare fastidio se collocato nella prospettiva di un editore che vanta di aver pubblicato serie di alto profilo. Nessuna di queste, nemmeno quelle più comuniste care alla redazione Panini, è mai assurta al rango del successo di Leo.
 
C'è rabbia in ciò? Si, se visto nella prospettiva di tanti fanzinari che credevano che i loro cari fumetti di supereroi Usa, che ammiccavano al socialismo, fossero da considerarsi opere d'arte. In realtà, ha trionfato solo chi quel genere ha ironizzato vendendo anche bene. La fine dell'era dei supereroi ha decretato anche la fine di Rat-Man, complice l'ipersfruttamento della Panini. Rat-Man chiude per basse vendite perché la luce riflessa dell'interesse sui supereroi da parte del pubblico si è spenta. Lo scorso anno Alessandro Bottero ha rivelato che Rat-Man vendeva 18.000 copie. Tante nella prospettiva di una casa come la Panini, il cui supereroe più noto, l'Uomo Ragno, vendeva 5.000 copie. Qualche giorno fa Ortolani ha concesso una intervista a La Stampa. La domanda fatidica gli doveva capitare e Ortolani ha risposto così: Non seguo molto quello che dicono i critici. Anche perché il fumetto da edicola continua tranquillamente la sua strada. Magari con cifre di venduto diverse, perché l’offerta oggi è molto più ricca. Per me quello che stiamo vivendo è un rinascimento. Ma che risposta è? Il fumetto in edicola si può considerare finito, come oggi Rat-Man. Un fumetto che può essere considerato l'inno trionfale di una idea che non esiste più. Perché?
 
Perché se un editore grosso come la Bonelli mantiene in edicola un fumetto come Orfani di Recchioni, che vende 10.000 copie o un fumetto come Dampyr, che vende 20.000 copie (o meno), mentre 7-8 anni fa chiudeva serie che scendevano sotto quota 25.000 copie, significa che il sistema è finito. L'offerta è più ricca perché sono sorti una pletora di micro-editori che stampano con le tirature da condominio. La realtà è che i due principali editori italiani, Panini e Bonelli, sono in così grossa crisi che dal 2010 collaborano tra loro. Prosegue Leo Ortolani: È l’edicola che sta soffrendo. E quando l’edicolante rimanda indietro i fumetti invenduti, l’editore ne stampa di meno. Ma stampandone di meno, anche l’edicolante ne ha di meno. E li mostra di meno. È una piramide al contrario. L'edicola è un punto vendita e vende ciò che chiede il pubblico. Una volta erano i fumetti porno. Oggi sono i gratta e vinci. Il fumetto è in crisi per colpa delle edicole? Ma no. Il fumetto è in crisi per colpa degli editori che non adottano criteri selettivi per scegliere gli autori. Se lavorano soltanto gli amici degli amici, è ovvio che il sistema finisce a puttane. Inutile prendersela con la crisi economica che ha evidenziato le debolezze di una barca che fa acqua da tutte le parti. Sven Blomqvist.

4 commenti:

  1. Beh, in fondo c'è sempre un lato positivo: quando finirà il fumetto, cosa di cui non vedete l'ora e per la quale godete come ricci prima ancora che sia avvenuta, chiuderà anche Comixarchive... O ve la prenderete con qualche altro settore? ��

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    1. Sei un simpaticone, Barry. Comix Archive, da quando ne abbiamo assunto la guida, è diventato la nostra punta corazzata. Ed è solo l'Avanguardia. Quando il fumetto italiano sarà infine liberato dall'ombra nefasta della sinistra, dalle sue ceneri nascerà un nuovo Fumetto Italianamente Potente. Un fumetto Nuovamente Rispettato. Nel segno della grande Destra, incarnata oggi da un grande partito come Forza Nuova.

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    2. Che questo sito tifi per qualcosa o qualcuno, m’interessa poco. Dei partiti politici, di dx o di sx, me ne importa veramente poco, nel senso che non voglio fare il "tifoso" per un partito. Uno rimarrà quasi sempre deluso... Casomai faccio il tifoso per le cose superflue, come il calcio... Ciò che conta (e questo vale nella vita, nella politica o nei fumetti) è se questo sito dice cose interessanti e vere, il resto m’interessa poco. La sinistra mi sembra troppo spesso che sia arrogante, prepotente e dittatoriale. Cioè proprio il contrario di come ama dipingersi.

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  2. Rat Man chiude perchè ha toccato il fondo. Ormai non solo non faceva più ridere, ma era diventato volgare e blasfemo; le bestemmie nascoste nelle battute di Rat Man ormai erano innumerevoli. Offendere la fede farà ridere i senza Dio, ma farà vendere sempre meno copie: a nessuno piace che si sbeffeggi la propria fede.

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