giovedì 10 agosto 2017

TORNA MANFREDI CON MUGIKO ANCORA CON I TEMI STORICI A LUI TANTO CARI! NEL 1977 CANTAVA "LIBERIAMO"

Negli ultimi anni abbiamo visto Gianfranco Manfredi ai testi su quattro numeri di Tex Willer (nn. 654-655-671-672) e sulla collana di Adam Wild, chiusa con il numero 26 per basse vendite. Ne abbiamo parlato qui. Manfredi è noto al grande pubblico per avere creato la testata Magico Vento, durata 131 numeri dal 1997 al 2010, oltre ad alcune miniserie come Volto Nascosto e Shangai Devil. Prima di approdare alla Bonelli nel 1991 ha realizzato per la Dardo la serie di Gordon Link, come clone di Dylan Dog. Da un punto di vista politico, non ha mai nascosto appartenenza o vicinanza per l'area di sinistra. Attivo anche come cantautore fin dai primi anni settanta con Ricky Gianco, nel 1977 realizzò un pezzo dal titolo Liberiamo, in cui esplicitamente chiedeva di liberare, tra gli altri, i prigionieri politici, espressione che all'epoca designava i terroristi di sinistra. Manfredi è pure un appassionato di storia, riguardata tuttavia sotto la lente di ingrandimento della sua parte politica. Calata nei fumetti, però, la storia non paga nel senso che non assicura grandi vendite, specie se il regime imposto dal costume socialista non incentiva la cultura. Adam Wild, Volto Nascosto e Shangai Devil sono serie storiche (ambientate in epoche passate) in cui il tema ricorrente è sempre il medesimo: una fascia della popolazione è dominata da un'altra e il protagonista è colui che riceve il compito di liberarla, tradendo una sorta di vicinanza ad un modo deteriore di considerare le genti oppresse. Il protagonista è sempre un bianco (come visto in Adam Wild). Perché non può essere un negro? Nella epopea salgariana, Sandokan non era forse un membro della parte oppressa? Il bianco era il nemico, James Brooke, non certo un liberatore come Adam Wild. Questo vetusto modo di pensare il rapporto libero/schiavo, a nostro avviso, è il punto debole delle sue opere, oltre alle idee socialiste che non solo non condividiamo, ma neppure riteniamo utili al progresso della civiltà. In questi giorni Manfredi, che ha quasi 69 anni, è tornato con una storia ospitata sul n. 59 de Le Storie.


Protagonista ancora la storia tanto amata da Manfredi, una storia che i lettori, devastati da una ignoranza che la sinistra non ha mai celato di cavalcare (perché il socialismo attecchisce soprattutto negli Stati arretrati dal punto di vista culturale), neppure conoscono. Nei programmi scolastici al massimo si arriva alla I guerra mondiale e qualche brandello del ventennio successivo. Ciò che è avvenuto dal 1939 qualche fortunato asinello lo conosce grazie ai faziosi programmi di Rai Storia o a quelli più veritieri dei canali stranieri. La storia è ambientata nei primi anni sessanta, quando il regime sovietico, dopo la scoperta dei crimini contro l'umanità commessi da Stalin e dai suoi complici, iniziava a scricchiolare. Tutto quello che viene costruito sull'idea socialista è destinato a sprofondare in un mare di letame. La storia lo testimonia. Mugiko è il titolo di questa storia di Manfredi. Abbiamo sfogliato questo volume trovato in qualche edicola italiana profittando del periodo di vacanza. Il protagonista è un agente segreto sovietico, una sorta di controparte del più noto James Bond! Uno 007 comunista! E qui si impone la domanda: esiste mercato oggi per una opera del genere? Come appassionati di storia, la troveremmo anche stimolante, se non altro per smontare eventuali tesi di favore del socialismo, che in radice malcela intollerabilità per qualsiasi modello in contrasto con esso. Intanto, sul forum di Comicus i giudizi su Mugiko sono negativi. Un contesto che nel mondo dei lettori di oggi è del tutto alieno. Una storia che avrebbe avuto un senso in quel 1977 in cui gruppi di squadristi di sinistra che usavano la violenza per imporre le proprie idee, seminavano il terrore nelle strade. Nel 1977 Manfredi cantava di liberare Francheschi. Ma come si può chiedere la liberazione, pure in una canzone, di un tipo che ha fondato una organizzazione terroristica che ha ammazzato tante persone? Oggi come allora Tex li avrebbe impiccati tutti, altro che liberarli! L'unica cosa di cui dovremmo liberarci oggi è la cultura sbagliata della sinistra. Al Plano.

3 commenti:

  1. Ritengo Manfredi molto sopravvalutato come autore. Anche se secondo me il più sopravvalutato di tutti è Tito Faraci, tutto ciò che ho letto di lui era pessimo. A volte imbarazzante.

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    1. Assolutamente d'accordo!! Vogliamo aggiungere Barbato, Enoch, Artibani (secondo me, il più sopravvalutato per quel che riguarda la Disney)e ovviamente Recchioni? Tutti regolarmente bocciati dal mercato (e da parecchi anni!). Qualcuno vuole aggiungere qualche altro autore? Al di là di questo, l'albo in questione è davvero brutto (almeno secondo me). Un coacervo di banalità e luoghi comuni portati avanti in una sceneggiatura scollacciata. Originalità zero.

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  2. UNA VOCE CONTRO CORRENTE : Albo bellissimo che conferma la grandezza e la versatilità del suo autore sempre in grado di far Storie con la S maiuscola. Alla faccia dei detrattori Manfredi è un grande.

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