domenica 10 settembre 2017

ECCO FELTRINELLI COMICS! SI PUNTA SU FARACI E RECCHIONI! UN EDITORE DALLA TRADIZIONE DI SINISTRA!!!

Da qualche giorno è uscita la notizia che la casa editrice Feltrinelli, nata a Milano nel 1954 per iniziativa di Giangiacomo Feltrinelli, ha deciso di intervenire nel mercato del fumetto seguendo l'esempio della Mondadori di Silvio Berlusconi di qualche anno fa. Con quali mirabili prospettive non è dato sapere vista la crisi devastante che sta annientando il settore. Incoscienza, coraggio, un progetto rivoluzionario? La gente non legge più e quindi non compra i fumetti. E non serve essere dei geni per capirlo. La linea, che sarà gestita dal gran maestro Tito Faraci, si chiamarà Feltrinelli Comics! Ricordate i proclami della Mondadori quando aprì la linea comics? Quando annunciarono che non si sarebbero limitati a pubblicare materiale su licenza ma che avrebbero prodotto tanti nuovi fumetti? Ricordate quando annunciarono l'uscita di una nuova serie di Kriminal coinvolgendo perfino Luciano Secchi? Dopo 5 anni nulla di ciò è avvenuto. La serie di Kriminal, affidata alla direzione di Giuseppe Camuncoli, non è mai uscita ed oggi Mondadori Comics si è ridotta alla uscita di una unica collana, Historica, che propone serie francesi di buon livello, ma senza alcuna speranza di fare buone vendite. Quando gli ricordammo che stavano sbagliando a puntare su autori di sinistra per la nuova serie di Kriminal, ci risposero che avremmo fatto meglio a non intervenire. Noi gli rispondemmo che così facendo non avrebbero ottenuto risultati. E quando parla il nostro potentissimo Al Plano... ma basta parlare delle soddisfazioni (cazzo, quando abbiamo ragione ci gasiamo ancora di più!).
 

La Feltrinelli nasce sulle ceneri della Colip, una cooperativa fondata nel 1949 per iniziativa del Partito Comunista Italiano! E poiché allora i denari ai comunisti arrivavano da Mosca, si può dire che la Colip fosse, a tutti gli effetti, un avamposto sovietico nel mondo della cultura italiana. Non scandalizzatevi. Nello stesso periodo la CIA finanziava illecitamente la Democrazia Cristiana di De Gasperi. Lo scopo della Colip era quello di contrastare il clima che si era venuto a creare in Italia dopo l'esclusione dei comunisti dal governo e la vittoria democristiana alle elezioni dell'aprile 1948. I circa 200 titoli pubblicati avevano come tema comune il pensiero laico e la critica alla Chiesa. Una cultura di regime, insomma! Già allora la robaccia comunista non vendeva (chi dubita che gli italiani siano sempre stati di destra non conosce questo Paese) e così la Colip fallì. Da Mosca si erano stufati di buttare via soldi in questo modo. Nel 1954 arrivò, come detto sopra, Giangiacomo Feltrinelli, appartenente ad una delle famiglie più ricche del Paese, che durante il regime fascista aveva prosperato come tanti. Dopo i fatti del luglio 1943 e la nascita della Repubblica Sociale Italiana bisognava trovare delle sedi ai vari ministeri sparsi sul lago di Garda. Il padre di Giangiacomo donò a Mussolini la villa, conosciuta come Villa Feltrinelli, che occupò fino all'aprile del 1945 protetto da un corpo speciale di 30 SS del corpo di guardia speciale di Hitler. Gli americani della Decima Divisione da Montagna la occuparono il 30 aprile senza sparare un colpo. Mussolini aveva lasciato la villa pochi giorni prima.
 
Giangiacomo, a differenza del padre, era un comunista sfegatato. Aveva conosciuto Fidel Castro. Ed era più che deciso a fare il rivoluzionario in Italia. Durante il fascismo, però, aveva simpatizzato anche lui per il regime di Mussolini. Nel 1944 cambiò bandiera ed entrò nel Gruppo di Legnano, un reparto dell'esercito regio cobelligerante italiano agli ordini della V Armata Americana del generale Clark. Giangiacomo era il cugino di Cecilia Sacchi, moglie dell'attore Vittorio Mezzogiorno e madre di Giovanna, anch'essa famosa attrice. Finita la guerra divenne un comunista, dopo un piccolo periodo di adesione al partito socialista. Durante un viaggio a Cuba nel 1964 conobbe Castro divenendone amico e nel 1967, da poco arrivato in Bolivia, venne arrestato dai servizi segreti Usa. Dopo due giorni venne liberato e al suo ritorno in Italia portò con se la famosa foto del terrorista Che Guevara scattata da Alberto Korda nel 1960. Giangiacomo non si accontentò di una attività ideologica e alla fine degli anni sessanta decise di passare all'azione iniziando una vera e propria attività sovversiva e terroristica! Si era messo in testa di attuare in Italia una rivoluzione comunista usando la violenza per sovvertire le Istituzioni democratiche! Lui, il cui padre aveva concesso a Mussolini, capo della rivoluzione fascista, di abitare in una delle ville di famiglia. Aveva anche immaginato di liberare la Sardegna, cavalcando il movimento indipendentista, affidando al noto criminale Graziano Mesina il comando delle truppe ribelli, che però rifiutò, in una lotta senza quartiere contro lo Stato!
 
Fu grazie all'intervento di un ufficiale dei servizi segreti, Massimo Pugliese, che il progetto saltò! Nel 1969 la sua attività sovversiva aveva attirato l'attenzione delle forze dell'ordine, che tenevano d'occhio la sua casa editrice. Aveva anche avuto contatti con Renato Curcio e Alberto Franceschini, i terroristi che in seguito avrebbero fondato le Brigate Rosse. Nel 1970 passò alla clandestinità e creò i Gruppi di Azione Partigiana. Si era convinto che il Togliatti nel 1946 aveva tradito il movimento comunista perché non era stata instaurata nel Paese una dittatura del proletariato come in Urss! Nei comunisti il ricorso alla violenza e alla lotta armata contro le istituzioni democratiche sono vie naturali per attuare i loro fini. Secondo Oreste Scalzone, fondatore di Potere Operaio e condannato per attività sovversiva, Feltrinelli poteva essere l'organizzatore dell'omicidio del commissario Luigi Calabresi (delitto per cui furono condannati Adriano Sofri ed altri militanti terroristi di Lotta Continua). Una pistola di Feltrinelli venne usata per uccidere il console boliviano Roberto Quintanilla, che era stato tra gli autori della cattura e uccisione del terrorista Guevara. Ora ci chiediamo come fosse possibile per un uomo così ricco rovinarsi la vita e quella della sua famiglia per seguire le idee folli e violente del comunismo. Il destino di Giangiacomo fu terribile. Morì in circostanze mai chiarite il 14 marzo 1972 a Segrate. Il suo corpo venne ritrovato vicino ad un traliccio con una bomba. Voleva farlo saltare? La causa della morte fu attribuita infatti alla dinamite, ma il volto non ne fu colpito!
 
Feltrinelli era morto per avere in modo incauto maneggiato una bomba o era stato ucciso? Tra le molte teorie, vi fu quella secondo la quale i veri organizzatori degli attentati di quel periodo, a cominciare dalla bomba fatta esplodere a Milano nel 1969, avevano bisogno di un credibile capro espiatorio. Tanto è vero che il Feltrinelli era stato accusato di essere la mente dietro quegli episodi terribili. Da diversi documenti rinvenuti nel corso delle inchieste sulle BR, si apprese che, in realtà, il Feltrinelli era morto perché la bomba con cui volevano far saltare il traliccio dell'alta tensione era difettosa. E con lui c'erano altri due terroristi. Chiusa la vicenda di Giangiamoco, la Feltrinelli ha proseguito la sua attività e dal 2005 è controllata dalla Holding Effe insieme ai 124 punti vendita in tutta Italia. Quello che va sottolineato, secondo noi, è il fatto che quando la Colip fallì, Feltrinelli Giangiacomo la rilevò al solo scopo di proseguire la pubblicazione di libri di sinistra. E oggi? Nel 2012 la famiglia è entrata nel capitale della Scuola Holden con una quota del 49,8%. La Scuola Holden è nata nel 1994 con sede a Torino come istituto di narrazione e comunicazione per iniziativa dello scrittore Alessandro Baricco, la cui simpatia per la sinistra non è un mistero. Roberto Recchioni è stato invitato un paio di volte a tenere incontri presso quella scuola! Il filo conduttore di tutti i protagonisti di questa vicenda è la sinistra. Editori, autori, libri e scrittori tutti di sinistra dal 1945 ad oggi. E veniamo alla nascita di Feltrinelli Comics! A gestire la linea sarà Tito Faraci, autore di Tex e Diabolik.
 
L'appartenenza di Faraci all'area della sinistra è nota a tutti. Ciò nonostante, lo abbiamo sempre rispettato come scrittore per la qualità elevata delle sue opere. Lo abbiamo difeso anche quando contro di lui si erano levate le lance della critica per le sue storie su Tex, Diabolik, Dylan Dog e Topolino. Quando sui forum si lanciavano strali sul suo nome. Faraci è stato colui che nel 2005 ha introdotto Roberto Recchioni in Bonelli presentandolo prima a Mauro Marcheselli e poi allo stesso Sergio Bonelli e a sua volta Marcheselli lo aveva presentato a Sclavi! Ne abbiamo parlato qui. E' stato T. Faraci a presentare Recchioni a Mario Gomboli della Astorina? Ciò che sappiamo è che la parentesi dell'attuale curatore di Dylan Dog su Diabolik non è stata felice. Ne abbiamo parlato qui. Faraci è arrivato in Astorina nel 1998. Quell'anno Recchioni aveva fondato con Diego Cajelli ed altri autori perfino una casa editrice, la Factory, poi fallita qualche anno dopo. Fu in quella occasione che propose per la prima volta il personaggio Battaglia, nato in una esercitazione alla scuola di comics che frequentò qualche anno prima. Che editore sarà Feltrinelli Comics? Titoli e progetti all'insegna delle idee del socialismo? Una casa editrice di sinistra? Su questo non abbiamo dubbi. La sinistra è il filo rosso che collega le vicende che stiamo raccontando fin dall'inizio (1945). Come ha fatto alla Bonelli e alla Astorina, Faraci ha chiamato Recchioni, che a sua volta si è portato dietro il suo gruppo di amici: Giacomo Bevilacqua, Sio e Marco Rizzo (fondatore del forum di Comicus e curatore dei mutanti in Panini).
 
All'appello mancano solo Zerocalcare, Gipi e qualche esponente minore del suo studio creativo attivo sui suoi progetti alla Cosmo e alla Star Comics. La notizia è stata data dal sito di Comicus, con strascichi di discussione sul relativo forum. L'esordio per Feltrinelli Comics avverrà a gennaio 2018. Il pezzo su Comicus, firmato come Redazione (!) afferma: Curata da Tito Faraci (scrittore e sceneggiatore di Topolino, Dylan Dog, Tex, Spider-Man, tra gli altri), Feltrinelli Comics ha già in programma volumi firmati da grandi nomi del fumetto italiano come Roberto Recchioni (Dylan Dog), Giacomo Bevilacqua (A Panda piace), Sio (Scottecs Megazine) Marco Rizzo. Affermazioni più di propaganda che di sostanza. Tranne il citato Recchioni che è curatore di Dylan Dog, gli altri non possono essere definiti nel modo in cui sono stati etichettati. I grandi autori, semmai, sono quelli che lavorano su Tex Willer o Diabolik o Topolino. Gli altri sono personaggi di medio o piccolo calibro, salvo Faraci. Stupisce il nome di Rizzo. Ci saremmo aspettati piuttosto un Mauro Uzzeo o una Barbara Baraldi! Si citano poi le collane A Panda Piace e Scottecs Megazine. Non si citano i dati di vendita di queste collane. Come al solito. Grandi nomi, ma non sappiamo quanto vendono, ad eccezione di Recchioni, i cui dati su Dylan Dog e Orfani sono noti. L'utente del forum noto come Jelem, ossia Giovanni Lamantia, ci cita e scrive: Qualcuno in Scandinavia avrà già depennato Faraci dalla sua lista di sceneggiatori favoriti che incarnano gli ideali della destra? Giovanni, abbiamo mai detto che Faraci è di destra?
 
Perché Feltrinelli è entrata nel mondo del fumetto attraversato da una crisi che stronca sul nascere ogni velleità di azione? Un settore in cui la casa editrice principale, la Bonelli, ha chiuso il 2016 con utili in calo del 61,39%? Un settore in cui proprio Recchioni alla Bonelli ha toppato di brutto con la gestione di Dylan Dog (vendite in continuo calo), il flop di Orfani e il flop del film di Monolith? Non abbiamo dati precisi, ma non crediamo che le serie di Sio e Bevilacqua alla Panini abbiano avuto miglior fortuna. La Panini, infatti, ha tirato fuori i vecchi abbonamenti come la Corno di 40 anni fa facendo capire di non credere più nelle edicole e nelle fumetterie. La Feltrinelli crede di fare meglio? E se si, perché ha puntato su nomi che finora non hanno brillato per i risultati? Grande rispetto per Faraci, ma sia Tex che Diabolik perdono lettori ogni anno. Un motivo ci sarà e non crediamo che si tratti solo della crisi economica. Recchioni interviene nella discussione e con il nickname rrobe scrive il 22 settembre, ore 10.59: le cifre si sono contratte. Vuole alludere che oggi si guadagna poco? Ovvio, visto che il mercato è in crisi nera e non si vende. Negli altri commenti gli utenti ironizzano sulla scelta dei nomi. Ancora R. Recchioni in un commento delle 17.17: Sono entrati proprio con una mentalità diversa nel settore. Una mentalità diversa? Se si, perché si è deciso di puntare sui soliti nomi sostenuti dai social? Recchioni avrà finalmente il suo spazio? Quello spazio che alla Bonelli, anche a causa di rapporti non facili con gli altri autori, non ha trovato fino a questo momento?
 
Si avvicina la fine del suo periodo alla Bonelli? Lo scorso anno disse che il suo impegno su Dylan sarebbe stato di 5 anni e visto che è iniziato nel 2013 dovrebbe concludersi nel 2018. Il futuro di Recchioni sarà dunque per case minori come la Cosmo, la Star e questa linea comics della Feltrinelli? Forse mentre scriviamo queste righe il nome del nuovo curatore di Dylan Dog è stato già deciso e potrebbe non trattarsi di un recchioniano. Qualcuno sostiene Bilotta, perché pare che lo Speciale Dylan Dog vada bene, ma siamo pur sempre sotto quota 30.000 copie. Il nome più adeguato, secondo noi, potrebbe essere Carlo Ambrosini o magari si potrebbe puntare su Faraci o Boselli, se quest'ultimo se la vuole sentire. Come andrà Feltrinelli Comics? L'esito sarà negativo come quello della Mondadori Comics, che ha puntato su autori e titoli di sinistra? Secondo noi, sarà così. I lettori italiani sono in maggioranza di destra e se la Feltrinelli pensa di fare grosse vendite puntando ancora su contenuti di sinistra andrà incontro allo stesso esito della Mondadori. Oltre che puntare su autori di destra, dovrebbero investire molto nella pubblicità in tv e sui giornali. Il passaparola sulla rete è al livello dei micro-editori. E le vendite come saranno? La Cosmo con Battaglia di Recchioni ha di poco superato le 4.000 copie (fonte: Bottero). La Mondadori Comics con il suo titolo di punta, la ristampa di Ken Parker, è arrivata a toccare una media di 8.000 copie. I numeri del mercato oggi sono questi, almeno del mercato extra-Bonelli. Feltrinelli farà di meglio o di peggio? Staremo a vedere. Al Plano.

7 commenti:

  1. Si, il mondo della FICTION è dominato dalla sinistra. E’ un dato su cui riflettere. Vuol dire che c’è chi è più abituato, o più a suo agio, a raccontare le… storie.

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  2. Non capisco perché la destra si lamenta che tutto questo è gestito da sinistra. Che si rimbocchi le maniche e cominci a produrre materiale (fumetti, tv, musica e altro) che richiami agli ideali e alle idee in cui crede.

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    1. Beh, se fossi nato ieri, o se fossi caduto dalle nuvole, potrei fare una domanda del genere.

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  3. Servono soldi e i soldi li hanno nella mani le banche controllate dalla sinistra e dalle organizzazioni sopranazionali mondialiste. La Destra, quella Vera, va avanti come può. Ma se siamo tutti uniti ce la faremo.

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    1. Banche i cui crediti inesigibili vengono poi pagati dai contribuenti, vedi MPS. Non è che qualche editore (grosso) ha debiti con qualche banca, ma tanto è lo stesso perché poi di debiti li appianiamo noi (vedi i 20 miliardi di MPS). Chiaro che in tal caso di vendere o meno non ti frega niente e allora puoi mettere tutti i pirla di sinistra che vuoi a dirigere e a scrivere. Bella la vita, vero?

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  4. Cavolate. Perché chi è di sinistra è facilitato, emerge più facilmente, in ogni campo artistico. Se sei non dico di destra, ma "non di sinistra", hai un ostracismo pazzesco, e parlo per esperienze vissute, non per chiacchiere. La tessera del Pd spalanca molte porte. Perché credete che lo sostengano ancora tanti "artisti", nonostante sia palesemente insostenibile? Non ho mai apprezzato né Recchioni né Faraci, quindi non mi interessa minimamente il loro progetto.

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  5. Faraci, Recchioni, Bevilacqua e Sio (+ lo "straordinario professionista" da milioni di copie vendute Marco Rizzo...chi è costui?)...nessuno di questi ha mai venduto (chi vuole smentire, esibisca i dati di vendita, please). Quindi...PROGETTO NATO MORTO. Evidentemente, come osserva Speed, la Feltrinelli, che,a quel che si dice...pare...sembra...non navighi in buone acque, ha soldi (delle banche) da buttare, tanto i debiti li ripianeremo noi...oppure, sono (semplicemente) impazziti...

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