venerdì 6 ottobre 2017

BONELLI E L'ASTUTA POLITICA DEI PREZZI ARTIFICIALMENTE BASSI: MERCATO IN CRISI E SENZA VIA DI SCAMPO!

In un pezzo recente ci siamo occupati di alcune storiche dichiarazioni di Max Bunker, alias Luciano Secchi, l'ex-responsabile della Editoriale Corno, creatore di Alan Ford e di Kriminal, fondatore di MBP e altre cose, su Sergio Bonelli. Il tutto in un editoriale pubblicato su Alan Ford n. 493 nel 2010. Senza ripetere concetti già esplicitati in quella sede, ci limitiamo a ricordare il succo del discorso: Sergio Bonelli, per il periodo in cui ha diretto la sua casa editrice, avrebbe mantenuto artificialmente bassi i prezzi dei suoi fumetti per mettere in difficoltà la concorrenza, costretta, quindi, a praticare i medesimi prezzi senza averne le possibilità. Scopo ultimo: indebolire gli altri editori al punto di spingerli fuori dal mercato! In un contesto normale (non nel mercato italiano, però!) se un fumetto vende meno di un altro, dovrebbe costare di più! Esempio per chi non ha capito: se la serie Alfa vende 100.000 copie e costa 3,50 euro, la serie Beta, che vende 50.000 copie, dovrebbe costare di più, diciamo circa 4,00 euro, per pareggiare le perdite derivanti dalle sue vendite rispetto a quelle maggiori della serie concorrente Alfa. Nel nostro pezzo abbiamo riportato anche alcune dichiarazioni di Maria Grazia Perini alias MGP, redattrice Corno fino al 1978 e nota ai lettori bolognesi del tempo! Ancora oggi molti editori seguono questa strategia, mettendo in difficoltà i concorrenti che vendono meno e che, in teoria, dovrebbero offrire le loro serie a costi maggiori ma non lo fanno per paura di perdere lettori diretti verso i prodotti di editori che costano meno. Una eccezione a questa regola è la Rw Edizioni! Ve lo sareste mai immaginato? Batman costa meno di Superman perché il primo vende di più! E probabilmente ha anche una tiratura minore.
 

Il concorrente diretto della Rw è la Panini Comics, che però segue la strategia bonelliana (diciamo, che lo ha sempre fatto). Non tutte le serie della linea Marvel vendono allo stesso modo eppure le serie di 48 pagine hanno tutte lo stesso prezzo: 2,90 (anche se a dicembre il prezzo salirà a 3,20 euro). Come si spiega questa cosa? Chi segue i supereroi sa bene com'è la situazione. Seguire le serie della Marvel è più conveniente. Costano di meno, sono stampate meglio e curate con più attenzione (anche se la mancanza di Luca Scatasta sulle serie mutanti si fa sentire!). Seguire la DC è più difficile. Le serie costano di più e non hanno tutte le stesso prezzo. L'editore italo-arzanese modula il costo in base alle vendite e alle tirature: più è basso il prezzo più alte sono le vendite rispetto alle altre collane il cui prezzo, a parità di pagine, è più alto. Lo scopo di tutto ciò? Se costringo il concorrente che vende meno a mantenere bassi i prezzi delle sue serie, venderà di meno, avrà meno utili e magari fallisce e si toglie dai coglioni. La Bonelli, che oggi è gestita da Simone Airoldi (ex-direttore della Panini) fa la stessa cosa: le sue collane regolari hanno tutte lo stesso prezzo: 3,80 (ma vedrete che fra qualche mese ci sarà un ulteriore aumento a 3,80 euro), ma la differenza di venduto tra di esse è enorme. Secondo i dati ufficiosi del 2016: Tex vendeva 170.000 copie, Dylan Dog 90.000 copie e Zagor 28.000 copie. Domanda: come cazzo è possibile che Tex, Dylan Dog e Zagor sono offerte ai lettori tutte allo stesso prezzo, ossia 3,50 euro? Questa strategia, nel corso del tempo, ha determinato l'uscita dal mercato di molti editori, tra cui la Dardo. I pesci piccoli per restare concorrenziali con l'Editore Bonelli, praticavano prezzi bassi pur senza poterselo permettere.
 
Con il passare dei decenni questa strategia ha avuto effetti benefici per la Bonelli, ma si è rivolta contro di essa come un boomerang. Non solo gli editori del suo segmento di mercato sono spariti, ma anche i lettori. Senza più un concorrente da distruggere, non c'era nemmeno bisogno di aumentare la qualità dei propri prodotti, che nel corso del tempo sono calati parecchio sotto questo profilo. I lettori lo hanno capito e progressivamente si sono allontanati dalla casa editrice milanese, che oggi sconta gli effetti devastanti dei suoi errori. Errori madornali. Negli ultimi due anni gli utili netti di bilancio sono calati del 79% passando da tre milioni e mezzo a poco più di 700mila euro. E la Bonelli cosa fa per sistemare le cose? Anziché aumentare la qualità delle sue collane punta sulle strategie che hanno causato negli anni passati il dissesto delle case editrici americane: cover speciali, gadget, volumi, ecc. Chi ha letto il numero di Dylan Dog uscito questo mese sa di cosa parliamo. C'è da dire che la gestione Airoldi non ha dato i frutti positivi: rispetto al bilancio 2015, il bilancio 2016 ha fatto registrare utili netti in calo del 61,39%. La Bonelli ora punta sempre di più sul colore, sui formati vicini ai comic book Usa, alle storie per un pubblico giovane, ma così facendo impallina la sua tradizione. Eppure durante gli anni novanta, la Star Comics, una piccola casa editrice che stampava edizioni economiche dei supereroi Marvel, provò a fare concorrenza alla Bonelli producendo la collana di Lazarus Ledd, il secondo bonellide della storia del mercato italiano (il primo fu Ronny Balboa di Sauro Pennacchioli). Lazarus Ledd fu creato da Ade Capone. Oggi c'è la ristampa di Kinowa, in formato bonellide, che la If propone a 2,90 euro! Al Plano.

1 commento:

  1. Un'altra mia affettuosa correzione da "nonnetto", se me lo permettere, su un dettaglio... primo "bonellide" Ronny Balboa? Suvvia, giovanotti! Di albi con il medesimo formato di Tex ne ricordo diversi già nella seconda metà degli anni '70... tipo Koko, Jesus o altri della GEIS, che della Bonelli riprendevano addirittura la grafica (costola bianca con scritta azzurra, stile e posizionamento del titolo, talvolta il medesimo "tondo" con il prezzo.

    Un saluto



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