giovedì 5 ottobre 2017

DYLAN DOG: UNA COVER DA URLO SCATENA IL PLAUSO DEL GAYOSO E GAUDENTE PUBBLICO DELL'INDAGATORE!

Molti lettori hanno trovato bizzarra (e a tratti anche provocatoria) l'iniziativa della cover variante di Dylan Dog n. 374, che sarà presentata a Lucca Comics 2017 al prezzo di 7,00 euro. Nel contesto di un forum, secondo la vecchia scuola comicussinapopolarfanzinara, sarebbe stata definita una trollata. Altri ci hanno visto un tentativo malcelato di spremere soldi ai collezionisti (che rappresentano circa la metà degli attuali 86.000 lettori di Dylan Dog). La moda delle cover speciali è nata in America in un mercato abbastanza sensibile a questo tipo di iniziative. Un numero con una cover speciale è niente altro che un albo uguale a quello con cover ordinaria, salvo che per la copertina, che presenta un disegno diverso o un effetto speciale. Il prezzo è quasi sempre doppio. Il prodotto è indirizzato ai collezionisti e/o ai fanatici disposti a comprare qualsiasi cosa che richiami, anche in maniera indiretta, il personaggio tanto amato. Per l'editore è l'occasione di raggranellare soldi e fare fronte alle perdite della collana. Molti lettori sono attirati da queste iniziative nella speranza che quel numero acquisisca un carattere collezionistico e aumenti il proprio valore di mercato. Alcuni comprano più copie di questi albi variant per rivenderli su eBay nella speranza di farci soldi. Cosa c'entra il lettore bonelliano con una moda tipicamente americana, che per giunta negli ultimi anni è in via di scomparsa? I più giovani ignorano che quando a metà degli anni novanta scoppiò la moda delle cover speciali, gli editori americani, Marvel e DC in testa, sfornarono una quantità industriale di questi prodotti. Le fumetterie ne acquistavano un numero elevato. La bolla esplose verso il 1997. La Marvel, anche in conseguenza di investimenti sbagliati (tra cui l'acquisto della Topps e della Panini), finì in amministrazione controllata, mentre la DC si ritirò in buon ordine limitando i danni. Oggi le cover speciali escono, ma in numero molto ridotto. I casi più eclatanti riguardano il famoso X-Men n. 1 di Claremont e Jim Lee del 1991 stampato con otto cover diverse, ognuna delle quali vendette 1 milione di copie cadauna per un totale di 8 milioni di copie vendute! Di recente, ci ha provato la Image con il numero 100 di Walking Dead uscito con un numero ancora maggiore di cover varianti, mentre Avatar Press propone per ogni numero di Uber 3 cover speciali divenute oggetto di culto tra i lettori della Destra americana. Le cover speciali decretarono anche la scomparsa di migliaia di comic store, che non erano riusciti a rivendere tutti quegli albi.
 

Cosa c'entra tutto questo con la Bonelli, che per tradizione si è sempre dimostrata aliena da certe strategie facendo valere la forza delle sue storie e il talento dei suoi fumettisti? Negli ultimi anni anche la casa editrice milanese è finita nel vortice della marvelizzazione fin da quando, nel marzo 2010, ha affidato la gestione dei suoi diritti esteri alla Panini! Da allora il processo di progressiva americanizzazione ha cancellato, uno per uno, i tratti distintivi della casa editrice, che oggi non è diversa da una qualsivoglia casa editrice americana. Nuove serie sempre più a colori, dai contenuti semplicistici ed immediati (tipo Orfani), formato americano (15x23 o 17x26) e un numero di pagine che oscilla tra 48 e 64. E cover speciali a profusione! Uno strillo sulla rete annunciava una cover da urlo. Una mano suona al campanello di Dylan Dog. Tutto qui? No, perché pare che se si apre l'albo esce un suono come le cartoline musicali o i libri per i bambini! Non era importante come rendere speciale questo albo, ma renderlo speciale in qualche modo. I collezionisti sono delle creature particolari. Sono dipendenti di un prodotto e comprano tutto ciò che lo richiama. L'editore lo sa e ne approfitta. Perché farlo con un albo di Dylan Dog e non con altri? Con Tex non si poteva farlo. Il pubblico di Tex è composto da gente adulta e matura, che avrebbero riso davanti ad una iniziativa di questo genere su un numero di Aquila della Notte. Per il pubblico che segue Dylan Dog il discorso è diverso. I lettori dylaniati sono, per la gran parte, persone dotate di scarsa cultura e di poca maturità. Una cover speciale, che farebbe gridare allo scandalo un lettore texiano, davanti al pubblico dylaniato suscita l'idea di qualcosa da avere ad ogni costo, anche se si tratta di una cosa sciocca e trascurabile come un albo che suona quando viene sfogliato! La scarsa cultura del lettore dylaniato, pertanto, provoca plausi a iniziative di questo genere, che servono all'editore per risolvere il grave problema delle scarse risorse che affluiscono nei suoi forzieri. Negli ultimi due anni, infatti, gli utili netti sono calati del 79% passando da tre milioni e mezzo a poco più di settecentomila euro. In casi del genere, si potrebbe tentare di invertire la rotta puntando su autori di qualità, grandi professionisti, che però costano parecchio. Si punta allora sulle stelline del web, che però al di fuori di esso sono sconosciuti, mentre l'americanata di turno serve vendere qualche copia in più. Tutto fa brodo in un momento difficile come questo. Anche una cover che urla! Sven Blomqvist.

3 commenti:

  1. Che oscenità. 7 euro per questo?
    Viene in mente l'espressione inglese "bells and whistles" (campane e fischi) cioè accessori inutili...

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  2. Cover brutta e che sembra un gadget per bambini.

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  3. Grazie per aver etichettato i lettori di dyd come persone di scarsa cultura.
    Leggo bonelli e fumetti da oltre 20 anni e prodotti di valore si sono alternati a ciofeche non ci vedo nulla di scandaloso
    Mercurio Loi personalmente lo trovo un piccolo gioiellino
    Orfani è un buon intrattenimento e il nuovo martin mystere accattivante (forse il meno forte dei 3) per citare i tanto criticati colorati poi se vogliamo fare un paragone con il passato per me sono migliori rispetto ad un akim o un comandante Mark o anche rispetto al mio amato mister no (quello però non scritto da nolitta )
    I gusti sono gusti
    Riguardo la copertina gadget mah io le eviterò come ho sempre fatto ma se serve a vendere qualche copia in più ben venga come tutti i vari gadget nati in questi ultimi anni

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