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lunedì 27 novembre 2017

L'UOMO RAGNO N. 687! MEGA-RECENSIONE! THE OSBORN IDENTITY! CHE DELUSIONE! SLOTT QUANDO TE NE VAI?

A grande richiesta ritornano le mega-recensioni della collana dell'Uomo Ragno, in specie dopo che il curatore della versione italiana della testata, Max Brighel, ha pubblicato una nostra missiva. La qualità delle storie non è migliorata, anzi. Al di là dei consueti contenuti politici di sinistra, abbiamo notato lo sforzo degli autori di aumentare il tasso di azione delle trame con continui colpi di scena. Nella prima storia, tratta da The Amazing Spider-Man (vol. 3) n. 26, Slott propone una saga con al centro ancora Norman Osborn, sempre più pazzo e pronto a minacciare il mondo. Ritmo alto con l'Uomo Ragno e Mimo impegnati a catturarlo nel contesto di un gala di beneficenza a Shangai della Fondazione Zio Ben! Il buon Norman, nel frattempo, si è dato da fare per costruire una nuova impresa per la vendita di armi di distruzione di massa e ha pensato bene di usare l'occasione per testare le stesse contro due supereroi. Il tono della storia è infantile e al più potrebbe colpire l'immaginazione di un bambino di otto anni, ma non il lettore adulto, che si chiede che fine abbia fatto la versione per i maggiori di età della collana. Zero introspezione, nessuna riflessione, solo azione, inseguimenti, esplosioni, ecc. Lo stesso Peter Parker, che fa battute sulla zia divenuta ormai ricca e Harry Osborn redivivo che lavora alle sue dipendenze (ha cambiato il cognome in Lyman per non essere più associato al folle genitore!) non sono credibili. Ed il colmo viene toccato alla fine. Tra il lusco e il brusco Peter propone a Mimo di avviare una relazione sentimentale non legata da vincolo di matrimonio. Il colmo della stupidità. Non sappiamo fino a che punto a D. Slott sia stato imposto di scrivere questa roba, con un livello così basso da risultare fuori scala perfino per i suoi schemi non proprio eccelsi, però è evidente che non si può continuare in questo modo. La Marvel oggi è questa senza dubbio e se vende poco non può che attribuire la responsabilità a storie assurde come quella che abbiamo appena letto. Una volta la Marvel pubblicava delle storie infantili dell'Uomo Ragno, ma erano relegate in serie create ad hoc per bambini. Una di queste era Spider-Man Adventures uscita nel dicembre 1994, ma era realizzata da due giganti: Nel Yomtov ai testi e Alex Saviuk ai disegni. Le storie erano proprio come questa di Slott. Tanta azione, poca introspezione e botte da orbi. Ma era per bambini! Alla fine, improvvisamente, solo perché Peter ha deciso di aiutare Silver Sable a lottare contro il tiranno del suo Paese, si ritrova contro lo Shield, che non può non correre in aiuto del tiranno e al contempo chiudere tutti i rapporti di fornitura di tecnologia con la Parker Industries. Tra una tavola e l'altra, alla velocità della luce, Peter è diventato un criminale ricercato. Complimenti, Slott. Qui ti sei superato. Ovviamente, siamo ironici. Ma non è che i bambini siano così infantili, eh!
 

La seconda storia dell'albo è tratta dal secondo numero della nuova serie di Renew Your Vows, la collana che narra le avventure di un Peter Parker di un mondo alternativo dove è sposato con Mary Jane (pare che da queste parti OMD non abbia fatto danni). Hanno anche una figlia, Anna, che dimostra poteri ragneschi. Una buona occasione per narrare grandi storie dell'Uomo Ragno con il veterano Gerry Conway ai testi. E invece niente. Anzi, pare che il vecchio Gerry, che non ha mai nascosto le sue simpatie per la sinistra, abbia fatto a gara con Dan Slott a chi scrive la storia più infantile. A differenza di Amazing si nota un po' più di impegno. I personaggi sembrano avere una mente e non sono vuoti, però Conway ci presenta una Mary Jane Watson che ha deciso di aiutare il marito a fare il supereroe, sfoggiando per l'occasione una tuta basata sulla tecnologia del Reggente. Per questo motivo, quando i due sono vicini Peter si indebolisce perché la tuta succhia la sua energia ragnesca! La storia però ha il merito di far pensare Mary Jane con una riflessione di ciò che costa essere partner di un supereroe e fare la mamma a tempo pieno. Il cattivone di turno è un orrendo Uomo Talpa! Niente da fare, Gerry! Slott ti ha superato. La terza storia dell'albo ospita l'ultimo numero della sesta serie di Spider-Woman. 20 pagine per salutare i lettori e presentare il nuovo status quo della protagonista, ora felicemente fidanzata con il Porcospino. La stronza si era fatta inseminare artificialmente per provare il gusto di essere madre. Farlo in modo naturale scopando qualcuno nel matrimonio no eh? Dopo le prime storie in cui la suddetta stronza decantava le lodi della sua nuova vita del cazzo, arriva il Porcospino e tra di essi nasce l'amore. Adesso la figlia ha anche un padre. Ok, però il Porcospino è già sposato con un'altra donna con cui ha avuto già dei figli! La storia finisce così con il party in cui sono intervenuti tanti supereroi. Un peccato perché la serie si stava mettendo bene. Chiude sul più bello. Dennis Hopeless, al di là dei soliti contenuti anticlericali, non ha fatto un lavoro cattivo. Peccato per i disegni che sembrano infantili come quelli di Silk, che continua ad essere l'oggetto misterioso della serie italiana. Il perché Brighel continui a proporre questa collana in Italia è noto: non ci sono alternative per riempire il quindicinale, che ha bisogno di sei storie al mese. A parte i disegni infantili di Irene Strychalski (ma chi cazzo è?), Robbie Thompson vorrebbe farci credere che basta creare un clone di un cadavere per attirare lo spirito in quel corpo! Poteva mancare l'assalto alla Fede cristiana? Ma no! Ehi, Rob perché non provi a fare la stessa cosa con gli islamici? Magari non è il caso, eh? Ora che il Muslim Ban è diventato legge dello Stato in America, magari si può! Intanto, è arrivato il nuovo e-i-c Cebulski. Speriamo bene. Dimitri Temnov.

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