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martedì 13 febbraio 2018

RECCHIONI PARLA DEL FUTURO DI DYLAN DOG E I SUOI FAN CHIEDONO UN NOSTRO ARTICOLO SULL'ARGOMENTO

Sono rare le occasioni in cui Roberto Recchioni, nonostante sia curatore editoriale di Dylan Dog per Sergio Bonelli Editore (si dice, per volontà di Sclavi, ma su questo nutriamo dubbi alla luce delle dichiarazioni rese dal creatore del personaggio). I motivi li abbiamo spiegati in questo pezzo. Recchioni è considerato dal fandom storico dylaniato come colui che, anziché rilanciare il personaggio, lo ha modificato troppo, contribuendo, secondo taluni, alla crisi definitiva della serie, non solo come vendite ma come attenzione socialmediatica. Mentre prima ogni occasione era buona per avvicinare il suo nome alla creazione sclaviana, ricevendone quella attenzione per i suoi lavori precedenti da parte di molti editori (che hanno fatto a gara per le ristampe), oggi, alla luce del flop, se ne astiene, rompendo il silenzio solo per le necessità di lancio di nuove iniziative dylaniote, come quella di cui parleremo fra poco. Forse Recchioni pensava che attaccare il fandom storico di Dylan Dog sarebbe stata una buona idea (nel n. 344 li definì nostalgici reazionari terminando l'articolo con nun ce rompete e imitando una infelice uscita dello stesso Sclavi negli editoriali del n. 93). Alle critiche sui social reagì prima sostenendo che chi lo attaccava erano dei fake e poi sostenendo che gli attacchi erano dettati da motivi personali, senza mai spiegare perché perfetti sconosciuti avrebbero dovuto attaccarlo sul piano personale).
 

Recchioni pensava di potere fare a meno del fandom storico dylaniota, ritenendo che nuovi fan sarebbero accorsi in egual numero per sostenerlo? Ci sembra impensabile come impensabile era che un nuovo fandom potesse sorgere sulla base di idee rivelatesi velleitarie, avendo riempito la serie di riferimenti politici di sinistra o di estrazione esoterica, satanica e massonica (si leggano i nn. 340, 341 e 361). Recchioni è impegnato in questi giorni nella promozione di un volume a fumetti scritto e disegnato da lui per la Feltrinelli, dove è stato chiamato dal suo amico Tito Faraci (colui che nel 2006 lo presentò a Marcheselli agevolando il suo ingresso alla Bonelli e probabilmente l'anno prima alla Astorina). Viste le polemiche e il malcontento che si è formato intorno alla sua persona nel mondo dylaniato (basta dare una lettura alle critiche che nei siti, sui social e sui forum dylaniati) potrebbe avere ritenuto che, vista la promozione del suo fumetto (che lo vede come autore completo), è meglio tenere un profilo basso e non esporsi troppo nel mondo dylaniato potendo questo nuocere agli sforzi di lancio del suo ultimo lavoro per la Feltrinelli (la neonata linea comics dell'editore storicamente schierato per la sinistra italiana dipende infatti da questi primi lanci). Oggi Recchioni ha rotto il silenzio e ha parlato del futuro di Dylan Dog. Lo ha fatto dalle colonne del suo account pubblico di FB con le seguenti dichiarazioni:
 
Appena finito il tour mi devo mettere a completare la serie dei samurai e, soprattutto, a scrivere Dylan Dog 400. Il titolo provvisorio è Mater Triumphans , sarà disegnato da Gigi Cavenago e, oltre a rappresentare la conclusione della trilogia di Mater Morbi, chiuderà le fila del discorso aperto da Spazio Profondo e dal ciclo della Meteora. Non vedo l'ora ma sarà una storia difficilissima da cui, poi, tutto l'universo di Dylan ripartirà. Della serie dei Samurai parla da anni. Qualche mese fa Bottero sostenne che era stata bloccata. Recchioni smentì dicendo che era in atto la ricerca degli artisti. Dalla Bonelli non arrivò alcuna conferma di queste sue parole. Ne abbiamo parlato qui. Ora sostiene di stare per scrivere i testi di Dylan Dog n. 400 e che il titolo sarà Mater Triunphans (un riferimento alla trilogia satanica dei film di Dario Argento?) affidato ai disegni del suo amico Gigi Cavenago (che di recente ha spodestato Stano dalla carica di copertinista della serie inedita, ne abbiamo parlato qui). Dice che questa storia chiuderà il ciclo avviato con Spazio Profondo con il numero 337. Sui social si scatena l'esultanza dei fan che, leggendo in queste parole la conferma della uscita di scena di Recchioni come curatore di Dylan Dog, hanno pregustato il momento di un ritorno del personaggio ai classici toni sclaviani. Uno sviluppo logico alla luce del disastroso rilancio del 2013. A smorzare l'entusiasmo ci pensa lo stesso Recchioni.


Il fumettista romano, che da mesi non nasconde simpatia per il PD (e poiché il PD è partito erede del PCI, si può concludere che Recchioni si sia convertito al comunismo?) parla di un ciclo della meteora come un arco narrativo di Dylan Dog che dovrebbe partire a ottobre 2018 (cos'è un evento Marvel?!) di dodici numeri legati da stretta continuity! Un fatto quasi surreale. Recchioni è da 4 anni su Dylan Dog e solo ora gli è venuto in mente di inserire eventi in continuity? I lettori si sono subito chiesti: dopo il n. 400 te ne vai dalla Bonelli? Recchioni dice di no. Da voci di corridoio si sa che, pur essendo il suo contratto in scadenza a settembre 2018, ha chiesto ed ottenuto il rinnovo fino al 2020 (in realtà, pare volesse un contratto fino al 2023). Recchioni ha alluso ad un grosso evento che si dovrebbe vedere nel n. 400 e da cui Dylan ripartirà (chissà, magari con un nuovo n. 1!). Vuole lasciare una traccia prima di uscire di scena? Bisognerà vedere per allora quanto le vendite saranno scese. Ora, secondo dati ufficiosi, siamo a 78.000 copie. Nella sua gestione sono stati polverizzati 42.000 lettori (nel 2013 la collana vendeva 120.000 copie) con una perdita di oltre 10.000 lettori ogni anno. In realtà, tutte le collane Bonelli perdono lettori ogni anno. Finora contiamo 55 commenti sotto il suo post (Recchioni, però, ha oltre 30mila fan dichiarati sul profilo Facebook ufficiale). Quattro anni fa i commenti sarebbero stati centinaia.

Non è tanto la vena polemica di Recchioni ad essersi abbassata quanto il fatto che è calata su Dylan Dog una massiccia coltre di indifferenza. Un altro fenomeno curioso si è verificato nei commenti e ci ha riguardati come sito. Fino ad un paio di anni fa i commenti che ci citavano come sito sarebbero stati cancellati. Oggi Recchioni li lascia lì! I suoi fan hanno chiesto a gran voce un nostro pezzo sull'argomento! Ed eccoli accontentati. Sopra potete notare cosa hanno scritto su di noi. Qualcuno di loro ci ha pure scritto, avvisandoci che Recchioni aveva fatto un post su Dylan Dog chiedendoci di parlarne. Anche se, ormai, dal gennaio 2018 ci occupiamo poco del mercato italiano, avendo spostato l'attenzione sul mondo, più di qualità, di comics e manga. Le mega-rece di Dylan Dog continueranno ad apparire. Tra qualche settimana leggerete quella del n. 375. E continueranno ad apparire articoli sulle collane italiane che chiudono e quelli che parlano dei dati di vendita. Le uniche cose che interessano di ciò che resta del panorama fumettistico italiota devastato dalla sinistra. I fan di Dylan Dog che vivono in un mondo immaginario non saranno d'accordo, però mentre Batman o Spider-Man sono noti in tutto il mondo, Dylan Dog è sconosciuto. Pensate che il volume di Mater Morbi di Recchioni in America ha venduto 341 copie! Pensavate che le vendite estere avrebbero pareggiato le vendite italiane? Marshall Mathers.

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